{"id":69756,"date":"2016-02-20T15:00:48","date_gmt":"2016-02-20T14:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/in-un-carcere-romano-ridare-dignita\/"},"modified":"2025-11-26T15:04:07","modified_gmt":"2025-11-26T14:04:07","slug":"in-un-carcere-romano-ridare-dignita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/in-un-carcere-romano-ridare-dignita\/","title":{"rendered":"In un carcere romano: ridare dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alfonso sa che deve misurarsi con la diffidenza<\/strong> di chi ormai \u00e8 convinto di aver bruciato ogni chance di riscatto. Tanti infatti rifiutano il suo approccio, ma lui non demorde, convinto che in ciascuno di loro c\u2019\u00e8 l\u2019immagine di quel Dio che egli aveva scelto come il tutto della sua vita quando da giovane era diventato focolarino. Finalmente uno di loro, <strong>Giorgio<\/strong>, detenuto per il coinvolgimento in una rapina finita in tragedia, <strong>gli chiede di andare dalla madre per portarle il suo abbraccio e la sua richiesta di perdono.<\/strong> Alfonso va da lei e scopre che \u00e8 in fin di vita. Questo gesto, cos\u00ec inaspettato ma cos\u00ec tanto atteso, la riconcilia col figlio e col passato. Pochi giorni dopo muore, in pace. Alfonso continua a stare vicino al figlio fino alla sua uscita dal carcere e lo aiuta a reinserirsi nella societ\u00e0. Ora Giorgio ha un lavoro, seppur saltuario, che gli consente di contribuire a mantenere la famiglia con dignit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-2869\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/images_news_2016_20-02_2.jpg\" alt=\"20 02 2\" width=\"3648\" height=\"2736\" style=\"float: right;\" \/>Nelle sue visite ai detenuti, Alfonso <\/strong>si rende conto della stringente necessit\u00e0 che quel filo che li lega al mondo esterno rimanga vivo<strong>.<\/strong> Ed ecco il suo prodigarsi perch\u00e9 la relazione con la famiglia, e specialmente con il coniuge, non si interrompa, come pure per dare una mano a quelle famiglie che a causa della detenzione sono piombate in gravi ristrettezze. Per fare tutto ci\u00f2 occorrono energie, persone, soldi. Lui non si d\u00e0 tregua e mette a punto un progetto denominato \u201cSempre persona\u201d, ad indicare che seppur in reclusione la dignit\u00e0 non viene mai meno, proprio perch\u00e9 non viene mai meno l\u2019amore di Dio per ogni uomo. Assieme ad altri 30 volontari \u2013 genitori, professionisti, ma anche ex carcerati \u2013 segue le famiglie di 160 detenuti, portando loro sostegno morale, aiuti alimentari ed economici. Un numero che sale di giorno in giorno.<strong> Lo spirito che anima il loro operato \u00e8 quello tipico del focolare: \u201cessere famiglia\u201d per ciascuno dei carcerati<\/strong>, nella vicinanza e nel sostegno, senza giudicare il loro passato.<\/p>\n<p><strong>Le parole come ascolto, fiducia, fraternit\u00e0, in carcere rivestono davvero il loro significato.<\/strong> Soprattutto misericordia, atteggiamento che \u2013 attestano questi volontari \u2013 \u00abagisce sulle persone come una molla che le aiuta a rialzarsi ogni qualvolta sono tentate di lasciarsi andare\u00bb. Come \u00e8 accaduto a Roberto, che dopo aver scontato 8 anni di carcere, non trovando accoglienza e lavoro \u00e8 diventato un barbone. Grazie al progetto \u201c<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/progettosemprepersona\/\" target=\"_blank\">Sempre Persona<\/a>\u201d \u00e8 stato accettato in una piccola struttura di accoglienza, dove pu\u00f2 esercitare la sua professione di cuoco, riacquistando cos\u00ec la propria dignit\u00e0. O come Francesco, che faceva il camionista, ma dopo 4 anni di carcere nessuno gli dava pi\u00f9 lavoro e fiducia. Ora fa parte del team di volontari che preparano e consegnano i pacchi per le famiglie dei carcerati.<\/p>\n<p><strong>Di storie come questa ce ne sono cos\u00ec tante da riempire un libro<\/strong>. Anzi due: <strong>\u201cEro carcerato\u2026\u201d<\/strong> e<strong> \u201cCarcere e dintorni\u201d<\/strong>, scritti da<strong> Alfonso Di Nicola, <\/strong>ambedue editi da Citt\u00e0 Nuova<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> focolare.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Nell\u2019anno giubilare della misericordia, l\u2018impegno di un focolarino insieme a 30 volontari di \u201cSempre Persona\u201d nel carcere di Rebibbia (Roma). Tutto inizia da una richiesta di perdono.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00abEro ancora piccolo \u2013 racconta Alfonso, classe 1945 \u2013 quando mio padre \u00e8 stato imprigionato ingiustamente.<\/strong> Con mamma andavamo a trovarlo in carcere e seppur in tenera et\u00e0 ho potuto rendermi conto della profonda desolazione dei detenuti: gente senza speranza, senza futuro. E senza dignit\u00e0. Da allora ho promesso a me stesso che un giorno avrei fatto qualcosa per loro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alfonso deve attendere un po\u2019 per realizzare il suo sogno.<\/strong> S\u2019iscrive ad un corso di volontariato e ottiene cos\u00ec il permesso di fare delle <strong>visite nel carcere di Rebibbia (Roma) che oggi accoglie circa 1.700 detenuti<\/strong>. Scontano condanne le pi\u00f9 varie: spaccio di stupefacenti, abusi a sfondo sessuale, crimini di mafia, concussione, omicidio\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69756","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>In un carcere romano: ridare dignit\u00e0 - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/in-un-carcere-romano-ridare-dignita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"In un carcere romano: ridare dignit\u00e0 - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nell\u2019anno giubilare della misericordia, l\u2018impegno di un focolarino insieme a 30 volontari di \u201cSempre Persona\u201d nel carcere di Rebibbia (Roma). 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