{"id":69584,"date":"2015-04-11T14:28:02","date_gmt":"2015-04-11T12:28:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/intervista-con-citta-nuova-sullo-uwp\/"},"modified":"2015-04-11T14:28:02","modified_gmt":"2015-04-11T12:28:02","slug":"intervista-con-citta-nuova-sullo-uwp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/intervista-con-citta-nuova-sullo-uwp\/","title":{"rendered":"Intervista con Citt\u00e0 Nuova sullo UWP"},"content":{"rendered":"<p>Gli \u201cIndignados\u201d, \u201cWe are 99%\u201d, \u201cOccupyWall Street\u201d, e tanti altri occupavano le piazze e facevano sentire la loro voce\u2026 noi, chiusi in quella stanza, sentivamo tutto il dolore di un mondo che chiedeva un cambiamento e anche la responsabilit\u00e0 di voler e dover fare qualcosa. Ecco che, allora, ci siamo ricordati che anche la nostra \u00e8 una rivoluzione. Fondata sull\u2019Amore, certamente, ma pur sempre una rivoluzione! Il cambiamento, per\u00f2, non poteva partire da altri\u2026 dovevamo essere noi stessi a voler cambiare, a voler rivedere le nostre priorit\u00e0, i nostri stili di vita, mettendo al centro una scelta radicale: voler vivere secondo la Regola d\u2019Oro, precetto universale presente in tutte le culture del mondo. Un precetto che recita \u201cFai agli altri ci\u00f2 che vorresti fosse fatto a te; non fare agli altri ci\u00f2 che non vorresti ti fosse fatto\u201d. Da l\u00ec \u00e8 iniziata la nostra avventura, coinvolgendo miglia di persone che, liberamente, hanno scelto di vivere la Regola d\u2019Oro: abbattendo i muri delle differenze e dell\u2019individualismo, costruiscono ogni giorno ponti relazionali fra le persone.&nbsp; &nbsp;<br \/>Ancora oggi, dopo cinque anni, sentiamo l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 di questo sogno: far emergere e valorizzare tutte quelle azioni fraterne che mostrano come la fraternit\u00e0, pur senza far rumore, cambia la storia dell\u2019umanit\u00e0. <br \/>Ed \u00e8 per questo che promuoviamo la creazione di osservatori sulla fraternit\u00e0 universale: gruppi di persone composti da giovani, adulti, ragazzi, che, osservando la propria realt\u00e0, riescono a far emergere il positivo mappando e valorizzando le azioni fraterne. In questo senso, lo United World Project diventauna lente d\u2019ingrandimento che mette in evidenza e monitora le azioni fraterne (di singoli o gruppi) sparse in tutto il mondo.Frammenti di fraternit\u00e0 che si propagano nelle nostre citt\u00e0, \u201cponti\u201d tra uomini e culture che aprono strade di dialogo e percorsi di unit\u00e0.Crediamo, infatti, che la fraternit\u00e0 sia uno dei segni dei tempi e vogliamo renderla visibile e tangibile. Ed \u00e8 proprio per questo motivo chevorremmo chiedere il riconoscimento istituzionale ed internazionale della Settimana Mondo Unito: 7 giorni nei quali si concentrano iniziative per incidere sull\u2019opinione pubblica dei nostri Paesi e mostrare, in un grande laboratorio internazionale,come la fraternit\u00e0 permea la nostra storia.<br \/>Sentiamo in noi ancora vive le parole di Papa Giovanni Paolo II al Genfest del 1990: \u201cSolo coloro che guardano al futuro sono quelli che costruiscono la storia\u201d. \u00c8 con questo spirito che \u00e8 nato lo United World Project: guardare il mondo da una nuova prospettiva. Quella del mondo unito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 stato fatto ad oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 davvero complicato riassumere in poche parole tutto ci\u00f2 che abbiamo vissuto in questi anni. <br \/>Se volessimo individuare le grandi tappe che hanno segnato il nostro percorso, potremmo ricordare innanzitutto il Genfest del 2012, manifestazione internazionale che ha visto la partecipazione di 12.000 