{"id":69395,"date":"2014-01-01T11:26:42","date_gmt":"2014-01-01T10:26:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/fraternita-fondamento-e-via-per-la-pace\/"},"modified":"2014-01-01T11:26:42","modified_gmt":"2014-01-01T10:26:42","slug":"fraternita-fondamento-e-via-per-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/fraternita-fondamento-e-via-per-la-pace\/","title":{"rendered":"Fraternit\u00e0: via della pace"},"content":{"rendered":"<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>1. In questo mio primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, desidero rivolgere a tutti, singoli e popoli, l\u2019augurio di un\u2019esistenza colma di gioia e di speranza. Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga, infatti, il desiderio di una vita piena, alla quale appartiene un anelito insopprimibile alla fraternit\u00e0, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Infatti, la fraternit\u00e0 \u00e8 una dimensione essenziale dell\u2019uomo, il quale \u00e8 un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalit\u00e0 ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una societ\u00e0 giusta, di una pace solida e duratura. E occorre subito ricordare che la fraternit\u00e0 si comincia ad imparare solitamente in seno alla famiglia, soprattutto grazie ai ruoli responsabili e complementari di tutti i suoi membri, in particolare del padre e della madre. La famiglia \u00e8 la sorgente di ogni fraternit\u00e0, e perci\u00f2 \u00e8 anche il fondamento e la via primaria della pace, poich\u00e9, per vocazione, dovrebbe contagiare il mondo con il suo amore.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Il numero sempre crescente di interconnessioni e di comunicazioni che avviluppano il nostro pianeta rende pi\u00f9 palpabile la consapevolezza dell\u2019unit\u00e0 e della condivisione di un comune destino tra le Nazioni della terra. Nei dinamismi della storia, pur nella diversit\u00e0 delle etnie, delle societ\u00e0 e delle culture, vediamo seminata cos\u00ec la vocazione a formare una comunit\u00e0 composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri. Tale vocazione \u00e8 per\u00f2 ancor oggi spesso contrastata e smentita nei fatti, in un mondo caratterizzato da quella \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d che ci fa lentamente \u201cabituare\u201d alla sofferenza dell\u2019altro, chiudendoci in noi stessi.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>In tante parti del mondo, sembra non conoscere sosta la grave lesione dei diritti umani fondamentali, soprattutto del diritto alla vita e di quello alla libert\u00e0 di religione. Il tragico fenomeno del traffico degli esseri umani, sulla cui vita e disperazione speculano persone senza scrupoli, ne rappresenta un inquietante esempio. Alle guerre fatte di scontri armati si aggiungono guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>La globalizzazione, come ha affermato Benedetto XVI, ci rende vicini, ma non ci rende fratelli.[1] Inoltre, le molte situazioni di sperequazione, di povert\u00e0 e di ingiustizia, segnalano non solo una profonda carenza di fraternit\u00e0, ma anche l\u2019assenza di una cultura della solidariet\u00e0. Le nuove ideologie, caratterizzate da diffuso individualismo, egocentrismo e consumismo materialistico, indeboliscono i legami sociali, alimentando quella mentalit\u00e0 dello \u201cscarto\u201d, che induce al disprezzo e all\u2019abbandono dei pi\u00f9 deboli, di coloro che vengono considerati \u201cinutili\u201d. Cos\u00ec la convivenza umana diventa sempre pi\u00f9 simile a un mero do ut des pragmatico ed egoista.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>In pari tempo appare chiaro che anche le etiche contemporanee risultano incapaci di produrre vincoli autentici di fraternit\u00e0, poich\u00e9 una fraternit\u00e0 priva del riferimento ad un Padre comune, quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere.[2] Una vera fraternit\u00e0 tra gli uomini suppone ed esige una paternit\u00e0 trascendente. A partire dal riconoscimento di questa paternit\u00e0, si consolida la fraternit\u00e0 tra gli uomini, ovvero quel farsi \u201cprossimo\u201d che si prende cura dell\u2019altro.