{"id":69802,"date":"2016-05-05T08:07:22","date_gmt":"2016-05-05T06:07:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/quarta-tappa-in-ecuador\/"},"modified":"2025-11-26T15:06:49","modified_gmt":"2025-11-26T14:06:49","slug":"quarta-tappa-in-ecuador","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/quarta-tappa-in-ecuador\/","title":{"rendered":"Quarta tappa in Ecuador"},"content":{"rendered":"<p>Arriva e ci accoglie come se ci conoscessimo da sempre. I suoi segni distintivo sono un abbigliamento informale, un sorriso che illumina la sala e due occhi che brillando di una luce particolarissima.<\/p>\n<p>Inizia raccontandoci i primi giorni della sua esperienza: \u00abSalinas era una comunit\u00e0 composta da capanne di terra e paglia. La maggior parte del lavoro veniva svolto nelle miniere di sale. Le condizioni della popolazione erano quasi di semi-schiavit\u00f9. La sfida pi\u00f9 grande era liberarsi della servit\u00f9 e valorizzare quella solidariet\u00e0 comunitaria presente in questa comunit\u00e0. Dopo quattro mesi dal mio arrivo, avevamo gi\u00e0 realizzato una casa comunale. Dovevo andare via ma non potevo partire perch\u00e9 avvertivo nel cuore che era iniziato qualcosa di speciale\u00bb.<br \/>Gli chiediamo di ripercorrere la storia di questa sua straordinaria avventura: \u00abi primi 10 anni sono trascorsi cercando di rispondere ai bisogni primari ed essenziali della comunit\u00e0. Alla fine degli anni \u201970, poi, ho incontrato una persona che ci ha insegnato a sfruttare le potenzialit\u00e0 del territorio, a realizzare dei formaggi e a commercializzarli. Da l\u00ec in poi abbiamo cercato di valorizzare l\u2019esperienza della cooperazione comunitaria\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-2999\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_13180895_10207462977470665_411924241_n_1.jpg\" alt=\"13180895 10207462977470665 411924241 n 1\" width=\"400\" height=\"266\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: right;\" \/><\/p>\n<p>Alla domanda se aveva un progetto per Salinas, lui risponde con un sorriso e aggiunge che \u00abnon avevamo un piano. Vivevamo l\u2019attimo presente, cercando di amare concretamente. E questo significava rispondere immediatamente e concretamente alle esigenze della popolazione\u00bb.<\/p>\n<p>Continua spiegandoci i meccanismi della economia solidale: \u00abtutte le aziende si aiutano fra loro. Tutti sono soci e le decisioni si prendono insieme, collegialmente\u00bb. Insomma: una esperienza che richiama quella dell\u2019economia di comunione del Movimento dei Focolari. <br \/>Clever, brasiliano, gli chiede se \u00e8 un modello replicabile nelle grandi metropoli. Lui risponde con sincerit\u00e0 e grande seriet\u00e0: \u00abnon c\u2019\u00e8 differenza fra piccole o grandi citt\u00e0. C\u2019\u00e8 sempre bisogno che le persone si incontrino, si parlino, si confrontino, condividano le esigenze e le esperienze. E, soprattutto, che guardino fuori e rispondano alle esigenze delle persone perch\u00e9, diversamente \u00e8 solo una solidariet\u00e0 interna. Che, in altre parole, non \u00e8 altro che un egoismo di gruppo nei confronti della societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3000\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_13183229_10207462977150657_446550859_n.jpg\" alt=\"13183229 10207462977150657 446550859 n\" width=\"400\" height=\"266\" style=\"margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: left;\" \/><\/p>\n<p>Ci descrive brevemente cosa \u00e8 stato realizzato in questi anni: \u00abfanno parte dell\u2019economia solidale 22 caseifici comunitari, 28 cooperative di risparmio e credito. Ma abbiamo realizzato anche 28 scuole, 14 case comunali, una casa giovanile, e cos\u00ec via\u2026 attualmente abbiamo in corso diversi altri progetti\u00bb.