giovani a Budapest e di altri 500.000 collegati via web. Dal palco dello Sport Arena, abbiamo lanciato la raccolta firme \u201cUnited World Network\u201d: in questi anni circa 70.000 persone hanno aderito. E ogni giorno tante altre decidono di provare a fare, della fraternit\u00e0 universale, il paradigma della propria esistenza. Come segno concreto di questo impegno, si \u00e8 voluto lasciare un simbolo visibile e permanente denominato \u201cl\u2019Angolo della Fraternit\u00e0\u201d, quattro panchine di cemento levigatoche riportano la Regola d\u2019Oro in diversi idiomi. <br \/>Qualche mese dopo, grazie all\u2019entusiasmo di alcuni giovani, \u00e8 stato presentato il Progetto Mondo Unito al Senato Federale del Brasile. Esempio, questo, di quanto la politica recepisca in maniera positiva progetti che abbiano, come orizzonte, quello della fraternit\u00e0 universale. Successivamente, giovani di tanti altri Paesi sono entrati in contatto con le Delegazioni nazionali dell\u2019UNESCO per presentare il nostro Progetto e le nostre iniziative. <br \/>Nel 2013, in occasione della Settimana Mondo Unito, un gruppo di circa 100 giovani provenienti da tutto il mondo, si \u00e8 recato a Gerusalemme, terra dilaniata da scontri e divisioni, per dare una testimonianza visibile di unit\u00e0. Nel luogo in cui Ges\u00f9 ha lasciato il Suo testamento (\u201cche tutti siano uno\u201d) , \u00e8 stato piantato un ulivo simbolo di quella pace che desideriamo portare nel mondo. Durante quei giorni, sono stati tantissimi gli appuntamenti che hanno testimoniato la bellezza di scoprirsi sorelle e fratelli: eventi artistici che hanno visto danzare insieme cattolici, musulmani ed ebrei; eventi culturali che hanno approfondito il tema della fraternit\u00e0; e tanto altro ancora!<br \/>Nello stesso anno, grazie alla ONG New Humanity, abbiamo partecipato al Forum Internazionale dei Giovani organizzato dall\u2019UNESCO. Esperienza meravigliosa nella quale abbiamo contribuito a con alcune mozioni che la Conferenza Generale dell\u2019UNESCO &#8211; composta dagli ambasciatori di 195 paesi &#8211; prender\u00e0 in considerazione per stabilire i nuovi indirizzi di lavoro per l\u2019intera organizzazione.<br \/>L\u2019anno scorso, a Nairobi (in Kenia) si \u00e8 svolto un cantiere internazionale denominato \u201cSharing with Africa\u201d. Dieci giorni nei quali, giovani provenienti da tutta l\u2019Africa, hanno condiviso le loro esperienze approfondendo il tema dell\u2019Ubuntu (&#8220;io sono ci\u00f2 che sono, in virt\u00f9 di ci\u00f2 che tutti siamo&#8221;), principio presente in tutte le culture africane e che rappresenta una spinta ideale verso l&#8217;umanit\u00e0 intera. Durante la Settimana Mondo Unito \u00e8 stato lanciato il primo frutto dello United World Watch, Osservatorio permanente sulla fraternit\u00e0 universale. Grazie all\u2019aiuto di 34 Paesi, sono stati raccolti 800 frammenti di fraternit\u00e0 ed \u00e8 stato redatto il primo \u201cAtlante della Fraternit\u00e0 universale\u201d, un documento semplice, giovanile, di facile consultazione\u2026 uno strumento attraverso il quale possiamo parlare di fraternit\u00e0 utilizzando 45 storie di 42 nazioni, possiamo capire cosa \u00e8 la fraternit\u00e0 universale, come si riconosce un frammento di fraternit\u00e0, e cos\u00ec via!<br \/>Ad agosto 2014, poi, abbiamo lanciato una iniziativa planetaria dal titolo \u201cSbloccare il dialogo\u201d per mantenere viva l&#8217;attenzione sui tanti conflitti ancora in corso e per promuovere l&#8217;impegno attivo e personale di ciascuno per un mondo pi\u00f9 fraterno. <br \/>\u00c8 stato bellissimo, poi, poter consegnare l\u2019Atlante direttamente nelle mani di Papa Francesco: un momento di emozione grandissima e abbiamo ancora negli occhi e nei nostri cuori il suo sorriso!