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Il Genfest in Burkina Faso “Au-delà des frontières”

 
15 Maggio 2019   |   Burkina Faso, Settimana Mondo Unito, Genfest
 

Domenica 12 maggio, il Burkina Faso è stato scosso dall’ennesimo attacco terroristico contro una comunità cristiana. Un gruppo di circa 20 uomini armati ha fatto irruzione aprendo il fuoco durante la Messa, nella chiesa del Beato Isidore Bakanja nel villaggio di Dablo, nel nord del Paese, uccidendo il sacerdote burkinabè Abbé Siméon Yampa, di 34 anni, e altre cinque persone. Negli stessi giorni, a Bobo Dioulasso, la seconda più grande città del Burkina Faso, nella zona sudoccidentale, si svolgeva il Genfest dal titolo “Au-delà des frontières”, a cui hanno partecipato circo 800 giovani burkinabè ma anche del Benin, del Niger, della Costa d’Avorio, e del Mali. Una due giorni di approfondimento in cui ci si è confrontati su temi quali il dialogo interreligioso e l’interculturalità, si sono condivise esperienze, laboratori, musica e preghiera. Ecco cosa ci hanno scritto alcuni giovani partecipanti.

«Dopo due giornate intensissime di Genfest, tutti eravamo molto contenti. I circa 800 partecipanti alle due giornate erano felici di far parte di un’unica famiglia, nonostante le loro diverse appartenenze religiose (c’erano: musulmani, cristiani, fedeli delle religioni tradizionali).

La grande festa di conclusione durata più di tre ore, quando ne erano state previste soltanto due, rendeva palese che le persone non volevano andarsene più via. Tanti, infatti, provenienti dalle nazioni vicine (Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Congo…), dovevano ripartire perché da loro è ancora periodo di lezioni all’università.

Molto contrastante trovare, nella stessa nazione, da una parte, un evento organizzato e portato avanti dai giovani di diverse culture e nazioni, che sono riusciti a interessare e coinvolgere i loro responsabili civili e religiosi per dialogare sulla fraternità e la pace, sognando un futuro senza frontiere; dall’altra, le prime pagine dei principali quotidiani del mondo e le aperture dei tg che raccontavano la seconda strage di cristiani in meno di quindici giorni, nella parte nord del Paese!

Sconcertante, che questa città (Bobo Dioulasso, la seconda più grande città del Burkina Faso, nella parte sudoccidentale del Paese, n.d.r.) ricca di diversità e di armonia, dove non ci sono divisioni fra le sue diverse culture, non venga fatta conoscere dai mass media di tutto il mondo!

Non ha perso il sorriso e l’entusiasmo Fayçal, il giovane musulmano che, insieme ai sui amici cristiani di varie denominazioni, animisti e di varie nazionalità, hanno portato avanti la loro iniziativa nonostante le grandissime sfide che hanno dovuto affrontare: i costi alti della sala, gli impianti, la mancanza di elettricità proprio nel momento in cui doveva iniziare il programma; l’aria condizionata, così necessaria in questa città, che non ha funzionato; i ritardi del cibo, dei trasporti! Ma sempre sorridenti, pieni di entusiasmo e di slancio!

Insomma, questi ragazzi hanno fatto sperimentare il più bel regalo dell’Africa: la famiglia, la gioia e l’accoglienza!».

Amanda, Luca e Ramiro.

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