{"id":69636,"date":"2015-07-14T05:47:15","date_gmt":"2015-07-14T03:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/il-futuro-dell-umanita-e-soprattutto-nelle-mani-dei-popoli\/"},"modified":"2015-07-14T05:47:15","modified_gmt":"2015-07-14T03:47:15","slug":"il-futuro-dell-umanita-e-soprattutto-nelle-mani-dei-popoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/il-futuro-dell-umanita-e-soprattutto-nelle-mani-dei-popoli\/","title":{"rendered":"Il futuro dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 soprattutto nelle mani dei popoli"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 non si tratta di problemi isolati. \u2026 tali realt\u00e0 distruttive rispondono ad un sistema che \u00e8 diventato globale. Sappiamo riconoscere che tale sistema ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all\u2019esclusione sociale o alla distruzione della natura?<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec, insisto, diciamolo senza timore: noi vogliamo un cambiamento, un vero cambiamento, un cambiamento delle strutture.\u2026<\/p>\n<p>Il tempo sembra che stia per giungere al termine; non \u00e8 bastato combattere tra di noi, ma siamo arrivati ad accanirci contro la nostra casa. Oggi la comunit\u00e0 scientifica accetta quello che gi\u00e0 da molto tempo denunciano gli umili: si stanno producendo danni forse irreversibili all\u2019ecosistema. Si stanno punendo la terra, le comunit\u00e0 e le persone in modo quasi selvaggio. E dopo tanto dolore, tanta morte e distruzione, si sente il tanfo di ci\u00f2 che Basilio di Cesarea \u2013 uno dei primi teologi della Chiesa \u2013 chiamava lo \u201csterco del diavolo\u201d. L\u2019ambizione sfrenata di denaro che domina. Questo \u00e8 lo \u201csterco del diavolo\u201d. E il servizio al bene comune passa in secondo piano. Quando il capitale diventa idolo e dirige le scelte degli esseri umani, quando l\u2019avidit\u00e0 di denaro controlla l\u2019intero sistema socioeconomico, rovina la societ\u00e0, condanna l\u2019uomo, lo fa diventare uno schiavo, distrugge la fraternit\u00e0 interumana, spinge popolo contro popolo e, come si vede, minaccia anche questa nostra casa comune, la sorella madre terra.\u2026<\/p>\n<p>\u201cProcesso di cambiamento\u201d. Il cambiamento concepito non come qualcosa che un giorno arriver\u00e0 perch\u00e9 si \u00e8 imposta questa o quella scelta politica o perch\u00e9 si \u00e8 instaurata questa o quella struttura sociale. Sappiamo dolorosamente che un cambiamento di strutture che non sia accompagnato da una sincera conversione degli atteggiamenti e del cuore finisce alla lunga o alla corta per burocratizzarsi, corrompersi e soccombere. Bisogna cambiare il cuore.<\/p>\n<p>\u2026<br \/>3.1. Il primo compito \u00e8 quello di mettere l\u2019economia al servizio dei popoli: gli esseri umani e la natura non devono essere al servizio del denaro. Diciamo NO a una economia di esclusione e inequit\u00e0 in cui il denaro domina invece di servire. Questa economia uccide. Questa economia \u00e8 escludente. Questa economia distrugge la Madre Terra.<\/p>\n<p>L\u2019economia non dovrebbe essere un meccanismo di accumulazione, ma la buona amministrazione della casa comune. Ci\u00f2 significa custodire gelosamente la casa e distribuire adeguatamente i beni tra tutti. \u2026<\/p>\n<p>Questa economia \u00e8 non solo auspicabile e necessaria, ma anche possibile. \u2026 Il problema, invece, \u00e8 un altro. Esiste un sistema con altri obiettivi. Un sistema che oltre ad accelerare in modo irresponsabile i ritmi della produzione, oltre ad incrementare nell\u2019industria e nell\u2019agricoltura metodi che danneggiano la Madre Terra in nome della \u201cproduttivit\u00e0\u201d, continua a negare a miliardi di fratelli i pi\u00f9 elementari diritti economici, sociali e culturali. Questo sistema attenta al progetto di Ges\u00f9, contro la Buona Notizia che ha portato Ges\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019equa distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non \u00e8 semplice filantropia. E\u2019 un dovere morale. Per i cristiani, l\u2019impegno \u00e8 ancora pi\u00f9 forte: \u00e8 un comandamento. Si tratta di restituire ai poveri e ai popoli ci\u00f2 che appartiene a loro. La destinazione universale dei beni non \u00e8 un ornamento discorsivo della dottrina sociale della Chiesa. \u00c8 una realt\u00e0 antecedente alla propriet\u00e0 privata. La propriet\u00e0, in modo particolare quando tocca le risorse naturali, dev\u2019essere sempre in funzione dei bisogni dei popoli. E questi bisogni non si limitano al consumo. Non basta lasciare cadere alcune gocce quando i poveri agitano questo bicchiere che mai si versa da solo. I piani di assistenza che servono a certe emergenze dovrebbero essere pensati solo come risposte transitorie, occasionali. Non potrebbero mai sostituire la vera inclusione: quella che d\u00e0 il lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo e solidale.