{"id":69575,"date":"2015-03-24T10:40:15","date_gmt":"2015-03-24T09:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/congo-una-guerra-dimenticata\/"},"modified":"2015-03-24T10:40:15","modified_gmt":"2015-03-24T09:40:15","slug":"congo-una-guerra-dimenticata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/congo-una-guerra-dimenticata\/","title":{"rendered":"Congo: una guerra dimenticata"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato il biologo congolese <strong>Pierre Kabeza,<\/strong> sindacalista, padre di famiglia, che da tre anni ha dovuto lasciare la sua citt\u00e0, Bukavu, nella regione dei Grandi Laghi, e adesso frequenta l\u2019<a href=\"http:\/\/www.iu-sophia.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Istituto Universitario Sophia<\/a>.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lei ha dovuto espatriare, lasciando moglie e figlie. Quali i motivi? <\/strong>\u00abA volte ci sono cose che non si possono capire e vedere bene se non con gli occhi che hanno pianto, diceva Mons. Munzihirwa, vescovo di Bukavu ucciso per la sua lotta per la giustizia. Dopo la sua morte eravamo tutti scoraggiati, ma \u00e8 arrivato Mons. Kataliko che ha scelto di seguire la sua stessa strada: parlare per i senza voce. Kataliko ha asciugato le lacrime di un popolo che non era pi\u00f9 ascoltato. Il 24 dicembre 1999 ha scritto un messaggio nel quale denunciava la guerra ingiusta, l\u2019occupazione del Congo da parte dei paesi vicini, lo sfruttamento e il saccheggio delle risorse minerarie. Per questo gli \u00e8 stato impedito di fare il suo lavoro pastorale per 7 mesi e 20 giorni. Le campane non hanno pi\u00f9 suonato. Facevamo sit-in di protesta ogni giorno, finch\u00e9 non \u00e8 rientrato in diocesi. Musulmani e cristiani di Bukavu, siamo andati insieme in cattedrale, dove Mons. Kataliko ha celebrato una messa di perdono per quelli che l\u2019avevano fatto soffrire. \u00c8 morto in Italia poche settimane dopo.<\/p>\n<p><strong>Per continuare l\u2019opera dei nostri vescovi \u2013 <\/strong>difesa della verit\u00e0, lotta per la giustizia e per la libert\u00e0<strong> -\u00e8 nato il gruppo \u201cDauphin Munzihirwa Kataliko\u201d<\/strong> (DMK). Le iniziative per onorarli davano fastidio ai loro nemici. Con il gruppo DMK, di cui ero responsabili, ci siamo impegnati nell\u2019ambito dell\u2019educazione, a cominciare dalla scolarizzazione dei bambini. I docenti, infatti, non vengono pagati dallo Stato e sono sostenuti dai genitori. Ci siamo adoperati perch\u00e9 il governo congolese si assumesse le proprie responsabilit\u00e0. Manifestazioni, sit-in, scioperi\u2026 prigione: eravamo considerati persone che disturbano l\u2019ordine pubblico. Ho incontrato tutti i responsabili del Paese, perfino il presidente della Repubblica al quale ho ricordato l\u2019articolo 43 della nostra costituzione che riconosce la gratuit\u00e0 e l\u2019obbligo per i bambini di frequentare la scuola elementare. Mi ha ascoltato, ma purtroppo finora niente \u00e8 cambiato. Per il mio impegno, per\u00f2, sono stato minacciato, arrestato e torturato. La mia casa \u00e8 stata attaccata due volte. Hanno distrutto tutto. \u00c8 cosi che ho dovuto andare via per salvare la vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una guerra dimenticata. 6 milioni di morti, 2 milioni di donne e bambini in fuga dai loro villaggi e citt\u00e0. Ci pu\u00f2 raccontare di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Anche Maria Voce, presidente dei Focolari, ha detto che sembra che i morti in \u201cterre lontane dall\u2019Occidente\u201d abbiano meno valore in termini di umanit\u00e0 e \u201cmeno peso politico sulla coscienza della comunit\u00e0 internazionale\u201d. \u00c8 il caso del Congo. I nostri morti non interessano la comunit\u00e0 internazionale perch\u00e9 siamo nelle periferie del mondo. Eppure, oggi, la guerra \u00e8 il nemico comune di tutti. Mandela ci ha insegnato che \u201csiamo nati per essere fratelli\u201d.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong><strong>Della guerra del Congo si parla poco qui in Europa<\/strong><\/strong>, e senza dire tutta la verit\u00e0. Non si tratta solo di guerre etniche. \u00c8 vero che abbiamo tanti problemi in Africa, ma mi domando: perch\u00e9 il fuoco si accende solo nei paesi ricchi, dove ci sono minerali e petrolio? C\u2019\u00e8 sempre il fuoco dove si trovano coltan, oro, diamanti. E dove vanno a finire questi minerali insanguinati? Vengono usati per fare smartphone, air bag, navigatori e cos\u00ec via. Si calcola che per ogni chilo di coltan estratto in Congo muoiono due bambini. Altri sono obbligati a divenire \u201cbambini e bambine soldati\u201d. Sarebbe importante che i nostri bambini sappiano che usando il video-gioco c\u2019\u00e8 un altro bambino che perde la vita nelle periferie del mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che significa per lei fare quest\u2019esperienza intellettuale e umana presso l\u2019Istituto Universitario Sophia? Quali sono le attese personali e in vista del bene del suo Paese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSophia \u00e8 stata uno dei doni che ho avuto in Italia. Penso che sarebbe stato meglio fare l\u2019esperienza di Sophia prima di impegnarmi come sindacalista, perch\u00e9 qui ho capito l\u2019importanza della fraternit\u00e0. Credo che il fallimento della nostra societ\u00e0 congolese stia nel fatto che abbiamo dimenticato il principio della fraternit\u00e0, una forza che unisce tutti, che non esclude nessuno. Oggi ho capito che l\u2019altro \u00e8 parte di me, che i suoi problemi sono i miei. L\u2019impegno politico ci dovrebbe aiutare a capire che siamo responsabili gli uni degli altri. A Sophia ho compreso anche il senso della diversit\u00e0 tra noi. Siamo uguali ma diversi e che, se gli uomini sfruttassero questa ricchezza, sarebbe un bene. Sophia mi ha insegnato anche a capire il cammino del dialogo. Il vero dialogo \u00e8 quello che d\u00e0 spazio all\u2019altro, dove c\u2019\u00e8 sempre una parte di verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.focolare.org\/it\/\">focolare.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Intervista al biologo congolese Pierre Kabeza: \u00abCi sono cose che non si possono capire n\u00e9 vedere bene se non con gli occhi che hanno pianto\u00bb. L&#8217;impegno per la sua gente.<\/em><\/p>\n<p>La Repubblica Democratica del Congo: un grande Paese con immense risorse naturali. 72 milioni di abitanti, alcune centinaia di etnie diverse. Le difficili relazioni con l\u2019Occidente, la guerra per lo sfruttamento dei minerali, il dramma di una popolazione dimenticata.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69575","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Congo: una guerra dimenticata - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/congo-una-guerra-dimenticata\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Congo: una guerra dimenticata - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Intervista al biologo congolese Pierre Kabeza: \u00abCi sono cose che non si possono capire n\u00e9 vedere bene se non con gli occhi che hanno pianto\u00bb. 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