{"id":69360,"date":"2013-11-28T21:05:29","date_gmt":"2013-11-28T20:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/carceri-in-italia-sviluppare-la-relazione\/"},"modified":"2013-11-28T21:05:29","modified_gmt":"2013-11-28T20:05:29","slug":"carceri-in-italia-sviluppare-la-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/carceri-in-italia-sviluppare-la-relazione\/","title":{"rendered":"Carceri in Italia, sviluppare la relazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00c8 il racconto di P.B. che opera come volontario<\/strong> nel carcere di Padova, testimonianza di una dignit\u00e0 che varie storie mettono in rilievo e che nasce dai piccoli gesti quotidiani. \u00c8 stata raccolta nell\u2019ambito di un laboratorio, il primo, per gli operatori delle carceri in Italia organizzato dal Movimento Umanit\u00e0 Nuova (Focolari) insieme alla rete internazionale Comunione e Diritto (CeD). L\u2019incontro si \u00e8 tenuto il 9 e 10 Novembre scorsi a Castelgandolfo (RM).<\/p>\n<p><strong>Cinquanta persone, tra volontari carcerari, insegnanti<\/strong>, un assistente sociale, una ex carcerata, un magistrato di sorveglianza, un ex presidente di tribunale ora in pensione. C\u2019\u00e8 anche un sacerdote anglicano con la moglie, che, insieme ad altri, vuole approfondire il tema. Sono loro i protagonisti di questo primo seminario: laboratorio quanto mai attuale per la situazione carceraria che vive l\u2019Italia, e che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha recentemente denunciato.<br \/>\nQualche dato: 45.647 posti nelle carceri a fronte di 65.831 carcerati, pi\u00f9 di 20.000 persone in esubero che si trovano a scontare la pena in situazioni umanamente invivibili per la mancanza di spazi e delle pi\u00f9 elementari norme igieniche: per non parlare delle violenze e dei soprusi che notoriamente si vivono in questi ambienti. Come rispondere a questo stato di cose?<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo cercato di addentrarci nella sofferenza e, a volte, impotenza umana di fronte a queste situazioni \u2013 racconta Francesco Giubilato, assistente sociale \u2013, puntando cos\u00ec all\u2019essenziale: la persona e la relazione. La persona con le sue sofferenze, i suoi bisogni e le aspettative del carcerato, della guardia carceraria, dell\u2019operatore carcerario fino alle loro famiglie e alla Comunit\u00e0. La relazione, quella vera, quella che allieva la solitudine ed il dolore e che a volte risana. Relazione attenta al bisogno e creativa nelle soluzioni pur nel rispetto della norma&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il programma del laboratorio ha messo in rilievo<\/strong> le varie esperienze che ci sono in Italia per rispondere a questa situazione. Come G.D. che ha vissuto un anno di servizio civile con l\u2019Associazione \u201cLa fraternit\u00e0\u201d all\u2019interno del Carcere di Montorso a Verona ed ora continua a dare la propria disponibilit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Associazione nel Centro di Ascolto per le famiglie dei carcerati e per le necessit\u00e0 degli ex carcerati. O come Alfonso Di Nicola, che lavora nelle carceri romane. Queste esperienze hanno evidenziato le criticit\u00e0, legate anche alla difficolt\u00e0 di relazione fra tutti i soggetti coinvolti, e al tempo stesso dimostrato come l\u2019interazione, se \u00e8 vissuta nella dimensione della fraternit\u00e0, pu\u00f2 cambiare radicalmente le persone e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>Gianni Caso, Presidente Aggiunto Onorario<\/strong> emerito della Corte di Cassazione ha aperto un altro fronte che \u00e8 quello dell\u2019informazione. Informazione vera, onesta che fa crescere la coscienza dei cittadini e che la smuove fino a promuovere o modificare la legge e la sua applicazione in una dimensione di giustizia, equit\u00e0 e rispetto della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.focolare.org\">www.focolare.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il problema del sovraffollamento carcerario al centro del primo laboratorio per operatori delle carceri. Esperienze in atto che cercano di rispondere alla critica situazione.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8220;Devo raccontare, tra i tanti, un fatterello<\/strong>. I ragazzi sono in corridoio che passeggiano. Uno dei nostri vede un nuovo arrivato. Ha gli occhi spaventati, immobile. Il nostro si avvicina e gli chiede: &#8216;Cosa c\u2019\u00e8?&#8217;. L\u2019altro \u00e8 ammutolito. Lui lo capisce benissimo: \u00e8 stata anche la sua esperienza. Gli dice: &#8216;Dai, vieni nella mia cella che ti offro un buon caff\u00e8!&#8217;. Mentre lo prepara, continua: &#8216;Guarda! qui si sta bene, oggi c\u2019\u00e8 il sole e poi hai trovato un amico cosa vuoi di pi\u00f9 dalla vita?&#8217;. Nel giorno dei colloqui sono, casualmente, tutti e due presenti nella stessa stanza. Il figlio e la moglie del nuovo arrivato si alzano e vanno a ringraziarlo per il bene che ha donato al loro familiare&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69360","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Carceri in Italia, sviluppare la relazione - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/carceri-in-italia-sviluppare-la-relazione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Carceri in Italia, sviluppare la relazione - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; Il problema del sovraffollamento carcerario al centro del primo laboratorio per operatori delle carceri. 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