<br \/>A Gennaio di quest\u2019anno, poi, \u00e8 partito un servizio di newsletter attraverso il quale cerchiamo di tenerci in contatto con quanti desiderano ricevere aggiornamenti riguardanti lo sviluppo del Progetto. Grazie all\u2019aiuto di tanti giovani che, gratuitamente, dedicano del tempo a questo progetto, riusciamo oggi a tradurre la newsletter in 8 lingue diverse.Inoltre, in questi mesi tante realt\u00e0 hanno aderito allo United World Project come partners: Sportmeet, il Gen Rosso ed il Gen Verde, l\u2019Istituto Universitario Sophia, etc\u2026 <br \/>Attualmente \u00e8 in corso un concorso internazionale che si concluder\u00e0 il 10 maggioe che consiste nella raccolta di brevi video attraverso cui parlare del progetto nel modo pi\u00f9 creativo possibile.<\/p>\n<p><strong>Quali i prossimi obiettivi?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto, vorremmo portare avanti e rilanciare la raccolta firme, promuovendo sempre di pi\u00f9 una cultura fondata sulla fraternit\u00e0 e coinvolgendo quante pi\u00f9 possibile a vivere la Regola d\u2019Oro.<br \/>Avvertiamo, poi, tutta l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 di incidere maggiormente nelle istituzioni, sia a livello locale che a livello internazionale. Proprio il mese scorso sono partiti i lavori di una Commissione per studiare i passi da fare per incrementare il rapporto con le istituzioni e lavorare affinch\u00e9 la Settimana Mondo Unito possa essere riconosciuta a livello internazionale.<br \/>Infine, raccogliere ed aumentare l\u2019attenzione agli atti di fraternit\u00e0 che, ogni giorno, vengono posti in essere da singoli e da gruppi. Attraverso lo studio di essi, vorremmo promuovere la fraternit\u00e0 universale e promuoverla come paradigma di una nuova cultura. &nbsp;<br \/>Ci siamo accorti che il Progetto Mondo Unito, proprio per la sua natura, pu\u00f2 rappresentare una piattaforma comune tra diverse realt\u00e0, per mettere insieme tutte quelle buone pratiche e tutte quelle realt\u00e0 (persone ed organizzazioni) che fanno, della fraternit\u00e0 universale, il proprio stile di vita. Per questo, nei prossimi mesi vorremmo aprirci al contributo di quanti, nel mondo, possano dare un contributo in questo senso. Gi\u00e0 da qualche mese, un gruppo di giovani sta lavorando in questo senso per creare delle partnership con altre realt\u00e0 che condividono lo spirito del Progetto.<\/p>\n<p><strong>Serve censire la fraternit\u00e0? Come?<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 con l\u2019esperienza fatta per la preparazione dell\u2019Atlante, \u00e8 stato evidente quanto sia importante censire le azioni che puntano a \u201ccostruire ponti di fraternit\u00e0\u201d. Mappare i frammenti di fraternit\u00e0 ha aiutato noi stessi e l\u2019opinione pubblica ad aumentare l\u2019attenzione e la sensibilit\u00e0 verso quelle iniziative che costruiscono invece di distruggere, avvicinano piuttosto che allontanare\u2026 <br \/>inoltre, la fraternit\u00e0 \u00e8 diffusiva: ogni qualvolta si condivide un frammento di fraternit\u00e0, in tanti ci scrivono che \u00e8 stata l\u2019occasione per rimettersi in gioco nuovamente. Dopo aver letto l\u2019Atlante, in mondi ci hanno detto che leggendo i frammenti di fraternit\u00e0 hanno avuto nuove idee per incidere maggiormente nelle proprie realt\u00e0! <br \/>Anche Papa Francesco, il 01 gennaio del 2014, ha ricordato che \u00abla fraternit\u00e0 \u00e8 una dimensione essenziale dell\u2019uomo, il quale \u00e8 un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalit\u00e0 ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una societ\u00e0 giusta, di una pace solida e duratura\u00bb.