<\/p>\n<p>\u2026 I governi che assumono come proprio il compito di mettere l\u2019economia al servizio della gente devono promuovere il rafforzamento, il miglioramento, il coordinamento e l\u2019espansione di queste forme di economia popolare e di produzione comunitaria. Ci\u00f2 implica migliorare i processi di lavoro, provvedere infrastrutture adeguate e garantire pieni diritti ai lavoratori di questo settore alternativo. \u2026in una democrazia piena e partecipativa.<\/p>\n<p>3.2. Il secondo compito \u00e8 quello di unire i nostri popoli nel cammino della pace e della giustizia.<\/p>\n<p>I popoli del mondo vogliono essere artefici del proprio destino. Vogliono percorrere in pace la propria marcia verso la giustizia. Non vogliono tutele o ingerenze in cui il pi\u00f9 forte sottomette il pi\u00f9 debole. Chiedono che la loro cultura, la loro lingua, i loro processi sociali e le loro tradizioni religiose siano rispettati. Nessun potere di fatto o costituito ha il diritto di privare i paesi poveri del pieno esercizio della propria sovranit\u00e0 e, quando lo fanno, vediamo nuove forme di colonialismo che compromettono seriamente le possibilit\u00e0 di pace e di giustizia, perch\u00e9 \u00abla pace si fonda non solo sul rispetto dei diritti dell\u2019uomo, ma anche su quello dei diritti dei popoli, in particolare il diritto all\u2019indipendenza\u00bb (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 157).<\/p>\n<p>I popoli dell\u2019America Latina hanno partorito dolorosamente la propria indipendenza politica e, da allora, portano avanti quasi due secoli di una storia drammatica e piena di contraddizioni cercando di conquistare la piena indipendenza.<\/p>\n<p>In questi ultimi anni, dopo tante incomprensioni, molti Paesi dell\u2019America Latina hanno visto crescere la fraternit\u00e0 tra i loro popoli\u2026. Mantenere l\u2019unit\u00e0 contro ogni tentativo di divisione \u00e8 necessario perch\u00e9 la regione cresca in pace e giustizia.<\/p>\n<p>\u2026 Il nuovo colonialismo adotta facce diverse. A volte, \u00e8 il potere anonimo dell\u2019idolo denaro: corporazioni, mutuanti, alcuni trattati chiamati \u201cdi libero commercio\u201d e l\u2019imposizione di mezzi di \u201causterit\u00e0\u201d che aggiustano sempre la cinta dei lavoratori e dei poveri. \u2026 In altre occasioni, sotto il nobile pretesto della lotta contro la corruzione, il traffico di droga e il terrorismo &#8211; gravi mali dei nostri tempi che richiedono un intervento internazionale coordinato &#8211; vediamo che si impongono agli Stati misure che hanno poco a che fare con la soluzione di queste problematiche e spesso peggiorano le cose.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la concentrazione monopolistica dei mezzi di comunicazione che cerca di imporre alienanti modelli di consumo e una certa uniformit\u00e0 culturale \u00e8 un altro modalit\u00e0 adottata dal nuovo colonialismo. Questo \u00e8&nbsp; il colonialismo ideologico. \u2026<\/p>\n<p>Occorre riconoscere che nessuno dei gravi problemi dell\u2019umanit\u00e0 pu\u00f2 essere risolto senza l\u2019interazione tra gli Stati e i popoli a livello internazionale. Ogni atto di ampia portata compiuto in una parte del pianeta si ripercuote nel tutto in termini economici, ecologici, sociali e culturali. Persino il crimine e la violenza si sono globalizzati. Pertanto nessun governo pu\u00f2 agire al di fuori di una responsabilit\u00e0 comune. Se vogliamo davvero un cambiamento positivo, dobbiamo accettare umilmente la nostra interdipendenza, cio\u00e8 la nostra sana interdipendenza. Ma interazione non \u00e8 sinonimo di imposizione, non \u00e8 subordinazione di alcuni in funzione degli interessi di altri. Il colonialismo, vecchio e nuovo, che riduce i paesi poveri a semplici fornitori di materie prime e manodopera a basso costo, genera violenza, povert\u00e0, migrazioni forzate e tutti i mali che abbiamo sotto gli occhi&#8230; proprio perch\u00e9 mettendo la periferia in funzione del centro le si nega il diritto ad uno sviluppo integrale. E questo, fratelli, \u00e8 inequit\u00e0, e l\u2019inequit\u00e0 genera violenza che nessuna polizia, militari o servizi segreti sono in grado di fermare.<\/p>\n<p>Diciamo NO, dunque, a vecchie e nuove forme di colonialismo. Diciamo S\u00cc all\u2019incontro tra popoli e culture.