{"id":69598,"date":"2015-05-02T05:31:45","date_gmt":"2015-05-02T03:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/dentro-i-dolori-di-mumbai\/"},"modified":"2015-05-02T05:31:45","modified_gmt":"2015-05-02T03:31:45","slug":"dentro-i-dolori-di-mumbai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/dentro-i-dolori-di-mumbai\/","title":{"rendered":"Dentro i dolori di Mumbai"},"content":{"rendered":"<p>Sono esponenti di diverse religioni a declinare questa parola attraverso approfondimenti teorici ed esperienze dirette. Inizia Metta, thailandese e buddista, professoressa di filosofia che precisa: \u00abvolersi aprire al dialogo significa creare una relazione. Quando ho conosciuto i Giovani per un Mondo Unito, mi sono sentita libera di esprimere la mia religione fino in fondo. E da allora, ho capito che, qui nella mia terra, potevo essere un ponte tra i buddisti e i cattolici e ho capito che anche come cittadina sono chiamata a dare un contributo attivo alla costruzione della nostra societ\u00e0 e a non limitarmi solo alla condivisione verbale\u00bb.<\/p>\n<p>Vinu, direttrice dello Shanti Ashram, un movimento gandiano, e presidente onoraria della conferenza mondiale \u201cReligions for Peace\u201d precisa che il dialogo va fatto con \u00abtutto di s\u00e9 stessi: con la voce, con le idee, con azioni concrete. Dialogo \u00e8, innanzitutto, azione: ascoltarsi reciprocamente, capirsi fino in fondo, e poi agire. In questo momento storico poi \u00e8 importantissimo il dialogo intergenerazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Il dialogo con l\u2019Islam \u00e8 approfondito da Marco, italiano che ha vissuto tantissimi anni negli Stati Uniti d\u2019America. \u00abNel 1997, Chiara Lubich venne a trovare l\u2019imam W.D. Mohammed nella moschea Malcom X di Harlem (un quartiere di New York). Tremila musulmani afro-americani dell\u2019American Society of Muslims la ascoltarono e, da allora, abbiamo cercato di continuare quel dialogo cos\u00ec intenso. Mi ricordo, ad esempio, che a seguito degli attentati alle Torri Gemelle del 2 settembre 2011, la comunit\u00e0 musulmana era molto scossa. La tensione, ad Indianapolis, era molto alta. Una sera, alcuni dei nostri amici musulmani ci raccontarono che avevano ricevuto minacce e l\u2019avvertimento di non avvicinarsi alla moschea. Dovevamo fare qualcosa. Il venerd\u00ec successivo, giorno della loro preghiera comunitaria, decidemmo di far sentire la nostra vicinanza assistendo per tutta la celebrazione. Loro erano nostri fratelli, e dovevano sentirsi liberi e sicuri\u00bb.&nbsp; Racconta tante altre esperienze che, messe insieme, tracciano una bellissima e concreta storia di dialogo fra due comunit\u00e0. \u00abTre mesi fa ho saputo che dovevo tornare in Italia. Con mia grande sorpresa, a pochi giorni dalla partenza ho ricevuto una telefonata dall\u2019imam dove diceva: \u201cDevo ringraziare Dio perch\u00e9, nella mia vita, ho avuto due fratelli. Uno dei due sei tu\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Segue Racid, giovane algerino musulmano, racconta di come ha cercato di far sentire accolti alcuni giovani cattolici in una comunit\u00e0 a maggioranza musulmana: \u00absiamo partiti da piccoli gesti, come una cena o festeggiare insieme; atti concreti che costruiscono ponti di fraternit\u00e0 fra le persone e le culture\u00bb.<\/p>\n<p>Munal, dell\u2019organizzazione \u201cAnem Prem\u201d (Amore Incondizionato) spiega che di fronte alla differenze, \u00abognuno di noi pu\u00f2 scegliere di chiudersi in se stesso oppure iniziare a costruire rapporti personali veri, iniziare a dialogare con tutte le persone che incontriamo. Bisogna stare attenti perch\u00e9, spesso, pensiamo che l\u2019opposto dell\u2019amore sia l\u2019odio. Invece, l\u2019opposto dell\u2019amore \u00e8 l\u2019indifferenza verso le persone e le situazioni sociali\u00bb.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio, in otto gruppi si sono visitate alcune realt\u00e0 sociali della citt\u00e0. Udisha (in urdu \u201cIl raggio di sole che porta una nuova alba\u201d) ad esempio \u00e8 un progetto che coinvolge, ogni anno, oltre 100 bambini, ragazzi e giovani e molte madri. Ma c\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 entrato in un istituto che cura i malati di lebbra e chi ha visto come si organizza un tetto per i bambini senza fissa dimora: tutte esperienze toccanti. Insomma, le storie da raccontare sarebbero tante. Ma basta guardare gli occhi dei giovani che tornano per sapere che, per ciascuno, \u00e8 stata una esperienza molto forte, toccante, ma anche entusiasmante e che ha lasciato dentro tanta voglia di fare!<\/p>\n<p>In serata, si chiude con un vero e proprio festival in stile indiano con cibo, musica e colori, dove ciascuno dei partecipanti presenta la propria cultura anche attraverso le danze e i canti: l\u2019arte resta sempre un ponte di incontro universale.<\/p>\n<p><em>Da CItt\u00e0 Nuova, Francesco Ricciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Il cantiere dei giovani per un mondo unito si trasferisce dentro i progetti sociali del Movimento dei focolari e di altre organizzazioni che lavorano per rispondere ai bisogni del territorio. Il dialogo interreligioso \u00e8 la nota del giorno<\/em><\/p>\n<p>La giornata dedicata al festival, nel cantiere internazionale dei giovani per un mondo unito celebra la diversit\u00e0 come ponte per il dialogo.&nbsp; Ai presenti si \u00e8 aggiunto anche Zain, giovane giornalista indiano, inviato di Channel News Asia che avendo saputo di questo laboratorio internazionale, ha deciso di venire di persona a constatarne i lavoro e gli effetti perch\u00e9 \u00ab\u00e8 importante che i giovani si interroghino su come essere generatori di dialogo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69598","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dentro i dolori di Mumbai - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/dentro-i-dolori-di-mumbai\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dentro i dolori di Mumbai - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il cantiere dei giovani per un mondo unito si trasferisce dentro i progetti sociali del Movimento dei focolari e di altre organizzazioni che lavorano per rispondere ai bisogni del territorio. 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