<\/p>\n<p><em>\u00abDov\u2019\u00e8 tuo fratello?\u00bb (Gen 4,9)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>2. Per comprendere meglio questa vocazione dell\u2019uomo alla fraternit\u00e0, per riconoscere pi\u00f9 adeguatamente gli ostacoli che si frappongono alla sua realizzazione e individuare le vie per il loro superamento, \u00e8 fondamentale farsi guidare dalla conoscenza del disegno di Dio, quale \u00e8 presentato in maniera eminente nella Sacra Scrittura.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Secondo il racconto delle origini, tutti gli uomini derivano da genitori comuni, da Adamo ed Eva, coppia creata da Dio a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,26), da cui nascono Caino e Abele. Nella vicenda della famiglia primigenia leggiamo la genesi della societ\u00e0, l\u2019evoluzione delle relazioni tra le persone e i popoli.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Abele \u00e8 pastore, Caino \u00e8 contadino. La loro identit\u00e0 profonda e, insieme, la loro vocazione, \u00e8 quella di essere fratelli, pur nella diversit\u00e0 della loro attivit\u00e0 e cultura, del loro modo di rapportarsi con Dio e con il creato. Ma l\u2019uccisione di Abele da parte di Caino attesta tragicamente il rigetto radicale della vocazione ad essere fratelli. La loro vicenda (cfr Gen 4,1-16) evidenzia il difficile compito a cui tutti gli uomini sono chiamati, di vivere uniti, prendendosi cura l\u2019uno dell\u2019altro. Caino, non accettando la predilezione di Dio per Abele, che gli offriva il meglio del suo gregge \u2013 \u00abil Signore grad\u00ec Abele e la sua offerta, ma non grad\u00ec Caino e la sua offerta\u00bb (Gen 4,4-5) \u2013 uccide per invidia Abele. In questo modo rifiuta di riconoscersi fratello, di relazionarsi positivamente con lui, di vivere davanti a Dio, assumendo le proprie responsabilit\u00e0 di cura e di protezione dell\u2019altro. Alla domanda \u00abDov\u2019\u00e8 tuo fratello?\u00bb, con la quale Dio interpella Caino, chiedendogli conto del suo operato, egli risponde: \u00abNon lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?\u00bb (Gen 4,9). Poi, ci dice la Genesi, \u00abCaino si allontan\u00f2 dal Signore\u00bb (4,16).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Occorre interrogarsi sui motivi profondi che hanno indotto Caino a misconoscere il vincolo di fraternit\u00e0 e, assieme, il vincolo di reciprocit\u00e0 e di comunione che lo legava a suo fratello Abele. Dio stesso denuncia e rimprovera a Caino una contiguit\u00e0 con il male: \u00abil peccato \u00e8 accovacciato alla tua porta\u00bb (Gen 4,7). Caino, tuttavia, si rifiuta di opporsi al male e decide di alzare ugualmente la sua \u00abmano contro il fratello Abele\u00bb (Gen 4,8), disprezzando il progetto di Dio. Egli frustra cos\u00ec la sua originaria vocazione ad essere figlio di Dio e a vivere la fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Il racconto di Caino e Abele insegna che l\u2019umanit\u00e0 porta inscritta in s\u00e9 una vocazione alla fraternit\u00e0, ma anche la possibilit\u00e0 drammatica del suo tradimento. Lo testimonia l\u2019egoismo quotidiano, che \u00e8 alla base di tante guerre e tante ingiustizie: molti uomini e donne muoiono infatti per mano di fratelli e di sorelle che non sanno riconoscersi tali, cio\u00e8 come esseri fatti per la reciprocit\u00e0, per la comunione e per il dono.<\/p>\n<p><em>\u00abE voi siete tutti fratelli\u00bb (Mt 23,8)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>3. Sorge spontanea la domanda: gli uomini e le donne di questo mondo potranno mai corrispondere pienamente all\u2019anelito di fraternit\u00e0, impresso in loro da Dio Padre? Riusciranno con le loro sole forze a vincere l\u2019indifferenza, l\u2019egoismo e l\u2019odio, ad accettare le legittime differenze che caratterizzano i fratelli e le sorelle?