{"id":69521,"date":"2014-12-13T08:35:57","date_gmt":"2014-12-13T07:35:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/papa-messaggio-per-la-pace-solidarieta-per-sconfiggere-le-tante-schiavitu-moderne\/"},"modified":"2014-12-13T08:35:57","modified_gmt":"2014-12-13T07:35:57","slug":"papa-messaggio-per-la-pace-solidarieta-per-sconfiggere-le-tante-schiavitu-moderne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/papa-messaggio-per-la-pace-solidarieta-per-sconfiggere-le-tante-schiavitu-moderne\/","title":{"rendered":"Papa: messaggio per la pace, solidariet\u00e0 per sconfiggere le tante schiavit\u00f9 moderne"},"content":{"rendered":"<p>Servono &#8220;leggi giuste, incentrate sulla persona umana, che difendano i suoi diritti fondamentali e li ripristinino se violati&#8221;, cooperazione internazionale, ma anche che ognuno &#8220;nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilit\u00e0 particolari&#8221; compia &#8220;gesti di fraternit\u00e0&#8221; verso chi \u00e8 vittima dello sfruttamento, anche non comprando &#8220;prodotti che potrebbero ragionevolmente essere stati realizzati attraverso lo sfruttamento di altre persone&#8221; o semplicemente compiendo &#8220;piccoli gesti quotidiani &#8211; questi gesti hanno tanto valore! &#8211; come rivolgere una parola, un saluto, un &#8216;buongiorno&#8217; o un sorriso, che non ci costano niente ma che possono dare speranza, aprire strade, cambiare la vita ad una persona che vive nell&#8217;invisibilit\u00e0, e anche cambiare la nostra vita nel confronto con questa realt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Intitolato &#8220;Non pi\u00f9 schiavi, ma fratelli&#8221;, il documento afferma che malgrado &#8220;un&#8217;evoluzione positiva della coscienza dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;, per la quale &#8220;la schiavit\u00f9, reato di lesa umanit\u00e0, \u00e8 stata formalmente abolita nel mondo&#8221;, &#8220;purtroppo, la sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell&#8217;uomo da parte dell&#8217;uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carit\u00e0. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell&#8217;altro e ad annientarne la libert\u00e0 e dignit\u00e0, assume molteplici forme&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; una realt\u00e0 che esiste fin dall&#8217;inizio della storia dell&#8217;uomo. &#8220;Nel racconto delle origini della famiglia umana, il peccato di allontanamento da Dio, dalla figura del padre e dal fratello diventa un&#8217;espressione del rifiuto della comunione e si traduce nella cultura dell&#8217;asservimento (cfr Gen 9,25-27), con le conseguenze che ci\u00f2 implica e che si protraggono di generazione in generazione: rifiuto dell&#8217;altro, maltrattamento delle persone, violazione della dignit\u00e0 e dei diritti fondamentali, istituzionalizzazione di diseguaglianze. Di qui, la necessit\u00e0 di una conversione continua all&#8217;Alleanza, compiuta dall&#8217;oblazione di Cristo sulla croce, fiduciosi che \u00abdove abbond\u00f2 il peccato, sovrabbond\u00f2 la grazia &#8230; per mezzo di Ges\u00f9 Cristo\u00bb (Rm 5,20.21). Egli, il Figlio amato (cfr Mt 3,17), \u00e8 venuto per rivelare l&#8217;amore del Padre per l&#8217;umanit\u00e0. Chiunque ascolta il Vangelo e risponde all&#8217;appello alla conversione diventa per Ges\u00f9 \u00abfratello, sorella e madre\u00bb (Mt 12,50), e pertanto figlio adottivo di suo Padre (cfr Ef 1,5)&#8221;.<\/p>\n<p>La Buona Novella dunque \u00e8 &#8220;anche capace di redimere le relazioni tra gli uomini, compresa quella tra uno schiavo e il suo padrone, mettendo in luce ci\u00f2 che entrambi hanno in comune: la filiazione adottiva e il vincolo di fraternit\u00e0 in Cristo. Ges\u00f9 stesso disse ai suoi discepoli: \u00abNon vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre mio l&#8217;ho fatto conoscere a voi\u00bb (Gv 15,15)&#8221;.<\/p>\n<p>In passato, osserva il Papa, &#8220;l&#8217;istituto della schiavit\u00f9 era generalmente accettato e regolato dal diritto. Questo stabiliva chi nasceva libero e chi, invece, nasceva schiavo, nonch\u00e9 in quali condizioni la persona, nata libera, poteva perdere la propria libert\u00e0, o riacquistarla. In altri termini, il diritto stesso ammetteva che alcune persone potevano o dovevano essere considerate propriet\u00e0 di un&#8217;altra persona, la quale poteva liberamente disporre di esse; lo schiavo poteva essere venduto e comprato, ceduto e acquistato come se fosse una merce&#8221;.