<br \/>Insomma, \u00e8 importante valorizzare il positivo che \u00e8 attorno a noi\u2026 Sul nostro sito \u00e8 possibile scaricare un piccolo modulo con il quale segnalare le azioni che si ritengono essere costruttrici di fraternit\u00e0. \u00c8 un modulo semplice, immediato, che pu\u00f2 essere compilato da tutti e inoltrato ai nostri indirizzi email.<\/p>\n<p><strong>La politica ha mostrato interesse?<\/strong><\/p>\n<p>Sin da subito! Ci risuonano ancora nella mente le bellissime parole dette dall\u2019allora Presidente della Conferenza Generale dell&#8217;UNESCO, M.me KatalinBogyaydurante ilGenfest del 2012. Da allora, \u00e8 stato bellissimo vedere come tante istituzioni e tanti politici hanno dimostrato un fortissimo entusiasmo attorno ai valori del Progetto, sposandone in pieno le finalit\u00e0. <br \/>Un grandissimo grazie va anche al Movimento Politico per l\u2019unit\u00e0, che ci ha aiutato in questo cammino.<br \/>Sarebbero tanti gli esempi da fare\u2026 ad esempio, i tanti incontri presso le Delegazioni Nazionali dell\u2019UNESCO, oppure l\u2019incontro avuto con l\u2019ex Presidente del Costa Rica\u2026 <br \/>Un esempio recentissimo lo abbiamo vissuto il 12 marzo: nella Sala dei Gruppi parlamentari del Palazzo di Montecitorio a Roma, si \u00e8 tenuto&nbsp; il primo appuntamento del programma internazionale &#8220;Politics for Unity. Making a world of difference&#8221;.Attraverso le testimonianze di deputati, diplomatici e amministratori pubblici si \u00e8 mostrato come il carisma dell&#8217;unit\u00e0 abbia inciso in alcuni ambiti politico-amministrativi nazionali ed internazionali e si \u00e8 riflettuto sulla portata culturale innovativa del pensiero politico di Chiara Lubich e nella azione da lei percorsa nella incessante ricerca e pratica della fraternit\u00e0 universale.&nbsp; \u00c8 stato presentato lo United World Project, richiesto di impegnarsi personalmente e fatto dono dell\u2019Atlante al Presidente della Repubblica e alla Presidente della Camera On.leLaura Boldrini. Proprio quest\u2019ultima, presente in aula, ha speso parole di forte apprezzamento ed entusiasmo verso il progetto e verso l\u2019impegno concreto dei tanti che decidono di spendere la vita per la fraternit\u00e0 universale.Erano presenti inoltre Gianfranco Fini, gi\u00e0 presidente della Camera dei deputati e Gianni Alemanno, gi\u00e0 sindaco di Roma.<br \/>Ma non \u00e8 tutto\u2026 basti pensare che il 19 marzo, in una giornata organizzata da \u201cReligions for Peace\u201d sul tema \u201cAccogliersi in Europa: un appello a non discriminare\u201d, abbiamo presentato lo United World Project al Parlamento Europeo a Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Alcuni fatti di fraternit\u00e0 in posti di frontiera o nelle periferie<\/strong><\/p>\n<p>Ci viene alla mente l\u2019esperienza di Tom, australiano, che ci ha raccontato che nel 2005 si \u00e8 dovutotrasferire con la propria famiglia in un quartiere appenaedi\ufb01cato di Melbourne, dove erano carenti strutturee programmi ricreativi. Poteva decidere di andar via edinvece, ha cercato il modo di fare qualcosa per lapropriacomunit\u00e0 perch\u00e9 nel quartiere ci fosse un\u2019opportunit\u00e0per aggregarsi, condividere, incontrarsi. \u00abE cosa c\u2019\u00e8di meglio dello sport per aggregare le persone e le variegenerazioni? In quel nuovo quartiere c\u2019era un parco vuoto.Allora ho iniziato a diffondere l\u2019idea che mi era venutain mente: creare uno spazio dove poter giocare a calcio.Non sapevo chi si sarebbe aggregato e c\u2019era il forte rischioche mi trovassi da solo. Invece, erano tante le famiglieaccomunate dallo stesso desiderio ed entusiasmo.Cos\u00ec, ben presto, i partecipanti sono stati cos\u00ec tanti cheabbiamo potuto formare una squadra e poi, addirittura,un soccer club! Ora siamo 38 squadre con oltre 400bambini e 40 anziani. Ogni settimana ci incontriamo pergiocare. Il parco \u00e8 stato ristrutturato e ora ci sono diversicampi con una propria illuminazione. Ma non \u00e8 \ufb01nita qui,perch\u00e9 si sono aggiunti anche gli spogliatoi, una cucinae una mensa. Insomma, \u00e8 diventato un vero e propriopunto di aggregazione\u00bb.