<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Parafrasando le sue parole, potremmo cos\u00ec sintetizzare la risposta che ci d\u00e0 il Signore Ges\u00f9: poich\u00e9 vi \u00e8 un solo Padre, che \u00e8 Dio, voi siete tutti fratelli (cfr Mt 23,8-9). La radice della fraternit\u00e0 \u00e8 contenuta nella paternit\u00e0 di Dio. Non si tratta di una paternit\u00e0 generica, indistinta e storicamente inefficace, bens\u00ec dell\u2019amore personale, puntuale e straordinariamente concreto di Dio per ciascun uomo (cfr Mt 6,25-30). Una paternit\u00e0, dunque, efficacemente generatrice di fraternit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019amore di Dio, quando \u00e8 accolto, diventa il pi\u00f9 formidabile agente di trasformazione dell\u2019esistenza e dei rapporti con l\u2019altro, aprendo gli uomini alla solidariet\u00e0 e alla condivisione operosa.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>In particolare, la fraternit\u00e0 umana \u00e8 rigenerata in e da Ges\u00f9 Cristo con la sua morte e risurrezione. La croce \u00e8 il \u201cluogo\u201d definitivo di fondazione della fraternit\u00e0, che gli uomini non sono in grado di generare da soli. Ges\u00f9 Cristo, che ha assunto la natura umana per redimerla, amando il Padre fino alla morte e alla morte di croce (cfr Fil 2,8), mediante la sua risurrezione ci costituisce come umanit\u00e0 nuova, in piena comunione con la volont\u00e0 di Dio, con il suo progetto, che comprende la piena realizzazione della vocazione alla fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Ges\u00f9 riprende dal principio il progetto del Padre, riconoscendogli il primato su ogni cosa. Ma il Cristo, con il suo abbandono alla morte per amore del Padre, diventa principio nuovo e definitivo di tutti noi, chiamati a riconoscerci in Lui come fratelli perch\u00e9 figli dello stesso Padre. Egli \u00e8 l\u2019Alleanza stessa, lo spazio personale della riconciliazione dell\u2019uomo con Dio e dei fratelli tra loro. Nella morte in croce di Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 anche il superamento della separazione tra popoli, tra il popolo dell\u2019Alleanza e il popolo dei Gentili, privo di speranza perch\u00e9 fino a quel momento rimasto estraneo ai patti della Promessa. Come si legge nella Lettera agli Efesini, Ges\u00f9 Cristo \u00e8 colui che in s\u00e9 riconcilia tutti gli uomini. Egli \u00e8 la pace, poich\u00e9 dei due popoli ne ha fatto uno solo, abbattendo il muro di separazione che li divideva, ovvero l\u2019inimicizia. Egli ha creato in se stesso un solo popolo, un solo uomo nuovo, una sola nuova umanit\u00e0 (cfr 2,14-16).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Chi accetta la vita di Cristo e vive in Lui, riconosce Dio come Padre e a Lui dona totalmente se stesso, amandolo sopra ogni cosa. L\u2019uomo riconciliato vede in Dio il Padre di tutti e, per conseguenza, \u00e8 sollecitato a vivere una fraternit\u00e0 aperta a tutti. In Cristo, l\u2019altro \u00e8 accolto e amato come figlio o figlia di Dio, come fratello o sorella, non come un estraneo, tantomeno come un antagonista o addirittura un nemico. Nella famiglia di Dio, dove tutti sono figli di uno stesso Padre, e perch\u00e9 innestati in Cristo, figli nel Figlio, non vi sono \u201cvite di scarto\u201d. Tutti godono di un\u2019eguale ed intangibile dignit\u00e0. Tutti sono amati da Dio, tutti sono stati riscattati dal sangue di Cristo, morto in croce e risorto per ognuno. \u00c8 questa la ragione per cui non si pu\u00f2 rimanere indifferenti davanti alla sorte dei fratelli.<\/p>\n<p><strong>La fraternit\u00e0, fondamento e via per la pace<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>4. Ci\u00f2 premesso, \u00e8 facile comprendere che la fraternit\u00e0 \u00e8 fondamento e via per la pace. Le Encicliche sociali dei miei Predecessori offrono un valido aiuto in tal senso. Sarebbe sufficiente rifarsi alle definizioni di pace della Populorum progressio di Paolo VI o della Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II. Dalla prima ricaviamo che lo sviluppo integrale dei popoli \u00e8 il nuovo nome della pace.[3] Dalla seconda, che la pace \u00e8 opus solidaritatis.[4]<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Paolo VI afferma che non soltanto le persone, ma anche le Nazioni debbono incontrarsi in uno spirito di fraternit\u00e0. E spiega: \u00abIn questa comprensione e amicizia vicendevoli, in questa comunione sacra noi dobbiamo [\u2026] lavorare assieme per edificare l\u2019avvenire comune dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.