{"id":69831,"date":"2016-05-31T08:10:42","date_gmt":"2016-05-31T06:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/un-nuovo-modello-di-convivenza-2\/"},"modified":"2025-11-26T15:11:57","modified_gmt":"2025-11-26T14:11:57","slug":"un-nuovo-modello-di-convivenza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/un-nuovo-modello-di-convivenza-2\/","title":{"rendered":"Un nuovo modello di convivenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 il grande giorno! Alle 5 tutti in piedi. Anche se si \u00e8 dormito poco, c\u2019\u00e8 un clima e un entusiasmo tangibile! Dopo le avventure dei giorni scorsi, oggi c\u2019\u00e8 da prepararsi al<strong> \u201cFestival por la Paz\u201d<\/strong> (Festival per la Pace). Si sono prenotati in <strong>1.200: bambini, giovani, adulti e anziani<\/strong> accorsi per testimoniare che l\u2019unit\u00e0 del mondo non \u00e8 un\u2019utopia. Anche il luogo scelto per l\u2019evento \u00e8 simbolico: la <strong>\u201cMitad del Mundo\u201d<\/strong> (la met\u00e0 del mondo), cio\u00e8 il luogo nel quale tutte le tradizioni si incontrano per generare una cultura della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-3076\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_2.jpg\" alt=\"2\" width=\"320\" height=\"213\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: right;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Festival conclude la<strong> Settimana Mondo Unito, expo internazionale di azioni fraterne<\/strong> promosso dal Movimento dei Focolari. Da nord a sud, da est ad ovest, in ogni angolo della Terra migliaia di persone testimoniano la voglia di impegnarsi in prima persona per rendere il mondo pi\u00f9 unito\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019entrata, chiediamo a molti dei presenti il motivo della propria partecipazione : nella maggior parte delle risposte risuona forte la <strong>vocazione comunitaria dell\u2019America del Sud.<\/strong> In tanti, infatti, ci dicono di voler testimoniare che la pace \u00e8 l\u2019unica via per un realizzare un mondo unito!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si inizia con canti e balli. Strumenti tradizionali e moderni si uniscono per dar vita ad una festa. Sul palco, si susseguono giovani dell\u2019Africa, dell\u2019Asia, dell\u2019Europa, delle Americhe\u2026 Insomma, oggi<strong> tutto il mondo \u00e8 presente a Quito!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAnche nella distruzione delle scorse settimane \u2013 ci dice Juan Carlos \u2013 abbiamo visto generarsi una catena di generosit\u00e0 e solidariet\u00e0. Migliaia di persone hanno dato la vita gli uni per gli altri\u00bb. Sul palco si susseguono tante esperienze concrete.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3077\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_3.jpg\" alt=\"3\" width=\"320\" height=\"213\" style=\"margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: left;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jes\u00fas, ad esempio, racconta la sua reazione immediata: \u00abquando abbiamo visto le prime immagini, ci siamo resi conto della gravit\u00e0 dei danni. Con alcuni amici abbiamo deciso di organizzare una raccolta di beni di prima necessit\u00e0. Abbiamo lavorato dalla mattina fino a notte fonda, ma lo abbiamo fatto <strong>per amore dei nostri fratelli e sorelle\u00bb.<\/strong> Continua Natalia: \u00abappena abbiamo potuto, ci siamo diretti nei luoghi devastati dal terremoto. Non potevo non rispondere a questo grido di dolore. All\u2019inizio non era chiaro come poter essere di aiuto. Ho capito, per\u00f2, <strong>che la cosa pi\u00f9 importante era amare con tutte le mie forze<\/strong>, ascoltando e facendo silenzio nella mia anima per accogliere chiunque incontravo\u00bb. David racconta che \u00abho visto mani disinteressate che non hanno tardato un solo secondo a donare grandi quantit\u00e0 di cibo, acqua, medicine, denaro; e mani che, anche se non avevano niente da dare, si sono messe a disposizione per aiutare il pi\u00f9 possibile. Ho assistito ad un Ecuador frantumato dalla disperazione, la paura, la fame e la sete; ma ho anche visto i volti di gioia, la soddisfazione e la speranza di ricevere un aiuto disinteressato. Ho avuto la gioia di lavorare a fianco di persone che si sono lasciate tutto alle spalle, mettendo da parte il proprio lavoro, gli studi e anche le proprie famiglie per aiutare coloro che avevano perso tutto. <strong>Ho potuto guardare da vicino la bont\u00e0 degli ecuadoriani e quella di tutta l&#8217;umanit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Momenti artistici meravigliosi rendono la festa ancora pi\u00f9 gradevole e preparano ad accogliere meglio le tante testimonianze che vengono condivise durante la mattinata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-3078\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_4.jpg\" alt=\"4\" width=\"320\" height=\"213\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: right;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascoltiamo con grande entusiasmo l\u2019esperienza di Melany: \u00abquando ho iniziato a cantare nel coro universitario, ho capito che per guadagnare un posto nel gruppo i miei compagni non esitavano ad offendere ed insultare. Quello non era il mio stile di vita! Per questo, spesso mi prendevano in giro. Ma non potevo restare ferma a guardare. Tanti soffrivano per quella situazione\u2026 Un giorno ho deciso di condividere con gli altri le canzoni che avevo scritto. \u00c8 stato <strong>il primo passo per trasformare il dolore in amore.