United World Project

Workshop

Pathways for a United World: la “End Poverty Week”

 
5 Marzo 2019   |   Mondo, Pathways for a United World, Y4UW
 

Come è andata la End Poverty Week lanciata dai Giovani per un mondo unito? Ecco, alcune delle iniziative che si sono svolte nel mondo!

Parigi

Un gruppo di “gen” (di giovani dei Focolari) che vivono nella capitale francese ci scrivono: «Dato che a Parigi ci sono tantissime persone senza fissa dimora, abbiamo deciso di fare qualcosa per loro. Ognuno di noi, durante la settimana, andando all’università o al lavoro, ha cercato di portare loro uno spuntino o un pasto. Abbiamo anche creato un gruppo WhatsApp, dove condividiamo le diverse esperienze fatte, per motivarci a dare sempre qualcosa in più ogni giorno!».

Ecco alcuni messaggi che sono circolati sulla chat:

Jasmine: Ho potuto dare da mangiare a due clochard, Gabriel et Ottman, che vivono non lontano da casa mia. Erano sorpresi delle mie attenzioni e contenti che stasera li ho invitati a casa. Mi hanno detto che preferiscono zuppa calda e legumi, per dormire meglio!

Camille: Oggi ho regalato un pasto ad una persona senza fissa dimora che ho trovato nella metro.

Anna: Anch’io questa mattina ho regalato una mela ad un povero che incrocio sempre andando alla metro. E’ stato tanto riconoscente e mi ha toccato molto che una cosa così piccola possa avere un così grande effetto.

Myriam: Io oggi ho preso qualcosa da mangiare da casa, per non spendere soldi alla mensa. Ho intenzione di fare questo sforzo per tutta la settimana e di donare quanto raccolto alla fine della settimana. Un’altra piccola cosa che cerco di fare, è di ridurre lo spreco di acqua quando lavo i piatti o quando mi lavo, pensando alle persone che non hanno accesso all’acqua! Domani tento con i senzatetto.

Maria: Oggi, non ho fatto molto se non correre. Sono stata attenta a non comprare il superfluo (ad esempio, il cioccolato e il succo di frutta che volevo). Ho comprato la pasta biologica che ho scoperto davvero a buon mercato.

Italia

Castelli Romani – I gen che si trovano al Centro Gen hanno condiviso lo scorso sabato con alcuni migranti di un Centro di Accoglienza, che si trova nei pressi di Velletri, nei Castelli Romani (RM). Ci scrivono:

«Lì, abbiamo trovato una famiglia dell’Egitto che ha condiviso con noi la propria esperienza. Inoltre, abbiamo fatto una comunione di vestiti e cibo con loro».

Loppiano (FI) – Anche i giovani che frequentano le scuole di formazione per i Gen nella cittadella Internazionale di Loppiano hanno partecipato all’iniziativa, coinvolgendo la cittadella. Ecco cosa ci hanno scritto:

«Un’azione che abbiamo scelto è quella di non comprare i “generi di conforto” come patatine, biscotti, Nutella ecc. Un’altra iniziativa è il risparmio di energia elettrica. Ogni giorno alle 21.30 smettiamo di usare l’elettricità in casa. Invece di passare il tempo sui nostri telefonini o guardando un film, trascorriamo del tempo l’uno con l’altro. Poi, venerdì 22 febbraio, abbiamo dedicato la serata del “LoppiBar” alla #EndPovertyWeek, con un concerto e dei giochi. Inoltre, abbiamo deciso di fare docce più brevi, e di condividere i nostri beni nel Fagotto del Polo Lionello Bonfanti. Il corrispettivo di quanto “risparmiato” di questa settimana vorremmo destinarlo ad un fondo per i giovani del Venezuela».