[5] Questo dovere riguarda in primo luogo i pi\u00f9 favoriti. I loro obblighi sono radicati nella fraternit\u00e0 umana e soprannaturale e si presentano sotto un triplice aspetto: il dovere di solidariet\u00e0, che esige che le Nazioni ricche aiutino quelle meno progredite; il dovere di giustizia sociale, che richiede il ricomponimento in termini pi\u00f9 corretti delle relazioni difettose tra popoli forti e popoli deboli; il dovere di carit\u00e0 universale, che implica la promozione di un mondo pi\u00f9 umano per tutti, un mondo nel quale tutti abbiano qualcosa da dare e da ricevere, senza che il progresso degli uni costituisca un ostacolo allo sviluppo degli altri.[6]<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Cos\u00ec, se si considera la pace come opus solidaritatis, allo stesso modo, non si pu\u00f2 pensare che la fraternit\u00e0 non ne sia il fondamento precipuo. La pace, afferma Giovanni Paolo II, \u00e8 un bene indivisibile. O \u00e8 bene di tutti o non lo \u00e8 di nessuno. Essa pu\u00f2 essere realmente conquistata e fruita, come miglior qualit\u00e0 della vita e come sviluppo pi\u00f9 umano e sostenibile, solo se si attiva, da parte di tutti, \u00abuna determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune\u00bb[7]. Ci\u00f2 implica di non farsi guidare dalla \u00abbrama del profitto\u00bb e dalla \u00absete del potere\u00bb. Occorre avere la disponibilit\u00e0 a \u00ab\u201cperdersi\u201d a favore dell\u2019altro invece di sfruttarlo, e a \u201cservirlo\u201d invece di opprimerlo per il proprio tornaconto. [\u2026] L\u2019\u201caltro\u201d \u2013 persona, popolo o Nazione \u2013 [non va visto] come uno strumento qualsiasi, per sfruttare a basso costo la sua capacit\u00e0 di lavoro e la resistenza fisica, abbandonandolo poi quando non serve pi\u00f9, ma come un nostro \u201csimile\u201d, un \u201caiuto\u201d\u00bb.[8]<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>La solidariet\u00e0 cristiana presuppone che il prossimo sia amato non solo come \u00abun essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale eguaglianza davanti a tutti, ma [come] viva immagine di Dio Padre, riscattata dal sangue di Ges\u00f9 Cristo e posta sotto l\u2019azione permanente dello Spirito Santo\u00bb[9], come un altro fratello. \u00abAllora la coscienza della paternit\u00e0 comune di Dio, della fraternit\u00e0 di tutti gli uomini in Cristo, \u201cfigli nel Figlio\u201d, della presenza e dell\u2019azione vivificante dello Spirito Santo, conferir\u00e0 \u2013 rammenta Giovanni Paolo II \u2013 al nostro sguardo sul mondo come un nuovo criterio per interpretarlo\u00bb,[10] per trasformarlo.<\/p>\n<p><strong>Fraternit\u00e0, premessa per sconfiggere la povert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>5. Nella Caritas in veritate il mio Predecessore ricordava al mondo come la mancanza di fraternit\u00e0 tra i popoli e gli uomini sia una causa importante della povert\u00e0.[11] In molte societ\u00e0 sperimentiamo una profonda povert\u00e0 relazionale dovuta alla carenza di solide relazioni familiari e comunitarie. Assistiamo con preoccupazione alla crescita di diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica. Una simile povert\u00e0 pu\u00f2 essere superata solo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di rapporti fraterni in seno alle famiglie e alle comunit\u00e0, attraverso la condivisione delle gioie e dei dolori, delle difficolt\u00e0 e dei successi che accompagnano la vita delle persone.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Inoltre, se da un lato si riscontra una riduzione della povert\u00e0 assoluta, dall\u2019altro lato non possiamo non riconoscere una grave crescita della povert\u00e0 relativa, cio\u00e8 di diseguaglianze tra persone e gruppi che convivono in una determinata regione o in un determinato contesto storico-culturale. In tal senso, servono anche politiche efficaci che promuovano il principio della fraternit\u00e0, assicurando alle persone &#8211; eguali nella loro dignit\u00e0 e nei loro diritti fondamentali &#8211; di accedere ai \u201ccapitali\u201d, ai servizi, alle risorse educative, sanitarie, tecnologiche affinch\u00e9 ciascuno abbia l\u2019opportunit\u00e0 di esprimere e di realizzare il suo progetto di vita, e possa svilupparsi in pienezza come persona.