{"id":69799,"date":"2016-05-04T07:42:28","date_gmt":"2016-05-04T05:42:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/un-viaggio-dentro-di-me\/"},"modified":"2016-05-04T07:42:28","modified_gmt":"2016-05-04T05:42:28","slug":"un-viaggio-dentro-di-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/un-viaggio-dentro-di-me\/","title":{"rendered":"Un viaggio dentro di me"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><\/em>Inizia il terzo giorno. Partenza da Quito per un viaggio di 200 chilometri. Eppure, il viaggio durer\u00e0 parecchie ore. Una occasione fantastica per gustare, con tranquillit\u00e0, il cambio di prospettiva, di vegetazione, di temperatura. Si passa dalla \u201csierra\u201d all\u2019oriente, fino ad arrivare in piena Amazzonia!<\/p>\n<p>Il viaggio \u00e8 ricco di soprese. Accanto alla scoperta del paesaggio, approfittiamo per conoscerci di pi\u00f9. Parlando con Isabel, ad esempio, scopro che \u00e8 arrivata in Ecuador 9 mesi fa: \u00abL\u2019anno scorso ho concluso il college in Austria. Prima di iniziare l\u2019universit\u00e0 ho deciso di&nbsp;<strong>dedicare un anno della mia vita per gli altri<\/strong>. Non sapevo dove andare, sapevo solo che volevo uscire dalla mia routine. Perch\u00e9 viaggiando, si entra in contatto con altre persone, altre culture, altre realt\u00e0, e&nbsp;<strong>conoscendo di pi\u00f9 loro, si conosce un po\u2019 di pi\u00f9 s\u00e9 stessi<\/strong>. Questi nove mesi \u2013 continua \u2013 sono stati fantastici. A volte mi sentivo sola e non capita, ma pi\u00f9 forte di tutto era la voglia di&nbsp;<strong>costruire rapporti veri<\/strong>!\u00bb.<\/p>\n<p>Anche Guillermo \u00e8 una vera sorpresa: \u00abHo studiato in Germania per due anni. Mi preparavo a fare il meccanico. Ma, stando l\u00ec, ho capito che nel mondo non si conosce l\u2019Ecuador. E, allora, ho deciso di tornare e ho aperto una impresa di trasporti turistici per far conoscere le bellezze della nostra storia, i tesori della nostra Terra. Perch\u00e9,&nbsp;<strong>per abbattere i pregiudizi, occorre conoscere le varie culture<\/strong>\u00bb.&nbsp;Durante il viaggio, alle pendici del vulcano Cotopaxi, ci fermiamo a Salsedo dove assaggiamo una specialit\u00e0 del posto: il gelato a 4 gusti fatto esclusivamente di frutta!&nbsp;<strong>Una occasione per far festa, ma anche per immergersi nelle tradizioni (anche culinarie) del popolo ecuadoriano.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo qualche ora, arriviamo a Pujo (nella provincia di Pastaza). L\u00ec assaggiamo il \u201cvolquetero\u201d, piatto tipico e inno all\u2019interculturalit\u00e0: \u00abQuesto piatto nasce per far sentire pi\u00f9 vicine due culture: grazie al mix di alimenti della sierra e dell\u2019oriente, tutti si sentono accolti\u00bb, ci spiegano. Insomma,&nbsp;<strong>anche il cibo \u00e8 una occasione per costruire ponti di fraternit\u00e0!<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo alla volta dell\u2019Amazzonia. La vegetazione si fa folta e, dopo 10 ore dall\u2019inizio del nostro viaggio, eccoci arrivati nella comunit\u00e0 indigena degli Shiwakucha. Appena arrivati, viviamo un momento davvero suggestivo: tutta la comunit\u00e0 era ad attenderci da ore! Nonostante questo, ci accoglie subito con danze, canti, presentazioni della loro cultura. E alla fine, viviamo tutti un\u2019<strong>esperienza di condivisione e inculturazione<\/strong>: a ciascuno di noi viene dato un nome Kichwa. La comunit\u00e0 fa festa ogni volta che viene pronunciato solennemente il nuovo nome.