<\/p>\n<p>\u2026<br \/>Ai fratelli e alle sorelle del movimento indigeno latinoamericano, lasciatemi esprimere il mio pi\u00f9 profondo affetto e congratularmi per la ricerca dell\u2019unione dei loro popoli e delle culture; unione che a me piace chiamare \u201cpoliedro\u201d: una forma di convivenza in cui le parti mantengono la loro identit\u00e0 costruendo insieme una pluralit\u00e0 che, non mette in pericolo, bens\u00ec rafforza l\u2019unit\u00e0. La loro ricerca di questo multiculturalismo, che combina la riaffermazione dei diritti dei popoli originari con il rispetto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale degli Stati, ci arricchisce e ci rafforza tutti.<\/p>\n<p>3.3. Il terzo compito, forse il pi\u00f9 importante che dobbiamo assumere oggi, \u00e8 quello di difendere la Madre Terra.<\/p>\n<p>La casa comune di tutti noi viene saccheggiata, devastata, umiliata impunemente. La codardia nel difenderla \u00e8 un peccato grave. Vediamo con delusione crescente che si succedono uno dopo l\u2019altro vertici internazionali senza nessun risultato importante. C\u2019\u00e8 un chiaro, preciso e improrogabile imperativo etico ad agire che non viene soddisfatto. Non si pu\u00f2 consentire che certi interessi \u2013 che sono globali, ma non universali \u2013 si impongano, sottomettano gli Stati e le organizzazioni internazionali e continuino a distruggere il creato. I popoli e i loro movimenti sono chiamati a far sentire la propria voce, a mobilitarsi, ad esigere \u2013 pacificamente ma tenacemente \u2013 l\u2019adozione urgente di misure appropriate. Vi chiedo, in nome di Dio, di difendere la Madre Terra. Su questo argomento mi sono debitamente espresso nella Lettera enciclica Laudato si&#8217;, che credo vi sar\u00e0 consegnata alla fine.<\/p>\n<p>4. Per terminare, vorrei dire ancora una volta: il futuro dell\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle \u00e9lite. E&#8217; soprattutto nelle mani dei popoli; nella loro capacit\u00e0 di organizzarsi ed anche nelle loro mani che irrigano, con umilt\u00e0 e convinzione, questo processo di cambiamento. Io vi accompagno. E ciascuno, ripetiamo insieme dal cuore: nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessun popolo senza sovranit\u00e0, nessuna persona senza dignit\u00e0, nessun bambino senza infanzia, nessun giovane senza opportunit\u00e0, nessun anziano senza una venerabile vecchiaia.<br \/>\u2026 \u201c<\/p>\n<p>Testo intyegrale dal sito: <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/july\/documents\/papa-francesco_20150709_bolivia-movimenti-popolari.html\">http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/speeches\/2015\/july\/documents\/papa-francesco_20150709_bolivia-movimenti-popolari.html<\/a><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.mppu.org\/it\/\">MPPU.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>STRALCI DAL DISCORSO DI FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARI<\/em><br \/><em>Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), gioved\u00ec 9 luglio 2015<\/em><\/p>\n<p>\u201c\u2026- Sappiamo riconoscere, sul serio, che le cose non stanno andando bene in un mondo dove ci sono tanti contadini senza terra, molte famiglie senza casa, molti lavoratori senza diritti, molte persone ferite nella loro dignit\u00e0?<\/p>\n<p>&#8211; Riconosciamo che le cose non stanno andando bene quando esplodono molte guerre insensate e la violenza fratricida aumenta nei nostri quartieri? Sappiamo riconoscere che le cose non stanno andando bene quando il suolo, l&#8217;acqua, l&#8217;aria e tutti gli esseri della creazione sono sotto costante minaccia?\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69636","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il futuro dell&#039;umanit\u00e0 \u00e8 soprattutto nelle mani dei popoli - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/il-futuro-dell-umanita-e-soprattutto-nelle-mani-dei-popoli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il futuro dell&#039;umanit\u00e0 \u00e8 soprattutto nelle mani dei popoli - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"STRALCI DAL DISCORSO DI FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARISanta Cruz de la Sierra (Bolivia), gioved\u00ec 9 luglio 2015 \u201c\u2026- Sappiamo riconoscere, sul serio, che le cose non stanno andando bene in un mondo dove ci sono tanti contadini senza terra, molte famiglie senza casa, molti lavoratori senza diritti, molte persone ferite nella loro dignit\u00e0? - Riconosciamo che le cose non stanno andando bene quando esplodono molte guerre insensate e la violenza fratricida aumenta nei nostri quartieri? 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