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Si ravvisa anche la necessit\u00e0 di politiche che servano ad attenuare una eccessiva sperequazione del reddito. Non dobbiamo dimenticare l\u2019insegnamento della Chiesa sulla cosiddetta ipoteca sociale, in base alla quale se \u00e8 lecito, come dice san Tommaso d\u2019Aquino, anzi necessario \u00abche l\u2019uomo abbia la propriet\u00e0 dei beni\u00bb[12], quanto all\u2019uso, li \u00abpossiede non solo come propri, ma anche come comuni, nel senso che possono giovare non unicamente a lui ma anche agli altri\u00bb[13].<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Infine, vi \u00e8 un ulteriore modo di promuovere la fraternit\u00e0 &#8211; e cos\u00ec sconfiggere la povert\u00e0 &#8211; che dev\u2019essere alla base di tutti gli altri. \u00c8 il distacco di chi sceglie di vivere stili di vita sobri ed essenziali, di chi, condividendo le proprie ricchezze, riesce cos\u00ec a sperimentare la comunione fraterna con gli altri. Ci\u00f2 \u00e8 fondamentale per seguire Ges\u00f9 Cristo ed essere veramente cristiani. \u00c8 il caso non solo delle persone consacrate che professano voto di povert\u00e0, ma anche di tante famiglie e tanti cittadini responsabili, che credono fermamente che sia la relazione fraterna con il prossimo a costituire il bene pi\u00f9 prezioso.<\/p>\n<p><strong>La riscoperta della fraternit\u00e0 nell\u2019economia<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>6. Le gravi crisi finanziarie ed economiche contemporanee &#8211; che trovano la loro origine nel progressivo allontanamento dell\u2019uomo da Dio e dal prossimo, nella ricerca avida di beni materiali, da un lato, e nel depauperamento delle relazioni interpersonali e comunitarie dall\u2019altro &#8211; hanno spinto molti a ricercare la soddisfazione, la felicit\u00e0 e la sicurezza nel consumo e nel guadagno oltre ogni logica di una sana economia. Gi\u00e0 nel 1979 Giovanni Paolo II avvertiva l\u2019esistenza di \u00abun reale e percettibile pericolo che, mentre progredisce enormemente il dominio da parte dell\u2019uomo sul mondo delle cose, di questo suo dominio egli perda i fili essenziali, e in vari modi la sua umanit\u00e0 sia sottomessa a quel mondo, ed egli stesso divenga oggetto di multiforme, anche se spesso non direttamente percettibile, manipolazione, mediante tutta l\u2019organizzazione della vita comunitaria, mediante il sistema di produzione, mediante la pressione dei mezzi di comunicazione sociale\u00bb.[14]<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Il succedersi delle crisi economiche deve portare agli opportuni ripensamenti dei modelli di sviluppo economico e a un cambiamento negli stili di vita. La crisi odierna, pur con il suo grave retaggio per la vita delle persone, pu\u00f2 essere anche un\u2019occasione propizia per recuperare le virt\u00f9 della prudenza, della temperanza, della giustizia e della fortezza. Esse ci possono aiutare a superare i momenti difficili e a riscoprire i vincoli fraterni che ci legano gli uni agli altri, nella fiducia profonda che l\u2019uomo ha bisogno ed \u00e8 capace di qualcosa in pi\u00f9 rispetto alla massimizzazione del proprio interesse individuale. Soprattutto tali virt\u00f9 sono necessarie per costruire e mantenere una societ\u00e0 a misura della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p><strong>La fraternit\u00e0 spegne la guerra<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>7. Nell\u2019anno trascorso, molti nostri fratelli e sorelle hanno continuato a vivere l\u2019esperienza dilaniante della guerra, che costituisce una grave e profonda ferita inferta alla fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Molti sono i conflitti che si consumano nell\u2019indifferenza generale. A tutti coloro che vivono in terre in cui le armi impongono terrore e distruzioni, assicuro la mia personale vicinanza e quella di tutta la Chiesa. Quest\u2019ultima ha per missione di portare la carit\u00e0 di Cristo anche alle vittime inermi delle guerre dimenticate, attraverso la preghiera per la pace, il servizio ai feriti, agli affamati, ai rifugiati, agli sfollati e a quanti vivono nella paura. La Chiesa alza altres\u00ec la sua voce per far giungere ai responsabili il grido di dolore di quest\u2019umanit\u00e0 sofferente e per far cessare, insieme alle ostilit\u00e0, ogni sopruso e violazione dei diritti fondamentali dell\u2019uomo[15].