{"id":69637,"date":"2015-07-16T05:03:18","date_gmt":"2015-07-16T03:03:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/anita-argentina-basta-fare-il-primo-passo\/"},"modified":"2015-07-16T05:03:18","modified_gmt":"2015-07-16T03:03:18","slug":"anita-argentina-basta-fare-il-primo-passo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/anita-argentina-basta-fare-il-primo-passo\/","title":{"rendered":"Anita, Argentina: Basta fare il primo passo"},"content":{"rendered":"<p>A quel punto tutti gli altri ladri erano andati via con la macchina della famiglia, ma quest&#8217;uomo, che sembrava essere il capo del gruppo, era ancora con noi. Incredibilemente ha chiesto al pap\u00e0 se c\u2019era qualcosa di importante che stavano portando via, cos\u00ec l&#8217;avrebbero restituito. Il pap\u00e0 ha detto di prendere tutto, andava bene, ma che aveva bisogno della macchina per lavorare. Il ladro ha promesso di restituirla, ha chiesto perdono a ognuno di noi ed \u00e8 andato via. La macchina, mezz\u2019ora dopo, \u00e8 apparsa intatta ala polizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per costruire la pace io avevo bisogno di perdonare, ma anche se il ladro mi aveva chiesto perdono io non me la sentivo ancora di perdonare, la mia parte non era fatta. Il fatto di essermi sentita impotente di fronte a una persona che poteva prendere la mia vita o la vita di persone a cui voglio bene, solo con un movimento del suo dito mi rendeva incapace di perdonare. E anche di fronte agli occhi di miei amici sembrava che io avessi diritto a odiare, a essere arrabbiata.<\/p>\n<p>Quindi avevo bisogno di tempo, ma sentivo anche che dovevo fare qualcosa di concreto per essere sicura di fare la mia parte per capire la radice di tanta violenza, perch\u00e9 una persona fa una cosa del genere a un\u2019altra. Perci\u00f2 ho deciso, con alcuni miei amici dei Giovani per un mondo unito (GMU), di cominciare ad andare in un&#8217;istituto di uomoni senzatetto. Volevamo almeno cominciare a rompere i pregiudizi, condividere il dolore e le difficolt\u00e0 di quelli che sono nelle periferie. Non siamo politici e non possiamo fare grandi cambiamenti, per\u00f2 come dice una delle mie amiche: <em>\u201cCredo che questi piccoli atti possono aiutare a cambiare il mondo, o almeno, la realt\u00e0 intorno a me. A prima vista per\u00f2 non si vede, si misura l\u2019importanza dell\u2019azione quando l\u2019altro te la fa notare.\u201d<\/em><\/p>\n<p>I momenti che abbiamo condiviso con gli uomini dell\u2019istituto mi hanno aiutato a capire i \u201cperch\u00e9\u201d della disperazione del ladro. Grazie all&#8217;aver conociuto questi uomini di strada, che hanno, alcuni di loro, rubato qualche volta, ho capito che lo hanno fatto perch\u00e9 hanno pensato che fosse la loro ultima risorsa. Non so cosa farei io se la gente attorno a me facesse come se non esistessi, se la gente neanche mi rispondesse, se nessuno mi guardasse negli occhi e avessi letteralemente niente e a nessuno importasse&#8230; perci\u00f2 ho capito che dovevo perdonare&#8230; e l\u00ec ho sentito fortemente che stavo mettendo un mattone nella costruzione della pace del mio paese.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 semplice, tutti i sabati giochiamo, suoniamo la chitarra, guardiamo una partita di calcio (la Coppa del Mondo \u00e8 stata incredibile) o anche alle volte giochiamo calcio insieme, a poi a volte ceniamo insieme e ci conosciamo di pi\u00f9, specialmente le loro storie, alcune sono veramente incredibili, loro sono persone che solo hanno bisogno di forza per perdonare gli altri e perdonare s\u00e9 stessi, ma pi\u00f9 di ogni altra cosa hanno bisogno di ricominciare. Un gruppo di specialisti li aiuta a migliorare le loro condizioni, ma noi abbiamo un altro ruolo; come dice uno di miei amici: <em>\u201cnoi cresciamo accanto a loro e non smettiamo mai di far loro sentire l\u2019affetto, che \u00e8 sempre mutuo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>A dicembre 2013 la polizia ha fatto uno sciopero e tante persone sono impazzite e hanno saccheggiato aziende e negozi e anche un\u2019ONG che raccoglie e procura cibo per i poveri. Tanta gente \u00e8 stata derubata e alcuni hanno cominciato a difendersi con l\u2019aiuto dei vicini ed \u00e8 stato come un giorno di piccola guerra tra la gente. Dopo che il caos era finito, con i GMU ci siamo organizzati spontaneamente per andare a pulire la citt\u00e0, sopratutto il centro dove c\u2019erano le tracce di queste agitazioni e anche per raccogliere cibo per l\u2019ONG. Ci siamo mobilitati attraverso le reti sociali, gli amici e i media: all\u2019inizio eravamo in 15, ma abbiamo finito per essere pi\u00f9 di 100 persone (pi\u00f9 la gente che ha portato cibo).