{"id":69926,"date":"2017-04-29T14:42:14","date_gmt":"2017-04-29T12:42:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/"},"modified":"2025-11-26T15:21:45","modified_gmt":"2025-11-26T14:21:45","slug":"costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/","title":{"rendered":"Costruire piccole oasi di pace: un&#8217;esperienza dal Libano a Pulse"},"content":{"rendered":"<p>Myriam condivide con i giovani presenti a Loppiano l\u2019esperienza vissuta con la comunit\u00e0 dei Focolari nel suo paese: \u00abAll\u2019inizio della guerra, alcune famiglie siriane provenienti da Aleppo sono venute da noi per allontanarsi per un po\u2019 dalla guerra. Ma l<strong>a situazione peggiorava, e il loro ritorno sembrava sempre pi\u00f9 rischioso<\/strong>. Cos\u00ec, sono dovute rimanere in Libano, accolte da alcune famiglie in un centro gestito dal Movimento ad Ain Aar\u00bb.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0 dovuta, si direbbe. S\u00ec, ma solo se non si considerasse la storia recente.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-3383\" style=\"margin-left: 3px; margin-top: 2px; float: right;\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg\" alt=\"Myr 2\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>\u00abBisogna sapere che <strong>il Libano \u00e8 stato occupato per 12 anni dalla Siria<\/strong>\u00bb spiega Myriam \u00abe per questo <strong>il popolo libanese non tollera la presenza di questi rifugiati sul proprio territorio nazionale<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Tuttavia, Myriam e i suoi amici si interrogano: come possono aiutarli, da dove cominciare? La risposta \u00e8 una sola: \u00abDobbiamo <strong>cancellare tutti i pregiudizi<\/strong> che abbiamo sui siriani e andare contro corrente, contro l\u2019opinione pubblica\u00bb.<\/p>\n<p>A poco a poco, le famiglie libanesi cominciano a visitare quelle siriane, si conoscono, si stringono legami: \u00abGenitori, giovani e bambini, tutti ci siamo impegnati affinch\u00e9 queste famiglie di profughi non si sentissero sole. Soprattutto, <strong>abbiamo cercato di ascoltarli, di capirli, di alleggerire, per quanto possibile, le loro angosce, di mettere la pace nel cuore di ciascuno<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Accanto alla vicinanza morale, per\u00f2, ad un certo punto, si rende necessaria anche quella materiale. Trovandosi lontane dalla propria casa, <strong>le famiglie siriane non riescono ad avere accesso ai propri beni<\/strong>: \u00abCos\u00ec, abbiamo pensato di fare <strong>una comunione, soprattutto di vestiti<\/strong>. Per far accettare loro questi doni, abbiamo dovuto usare tutta la delicatezza di cui eravamo capaci\u00bb.<\/p>\n<p>Senza notizie dai loro parenti e dai loro amici rimasti in patria, ospiti di una popolazione ostile, anche culturalmente diversa, senza un lavoro, n\u00e9 mezzi di trasporto, le famiglie siriane vivevano <strong>una condizione di estrema fragilit\u00e0<\/strong>, che spesso li portava a forti tensioni anche fra di loro.<br \/>\nRacconta ancora Myriam: \u00ab<strong>Ci siamo resi conto che, se non era nelle nostre possibilit\u00e0 risolvere i problemi degli stati, tuttavia potevamo provare a costruire delle piccole oasi di pace attorno a noi<\/strong>. Spesso bastava una serata di festa insieme per far tornare la concordia nelle famiglie e attenuare lo stress. Altre volte, era sufficiente portarli con noi al mare per regalargli un po\u2019 di spensieratezza!\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3384\" style=\"margin-right: 3px; float: left;\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.41.02.jpeg\" alt=\"Myr 3\" width=\"300\" height=\"200\" \/>Un anno dopo il loro arrivo, visto il protrarsi dello stato di guerra in Siria, le famiglie libanesi si trovano a dover aiutare le siriane nella ricerca di alloggi stabili e di un lavoro.<\/p>\n<p>\u00abCercando con loro le case e il lavoro, sapevamo bene che avremo ricevuto spesso dei \u201cno\u201d da parte del nostro popolo, ma ci siamo detti: \u201c<strong>per cambiare la mentalit\u00e0 attorno a noi, cominciamo noi, testimoniando la nostra amicizia<\/strong>\u201d. Cos\u00ec, spesso, entrando nelle case per cercare un alloggio \u201cper i nostri amici siriani\u201d, ricevevamo in risposta reazioni molto dure, o proposte di affitto troppo costose per le possibilit\u00e0 dei nostri amici. Per\u00f2, sono avvenuti anche <strong>miracoli<\/strong>!\u00bb.