<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Per questo motivo desidero rivolgere un forte appello a quanti con le armi seminano violenza e morte: riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la vostra mano! Rinunciate alla via delle armi e andate incontro all\u2019altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi! \u00abIn quest\u2019ottica, appare chiaro che nella vita dei popoli i conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite che richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre costituiscono il rifiuto pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali che la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 data\u00bb[16].<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Tuttavia, finch\u00e9 ci sar\u00e0 una cos\u00ec grande quantit\u00e0 di armamenti in circolazione come quella attuale, si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilit\u00e0. Per questo faccio mio l\u2019appello dei miei Predecessori in favore della non proliferazione delle armi e del disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Non possiamo per\u00f2 non constatare che gli accordi internazionali e le leggi nazionali, pur essendo necessari ed altamente auspicabili, non sono sufficienti da soli a porre l\u2019umanit\u00e0 al riparo dal rischio dei conflitti armati. \u00c8 necessaria una conversione dei cuori che permetta a ciascuno di riconoscere nell\u2019altro un fratello di cui prendersi cura, con il quale lavorare insieme per costruire una vita in pienezza per tutti. \u00c8 questo lo spirito che anima molte delle iniziative della societ\u00e0 civile, incluse le organizzazioni religiose, in favore della pace. Mi auguro che l\u2019impegno quotidiano di tutti continui a portare frutto e che si possa anche giungere all\u2019effettiva applicazione nel diritto internazionale del diritto alla pace, quale diritto umano fondamentale, pre-condizione necessaria per l\u2019esercizio di tutti gli altri diritti.<\/p>\n<p><strong>La corruzione e il crimine organizzato avversano la fraternit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>8. L\u2019orizzonte della fraternit\u00e0 rimanda alla crescita in pienezza di ogni uomo e donna. Le giuste ambizioni di una persona, soprattutto se giovane, non vanno frustrate e offese, non va rubata la speranza di poterle realizzare. Tuttavia, l\u2019ambizione non va confusa con la prevaricazione. Al contrario, occorre gareggiare nello stimarsi a vicenda (cfr Rm 12,10). Anche nelle dispute, che costituiscono un aspetto ineliminabile della vita, bisogna sempre ricordarsi di essere fratelli e perci\u00f2 educare ed educarsi a non considerare il prossimo come un nemico o come un avversario da eliminare.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>La fraternit\u00e0 genera pace sociale perch\u00e9 crea un equilibrio fra libert\u00e0 e giustizia, fra responsabilit\u00e0 personale e solidariet\u00e0, fra bene dei singoli e bene comune. Una comunit\u00e0 politica deve, allora, agire in modo trasparente e responsabile per favorire tutto ci\u00f2. I cittadini devono sentirsi rappresentati dai poteri pubblici nel rispetto della loro libert\u00e0. Invece, spesso, tra cittadino e istituzioni, si incuneano interessi di parte che deformano una tale relazione, propiziando la creazione di un clima perenne di conflitto.