{"id":69673,"date":"2015-09-17T05:11:01","date_gmt":"2015-09-17T03:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/elezioni-in-myanmar-fra-tensioni-e-speranze\/"},"modified":"2015-09-17T05:11:01","modified_gmt":"2015-09-17T03:11:01","slug":"elezioni-in-myanmar-fra-tensioni-e-speranze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/elezioni-in-myanmar-fra-tensioni-e-speranze\/","title":{"rendered":"Elezioni in Myanmar fra tensioni e speranze"},"content":{"rendered":"<p>La signora come \u00e8 ormai popolarmente riconosciuta, premio Nobel per la pace nel 1991, ha scelto la sua pagina Facebook per inviare un messaggio ufficiale in inglese che potesse essere colto dai suoi connazionali (a cui ha rivolto poi un testo in lingua locale), ma anche dall\u2019opinione pubblica internazionale. Nel videomessaggio Aung San Suu Kyi sottolinea che il voto dell\u20198 novembre \u00e8 un \u201ccrocevia\u201d per la storia del Myanmar. \u00abPer la prima volta in decenni &#8211; aggiunge &#8211; il nostro popolo avr\u00e0 davvero la possibilit\u00e0 di portare un vero cambiamento. Questa \u00e8 una chance che non dobbiamo farci sfuggire\u00bb.<\/p>\n<p>Figlia di colui che \u00e8 considerato il padre del Myanmar indipendente (l\u2019antica Birmania), Aung San Suu Kyi perse il padre all\u2019et\u00e0 di due anni, appena il Paese riusc\u00ec ad ottenere l\u2019affrancamento dal colonialismo britannico. Ucciso da un avversario politico, il leader lasci\u00f2 alla moglie una eredit\u00e0 politica e alla piccola figlia un\u2019indole indomita che negli anni l\u2019ha portata ad essere immagine dell\u2019opposizione al regime cha tenuto il Paese asiatico bloccato per decenni, sia nel processo economico che nelle pi\u00f9 elementari norme di libert\u00e0 individuale e sociale.<\/p>\n<p>Dopo il suo ritorno nel 1988, accolta in modo trionfale, la leader birmana ha dovuto affrontare anni di arresti domiciliari e umiliazioni di ogni tipo. Per impedirle di diventare presidente \u00e8 stata approvata una nuova Carta Costituzionale che vieta a chi ha qualsiasi legame di parentela con stranieri di accedere a questa carica. La Aung San Suu Kyi era, infatti, sposata con un inglese conosciuto a New York quando prestava servizio presso le Nazioni Unite dopo aver completato i suoi studi ad Oxford.<\/p>\n<p>Nel Paese si respira aria di grande speranza. Gi\u00e0 nel 1990 si era sperato che il risultato delle elezioni, che aveva visto il trionfo della esile donna di ferro, potesse imprimere una nuova direzione al Myanmar. L\u2019esito delle urne fu ribaltato dall\u2019intervento brutale del regime che costrinse la leader dell\u2019opposizione agli arresti domiciliari, scatenando per\u00f2 nel 2010 le manifestazioni dei monaci buddhisti che riempirono le strade di Yangoon per manifestare a favore della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019esercizio elettorale dell\u20198 novembre saranno oltre 30 milioni i cittadini chiamati alle urne, molti dei quali per la prima volta. Per la prima volta potranno essere presenti i principali schieramenti politici del Paese. In lizza vi sono circa 90 fra partiti e movimenti politici di varia natura ed estrazione, un numero impensabile fino a pochi anni fa nella nazione del Sud-est asiatico retta da una ferrea dittatura militare.<\/p>\n<p>Il Parlamento dovr\u00e0, poi, eleggere il Presidente. Il principale favorito per la vittoria resta il partito di governo Union Solidarity and Development Party (Usdp), emanazione della vecchia giunta, che assieme al 25% dei militari cui \u00e8 riservato per legge un posto all\u2019Assemblea, controlla la vita politica e istituzionale del Paese.<\/p>\n<p>La situazione sociale del Paese \u00e8 tutt\u2019altro che semplice. Come accennato, il Myanmar conosce da qualche anno una nuova ripresa economica che sta velocemente cambiando il volto del Paese soprattutto nei centri urbani. Yangoon si \u00e8 trasformata negli ultimi anni, pur mostrando ancora problemi di carattere economico e strutturale che distinguono nettamente il Paese dalla confinante Thailandia. Un ulteriore fonte di apprensione \u00e8 la crescita del fondamentalismo buddhista, fenomeno nuovo, ma preoccupante.