<\/p>\n<p>Ma ancora oggi, &#8220;malgrado la comunit\u00e0 internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavit\u00f9 in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno&#8221;, in troppi ne sono ancora vittime. &#8220;Penso a tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, a livello formale e informale, dal lavoro domestico a quello agricolo, da quello nell&#8217;industria manifatturiera a quello minerario, tanto nei Paesi in cui la legislazione del lavoro non \u00e8 conforme alle norme e agli standard minimi internazionali, quanto, sia pure illegalmente, in quelli la cui legislazione tutela il lavoratore&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Penso anche alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libert\u00e0, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Penso a quelli tra di loro che, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall&#8217;insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. Penso a quelli tra loro che le diverse circostanze sociali, politiche ed economiche spingono alla clandestinit\u00e0, e a quelli che, per rimanere nella legalit\u00e0, accettano di vivere e lavorare in condizioni indegne, specie quando le legislazioni nazionali creano o consentono una dipendenza strutturale del lavoratore migrante rispetto al datore di lavoro, ad esempio condizionando la legalit\u00e0 del soggiorno al contratto di lavoro&#8230; S\u00ec, penso al &#8216;lavoro schiavo&#8217;. Penso alle persone costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori, ed alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso. Non posso non pensare a quanti, minori e adulti, sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l&#8217;espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l&#8217;accattonaggio, per attivit\u00e0 illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Penso infine a tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattivit\u00e0 da gruppi terroristici, asserviti ai loro scopi come combattenti o, soprattutto per quanto riguarda le ragazze e le donne, come schiave sessuali. Tanti di loro spariscono, alcuni vengono venduti pi\u00f9 volte, seviziati, mutilati, o uccisi&#8221;.<\/p>\n<p>In tutti questi casi, &#8220;oggi come ieri, alla radice della schiavit\u00f9 si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilit\u00e0 di trattarla come un oggetto&#8221;. &#8220;La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l&#8217;inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libert\u00e0, mercificata, ridotta a propriet\u00e0 di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Accanto a questa causa ontologica &#8211; rifiuto dell&#8217;umanit\u00e0 nell&#8217;altro -, altre cause concorrono a spiegare le forme contemporanee di schiavit\u00f9. Tra queste, penso anzitutto alla povert\u00e0, al sottosviluppo e all&#8217;esclusione, specialmente quando essi si combinano con il mancato accesso all&#8217;educazione o con una realt\u00e0 caratterizzata da scarse, se non inesistenti, opportunit\u00e0 di lavoro. Non di rado, le vittime di traffico e di asservimento sono persone che hanno cercato un modo per uscire da una condizione di povert\u00e0 estrema, spesso credendo a false promesse di lavoro, e che invece sono cadute nelle mani delle reti criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Queste reti utilizzano abilmente le moderne tecnologie informatiche per adescare giovani e giovanissimi in ogni parte del mondo. Anche la corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi va annoverata tra le cause della schiavit\u00f9. Infatti, l&#8217;asservimento ed il traffico delle persone umane richiedono una complicit\u00e0 che spesso passa attraverso la corruzione degli intermediari, di alcuni membri delle forze dell&#8217;ordine o di altri attori statali o di istituzioni diverse, civili e militari. \u00abQuesto succede quando al centro di un sistema economico c&#8217;\u00e8 il dio denaro e non l&#8217;uomo, la persona umana&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Altre cause della schiavit\u00f9 sono i conflitti armati, le violenze, la criminalit\u00e0 e il terrorismo. Numerose persone vengono rapite per essere vendute, oppure arruolate come combattenti, oppure sfruttate sessualmente, mentre altre si trovano costrette a emigrare, lasciando tutto ci\u00f2 che possiedono: terra, casa, propriet\u00e0, e anche i familiari. Queste ultime sono spinte a cercare un&#8217;alternativa a tali condizioni terribili anche a rischio della propria dignit\u00e0 e sopravvivenza, rischiando di entrare, in tal modo, in quel circolo vizioso che le rende preda della miseria, della corruzione e delle loro perniciose conseguenze&#8221;.