Brasile

Alcuni giovani di São José dos Campos, nello stato di San Paolo, hanno aperto la settimana il lunedì, con la lettura di uno degli scritti di Chiara Lubich, “Essere un altro Gesù” (23 novembre 1950) a cui è seguito un momento di comunione. Raccontano: «Ci è sembrato che fosse un buon modo per preparare i nostri cuori per la settimana a venire». Poi, il 20 febbraio hanno partecipato ad un evento che si svolge da oltre un decennio, e guidato dai Piccoli Missionari di Maria Immacolata: «È un appuntamento in cui si distribuisce cibo ai meno fortunati che vivono nelle strade di São José dos Campos. Noi abbiamo offerto il dessert ma abbiamo ricevuto molto di più in cambio. È stato un momento di crescita personale e spirituale per tutti coloro che sono stati coinvolti».

India

Dei giovanissimi di Mumbai hanno creato un’attività di raccolta di giornali e quotidiani destinati ad essere riciclati, per aiutare un gruppo di donne in difficoltà e per i loro figli (11 donne e 7 bambini) che vivono nella casa famiglia chiamata “Shantigar”, e gestita dalle Sorelle dello Spirito Santo a Mumbai. La raccolta si è svolta il 24 febbraio. Ci scrivono Alvin e Tiya (13 anni): «Un giorno, uno dei nostri genitori ha visitato questa casa famiglia e si è accorto che spesso non avevano cibo sufficiente. Così, ci siamo incontrati e abbiamo deciso di fare qualcosa. Abbiamo pensato di scrivere una lettera ai nostri vicini per chiedere se potevamo raccogliere i loro giornali. Dopo due giorni, alcuni di noi sono andati di casa in casa a spiegare il nostro progetto “Fame Zero e che cosa vogliamo fare con il ricavato della raccolta dei giornali. Abbiamo distribuito circa 200 lettere e coinvolto non solo i nostri vicini cattolici ma anche persone di altre fedi. In due ore, abbiamo raggiunto circa dieci edifici e siamo entrati in uno di cinque piani dove non conoscevamo nessuno. Ci siamo avvicinati di nuovo ad alcune case che prima erano bloccate. Con nostra sorpresa anche i nostri fratelli e sorelle più piccoli sono venuti con noi, per poter coprire più edifici. Molti, specialmente quelli appartenenti ad altre fedi, ci hanno incoraggiato con le loro belle parole, dicendoci che quello che stavamo facendo era davvero un’ottima iniziativa. Vogliamo raccogliere i giornali ma anche del cibo per la casa di Shantighar. Un signore anziano, quando ha letto la lettera, ci ha detto che non aveva i giornali ma ci ha dato immediatamente dei soldi per comprare i cereali. Un’altra signora dopo pochi giorni ha chiamato uno di noi per sapere dove poter lasciare i suoi giornali, perché nel giorno previsto per la raccolta non sarebbe stata a casa. Ieri, un’altra persona ci ha chiamato e ci ha detto che, poiché aveva pochi giornali, era felice di contribuire con del denaro. Anche alcuni dei nostri genitori ci hanno aiutato nel giorno della raccolta».

Nigeria

Abbiamo ricevuto notizie anche dalla Nigeria, da cui ci scrivono dalla città di Calabar, nella regione più a sud della Nigeria:
«Questa settimana è stata una settimana difficile a causa delle nostre elezioni, e così tante persone sono state caute. In effetti, attendiamo ancora i risultati. Durante questa settimana, siamo stati in grado di dare qualcosa ogni giorno individualmente: il nostro tempo, amore e cura extra, soldi, cibo. Come gruppo, abbiamo fatto visita ad un orfanotrofio, con le piccole cose che potevamo condividere. Abbiamo spiegato loro perché lo stavamo facendo e che tutti abbiamo qualcosa da dare. Anche loro hanno pregato perché nessuno più sia nel bisogno e ci hanno scritto quello che sentivano di poter dare».

Insomma, guardandoci attorno, ci sembra di poter dire che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: mettere in luce le tante iniziative fatte per l’eliminazione della povertà e sensibilizzare tanti a questo obiettivo. Adesso è importante non fermarsi, continuando a guardarci attorno, facendo nostri i bisogni della nostra gente, per arrivare un giorno all’obiettivo: “No one in need”.

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