{"id":69645,"date":"2015-08-01T06:31:06","date_gmt":"2015-08-01T04:31:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/"},"modified":"2025-11-26T14:59:43","modified_gmt":"2025-11-26T13:59:43","slug":"i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/","title":{"rendered":"I rifugiati imparano a riconnettersi"},"content":{"rendered":"<p>Aveva 15 anni quando dei violenti scontri a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, hanno sradicato per la prima volta sua famiglia. Avevano ragione di preoccuparsi &#8211; la sorella era sposata nella famiglia del&nbsp;deposto dittatore Mobutu Sese Seko, mettendo tutti loro a rischio. &#8220;Ero a scuola quando [un gruppo di uomini armati] \u00e8 arrivato&#8221;, ricorda la 32enne. &#8220;Mi sono precipitatoa a casa a casa di mio zio, solo per scoprire che la casa era gi\u00e0 stata presa dai soldati.&#8221;<\/p>\n<p>Terrorizzata, Budiaki si nascose nei quartieri poveri di Kinshasa, ma ben presto si rese conto che la sua migliore possibilit\u00e0 di sopravvivenza era fuggire. Non avrebbe mai pi\u00f9 visto i suoi genitori, che vivevano e coltivavano in campagna, o lo zio, con cui aveva vissuto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin-left: 5px; float: right;\" src=\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg\" height=\"150\" \/>La sua lunga odissea \u00e8 poi cominciata. Inizi\u00f2 con un periglioso viaggio in piroga attraverso il potente e rapido Congo River che corre tra Kinshasa e Brazzaville. D&#8217;altra parte, nella Repubblica Democratica del Congo, riusc\u00ec a trovare lavoro in un nightclub e finalmente incontr\u00f2 suo marito, Oumar.<\/p>\n<p>Ben presto la coppia ebbe una figlia. Con l&#8217;aiuto del padre di Oumar la famiglia lasci\u00f2 Brazzaville, dove si stava preparando la guerra, per iniziare una nuova vita in Mali. Ma l\u00ec il sogno si trasform\u00f2 ben presto in un incubo.<\/p>\n<p>A Bamako, Budiaki si trov\u00f2 faccia a faccia con una nuova minaccia &#8211; le mutilazioni genitali femminili. &#8220;C&#8217;era un enorme divario tra i membri femminili della famiglia di mio marito e io&#8221;, dice. &#8220;Loro non hanno avuto la possibilit\u00e0 di andare a scuola. Poi ho visto come venivano mutilate le bambine. Tutte loro.&#8221;<\/p>\n<p>Un giorno, il cugino di Oumar buss\u00f2 alla sua porta. &#8220;Domani mattina, quando tornerai dalla piazza del mercato, troverai una bambina mutilato&#8221;, ricorda che gli disse lui.<\/p>\n<p>Inorridita, Budiaki fugg\u00ec con la sua bambina, viaggiando su un camion che apparteneva a un amico di Oumar. Ancora una volta, era in fuga.<\/p>\n<p>Infine, a Nouakchott, l&#8217;UNHCR l&#8217;aiut\u00f2 a ricominciare. Dopo il suo arrivo, Budiaki intraprese la formazione presso il Centro Femminile, dove l&#8217;UNHCR offre ai rifugiati la possibilit\u00e0 di studiare materie come informatica, cucina, sartoria e moda.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin-right: 5px; float: left;\" src=\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121099_High_res.jpg\" height=\"150\" \/>Oggi \u00e8 un&#8217;istruttrice qualificata che insegna tecnologia dell&#8217;informazione e agisce come rappresentante delle donne rifugiate che vivono a Nouakchott. Tiene lezioni tre volte alla settimana e sta aiutando altre cinque donne a rintracciare e comunicare con le loro famiglie all&#8217;estero, mostrando loro come aprire un account Skype e facendo ricerche usando il web &#8211; competenze di cui Budiaki conosce il valore fin troppo bene.<\/p>\n<p>&#8220;So come ci si sente quando non sai dove sono i tuoi genitori e quanto sia importante comunicare con loro&#8221;, spiega. &#8220;Ecco perch\u00e9 ho scelto di essere un&#8217;instruttrice di tecnologia dell&#8217;informazione e di aiutare pi\u00f9 persone a trovare le loro famiglie. Non dimenticher\u00f2 mai il sorriso di una studente quando l&#8217;ho aiutata ad aprire un account Skype e a parlare con la sua famiglia per la prima volta dopo che si erano dispersi.&#8221;<\/p>\n<p>Purtroppo Budiaki sta ancora cercando la sua famiglia, con nessuna notizia dai suoi genitori, la sorella o lo zio da quasi 17 anni dopo \u00e8 fuggita. &#8220;Non so se riuscir\u00f2 mai pi\u00f9 a rivedere i miei fratelli, ma almeno grazie alla tecnologia di Internet possiamo restare in contatto,&#8221; dice. &#8220;Ora ho la mia famiglia qui in Mauritania. Io non sono nata rifugiata, ma i miei figli lo sono. Tutto quello che riesco a fare \u00e8 per loro. Ora sto pensando di continuare la formazione e di applicare le mie competenze informatiche nella gestione delle risorse umane.&#8221;<\/p>\n<p><em>*Il nome \u00e8 stato modificato per ragioni di sicurezza<\/em><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/cgi-bin\/texis\/vtx\/home\">UNHCR.