<\/p>\n<p>Sul palco di Loppiano, Myriam fa una pausa, si sistema meglio sul naso gli occhiali tondi, stile Harry Potter, e poi prosegue il suo racconto, ricordando un episodio preciso: \u00abC\u2019era una famiglia che, fino al giorno prima di lasciare il nostro centro, non aveva trovato n\u00e9 la casa, n\u00e9 i mobili. Allora, una di noi ci ha ricordato che dovevamo avere fiducia nella Provvidenza di Dio. Con nostra grande gioia, il giorno dopo, abbiamo ricevuto per loro una casa SENZA affitto e una nostra conoscente che faceva il trasloco ci ha donato tutti i suoi mobili!\u00bb<\/p>\n<p>Dopo la casa, \u00e8 venuto il momento di pensare all\u2019<strong>istruzione dei bambini e dei ragazzi<\/strong>:<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo trovato per loro delle<strong> scuole semi gratuite<\/strong>. E un gruppo di insegnanti ha addirittura creato una piccola scuola di lingua francese, che ha permesso ai bambini siriani di iniziare a frequentare le nostre scuole, perch\u00e9 in Libano sono tutte di lingua francese o inglese, mentre in Siria, solo in arabo\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi, queste famiglie siriane di cui Myriam ci ha parlato hanno lasciato il Libano, e hanno raggiunto chi il Canada, chi il Belgio, chi l\u2019Olanda. Ma il legame \u00e8 rimasto:\u00abCi scrivono e ci ripetono che <strong>ormai il Libano \u00e8 diventato come il loro paese<\/strong>. Una famiglia ci ha detto che senza il nostro sostegno non sarebbero mai riusciti a ricominciare\u00bb.<\/p>\n<p>E questa accoglienza che supera le ferite della storia \u00e8 diventata <strong>contagiosa<\/strong>: \u00abQuando sono partiti, hanno lasciato tante delle loro cose per le famiglie che sarebbero arrivate dopo di loro, per le famiglie siriane e irachene che quotidianamente passano per il Libano per migrare verso la pace. Noi, dal canto nostro, cerchiamo di accoglierli e <strong>custodire le nostre relazioni nella<\/strong> <strong>pace<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span style=\"background-color: transparent;\">\u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/primomaggioloppiano\/\">Change your Heart, Change the World<\/a><\/strong>\u201d, come dire: per costruire la pace nel mondo, bisogna partire dal proprio cuore. Potrebbe sembrare uno slogan un po&#8217; melenso, invece, ascoltando le testimonianze, durante <strong>Pulse<\/strong>, il meeting dei Giovani per un Mondo unito, <strong>ci si accorge che si tratta di vita, di scelte controcorrente, di impegno civico, fatte da giovani che, nel loro piccolo, tentano di cambiare in meglio il mondo intorno a loro.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Prendiamone una a caso. <strong>Myriam<\/strong>, per esempio, <strong>che arriva dal Libano,<\/strong> e che \u00e8 salita sul palco dell\u2019Auditorium di Loppiano con i suoi capelli neri, lunghi e ondulati. Racconta: \u00abIl Libano \u00e8 uno dei paesi che ha ricevuto pi\u00f9 profughi durante la guerra in Siria. Siamo 4 milioni e mezzo di libanesi e abbiamo accolto circa 2 milioni di rifugiati, quasi la met\u00e0 della nostra popolazione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69926","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Costruire piccole oasi di pace: un&#039;esperienza dal Libano a Pulse - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Costruire piccole oasi di pace: un&#039;esperienza dal Libano a Pulse - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u201cChange your Heart, Change the World\u201d, come dire: per costruire la pace nel mondo, bisogna partire dal proprio cuore. Potrebbe sembrare uno slogan un po&#039; melenso, invece, ascoltando le testimonianze, durante Pulse, il meeting dei Giovani per un Mondo unito, ci si accorge che si tratta di vita, di scelte controcorrente, di impegno civico, fatte da giovani che, nel loro piccolo, tentano di cambiare in meglio il mondo intorno a loro.&nbsp; Prendiamone una a caso. Myriam, per esempio, che arriva dal Libano, e che \u00e8 salita sul palco dell\u2019Auditorium di Loppiano con i suoi capelli neri, lunghi e ondulati. Racconta: \u00abIl Libano \u00e8 uno dei paesi che ha ricevuto pi\u00f9 profughi durante la guerra in Siria. Siamo 4 milioni e mezzo di libanesi e abbiamo accolto circa 2 milioni di rifugiati, quasi la met\u00e0 della nostra popolazione\u00bb.