<\/p>\n<p>Ci siamo resi conto dopo che quella notte c\u2019era almeno una notizia positiva tra tutte le brutte, grazie alla nostra iniziativa (perch\u00e9 i media sono venuti per coprire le nostre azioni) e tanta gente l&#8217;ha vista. Ma non era solo quella \u201cbuona notizia\u201d, perch\u00e9 grazie al cibo raccolto i bambini di un piccolo asilo in un quartiere molto povero hanno potuto mangiare. L&#8217;asilo si chiama \u201cAngolo di Luce\u201d.<\/p>\n<p>Da l\u00ec un altro gruppo di GMU non ha voluto lasciarsi sfuggire l\u2019opportunit\u00e0. Mentre noi continuavamo ad andare all&#8217;istituto di senzatetto altri hanno cominciato un progetto nell&#8217;asilo dei bambini. Prima cosa \u00e8 stata festeggiare il Natale, facendo un presepe vivente e dando dei regalini. Poi hanno cominciato a pensare al miglioramento dell\u2019infrastruttura del posto, che \u00e8 precario e piccolo. Improvvisamente hanno sofferto il furto di alcuni materiali del tetto della casa e allora noi GMU, con l\u2019aiuto di tanti amici, famiglie, compagni di lavoro e dell&#8217;universit\u00e0 abbiamo cucinato e venduto dei dolci per guadagnare soldi per recuperare il materiale rubato. Poi, con il loro aiuto, hanno raccolto giochi, materiale didattico e tendaggi per le finestre \u2013 per rendere il posto pi\u00f9 bello.<\/p>\n<p>Forse ancor pi\u00f9 bello \u00e8 quello che ci racconta la giovane che porta avanti il progetto, Caro Chavez: <em>\u201c\u00c8 cresciuto cos\u00ec tanto il ponte di rapporto con i bambini, le insegnanti, i genitori e il quartiere che ci siamo trasformati in una famiglia, dove condividiamo anche le necessit\u00e0 personali. Una delle insegnanti \u00e8 incinta e mi ha chiesto aiuto perch\u00e9 non si poteva comprare una carrozzina. Dopo aver condiviso questa necessit\u00e0 al lavoro, una delle mie compagne gliene ha dato una in ottime condizioni e la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 che \u00e8 andata lei personalmente al quartiere per portargliela.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Si sono anche organizzati workshop su igiene orale, ortocultura, e ultimamente c\u2019\u00e8 stata la celebrazione di Natale con giochi nuovi, donati da una parrocchia di un\u2019altra citt\u00e0 vicina. La ricerca fondi e i progetti continuano, come la costruzione dei bagni e il rifacimento dell\u2019impianto elettrico.<\/p>\n<p>Come dice la mia amica Caro: <em>\u201cL\u2019amore \u00e8 assetato d\u2019amore, si diffonde nel cuore, \u2018ci fa piangere\u2019 con il fratello<\/em> \u2013 come ci ha detto il Papa nelle Fillipine \u2013<em>. \u201cAngolo di Luce\u201d mi ha dato la possibilit\u00e0 di sognare grandi cose e credere che abbiamo tutte le mani di cui abbiamo bisogno accanto a noi, nei nostri ambienti: famiglia, lavoro, universit\u00e0, amici, ecc. per portare avanti le cose. Basta fare il primo passo.\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Esperienza di Anita Martinez, giovane argentina<\/em><\/p>\n<p>Alla fine del 2012 ho avuto un\u2019esperienza orribile. Ero nella casa di un amico con la sua famiglia e a un certo punto 3 uomini violenti e armati sono entrati nella casa per rubare. Ci hanno picchiato e messi tutti sul pavimento nella stanza dei genitori. Poi hanno cominciato ha interrogarci e a urlarci \u201cdove sono i soldi?\u201d con le pistole alle nostre teste&#8230; Il pap\u00e0 del mio amico ha cominciato a dire a uno dei ladri che lo perdonava, e che quello non era il modo di fare le cose. L&#8217;uomo aveva cominciato ad arrabbiarsi e noi avevamo paura che facesse qualcosa si terribile al pap\u00e0. 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