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Un autentico spirito di fraternit\u00e0 vince l\u2019egoismo individuale che contrasta la possibilit\u00e0 delle persone di vivere in libert\u00e0 e in armonia tra di loro. Tale egoismo si sviluppa socialmente sia nelle molte forme di corruzione, oggi cos\u00ec capillarmente diffuse, sia nella formazione delle organizzazioni criminali, dai piccoli gruppi a quelli organizzati su scala globale, che, logorando in profondit\u00e0 la legalit\u00e0 e la giustizia, colpiscono al cuore la dignit\u00e0 della persona. Queste organizzazioni offendono gravemente Dio, nuocciono ai fratelli e danneggiano il creato, tanto pi\u00f9 quando hanno connotazioni religiose.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Penso al dramma lacerante della droga, sulla quale si lucra in spregio a leggi morali e civili; alla devastazione delle risorse naturali e all\u2019inquinamento in atto; alla tragedia dello sfruttamento del lavoro; penso ai traffici illeciti di denaro come alla speculazione finanziaria, che spesso assume caratteri predatori e nocivi per interi sistemi economici e sociali, esponendo alla povert\u00e0 milioni di uomini e donne; penso alla prostituzione che ogni giorno miete vittime innocenti, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani rubando loro il futuro; penso all\u2019abominio del traffico di esseri umani, ai reati e agli abusi contro i minori, alla schiavit\u00f9 che ancora diffonde il suo orrore in tante parti del mondo, alla tragedia spesso inascoltata dei migranti sui quali si specula indegnamente nell\u2019illegalit\u00e0. Scrisse al riguardo Giovanni XXIII: \u00abUna convivenza fondata soltanto su rapporti di forza non \u00e8 umana. In essa infatti \u00e8 inevitabile che le persone siano coartate o compresse, invece di essere facilitate e stimolate a sviluppare e perfezionare se stesse\u00bb[17]. L\u2019uomo, per\u00f2, si pu\u00f2 convertire e non bisogna mai disperare della possibilit\u00e0 di cambiare vita. Desidererei che questo fosse un messaggio di fiducia per tutti, anche per coloro che hanno commesso crimini efferati, poich\u00e9 Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (cfr Ez 18,23).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Nel contesto ampio della socialit\u00e0 umana, guardando al delitto e alla pena, viene anche da pensare alle condizioni inumane di tante carceri, dove il detenuto \u00e8 spesso ridotto in uno stato sub-umano e viene violato nella sua dignit\u00e0 di uomo, soffocato anche in ogni volont\u00e0 ed espressione di riscatto. La Chiesa fa molto in tutti questi ambiti, il pi\u00f9 delle volte nel silenzio. Esorto ed incoraggio a fare sempre di pi\u00f9, nella speranza che tali azioni messe in campo da tanti uomini e donne coraggiosi possano essere sempre pi\u00f9 sostenute lealmente e onestamente anche dai poteri civili.<\/p>\n<p><strong>La fraternit\u00e0 aiuta a custodire e a coltivare la natura<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>9. La famiglia umana ha ricevuto dal Creatore un dono in comune: la natura. La visione cristiana della creazione comporta un giudizio positivo sulla liceit\u00e0 degli interventi sulla natura per trarne beneficio, a patto di agire responsabilmente, cio\u00e8 riconoscendone quella \u201cgrammatica\u201d che \u00e8 in essa inscritta ed usando saggiamente le risorse a vantaggio di tutti, rispettando la bellezza, la finalit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 dei singoli esseri viventi e la loro funzione nell\u2019ecosistema. Insomma, la natura \u00e8 a nostra disposizione, e noi siamo chiamati ad amministrarla responsabilmente. Invece, siamo spesso guidati dall\u2019avidit\u00e0, dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non custodiamo la natura, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura e da mettere a servizio dei fratelli, comprese le generazioni future.