<\/p>\n<p>Continua raccontandoci il rapporto con le nuove generazioni: \u00abi giovani avevano bisogno di sentirsi liberi di esprimersi; ma dovevano anche capire profondamente il senso della \u201cminga\u201d (la tradizione indigena del lavoro collettivo e comunitario). Ci siamo trovati insieme a tutta la comunit\u00e0 per capire quale fosse la strada da percorrere. I giovani proponevano di investire sul turismo. Parte della comunit\u00e0 non era d\u2019accordo. Ne abbiamo parlato, ci siamo confrontati e ascoltati. Alla fine, abbiamo capito che il turismo (fatto in una certa maniera e rispettoso delle tradizioni), pu\u00f2 aiutare tutta la Comunit\u00e0 a riscoprire, ogni giorno, la vera vocazione dell\u2019economia solidale\u00bb.<\/p>\n<p>Ultima domanda prima di lasciarlo: quale \u00e8 la vera ricchezza di Salinas? Lui risponde nuovamente con un sorriso: \u00abla vera ricchezza di Salinas non sono i prodotti alimentari, ma sapere che insieme si pu\u00f2 realizzare qualcosa di grande: realizzare un pezzo di mondo, unito dalla fraternit\u00e0 universale\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-3001\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_13153354_10207462977830674_1373340779_n.jpg\" alt=\"13153354 10207462977830674 1373340779 n\" width=\"400\" height=\"266\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px solid #cccccc; margin-left: 5px; float: right;\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 tempo di salutare padre Antonio. In tutti noi un grandissimo entusiasmo. Nel cuore ho una gran voglia di ringraziarlo. Corro a salutarlo e, guardandolo negli occhi, gli esprimo tutta la mia gratitudine. Avverto, per\u00f2, che le parole non riescono ad esprimere ci\u00f2 che il suo intervento ha suscitato dentro di me. Mi rendo conto che padre Antonio ha toccato alcune corde della mia anima. Il cuore batte esattamente come quando sentivo parlare per le prime volte del desiderio di realizzare un mondo unito; quando iniziai a capire che esistevano persone che spendevano la propria vita per andare controcorrente e costruire ponti di fraternit\u00e0\u2026 Insomma, anche se siamo a 3.500 metri di altezza, sembra che il cuore sia balzato alle stelle!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3002\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_13128779_10207462977510666_892399674_o.jpg\" alt=\"13128779 10207462977510666 892399674 o\" width=\"400\" height=\"227\" style=\"margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: left;\" \/><\/p>\n<p>Ci avviamo nelle montagne della comunit\u00e0: ci aspetta la visita ai caseifici, alla fabbrica di cioccolato e alla miniera di sale. Mentre saliamo, per\u00f2, la comunione fra tutti \u00e8 interrotta da grandi silenzi\u2026 ma non sono silenzi vuoti. Ci\u00f2 che abbiamo appena ascoltato ha suscitato in noi grandissime riflessioni. E, infatti, durante tutta la giornata continueremo a parlarne. Anche durante il viaggio di ritorno, che durer\u00e0 7 ore. Alejandro e la sua chitarra, per\u00f2, animeranno tutto il viaggio di ritorno\u2026 ore ed ore di canti. Ciascuno porta un suo contributo. Si canta in spagnolo, in inglese, in italiano, in tagalog (una delle lingue delle Filippine), in tedesco, in francese, in hindi\u2026 insomma, l\u2019interculturalit\u00e0 passa anche attraverso la musica!<\/p>\n<p><em>di Francesco Ricciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>Inizia il sesto giorno del nostro viaggio alla \u201cmet\u00e0 del mondo\u201d. Oggi ci svegliamo a Salinas di Bolivar. Stamattina tutti noi ci siamo svegliati con il desiderio immenso di incontrare padre Antonio Polo, missionario salesiano che, il 05 luglio del 1971 arriv\u00f2 in questa comunit\u00e0 andina.<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69802","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Quarta tappa in Ecuador - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/quarta-tappa-in-ecuador\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quarta tappa in Ecuador - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Inizia il sesto giorno del nostro viaggio alla \u201cmet\u00e0 del mondo\u201d. 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