{"id":69858,"date":"2016-07-18T06:45:07","date_gmt":"2016-07-18T04:45:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/insicuri-instabili-impauriti-si-ma\/"},"modified":"2016-07-18T06:45:07","modified_gmt":"2016-07-18T04:45:07","slug":"insicuri-instabili-impauriti-si-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/insicuri-instabili-impauriti-si-ma\/","title":{"rendered":"Insicuri, instabili, impauriti. S\u00ec, ma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Avevo previsto un lungo weekend di riposo, ma gli eventi mi hanno fatto cambiare programma: prima <strong>Nizza<\/strong>, nella notte tra gioved\u00ec e venerd\u00ec, poi il fallito golpe in <strong>Turchia<\/strong>, nella notte tra venerd\u00ec e sabato e infine ieri, domenica, la vicenda dell\u2019agguato a <strong>Baton Rouge<\/strong> ai tre poliziotti statunitensi uccisi da un afroamericano. Il giornalista in fondo non ha mai riposo, \u00e8 pagato per seguire sempre gli eventi, giorno dopo giorno, come dice appunto il nome stesso della nostra professione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda del vostro cronista \u00e8 totalmente secondaria rispetto alla realt\u00e0, che ci parla anche di un misterioso attacco a <strong>Yerevan<\/strong>, in Armenia, a tensioni senza fine a <strong>Gerusalemme<\/strong> e <strong>dintorni<\/strong>, alle inquietudini crescenti in <strong>Bangladesh<\/strong> e nel vicino <strong>Kashmir<\/strong>, alle poco conosciute tensioni in <strong>Burundi<\/strong>, alla grave situazione in <strong>Centrafrica<\/strong>, ai nuovi attentati a <strong>Mogadiscio<\/strong>, alla guerra che non finisce in <strong>Yemen<\/strong>, alle migliaia di morti del <strong>Sud Sudan<\/strong>\u2026 Dove siamo finiti? Aveva proprio ragione il papa a parlare a Redipuglia, nel settembre 2015, di <strong>Terza guerra mondiale a pezzi<\/strong>. Ci siamo dentro fino al collo. Tanto pi\u00f9 che i politici non sembrano aiutare nella soluzione dei conflitti, producendo ogni giorno nuove fratture, come la <strong>Brexit<\/strong>, come il referendum in <strong>Ungheria<\/strong>, come le elezioni in <strong>Austria<\/strong>, come le divisioni in <strong>Francia<\/strong> dopo gli attentati, giusto per rimanere nella <strong>nostra Europa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E pensare che anni fa, sembrano secoli, si diceva che d\u2019estate, nei mesi di luglio e agosto, non c\u2019erano notizie, e che i cronisti dovevano darsi alla caccia di fatti di quartiere, come la morte di un gatto o il furto di una mela. No, oggi di materia ce n\u2019\u00e8 fin troppa, anche perch\u00e9 i mass media odierni sono tali da offrirci in istantanea tutto quanto avviene in qualsiasi angolo del mondo. Nella notte tra gioved\u00ec e venerd\u00ec eravamo tutti alla <strong>Promenade dei Anglais<\/strong> e nella notte seguente alla <strong>Istiklal Kaddesi<\/strong>. Potenza della diretta realizzata dai giornalisti o dai cittadini che si fanno giornalisti per un giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente questo bombardamento di news \u00e8 psicologicamente atto a destabilizzarci, a darci l\u2019impressione che un piano malvagio stia avvolgendo il pianeta intero, che il peggio stia per arrivare. E cos\u00ec immaginiamo complotti stratosferici, facciamo collegamenti incongrui tra eventi tra loro assolutamente separati, tendiamo a un pessimismo cronico. La spesso mal compresa \u201csociet\u00e0 liquida\u201d di <strong>Zygmunt Bauman<\/strong> diventa uno stato mentale pi\u00f9 che una lettura degli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scrive un giornalista che dirige una rivista che, stando alla sua mission, lavora <strong>\u201cin vista della fraternit\u00e0 universale\u201d<\/strong>. Chi ci segue sui social network sa bene quanta gente ci sta criticando proprio per questo motivo. Non viene cio\u00e8 considerata pi\u00f9 valida l\u2019affermazione sorprendente di <strong>Chiara Lubich<\/strong> dopo l\u2019attacco alle Torri Gemelle: \u00abParadossalmente il mondo s\u2019avvicina alla fraternit\u00e0 universale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non