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UNESCO: il United World Project per la promozione di una “Cittadinanza globale”

 
29 Novembre 2017   |   , ,
 

Chantal Grevin, rappresentante principale dell’ONG New Humanity, presso l’UNESCO a Parigi, ha preso parte alla 39esima Sessione della Conferenza Generale degli Stati membri, presentando alcune buone pratiche proposte dai Giovani per un Mondo Unito nel contrasto all’estremismo violento, e per la promozione della pace.

«Dal 2012, l’UNESCO ha sviluppato nei suoi programmi uno strumento con un enorme potenziale: la cittadinanza globale. Proprio come nel 1978, ha avuto l’audacia di parlare di “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, andando al di là del quadro nazionale così, oggi, l’UNESCO avanza il concetto di “cittadinanza globale “[… ]».

Durante il suo intervento, la dottoressa Grevin ha elogiato la scelta dell’UNESCO di promuovere il concetto di cittadinanza globale come soluzione-chiave per risolvere il problema dell’estremismo violento, soluzione che può passare anche attraverso l’educazione dei giovani a sentirsi cittadino del mondo. In particolare, Chantal Grevin ha presentato l’esperienza dei Giovani per un Mondo Unito e il loro impegno nel United World Project, per la diffusione della fraternità universale.

«Dal 1996, i giovani della ONG New Humanity hanno abbracciato l’ideale del mondo unito. I “Giovani per un mondo unito”, come si definiscono, intraprendono tutti i percorsi possibili per costruire la fraternità universale, sono impegnati in campagne internazionali a sostegno della pace, agiscono quotidianamente moltiplicando i “frammenti di fraternità” che promuovono e che scoprono negli altri (azioni per i più bisognosi, persone sole, immigranti, vittime di disastri naturali, etc.). Mettendoli insieme, vedono che il loro sogno è realizzabile».

Anche la Settimana Mondo Unito ha trovato spazio nel suo discorso davanti alla platea della Conferenza Generale dell’UNESCO.

«Ogni anno, durante la Settimana Mondo Unito, si incontrano fisicamente in un luogo del globo e virtualmente via internet, per rendere visibili le azioni di fratellanza che fanno, che altre ONG fanno, perché i governanti dei loro paesi possano vedere che il mondo unito va avanti, non solo nel loro paese ma in ogni continente».
La dott.ssa Grevin ha anche presentato il primo Atlante della Fraternità e ha concluso il suo discorso facendosi portavoce dei Giovani per un Mondo Unito:

«Loro vorrebbero che la Settimana Mondo Unito venisse riconosciuta dalle Nazioni Unite e divenisse patrimonio di tutti, come strumento per diventare cittadini del mondo. Altre ONG, come la BICE (International Childhood Bureau), e l’OIEC (International Organization of Catholic Education), sostengono questa petizione per l’educazione alla cittadinanza globale».

Un momento storico, il 6 novembre 2017, dove New Humanity e i Giovani per un Mondo Unito hanno unito il loro “frammento di fraternità”, il loro lavoro per costruire il mondo unito a quello dell’UNESCO, perché: «[…] L’articolo n.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – “Tutti gli esseri umani devono agire l’uno verso l’altro in uno spirito di fratellanza“, non rimanga una parola vuota.

Rivedi qui, il video dell’intervento.

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