<\/strong> Da allora, tutto \u00e8 cambiato. I miei compagni hanno cominciato a guardarmi in modo diverso, a smettere di insultarmi. Poi, anche altri hanno cominciato a condividere ci\u00f2 che avevano fatto: talenti nascosti che, finalmente, potevano mostrarsi senza timore! Il rapporto tra tutti \u00e8 migliorato moltissimo; anche chi arrivava da fuori si sentiva accolto come in una famiglia. L\u20198 maggio dello scorso anno, poi, abbiamo organizzato un concerto di musica latino americana con un unico obiettivo: <strong>trasmettere, attraverso la musica, la cultura della fraternit\u00e0 universale\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3079\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_6.jpg\" alt=\"6\" width=\"320\" height=\"213\" style=\"margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: left;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul palco \u00e8 il turno di Giorgio e Lara, giovani libanesi che, seppur in mezzo ad una delle pi\u00f9 sanguinose guerre della storia, trovano la forza per amare tutti: \u00abla guerra in Siria ha causato pi\u00f9 di 6,5 milioni di rifugiati nello stesso paese e 3 milioni sono fuggiti dalla propria terra per andare verso i paesi vicini. Nonostante ci\u00f2, centinaia di manifestazioni sono state organizzate in tutto il Medio Oriente per raccogliere fondi e beni di ogni genere e testimoniare insieme, cristiani e musulmani, che <strong>l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 possibile e che le barriere politiche non possono spegnere le aspirazioni degli uomini per vivere in pace tra loro.<\/strong> Concerti, feste, veglie di preghiera hanno trasformato la paura in speranza, l\u2019odio in perdono, la vendetta in pace. Tante famiglie, pur se con poche risorse economiche, sono state disposte ad accettare i rifugiati iracheni. In Siria, molti ci hanno detto che <strong>\u201cl&#8217;amore vince tutto, anche quando sembra impossibile\u201d<\/strong>. Uno dei nostri amici, ad esempio, \u00e8 stato arrestato e lasciato al buio della prigione. Nonostante tutto, ha deciso di mettere da parte il suo dolore per offrire, agli altri prigionieri, il sorriso, l\u2019ascolto ed il poco cibo che aveva. Di fronte al suo atteggiamento sorprendente, anche gli altri prigionieri hanno iniziato ad amarsi reciprocamente, aiutandosi concretamente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Festival, per\u00f2, non \u00e8 solo una carrellata di esperienze gi\u00e0 fatte. David e Catalina, ad esempio, presentano le <strong>\u201cScuole di Pace\u201d<\/strong>, iniziativa promossa in collaborazione con l\u2019Istituto Universitario Sophia: \u00abl\u2019obiettivo \u00e8 quello di creare spazi di formazione teorica e pratica per approfondire la relazioni con se stessi, con gli altri, con il creato, con gli oggetti e con la trascendenza.<strong> La fraternit\u00e0 universale pu\u00f2 creare una politica al servizio dell&#8217;uomo; un&#8217;economia basata sulla circolazione delle merci e sulla comunione; un&#8217;ecologia in equilibrio considerando la Terra come la casa di ciascuno\u00bb<\/strong>. Una iniziativa aperta a tutti e che partir\u00e0 gi\u00e0 nei prossimi mesi. Insomma, una realizzazione concreta dello United World Project. Johanna, una delle presentatrici dell\u2019evento, ci spiega che \u00abqualche anno fa abbiamo lanciato questo progetto il cui scopo \u00e8 promuovere e raccogliere testimonianze di azioni fraterne; siamo sicuri, infatti, che essa pu\u00f2 diventare un nuovo modello per la politica, l\u2019economia, il lavoro, lo sport e tutti i campi dell\u2019agire sociale\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-3080\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_photo_7.jpg\" alt=\"7\" width=\"320\" height=\"213\" style=\"margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; border: 1px solid #cccccc; float: right;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il festival dell\u2019inculturazione ed esso si conclude con Samiy, giovane indigeno della comunit\u00e0 Kitu Kara: \u00abnoi tutti abbiamo vissuto una settimana nella quale abbiamo sperimentato che \u00e8 possibile portare la fraternit\u00e0, l&#8217;unit\u00e0, la solidariet\u00e0 e la pace nella nostra vita, nel nostro ambiente ed in tutto il nostro pianeta. L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 viva; <strong>il nostro impegno \u00e8 personale, ma possiamo farcela solo se ci sentiamo parte di una comunit\u00e0.<\/strong> Noi tutti siamo consapevoli che non \u00e8 facile, ma sappiamo che l&#8217;unit\u00e0 e la pace sono realt\u00e0 sempre pi\u00f9 presenti nella societ\u00e0 umana. Oggi abbiamo assistito alla bellezza della diversit\u00e0 e alla ricchezza delle culture\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gioia, ormai, \u00e8 incontenibile. E cos\u00ec, durante le canzoni conclusive, ci si trova a ballare tutti nell\u2019arena! Giovani e adulti, bambini e ragazzi. Tutti insieme, senza barriere. Tutti a far festa e gioire\u2026 Ma non \u00e8 gioia effimera\u2026 <strong>\u00e8 consapevolezza che siamo in tanti, un popolo che vuole fare dell\u2019Amore la propria bandiera.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camminando fra i giovani che stanno tornando a casa, si sentono commenti entusiasti\u2026 insomma, prendendo in prestito le parole di Lidia e Walter, Delegati del Movimento dei Focolari per l\u2019Ecuador, Per\u00f9 e Bolivia, \u00abquesta non \u00e8 una conclusione. <strong>Questo \u00e8 solo l\u2019inizio!\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>di Francesco Ricciardi<\/p>\n<p>fonte: <a href=\"http:\/\/cittanuova.it\">http:\/\/cittanuova.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si conclude la Settimana mondo unito che ha visto la realizzazione di tante iniziative in diversi Paesi del mondo. L\u2019Ecuador ha ospitato quest\u2019anno la manifestazione centrale. 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