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"margin-right: 5px; float: left;\" src=\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07222015_Featured_RefugeesConnecting.jpg\" height=\"150\" \/>La citt\u00e0 di Nouakchott, Mauritania, non \u00e8 estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei pi\u00f9 sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, \u00e8 seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69645","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes La citt\u00e0 di Nouakchott, Mauritania, non \u00e8 estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei pi\u00f9 sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, \u00e8 seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"United World Project\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-08-01T04:31:06+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-11-26T13:59:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"UWP\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"UWP\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"3 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/\",\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/\",\"name\":\"I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg\",\"datePublished\":\"2015-08-01T04:31:06+00:00\",\"dateModified\":\"2025-11-26T13:59:43+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/2c628d2909f3a9b4b12830b4057eaa1b\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage\",\"url\":\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"I rifugiati imparano a riconnettersi\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/\",\"name\":\"United World Project\",\"description\":\"Championing fraternity and collaboration worldwide\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/2c628d2909f3a9b4b12830b4057eaa1b\",\"name\":\"UWP\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5e9278249feb670fd9a0cce5ea80343c2441e211585f54659393669db4d48315?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5e9278249feb670fd9a0cce5ea80343c2441e211585f54659393669db4d48315?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"UWP\"},\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/author\/uwp\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project","og_description":"In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes La citt\u00e0 di Nouakchott, Mauritania, non \u00e8 estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei pi\u00f9 sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, \u00e8 seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.","og_url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/","og_site_name":"United World Project","article_published_time":"2015-08-01T04:31:06+00:00","article_modified_time":"2025-11-26T13:59:43+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"UWP","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"UWP","Tempo di lettura stimato":"3 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/","url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/","name":"I rifugiati imparano a riconnettersi - United World Project","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg","datePublished":"2015-08-01T04:31:06+00:00","dateModified":"2025-11-26T13:59:43+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/2c628d2909f3a9b4b12830b4057eaa1b"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#primaryimage","url":"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg","contentUrl":"http:\/\/tracks.unhcr.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/RF121080_High_res.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-rifugiati-imparano-a-riconnettersi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"I rifugiati imparano a riconnettersi"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website","url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/","name":"United World Project","description":"Championing fraternity and collaboration worldwide","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/2c628d2909f3a9b4b12830b4057eaa1b","name":"UWP","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5e9278249feb670fd9a0cce5ea80343c2441e211585f54659393669db4d48315?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/5e9278249feb670fd9a0cce5ea80343c2441e211585f54659393669db4d48315?s=96&d=mm&r=g","caption":"UWP"},"url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/author\/uwp\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69645"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69645\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69646,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69645\/revisions\/69646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}