<br \/>Ma ci sono anche esperienze che incidono nel sociale. Come, ad esempio, l\u2019esperienza che ci ha raccontato <br \/>Margarita dal Messico: \u00abnella periferia della Citt\u00e0 del Messico, nel comune diNetzahualc\u00f3yotl (comune di un milione di abitanti e conuna densit\u00e0 di 20mila abitanti per Km2), si sono rapidamenteformati agglomerati di case, con gente giuntada tutta la nazione per cercare lavoro. Sono quartieri,sorti vorticosamente e in modo sproporzionato.Tanta \u00e8 la povert\u00e0, imponenti i problemi sociali e sanitari,che toccano l\u201980 per cento di chi vi abita. Nel 1998,alcuni giovani e adulti di buona volont\u00e0 \u2013 su richiestadella Chiesa locale \u2013 hanno deciso di unire le loro capacit\u00e0e offrire alla comunit\u00e0 servizi sanitari accessibili. Si \u00e8aperto il dispensario \u201cIgino Giordani\u201d che offre assistenzasanitaria di qualit\u00e0 e in modo gratuito a chi non pu\u00f2permettersi cure pubbliche. Accanto al servizio medico dibase c\u2019\u00e8 anche un servizio odontoiatrico ed oculistico, assistenza<br \/>dietologica per migliorare il livello nutrizionale esi distribuiscono indumenti e giocattoli. Ogni anno sonocirca duemila le persone assistite e facendo un rapidocalcolo da quando \u00e8 stato avviato il centro, cio\u00e8 15 anni,<br \/>sono stati circa 25mila gli utenti. Lo scopo, per\u00f2, non \u00e8solo assistere le persone da un punto di vista sanitario,ma anche creare delle relazioni fraterne, fondate sull\u2019ascoltoe sulla reciproca condivisione\u00bb.<br \/>E, infine, ci sono tante esperienze che partono da una scelta personale. Come quella di Alexandros che ci scrive da Atene: \u00abPer lavoro, consegno merci e, spesso, mi trovo nel centro di Atene. Faccio pi\u00f9 o menosempre le stesse strade. In una calda giornata di agosto,mentre guidavo, mi sono accorto che c\u2019era un senzatettoin difficolt\u00e0, quasi collassato su se stesso. Lo avevo vistotante volte. Quello era il suo angolo di strada, quelcartone la sua casa. Ma non mi ero mai fermato. Eppure,quel giorno non potevo passare oltre, nonostante fossi inritardo con le consegne. La polizia locale mi chiedeva, dalontano, cosa stessi facendo visto che in quella zona \u00e8proibito sostare. Hanno minacciato di erogarmi una multa.Io ho fatto segno loro di guardare quella persona indifficolt\u00e0. Loro continuavano a non interessarsi ma, noncurante della loro minaccia, mi sono \ufb01ondato in un bara prendere qualcosa di fresco. Mi sono avvicinato a quelsignore e gli ho accarezzato la guancia, per non svegliarlodi soprassalto. All\u2019inizio, con lo sguardo si domandavacosa stesse succedendo. Era stanco e spaventato. Poivedendomi si \u00e8 tranquillizzato. Gli ho avvicinato la bibita<br \/>che avevo preso e lui ha risposto con un sorriso. Mi haringraziato tante volte. Sono andato via con il suo sorrisonel cuore. I suoi occhi, colmi di gratitudine, mi avevanoacceso l\u2019anima di immenso. Anche i poliziotti mi hannosalutato sorridenti. Da allora, ogni volta che passo di l\u00ecmi fermo a salutarlo. Da questa piccolo episodio, mi sonoreso conto che \u00e8 possibile costruire frammenti di fraternit\u00e0anche stando tutta la giornata chiuso in un furgone\u00bb.