voglio difendere a tutti i costi un\u2019affermazione che resta interamente nella maternit\u00e0 e nella responsabilit\u00e0 di chi l\u2019ha pronunciata, ma vorrei giusto ripetermi tre o quattro piccole certezze, per capire (e per rassicurarci). Ad esempio, oggi siamo <strong>pi\u00f9 interdipendenti<\/strong> di trent\u2019anni fa, anzi inter-indipendendenti, come dice<strong> Pasquale Ferrara<\/strong>. \u00c8 un dato di fatto, per quanti muri erigiamo, ci conosciamo di pi\u00f9, sappiamo cosa vive il vicino, ma anche il lontano, ci emozioniamo per un piccolo \u201cspiaggiato\u201d in Turchia e piangiamo per i poliziotti morti in Louisiana. Il \u201cmio\u201d \u00e8 \u201cpi\u00f9 tuo\u201d di una volta e il \u201ctuo\u201d \u00e8 \u201cpi\u00f9 mio\u201d di anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo inoltre che non si possa negare il fatto che il mondo sia passato da una visione bipolare (prima della caduta del muro di Berlino) a un mondo monopolare (la stagione degli Usa \u201cgendarmi del mondo\u201d), per approdare a un <strong>pianeta multipolare<\/strong>, in cui i \u201cGrandi\u201d sono cinque, sei o sette: <strong>Cina, India, Europa, Russia, Usa,<\/strong> ma anche <strong>Turchia<\/strong>, ma anche <strong>Brasile<\/strong>, ma anche <strong>Indonesia<\/strong>\u2026 \u00c8 questo un passo in avanti nella geopolitica e nella \u201cdemocrazia globale\u201d, anche se gli interessi particolari rischiano di far sembrare che vi sia un arretramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, le religioni sono tornate sulla scena politica internazionale, non solo per l\u2019estremismo di matrice islamista, ma anche per la grande ventata di pace arrivata dai papi romani, per il movimento impressionante di crescita spirituale della Cina, per la rivalutazione di tanti culti tradizionali.<strong> La religione<\/strong>, anche nella letteratura politologica, sta passando da fattore di disgregazione e divisione, se non di conflitto, <strong>a fattore di cooperazione alla pace<\/strong>. Per costruire la pace non bastano i politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine,<strong> la cultura digitale<\/strong> sta promuovendo una collaborazione ai pi\u00f9 diversi livelli che ha dello straordinario. Pensiamo ai ricercatori del mondo intero che lavorano insieme per dare risposte complesse alla societ\u00e0 complessa nella quale ci troviamo a vivere. Pensiamo ai patrimoni culturali dei luoghi pi\u00f9 remoti del pianeta che vengono messi in circolo semplicemente attraverso la mai conosciuta stagione dei viaggi di massa. Pensiamo alla impressionante <strong>moltiplicazione degli atti di solidariet\u00e0 concreta<\/strong> provocati dalla rivoluzione digitale, dalla telemedicina al telelavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, siamo insicuri, instabili, impauriti. Ma cerchiamo ogni tanto di alzare lo sguardo e capiremo cos\u00ec che non tutto \u00e8 assurdo e destinato alla dissoluzione. <strong>Teilhard de Chardin<\/strong>, il celebre studioso gesuita tra i maestri di papa <strong>Bergoglio<\/strong>, diceva che \u00ab<strong>il meglio finisce sempre per accadere e l\u2019avvenire \u00e8 migliore di qualunque passato<\/strong>\u00bb. Un\u2019idiozia, verrebbe da dire leggendo le notizie di Nizza, Dacca, Istanbul, Baton Rouge\u2026 Un\u2019intuizione geniale, verrebbe invece da pensare alzando appena un po\u2019 lo sguardo dallo schermo del nostro telefonino. <strong>Il cristiano non pu\u00f2 dimenticare la speranza<\/strong>, non sarebbe pi\u00f9 cristiano. Ma forse ogni persona \u00e8 chiamata alla speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">18-07-2016 di<strong> Michele Zanzucchi<\/strong><br \/>fonte: <a href=\"http:\/\/www.cittanuova.it\/c\/455874\/Insicuri_instabili_impauriti_S_ma.html\" target=\"_blank\">Citt\u00e0 Nuova<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli ultimi avvenimenti, da Nizza a Istanbul a Baton Rouge, ci lasciano sgomenti. Abbiamo l\u2019impressione che un demone onnipotente stia giocando alla roulette con l\u2019umanit\u00e0. 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