<\/p>\n<p>Dopo cena, Cirangelo ed io ci avviamo nella selva amazzonica. Ci fanno strada Araceli ed Omar, figli di Pedro e Margarita. Questa notte dormiremo con loro, insieme agli altri 7 figli e una nonna. In tutto, un meraviglioso e dinamico nucleo familiare di 12 persone! Non ci sono parole per descrivere l\u2019emozione provata: dormire in mezzo alla natura, in una casa di legno totalmente aperta, senza barriere tra s\u00e8 e la natura, rende poche ore di sonno una esperienza incredibile l\u00ec, nel letto, con la pioggia che scroscia e i rumori della foresta tutto attorno a noi, mi rendo conto che sto davvero compiendo un viaggio,&nbsp;<strong>non un viaggio turistico, ma un viaggio dentro di me, riscoprendo un equilibrio mai provato prima<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo poche ore, il gallo canta. Sono le 3 del mattino. La famiglia si ritrova per un momento di condivisione. Pedro, la sera prima, ci aveva detto che \u00abprima di iniziare la giornata, preserviamo un momento per raccontarci, ascoltarci e organizzare la giornata\u00bb. In realt\u00e0, anche se gi\u00e0 sveglio, rimango a letto perch\u00e9 mi rendo conto che, anche se ci siamo sentiti accolti meravigliosamente, \u00e8 importante<strong>&nbsp;rispettare quel momento cos\u00ec intimo e festoso<\/strong>.<\/p>\n<p>Alle cinque, decido di scendere. Facciamo colazione e, con Pedro, inizia&nbsp;<strong>un dialogo che durer\u00e0 tutta la mattinata: una comunione continua, semplice ma profonda<\/strong>, sulla cultura indigena. I loro costumi, gli usi, le credenze. Da ci\u00f2 che ci racconta, traspare un grande&nbsp;<strong>senso di responsabilit\u00e0 nei confronti del creato<\/strong>. Visto che la pioggia sta diminuendo, decidiamo di inoltrarci nella selva. Spesso si ferma a raccontarci aneddoti sulla natura, ci spiega a cosa serve quella pianta o quella radice. Tornati a casa, continuiamo a condividere reciprocamente: lui ci racconta di quanto sia importante, per la cultura Shiwakucha, il senso di comunit\u00e0. Noi gli raccontiamo aneddoti della nostra vita, insomma,&nbsp;<strong>una mattinata all\u2019insegna della ricerca dell\u2019altro<\/strong>. In una parola: dell\u2019<strong>interculturalit\u00e0<\/strong>!<\/p>\n<p>Tutto, poi, si fa chiaro quando, a pranzo, incontriamo Nadino, giovane della comunit\u00e0 molto attivo nella promozione della cultura indigena: \u00abNoi sappiamo che non potremo pi\u00f9 vivere come i nostri avi; ma non ci sentiamo rappresentati neanche in una societ\u00e0 individualista e materialista. Che senso ha continuare a produrre e possedere, quando nel mondo mancano momenti e spazi di condivisione? Quello che dovremmo creare sono spazi di dialogo, spazi di inclusione, spazi di reciproca conoscenza. Per questo nasce la nostra comunit\u00e0. Perch\u00e9&nbsp;<strong>solo quando ci si conosce, allora non si giudica. Solo quando ci si ascolta, si dialoga davvero!<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 ora di ripartire, i bambini ci salutano festosi. Prossima destinazione: Bagnos, localit\u00e0 turistica e ricca di piscine termali e cascate. Questa notte dormiremo l\u00ec, domattina ci aspetta un\u2019altra comunit\u00e0 indigena.<\/p>\n<p>Fonte:&nbsp;<a href=\"http:\/\/cittanuova.it\/\">http:\/\/cittanuova.it\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/cittanuova.it\/\"><\/a>di Francesco Ricciardi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Diario di bordo dalla Settimana mondo unito che si sta svolgendo in Ecuador. Dallo scambio fra culture diverse una maggiore comprensione reciproca.<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69799","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un viaggio dentro di me - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/un-viaggio-dentro-di-me\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Un viaggio dentro di me - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Diario di bordo dalla Settimana mondo unito che si sta svolgendo in Ecuador. 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