{"id":69643,"date":"2015-07-30T06:24:22","date_gmt":"2015-07-30T04:24:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/george-e-lara-libano-la-violenza-non-potra-mai-mettere-fine-all-uomo-e-alla-forza-dell-amore\/"},"modified":"2015-07-30T06:24:22","modified_gmt":"2015-07-30T04:24:22","slug":"george-e-lara-libano-la-violenza-non-potra-mai-mettere-fine-all-uomo-e-alla-forza-dell-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/george-e-lara-libano-la-violenza-non-potra-mai-mettere-fine-all-uomo-e-alla-forza-dell-amore\/","title":{"rendered":"George e Lara, Libano: La violenza non potr\u00e0 mai mettere fine all\u2019uomo e alla forza dell\u2019amore"},"content":{"rendered":"<p>La guerra in Siria ha provocato pi\u00f9 di 6,5 milioni di profughi nel proprio paese e 3 milioni che sono fuggiti dalla loro terra per andare nei paesi vicini: Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Egitto, Africa del nord.<\/p>\n<p>Le manifestazioni e le campagne in tutto il Medio Oriente si contano a centinaia, per raccogliere fondi e beni di ogni genere e per testimoniare insieme, cristiani e musulmani, che l\u2019unit\u00e0 \u00e8 possibile e che le barriere politiche non potranno mai spegnere le aspirazioni degli uomini a vivere in pace tra loro. Concerti per la pace, feste di natale, serate di preghiera organizzate in Terra Santa, Giordania, Egitto, Siria e Libano, che hanno visto passare un mosaico di persone di diverse religioni, culture e livello sociale, hanno trasformato i sentimenti di paura, di odio e di vendetta in perdono, speranza e pace. Cos\u00ec le nostre diverse identit\u00e0 si sono rivelate capaci di dialogare nella pi\u00f9 grande armonia. Questa esperienza l\u2019avevamo gi\u00e0 sperimentata con i nostri amici musulmani in Libano, Giordania e Algeria. Insieme condividiamo i valori umani che elevano l\u2019uomo al pi\u00f9 alto livello d\u2019amore e di fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>In luoghi diversi, specialmente in Giordania, non si esita ad accogliere anche nelle proprie case e con i pochi mezzi che ci sono, le famiglie irachene rifugiate, che scopriamo nostri fratelli e sorelle. Condividiamo con loro la fame, la vergogna, l\u2019umiliazione, la perdita di persone care e ci arricchiamo dei&nbsp; tesori nascosti dietro le sofferenze.<\/p>\n<p>Mi hanno sempre interpellato queste parole di Ges\u00f9 riportate nel Vangelo:&nbsp; \u201c&#8230;Avevo fame e voi mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato dell\u2019acqua, ero straniero e mi avete ospitato nella vostra casa, ero nudo e mi avete dato dei vestiti, ero malato e in prigione e siete venuti a trovarmi!\u201d Con tanti amici, abbiamo sperimentato e crediamo fermamente che la violenza non avr\u00e0 l\u2019ultima parola. Se \u00e8 capace di distruggere le citt\u00e0 e di uccidere le persone, non potr\u00e0 mai mettere fine all\u2019uomo e alla forza dell\u2019amore che abita in Lui. Davanti all\u2019odio, come&nbsp; dice Chiara Lubich, un atto d\u2018amore \u00e8 capace di fermare la mano di un terrorista.<\/p>\n<p><strong>GEORGE:<\/strong><\/p>\n<p>Degli esempi dalla Siria, fra tanti altri, ci hanno riconfermato che l\u2019amore vince tutto, anche l\u00e0 dove sembra impossibile.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di una famiglia siriana che ha perso due dei suoi figli di 3 e 9 anni. Erano contenti di poter giocare finalmente all\u2019aria aperta sul balcone, approfittando di un cosiddetto cessate il fuoco, quando un missile ha colpito i loro corpi. Davanti al dramma e al dolore dei loro genitori, l\u2018amore presente nella comunit\u00e0 dei focolari, e la condivisione nel quotidiano di questa sofferenza, tentano di sanare questa profonda ferita e di ridare senso alla loro esistenza.<\/p>\n<p>Un altro fatto drammatico \u00e8 accaduto a uomo sposato in attesa di un bambino, che con il suo fratello si \u00e8 proposto come volontario per assicurare la sicurezza dei loro quartieri, abbandonati ai malfattori. I gruppi armati scontenti della loro presenza, li hanno rapiti per due mesi prima di renderli alle loro famiglie, morti, tagliati a pezzi. Ancora una volta l\u2019amore della comunit\u00e0 cristiana vivente attorno a queste famiglie ha potuto offrire un po\u2019 di consolazione. Queste stesse persone dicono che la forza dell\u2018amore li aiuta ad accettare questo tragico dolore e a superare pian piano i loro drammi.<\/p>\n<p>Uno dei nostri amici che ci voleva raggiungere, \u00e8 stato fermato al confine e si \u00e8 trovato per errore nell\u2019oscurit\u00e0 della prigione. Avendo come unica arma la preghiera e la fiducia in Dio, ha deciso di mettere da parte la sua pena, per offrire agli altri prigionieri un sorriso, un ascolto, un consiglio, e anche i pochi alimenti che aveva. Voleva testimoniare l\u2019amore di Dio in questo luogo cosi oscuro. Davanti al suo atteggiamento sorprendente, gli altri prigionieri si sono messi a loro volta in questa disposizione d\u2019amore e di aiuto reciproco. Ed ecco che alcuni giorni dopo lui esce di prigione dopo che le autorit\u00e0 riconoscono che ci \u00e8 entrato per sbaglio. Un fatto del tutto eccezionale nella situazione che viviamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Esperienza di George e Lara, dal Libano<\/em><\/p>\n<p><strong>LARA:<\/strong><\/p>\n<p>Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. Vi ringraziamo per quest\u2019opportunit\u00e0 di poter parlare.<\/p>\n<p>Come sapete, il Medio Oriente vive una delle pagine pi\u00f9 sanguinose della storia dell\u2019umanit\u00e0. Davanti a tanto orrore, l\u2018esempio straordinario di persone condannate a morte che rifiutano di rinnegare la loro religione, che pregano per i loro persecutori e che perdonano questi massacri prima della loro morte, come \u00e8 stato per i ventuno copti morti in Libia durante gli eventi di febbraio scorso; ci\u00f2 ci interpella profondamente, sia cristiani che musulmani che vivono in questi Paesi. Ci richiama alla grandezza dell\u2019amore, del perdono, che un giorno cambieranno la faccia della terra.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69643","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>George e Lara, Libano: La violenza non potr\u00e0 mai mettere fine all\u2019uomo e alla forza dell\u2019amore - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/george-e-lara-libano-la-violenza-non-potra-mai-mettere-fine-all-uomo-e-alla-forza-dell-amore\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"George e Lara, Libano: La violenza non potr\u00e0 mai mettere fine all\u2019uomo e alla forza dell\u2019amore - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Esperienza di George e Lara, dal Libano LARA: Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. 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