<br \/>Ce ne sono tante di storie cos\u00ec\u2026 alcune sono state inserite nell\u2019Atlante della fraternit\u00e0, scaricabile dal nostro sito <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\">www.unitedworldproject.org<\/a>. <br \/>Ma se avete altri frammenti di fraternit\u00e0 da segnalarci, scriveteci, condividiamoli\u2026 insomma, facciamo emergere la fraternit\u00e0!<\/p>\n<p><strong>I lettori di Citt\u00e0 Nuova cosa possono fare<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un Progetto portato avanti da tutti noi! Perci\u00f2, anche i tanti lettori di Citt\u00e0 Nuova possono diventare parte attiva dello United World Project.<br \/>Sul sito <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\">www.unitedworldproject.org<\/a> \u00e8 possibile aderire alla raccolta firme on-line, sia in prima persona sia coinvolgendo le persone che ci stanno attorno. Da l\u00ec \u00e8 possibile scaricare anche tutto il materiale informativo ed iscriversi alla nostra newsletter.<br \/>Possiamo rimanere in contatto e contribuire a promuovere il Progetto cliccando \u201cMI PIACE\u201d sulla pagina Facebook (<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/uwpofficial\">www.facebook.com\/uwpofficial<\/a>) e condividendone i contenuti e i frammenti di fraternit\u00e0.<br \/>Inoltre, ciascuno pu\u00f2 dedicare parte del proprio tempo collaborando con le varie Commissioni attualmente operanti in vari ambiti oppure segnalando frammenti di fraternit\u00e0. Basta scrivere ai nostri indirizzi email. Infine, poter partecipare al nostro concorso con un video, anche di pochi secondi, che possa raccontare una azione fraterna, possa spiegare cosa \u00e8 il Progetto\u2026 insomma, forza con la fantasia!<\/p>\n<p><strong>Chi siamo<\/strong><\/p>\n<p>Insieme: Siamo Marianna e Francesco, abitiamo a Sant\u2019Anastasia, piccolo paese in provincia di Napoli. Siamo sposati dallo scorso giugno dopo 15 anni di fidanzamento. Ci siamo conosciuti grazie alle attivit\u00e0 dei ragazzi per l\u2019unit\u00e0. E, insieme, abbiamo condiviso l\u2019impegno e la voglia di spendersi per fare costruire, nel nostro piccolo, frammenti di fraternit\u00e0. Abbiamo da sempre impostato il nostro rapporto in una dimensione di apertura e di donazione cercando di costruire ponti di fraternit\u00e0. <br \/>Marianna: Io, Marianna, sono laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica e lavoro come chimico analista presso un laboratorio di una multinazionale farmaceutica in provincia di Napoli. Mi occupo del controllo della qualit\u00e0 delle materie prime. <br \/>Francesco: Io, Francesco, sono laureto in Giurisprudenza, abilitato come Avvocato. Attualmente lavoro con una compagnia assicurativa nell\u2019ambito della gestione dei progetti e a supporto di varie realt\u00e0 aziendali.Lavoro tra Napoli e Milano, ma il mio lavoro mi porta spesso a viaggiare e ad incontrare persone e realt\u00e0 nuove\u2026 incontrare persone con approcci e mentalit\u00e0 differenti, con background e punti di vista talvolta divergenti. Ma sempre bellissimo scoprire il positivo in ognuno e fare, di ogni difficolt\u00e0, un trampolino di lancio per costruire ponti di fraternit\u00e0. <br \/>Marianna: Francesco segue il progetto sin dall\u2019inizio. Io mi sono affiancata a lui dallo scorso ottobre. Ma da sempre siamo stati entrambi fans di questo Progetto. Personalmente, sin dall\u2019inizio mi ha entusiasmato per la sua modernit\u00e0 e per le finalit\u00e0, sfidanti ma affascinanti, impegnative ma avvincenti. Fare della fraternit\u00e0 universale il fulcro del mio stile di vita significa cercare di guardarecon occhi diversi chi mi sta accanto; allargare il cuore e lo sguardo verso il mondo e credere fermamente che un mondo unito \u00e8 possibile.Lavorare insieme al Progetto \u00e8 stato l\u2019ennesimo dono di Dio, perch\u00e9 ci ha dato la possibilit\u00e0 di allargare il cuore della nostra famiglia all\u2019intera umanit\u00e0.