<\/p>\n<p>Per sconfiggere la schiavit\u00f9, scrive Francesco, serve un impegno comune, mentre &#8220;spesso&#8221; si ha &#8220;l&#8217;impressione che esso abbia luogo nell&#8217;indifferenza generale&#8221;. Cos\u00ec non \u00e8 per &#8220;l&#8217;enorme lavoro silenzioso che molte congregazioni religiose, specialmente femminili, portano avanti da tanti anni in favore delle vittime. Tali istituti operano in contesti difficili, dominati talvolta dalla violenza, cercando di spezzare le catene invisibili che tengono legate le vittime ai loro trafficanti e sfruttatori&#8221;. &#8220;L&#8217;azione delle congregazioni religiose si articola principalmente intorno a tre opere: il soccorso alle vittime, la loro riabilitazione sotto il profilo psicologico e formativo e la loro reintegrazione nella societ\u00e0 di destinazione o di origine&#8221;.<\/p>\n<p>Questo immenso lavoro, che &#8220;merita apprezzamento da parte di tutta la Chiesa e della societ\u00e0&#8221;, da solo non pu\u00f2 naturalmente bastare. &#8220;Occorre anche un triplice impegno a livello istituzionale di prevenzione, di protezione delle vittime e di azione giudiziaria nei confronti dei responsabili. Inoltre, come le organizzazioni criminali utilizzano reti globali per raggiungere i loro scopi, cos\u00ec l&#8217;azione per sconfiggere questo fenomeno richiede uno sforzo comune e altrettanto globale da parte dei diversi attori che compongono la societ\u00e0. Gli Stati dovrebbero vigilare affinch\u00e9 le proprie legislazioni nazionali sulle migrazioni, sul lavoro, sulle adozioni, sulla delocalizzazione delle imprese e sulla commercializzazione di prodotti realizzati mediante lo sfruttamento del lavoro siano realmente rispettose della dignit\u00e0 della persona. Sono necessarie leggi giuste, incentrate sulla persona umana, che difendano i suoi diritti fondamentali e li ripristinino se violati, riabilitando chi \u00e8 vittima e assicurandone l&#8217;incolumit\u00e0, nonch\u00e9 meccanismi efficaci di controllo della corretta applicazione di tali norme, che non lascino spazio alla corruzione e all&#8217;impunit\u00e0. E&#8217; necessario anche che venga riconosciuto il ruolo della donna nella societ\u00e0, operando anche sul piano culturale e della comunicazione per ottenere i risultati sperati&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Le organizzazioni intergovernative, conformemente al principio di sussidiariet\u00e0, sono chiamate ad attuare iniziative coordinate per combattere le reti transnazionali del crimine organizzato che gestiscono la tratta delle persone umane ed il traffico illegale dei migranti. Si rende necessaria una cooperazione a diversi livelli, che includa cio\u00e8 le istituzioni nazionali ed internazionali, cos\u00ec come le organizzazioni della societ\u00e0 civile ed il mondo imprenditoriale. Le imprese, infatti, hanno il dovere di garantire ai loro impiegati condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati, ma anche di vigilare affinch\u00e9 forme di asservimento o traffico di persone umane non abbiano luogo nelle catene di distribuzione. Alla responsabilit\u00e0 sociale dell&#8217;impresa si accompagna poi la responsabilit\u00e0 sociale del consumatore. Infatti, ciascuna persona dovrebbe avere la consapevolezza che \u00abacquistare \u00e8 sempre un atto morale, oltre che economico\u00bb. Le organizzazioni della societ\u00e0 civile, dal canto loro, hanno il compito di sensibilizzare e stimolare le coscienze sui passi necessari a contrastare e sradicare la cultura dell&#8217;asservimento&#8221;.<\/p>\n<p>Ricordato che &#8220;negli ultimi anni, la Santa Sede, accogliendo il grido di dolore delle vittime della tratta e la voce delle congregazioni religiose che le accompagnano verso la liberazione, ha moltiplicato gli appelli alla comunit\u00e0 internazionale affinch\u00e9 i diversi attori uniscano gli sforzi e cooperino per porre termine a questa piaga&#8221;, il Papa invita &#8220;ciascuno, nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilit\u00e0 particolari, a operare gesti di fraternit\u00e0 nei confronti di coloro che sono tenuti in stato di asservimento. Chiediamoci come noi, in quanto comunit\u00e0 o in quanto singoli, ci sentiamo interpellati quando, nella quotidianit\u00e0, incontriamo o