<\/p>\n<p>A parte la dolorosa vicenda della minoranza dei Rohingas, una comunit\u00e0 rifiutata da tutti nel sud-est asiatico, negli ultimi tempi sono state imposte norme che cercano di regolare poligamia e conversioni. Volute con forza dalla Ma Ba Tha, un gruppo buddista che rappresenta la frangia estremista del buddhismo theravada birmano, per colpire la minoranza musulmana (e non solo), rischiano di distruggere la speranza di un Myanmar unito, democratico e moderno. Si tratta di una serie di decisioni che, secondo attivisti ed esperti, colpiscono i diritti e le tradizioni della minoranza musulmana (il 5% del totale) e cristiana (circa l\u20198%).<\/p>\n<p>Per denunciare tali pericoli, alla vigilia delle elezioni democratiche, il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon, ha denunciato il fatto che il Parlamento dietro pressione di una \u00e9lite religiosa ha approvato (e il presidente Thein Sein ha firmato) quattro \u201cleggi nere\u201d. Norme, aggiunge, che \u201cnon sono state concepite dai rappresentanti eletti dal popolo del Myanmar\u201d, ma da una \u201cfrangia extraparlamentare\u201d che fomenta odio, divisione e rappresenta un pericolo per la democrazia.<\/p>\n<p>Si tratta di quattro leggi all\u2019interno del pacchetto \u201cLeggi a difesa della razza e della religione\u201d, che prevede, fra l\u2019altro, che sia necessaria una \u201capprovazione\u201d delle autorit\u00e0 per cambiare religione. Il governo birmano nega che le norme siano state scritte ad hoc per la comunit\u00e0 musulmana, che rappresenta il 5% circa del totale in Myanmar. Il cardinale di Yangoon ha voluto richiamare gli insegnamenti millenari del Buddha e del buddismo che promuovono pace, misericordia, compassione, all\u2019interno dei quali \u201cnon vi \u00e8 spazio per l\u2019odio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOgni sforzo volto a distorcere l\u2019immagine incontaminata del buddismo e il suo messaggio di amore universale &#8211; afferma il card Bo &#8211; va combattuto da ciascun abitante della nostra nazione. Le narrazioni di odio in nome della religione sono un\u2019offesa agli insegnamenti del Grande Maestro\u201d. Queste quattro leggi, ribadisce il porporato, \u201csono il risultato di quest\u2019odio profondo\u201d e per questo il legislatore \u201cdeve rivederle\u201d per scongiurare il pericolo \u201cdi altri decenni di conflitto a venire\u201d.<\/p>\n<p>Infine, il card. Bo individua la vera sfida cui il Paese, i suoi abitanti, i leader religiosi e la classe politica devono dare una risposta concreta. Il pericolo pi\u00f9 grande, avverte, non sono le conversioni religiose ma \u201cla povert\u00e0\u2026 che \u00e8 la religione comune della maggioranza delle persone. Il 30% della nostra gente vive in condizioni di povert\u00e0 &#8211; ricorda &#8211; un dato che negli Stati Rakhine [dove vivono i Rohingya] e Chin raggiunge punte del 70%\u201d. \u201cCome nazione &#8211; conclude il presule &#8211; \u00e8 necessaria una vera conversione per questo 30% della popolazione costretta a subire una religione oppressiva chiamata povert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/\">Citt\u00e0Nuova.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>La campagna elettorale in corso. L\u2019appello di Aung San Suu Kyi e la speranza di un vero cambiamento dopo anni di asfissiante dittatura militare. Il problema della frangia estremista del buddhismo theravadabirmano<\/em><\/p>\n<p>Il prossimo 8 novembre il Myanmar vivr\u00e0 un momento che ci si augura possa rappresentare una svolta nella storia del Paese. Oltre 30 milioni di cittadini si recheranno alle urne per le elezioni che dovrebbero rappresentare \u201cun vero cambiamento politico ed amministrativo\u201d per usare le parole della signora Aung San Suu Kyi, leader storica e carismatica dell\u2019opposizione al potere militare che da decenni controlla il Paese con pugno di ferro. Proprio la Aung San Suu Kyi ha lanciato la campagna elettorale con un messaggio sui social chiedendo, fra l\u2019altro, alla comunit\u00e0 internazionale di vigilare affinch\u00e9 le elezioni si possano svolgere in maniera libera e veramente democratica.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69673","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Elezioni in Myanmar fra tensioni e speranze - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/elezioni-in-myanmar-fra-tensioni-e-speranze\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Elezioni in Myanmar fra tensioni e speranze - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La campagna elettorale in corso. 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