<br \/>Francesco: Entrambi ci dedichiamo al Progetto gratuitamente, cercando di avere tanta umilt\u00e0 e spirito di servizio. Sapendo, soprattutto, che questo \u00e8 un Progetto di Dio e, pertanto, noi dobbiamo solo cercare di fare bene la nostra piccola parte\u2026 Durante la preparazione dell\u2019Atlante, ad esempio, c\u2019era da individuare quali frammenti di fraternit\u00e0 inserire\u2026 Leggere e analizzare (ma sarebbe pi\u00f9 giusto dire contemplare) 800 azioni fraterne \u00e8 stato un lavoro faticoso, ma anche meraviglioso! Ad ogni scheda, mi rendevo conto di quante esperienze si fanno ogni giorno. Di quante persone si spendono per costruire ponti di fraternit\u00e0, di quante persone cercano di vivere controcorrente, di quante azioni incidono nell\u2019umanit\u00e0 cambiando il corso degli eventi\u2026 ad ogni scheda mi veniva da dire un grazie specialissimo a Dio perch\u00e9 mi stava facendo toccare con mano quanto questa rivoluzione sta incidendo nella storia dei singoli e dell\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 composta la squadra<\/strong><\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio, abbiamo cercato di dare una dimensione molto orizzontale e molto circolare al lavoro di tutto il team. Certo, a volte non \u00e8 semplice perch\u00e9 le distanze e le differenze culturali e linguistiche sono tante\u2026 ma la sfida \u00e8 costruire, innanzitutto fra di noi, ponti di fraternit\u00e0. <br \/>Attualmente abbiamo chi si occupa della Comunicazione, chi si occupa delle Partnership, chi si occupa delle istituzioni internazionali, chi ha un occhio particolare all\u2019aspetto dello studio della fraternit\u00e0\u2026 Insomma, fare un elenco di persone sarebbe molto lungo. In questo momento, collaborano al progetto, in maniera gratuita, a diverso titolo e con un diverso grado di impegno, una trentina di persone fra adulti, giovani, ragazzi. Esperti o semplici appassionati\u2026 persone che mettono a disposizione 1 ora al mese o tutta la giornata! Senza parlare delle tante realt\u00e0 che ci accompagnano in questa avventura: l\u2019Istituto Universitario Sophia, Cittanuova Editrice, la ONG New Humanity, il Movimento Politico per l\u2019Unit\u00e0 e tanti, tanti altri\u2026 Insomma, una esperienza arricchente soprattutto perch\u00e9, gi\u00e0 fra di noi, si respira un clima di mondo unito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Testo completo di un&#8217;intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista &#8220;Citt\u00e0 Nuova&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>A cosa serve lo United world project?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea che sta alla base del Progetto Mondo Unito \u00e8 davvero semplicissima: promuovere una cultura della fraternit\u00e0 universale! Ancora oggi ricordiamo quando, con un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, ci siamo ritrovati a Roma nel giugno del 2010. Era un momento, quello, molto simile a ci\u00f2 che stiamo vivendo oggi. Tutto sembrava crollare e ovunque, nel mondo, si urlava alla necessit\u00e0 di un cambiamento.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69584","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Intervista con Citt\u00e0 Nuova sullo UWP - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/intervista-con-citta-nuova-sullo-uwp\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Intervista con Citt\u00e0 Nuova sullo UWP - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Testo completo di un&#039;intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista &quot;Citt\u00e0 Nuova&quot; A cosa serve lo United world project? 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