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"United World Project\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-04-29T12:42:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-11-26T14:21:45+00:00\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Tamara Pastorelli\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Tamara Pastorelli\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"4 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/\",\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/\",\"name\":\"Costruire piccole oasi di pace: un'esperienza dal Libano a Pulse - United World Project\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg\",\"datePublished\":\"2017-04-29T12:42:14+00:00\",\"dateModified\":\"2025-11-26T14:21:45+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/a43bf758e02dafd5cd8faa755b974442\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Costruire piccole oasi di pace: un&#8217;esperienza dal Libano a Pulse\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/\",\"name\":\"United World Project\",\"description\":\"Championing fraternity and collaboration worldwide\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/a43bf758e02dafd5cd8faa755b974442\",\"name\":\"Tamara Pastorelli\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/890a791a42a9c79ea0c2f9997f5c1c8c93878b3126d689d60bb0c3f6fdd4abf2?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/890a791a42a9c79ea0c2f9997f5c1c8c93878b3126d689d60bb0c3f6fdd4abf2?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Tamara Pastorelli\"},\"url\":\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/author\/tamara-pastorelli\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Costruire piccole oasi di pace: un'esperienza dal Libano a Pulse - United World Project","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Costruire piccole oasi di pace: un'esperienza dal Libano a Pulse - United World Project","og_description":"\u201cChange your Heart, Change the World\u201d, come dire: per costruire la pace nel mondo, bisogna partire dal proprio cuore. Potrebbe sembrare uno slogan un po' melenso, invece, ascoltando le testimonianze, durante Pulse, il meeting dei Giovani per un Mondo unito, ci si accorge che si tratta di vita, di scelte controcorrente, di impegno civico, fatte da giovani che, nel loro piccolo, tentano di cambiare in meglio il mondo intorno a loro.&nbsp; Prendiamone una a caso. Myriam, per esempio, che arriva dal Libano, e che \u00e8 salita sul palco dell\u2019Auditorium di Loppiano con i suoi capelli neri, lunghi e ondulati. Racconta: \u00abIl Libano \u00e8 uno dei paesi che ha ricevuto pi\u00f9 profughi durante la guerra in Siria. Siamo 4 milioni e mezzo di libanesi e abbiamo accolto circa 2 milioni di rifugiati, quasi la met\u00e0 della nostra popolazione\u00bb.","og_url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/","og_site_name":"United World Project","article_published_time":"2017-04-29T12:42:14+00:00","article_modified_time":"2025-11-26T14:21:45+00:00","author":"Tamara Pastorelli","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Tamara Pastorelli","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/","url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/","name":"Costruire piccole oasi di pace: un'esperienza dal Libano a Pulse - United World Project","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg","datePublished":"2017-04-29T12:42:14+00:00","dateModified":"2025-11-26T14:21:45+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/a43bf758e02dafd5cd8faa755b974442"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/images_WhatsApp-Image-2017-04-29-at-18.38.28.jpeg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/costruire-piccole-oasi-di-pace-l-esperienza-del-libano-a-pulse\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Costruire piccole oasi di pace: un&#8217;esperienza dal Libano a Pulse"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#website","url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/","name":"United World Project","description":"Championing fraternity and collaboration worldwide","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/a43bf758e02dafd5cd8faa755b974442","name":"Tamara Pastorelli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/890a791a42a9c79ea0c2f9997f5c1c8c93878b3126d689d60bb0c3f6fdd4abf2?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/890a791a42a9c79ea0c2f9997f5c1c8c93878b3126d689d60bb0c3f6fdd4abf2?s=96&d=mm&r=g","caption":"Tamara Pastorelli"},"url":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/author\/tamara-pastorelli\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69926"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69927,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69926\/revisions\/69927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}