{"id":69233,"date":"2012-12-17T14:03:53","date_gmt":"2012-12-17T13:03:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/kampala-agosto-2011\/"},"modified":"2012-12-17T14:03:53","modified_gmt":"2012-12-17T13:03:53","slug":"kampala-agosto-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/kampala-agosto-2011\/","title":{"rendered":"Kampala, Agosto 2011"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;\u00abAeroporto di Malpensa, 2 agosto 2011: destinazione \u201cKampala \u2013 Uganda\u201d, sto per realizzare il mio desiderio di conoscere di persona un pezzo di mondo diverso dal nostro caotico e frettoloso occidente. L\u2019emozione \u00e8 tanta, anche se ancora non posso immaginare che quelle quattro settimane diventeranno una delle esperienza pi\u00f9 belle e pi\u00f9 importanti della mia vita.<br \/>Per un mese ho condiviso la casa e la quotidianit\u00e0 con un\u2019altra ragazza italiana e tre ugandesi e questo mi ha costretta fin da subito a mettere da parte ogni abitudine \u201coccidentale\u201d, ogni modo di fare o di pensare, per aprirmi a loro e alla loro vita: ma quelli che all\u2019inizio erano piccoli sacrifici presto sono diventati ricchezza, un nuovo modo di pensare e di relazionarmi con chi avevo intorno.<\/p>\n<p>Mi ha colpita la concezione che gli africani hanno della persona: per loro al centro di ogni cosa sta la persona, l\u2019altro, e non il tempo, la fretta, gli impegni. E cos\u00ec, ad esempio, una riunione inizia quando tutti sono arrivati, e non solo quando lo dice l\u2019orologio, o l\u2019autobus parte quando \u00e8 pieno e tutti sono saliti, e non ad un orario prestabilito. \u201cCome potete voi occidentali basare le vostre giornate sullo scorrere del tempo, che non vi appartiene e non potete controllare in alcun modo?\u201d: una domanda che ancora mi risuona dentro quando mi lascio travolgere dalla frenesia delle giornate, rischiando di ignorare le persone che ho attorno.<\/p>\n<p>Tipico dell\u2019Africa sub-sahariana \u00e8 il concetto di \u201cUbuntu\u201d, un\u2019espressione che pu\u00f2 essere tradotta come \u201cIo sono ci\u00f2 che sono per merito di ci\u00f2 che siamo tutti\u201d. A questo proposito, Nelson Mandela ha detto: \u201cUbuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunit\u00e0 che mi sta intorno a migliorare?\u201d. Quanta saggezza in queste parole! E mi sono accorta, durante quel mese a Kampala, che non si tratta solo di parole ma di vita vera, di quotidianit\u00e0 vissuta nella prospettiva del \u201cnoi\u201d e non solo dell&#8217;\u201dio\u201d: tutto \u00e8 in comune, tutto \u00e8 fatto insieme, i figli dei vicini sono come i tuoi e anche l&#8217;ospite pi\u00f9 sconosciuto che capita per sbaglio in casa tua diventa immediatamente parte della famiglia.<\/p>\n<p>Non scorder\u00f2 mai la commozione provata quando sono stata invitata a pranzo dalla famiglia di una delle mie coinquiline: una casa senza bagno in un quartiere non cos\u00ec diverso da una baraccopoli, eppure la tavola era imbandita e il pasto abbondante. Perch\u00e9 non importa quanti sacrifici ti costi invitare a pranzo le amiche di tua figlia: l\u2019ospitalit\u00e0, la reciprocit\u00e0 e la condivisione con l\u2019altro contano pi\u00f9 di ogni altra cosa.<\/p>\n<p>Ho lasciato l\u2019Uganda sentendomi pi\u00f9 ricca di prima. Per settimane sono stata straniera, quella con un colore della pelle diverso, una lingua diversa, abitudini diverse; eppure sono sempre stata accolta, ho sempre trovato un sorriso e una stretta di mano, mai mi sono sentita discriminata o fuori posto.<\/p>\n<p>Adesso, incontrando per strada i tanti immigrati che abitano nella mia citt\u00e0, mi sembra di vederli con occhi nuovi: cerco di calarmi nei loro panni. Questo pezzo di Africa che ogni giorno sbarca in Europa merita, secondo me, quella stessa, enorme accoglienza che io per prima, pur straniera e bianca, ho ricevuto in Uganda: \u00e8 condivisione, \u00e8 reciprocit\u00e0, \u00e8 \u201cUbuntu\u201d, \u00e8 qualcosa che va ben oltre il semplice rispetto per \u201cil diverso\u201d. Che poi, diverso da chi? Poche ore di aereo e \u201cil diverso\u201d sei tu, e ti rendi conto che siamo tutti molto pi\u00f9 simili di quanto non si creda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 10 al 13 maggio 2013 la \u201ccittadella Piero\u201d, a Nairobi, ospiter\u00e0 la Scuola di Inculturazione, un laboratorio che quest\u2019anno ha come tema principale \u201cla persona\u201d nelle varie tradizioni africane. Un gruppo di giovani parteciper\u00e0 inoltre per segnare la prima tappa del Progetto \u201cSharing with Africa\u201d. Di seguito il racconto di Giulia, dopo la sua esperienza in Uganda.<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69233","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Kampala, Agosto 2011 - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/kampala-agosto-2011\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Kampala, Agosto 2011 - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dal 10 al 13 maggio 2013 la \u201ccittadella Piero\u201d, a Nairobi, ospiter\u00e0 la Scuola di Inculturazione, un laboratorio che quest\u2019anno ha come tema principale \u201cla persona\u201d nelle varie tradizioni africane. 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