{"id":69764,"date":"2016-03-01T15:03:54","date_gmt":"2016-03-01T14:03:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/rifugiati-sulle-mie-mountain-bike\/"},"modified":"2016-03-01T15:03:54","modified_gmt":"2016-03-01T14:03:54","slug":"rifugiati-sulle-mie-mountain-bike","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/rifugiati-sulle-mie-mountain-bike\/","title":{"rendered":"Rifugiati sulle mie mountain bike"},"content":{"rendered":"<p>Senza esitare ho alzato la mano per offrire. Occorreva per\u00f2 superare la difficolt\u00e0 di farle arrivare a destinazione. Poco tempo dopo vengo a sapere che questi amici organizzavano, per la fine di gennaio, un convegno di tre giorni in un villaggio turistico vicino alle abitazioni dei rifugiati, a cui anch\u2019io sono stato invitato a partecipare.<\/p>\n<p>Non potete immaginare quanto grande \u00e8 stata la mia gioia a questa notizia, potevo trasportare io stesso le bici \u2013 tempi e costi zero \u2013 e in pi\u00f9 potevo consegnarle di persona ai diretti interessati avendo l\u2019opportunit\u00e0 di fare la loro conoscenza.<\/p>\n<p>Sorgeva per\u00f2 un\u2019altra difficolt\u00e0: le bici erano troppo ingombranti e non riuscivo a farle entrare nel cofano della mia macchina. Non sapendo pi\u00f9 come rimediare chiesi a un mio vicino di casa che, commercia in oggetti usati, se mi poteva aiutare a trovare una soluzione. Quando, per\u00f2, ha saputo che volevo dare le bici a dei rifugiati ha cominciato a dire che era meglio darle a lui che avrebbe potuto ricavarci qualcosa e che non gli sembrava \u201cil caso di aiutare queste persone sconosciute che vengono nel nostro paese a portarci via il poco lavoro che c\u2019\u00e9 e a creare tanti problemi e tensioni sociali\u201d. Accortosi per\u00f2 che io rimanevo fermo nella mia decisione mi disse che un nostro comune amico disponeva di due porta bici che facevano proprio al caso mio.<br \/>\nSono andato da questo amico, il quale invece si \u00e8 dimostrato subito disponibile, ben contento di dare i suoi portabici.<\/p>\n<p><strong>Tutto andava per il meglio. Il giorno stabilito, 4 giovani rifugiati sono venuti<\/strong> dove si svolgeva il nostro convegno a ritirare le bici. Appena le hanno viste ancora caricate sul tettuccio della macchina mi sono accorto che brillavano loro gli occhi. Forse pensavano di trovare delle vecchie bici arrugginite, invece erano belle, nuove e funzionanti. Sono rimasti veramente contenti e pieni di gioia; poi, timidamente e <strong>con grande dignit\u00e0 hanno ringraziato<\/strong> dicendo che loro erano poveri e non possedevano nulla per ricambiare, ma che <strong>la stessa sera sarebbero tornati per cantarci i loro canti al suono del tamburo, durante la celebrazione eucaristica.<\/strong> Sono convinto che il rapporto di amicizia che \u00e8 nato rimarr\u00e0\u2026\u00bb. (Domenico, Italia)<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> focolare.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Di fronte agli atteggiamenti contrastanti verso i numerosi rifugiati che arrivano in Europa, il gesto di accoglienza di un impiegato italiano che offre quello che ha e crea amicizia, come invita a fare la Parola di Vita del mese di febbraio.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00abSono impiegato e abito a Catanzaro.<\/strong> Partecipando ad un incontro di amici impegnati nel sociale, sono venuto a conoscenza di alcuni giovani stranieri che vivono in un centro di accoglienza profughi, che hanno bisogno di avere delle biciclette per recarsi a lavoro.<\/p>\n<p><strong>Mi \u00e8 venuto in mente che in garage avevo due mountain bike in buono stato<\/strong> a cui tenevo molto, in quanto legate a tanti bei ricordi per le lunghe escursioni in montagna fatte assieme a mio figlio.<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69764","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Rifugiati sulle mie mountain bike - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/rifugiati-sulle-mie-mountain-bike\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rifugiati sulle mie mountain bike - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Di fronte agli atteggiamenti contrastanti verso i numerosi rifugiati che arrivano in Europa, il gesto di accoglienza di un impiegato italiano che offre quello che ha e crea amicizia, come invita a fare la Parola di Vita del mese di febbraio. \u00abSono impiegato e abito a Catanzaro. 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