abbiamo a che fare con persone che potrebbero essere vittime del traffico di esseri umani, o quando dobbiamo scegliere se acquistare prodotti che potrebbero ragionevolmente essere stati realizzati attraverso lo sfruttamento di altre persone. Alcuni di noi, per indifferenza, o perch\u00e9 distratti dalle preoccupazioni quotidiane, o per ragioni economiche, chiudono un occhio. Altri, invece, scelgono di fare qualcosa di positivo, di impegnarsi nelle associazioni della societ\u00e0 civile o di compiere piccoli gesti quotidiani &#8211; questi gesti hanno tanto valore! &#8211; come rivolgere una parola, un saluto, un &#8216;buongiorno&#8217; o un sorriso, che non ci costano niente ma che possono dare speranza, aprire strade, cambiare la vita ad una persona che vive nell&#8217;invisibilit\u00e0, e anche cambiare la nostra vita nel confronto con questa realt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Dobbiamo riconoscere che siamo di fronte ad un fenomeno mondiale che supera le competenze di una sola comunit\u00e0 o nazione. Per sconfiggerlo, occorre una mobilitazione di dimensioni comparabili a quelle del fenomeno stesso. Per questo motivo lancio un pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai pi\u00f9 alti livelli delle istituzioni, sono testimoni della piaga della schiavit\u00f9 contemporanea, di non rendersi complici di questo male, di non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle in umanit\u00e0, privati della libert\u00e0 e della dignit\u00e0, ma di avere il coraggio di toccare la carne sofferente di Cristo, che si rende visibile attraverso i volti innumerevoli di coloro che Egli stesso chiama \u00abquesti miei fratelli pi\u00f9 piccoli\u00bb (Mt 25,40.45). Sappiamo &#8211; conclude il messaggio &#8211; che Dio chieder\u00e0 a ciascuno di noi: &#8216;Che cosa hai fatto del tuo fratello?&#8217; (cfr Gen 4,9-10). La globalizzazione dell&#8217;indifferenza, che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidariet\u00e0 e della fraternit\u00e0, che possa ridare loro la speranza e far loro riprendere con coraggio il cammino attraverso i problemi del nostro tempo e le prospettive nuove che esso porta con s\u00e9 e che Dio pone nelle nostre mani&#8221;. (FP)<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/\">asianews.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>&#8220;Non rendersi complici&#8221; dell&#8217;asservimento dell&#8217;uomo da parte dell&#8217;uomo, che coinvolge milioni di persone, non solo quelle costrette con la violenza, ma le innumerevoli vittime del &#8220;lavoro schiavo&#8221;. Servono &#8220;leggi giuste&#8221;, cooperazione internazionale, ma anche che ognuno &#8220;nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilit\u00e0 particolari&#8221; compia &#8220;gesti di fraternit\u00e0&#8221; verso chi \u00e8 vittima dello sfruttamento.<\/em><\/p>\n<p>Citt\u00e0 del Vaticano (AsiaNews) &#8211; &#8220;Non rendersi complici&#8221; delle tante forme della schiavit\u00f9 contemporanea, &#8220;dell&#8217;asservimento dell&#8217;uomo da parte dell&#8217;uomo&#8221;, che coinvolge milioni di persone, non solo quelle costrette con la violenza, ma le innumerevoli vittime del &#8220;lavoro schiavo&#8221;, &#8220;lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, a livello formale e informale&#8221;, migranti, poveri. E&#8217; il &#8220;pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai pi\u00f9 alti livelli delle istituzioni, sono testimoni della piaga della schiavit\u00f9 contemporanea&#8221; lanciato da papa Francesco nel suo messaggio per la 48ma Giornata mondiale della pace, che sar\u00e0 celebrata il primo gennaio prossimo, reso noto oggi.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69521","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Papa: messaggio per la pace, solidariet\u00e0 per sconfiggere le tante schiavit\u00f9 moderne - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/papa-messaggio-per-la-pace-solidarieta-per-sconfiggere-le-tante-schiavitu-moderne\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Papa: messaggio per la pace, solidariet\u00e0 per sconfiggere le tante schiavit\u00f9 moderne - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&quot;Non rendersi complici&quot; dell&#039;asservimento dell&#039;uomo da parte dell&#039;uomo, che coinvolge milioni di persone, non solo quelle costrette con la violenza, ma le innumerevoli vittime del &quot;lavoro schiavo&quot;. 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