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>In particolare, il settore agricolo \u00e8 il settore produttivo primario con la vitale vocazione di coltivare e custodire le risorse naturali per nutrire l\u2019umanit\u00e0. A tale riguardo, la persistente vergogna della fame nel mondo mi incita a condividere con voi la domanda: in che modo usiamo le risorse della terra? Le societ\u00e0 odierne devono riflettere sulla gerarchia delle priorit\u00e0 a cui si destina la produzione. Difatti, \u00e8 un dovere cogente che si utilizzino le risorse della terra in modo che tutti siano liberi dalla fame. Le iniziative e le soluzioni possibili sono tante e non si limitano all\u2019aumento della produzione. E\u2019 risaputo che quella attuale \u00e8 sufficiente, eppure ci sono milioni di persone che soffrono e muoiono di fame e ci\u00f2 costituisce un vero scandalo. \u00c8 necessario allora trovare i modi affinch\u00e9 tutti possano beneficiare dei frutti della terra, non soltanto per evitare che si allarghi il divario tra chi pi\u00f9 ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma anche e soprattutto per un\u2019esigenza di giustizia e di equit\u00e0 e di rispetto verso ogni essere umano. In tal senso, vorrei richiamare a tutti quella necessaria destinazione universale dei beni che \u00e8 uno dei principi-cardine della dottrina sociale della Chiesa. Rispettare tale principio \u00e8 la condizione essenziale per consentire un fattivo ed equo accesso a quei beni essenziali e primari di cui ogni uomo ha bisogno e diritto.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>10. La fraternit\u00e0 ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata. Ma \u00e8 solo l\u2019amore donato da Dio che ci consente di accogliere e di vivere pienamente la fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Il necessario realismo della politica e dell\u2019economia non pu\u00f2 ridursi ad un tecnicismo privo di idealit\u00e0, che ignora la dimensione trascendente dell\u2019uomo. Quando manca questa apertura a Dio, ogni attivit\u00e0 umana diventa pi\u00f9 povera e le persone vengono ridotte a oggetti da sfruttare. Solo se accettano di muoversi nell\u2019ampio spazio assicurato da questa apertura a Colui che ama ogni uomo e ogni donna, la politica e l\u2019economia riusciranno a strutturarsi sulla base di un autentico spirito di carit\u00e0 fraterna e potranno essere strumento efficace di sviluppo umano integrale e di pace.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Noi cristiani crediamo che nella Chiesa siamo membra gli uni degli altri, tutti reciprocamente necessari, perch\u00e9 ad ognuno di noi \u00e8 stata data una grazia secondo la misura del dono di Cristo, per l\u2019utilit\u00e0 comune (cfr Ef 4,7.25; 1 Cor 12,7). Cristo \u00e8 venuto nel mondo per portarci la grazia divina, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di partecipare alla sua vita. Ci\u00f2 comporta tessere una relazionalit\u00e0 fraterna, improntata alla reciprocit\u00e0, al perdono, al dono totale di s\u00e9, secondo l\u2019ampiezza e la profondit\u00e0 dell\u2019amore di Dio, offerto all\u2019umanit\u00e0 da Colui che, crocifisso e risorto, attira tutti a s\u00e9: \u00abVi d\u00f2 un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, cos\u00ec amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri\u00bb (Gv 13,34-35). \u00c8 questa la buona novella che richiede ad ognuno un passo in pi\u00f9, un esercizio perenne di empatia, di ascolto della sofferenza e della speranza dell\u2019altro, anche del pi\u00f9 lontano da me, incamminandosi sulla strada esigente di quell\u2019amore che sa donarsi e spendersi con gratuit\u00e0 per il bene di ogni fratello e sorella.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;\">\u00ab<\/span>Cristo abbraccia tutto l\u2019uomo e vuole che nessuno si perda. \u00abDio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui\u00bb (Gv 3,17). Lo fa senza opprimere, senza costringere nessuno ad aprirgli le porte del suo cuore e della sua mente. \u00abChi fra voi \u00e8 il pi\u00f9 grande diventi come il pi\u00f9 piccolo e chi governa diventi come quello che serve\u00bb \u2013 dice Ges\u00f9 Cristo \u2013 \u00abio sono in mezzo a voi come uno che serve\u00bb (Lc 22,26-27). Ogni attivit\u00e0 deve essere, allora, contrassegnata da un atteggiamento di servizio alle persone, specialmente quelle pi\u00f9 lontane e sconosciute. Il servizio \u00e8 l\u2019anima di quella fraternit\u00e0 che edifica la pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>E&#8217; il messaggio di Papa Francesco per singoli e popoli. 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