{"id":69948,"date":"2017-05-11T10:31:41","date_gmt":"2017-05-11T08:31:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/prospettive-di-pace-un-dialogo-con-un-analista-di-politica-estera\/"},"modified":"2017-05-11T10:31:41","modified_gmt":"2017-05-11T08:31:41","slug":"prospettive-di-pace-un-dialogo-con-un-analista-di-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/prospettive-di-pace-un-dialogo-con-un-analista-di-politica-estera\/","title":{"rendered":"Prospettive di pace: un dialogo con un\u2019analista di politica estera"},"content":{"rendered":"<p>E Stefania fa un esempio:\u00abPensiamo alla Siria. L\u00ec, c\u2019\u00e8 stata una grande alternanza nella presa di Palmira, tra le forze governative siriane e Daesh. Se si osserva quotidianamente l\u2019avanzata dell\u2019esercito, quale collina \u00e8 stata dominata dall\u2019uno o dall\u2019altro contingente, ci si pu\u00f2 rendere conto per tempo di quale forza stia sopraffacendo l\u2019altra. Certo, poi ci sono gli eventi imponderabili, come per esempio un attentato, che nonostante tutte le forze di polizia, di intelligence o di analisi coinvolte, rimane uno di quegli eventi impossibili da prevedere. Anche se si pu\u00f2 fare molto oggi sul piano della prevenzione delle radicalizzazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Ma allora, quale \u00e8 il punto di vista di un\u2019analista su quello che sta succedendo, per esempio, in Siria?<\/p>\n<p>\u00abViviamo un momento di <strong>forti cambiamenti<\/strong>, e questi cambiamenti stanno generando forti conflitti. Pensando al Medio Oriente, che \u00e8 l\u2019area di cui mi occupo, si pu\u00f2 dire che negli ultimi 10 anni ha mutato \u201cvolto\u201c. Prima c\u2019\u00e8 stata la Primavera Araba, c\u2019\u00e8 stato questo movimento in tutta la regione verso l\u2019affermazione di governi pi\u00f9 democratici, con il riconoscimento delle libert\u00e0 fondamentali. In molti casi, questo ha portato con successo a cambiamenti di regime, come in <strong>Tunisia<\/strong>. Una nazione che, se da una parte sta attraversando un momento difficile dal punto di vista della sicurezza, dall\u2019altra ha fatto grandi passi, adottando <strong>una delle carte costituzionali pi\u00f9 democratiche al mondo<\/strong>. In altri casi, come quello della Siria o della Libia, il cambiamento di regime e le proteste popolari hanno portato ad un\u2019evoluzione del tutto inaspettata. <strong>In Libia e in Siria si \u00e8 arrivati ad una internazionalizzazione del conflitto<\/strong>. Noi oggi, quando guardiamo alla Siria o alla Libia guardiamo a due guerre civili, ma anche a due guerre dove le potenze regionali e internazionali si stanno contendendo gli spazi vuoti che si sono creati durante il\u00a0cambiamento\u00bb.<\/p>\n<p>E in questo processo di cambiamento, <strong>c\u2019\u00e8 margine di speranza?<\/strong> Una risoluzione di questi conflitti \u00e8 possibile?<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 ovvio e auspicabile che si arrivi ad una ricomposizione di questo quadro complicato. Siamo nel 7 \u00b0 anno della crisi siriana. In Libia, dal 2014, abbiamo due governi che si contrappongono, uno a Tripoli e uno a Tobruch, con una parcellizzazione del potere. Non \u00e8 una situazione sostenibile nel lungo periodo. Ma <strong>nulla cambier\u00e0 se i poteri nazionali e le potenze internazionali che sono implicate nel conflitto<\/strong> (come USA e Russia, nel caso della Siria) <strong>non giungeranno ad un compromesso<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Quale pu\u00f2 essere<strong> il ruolo dell\u2019ONU<\/strong>, per esempio, nella ricerca di questo compromesso o accordo?<\/p>\n<p>\u00abGli interessi in gioco sono tantissimi. Da questo punto di vista servirebbe u<strong>n\u2019azione decisiva delle Nazioni Unite, che davvero dovrebbe essere il forum all\u2019interno del quale certe guerre e conflitti vengono risolti diplomaticamente<\/strong>. Il problema \u00e8 che questo \u00e8 possibile solo se gli stati che compongono l\u2019ONU lo vogliono\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, torniamo punto a capo. C\u2019\u00e8 bisogno di fare sintesi, di trovare un nuovo equilibrio, ma bisogna che le parti in gioco lo desiderino, e siano disposte a scendere a compromesso:\u00abQuesto potr\u00e0 succedere fra 2 o 20 anni, \u00e8 impossibile saperlo ora. Si tratta di un percorso complicato. Alla fine, gli interessi in gioco hanno la loro importanza\u2026 Fino a quando non si trover\u00e0 un equilibrio condiviso da tutti, si continuer\u00e0 purtroppo nella direzione del conflitto\u00bb.<\/p>\n<p>Ripensiamo al <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/uwpofficial\/videos\/1433798093346929\/\">video<\/a>\u00a0<\/strong>inviato dai giovani di Kfarbo, in Siria, durante \u201c<strong>Pulse<\/strong>\u201d, l\u2019evento 2017 del Primo Maggio di Loppiano. Risuonano ancora nelle orecchie le loro parole:<\/p>\n<p><em>\u00abIl male della guerra ha cambiato la gioia e i desideri nel cuore dei giovani in disperazione e tristezza, ha scatenato la guerra tra il bene e il male. La guerra ha fatto nascere nel cuore dei giovani un sentimento di sfiducia nel mondo e si chiedono: il bene si pu\u00f2 trovare ancora in questo mondo che spende tanti soldi per uccidere e blocca con l\u2019embargo l\u2019arrivo del cibo necessario per le persone che vogliono vivere in Siria? Questa guerra sta ammazzando lo spirito dell\u2019umanit\u00e0 che prima guardavamo come a una sola famiglia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ecco, Stefania: <strong>l\u2019embargo<\/strong>. Come si pu\u00f2 superare le sanzioni per aiutare la popolazione civile gi\u00e0 martoriata da una guerra che non vuole?<\/p>\n<p>\u00abAnche qui, l\u2019embargo \u00e8 stato deciso nell\u2019ambito delle Nazioni Unite, ed \u00e8 l\u00ec che deve essere sciolto. <strong>In ambito ONU si sono fatti dei piani di consegna di aiuti umanitari ma delle volte non hanno raggiunto la popolazione a causa dei reciproci veti o resistenze dei gruppi combattenti.<\/strong> Ma la Siria vive il suo 7\u00b0 anno di conflitto, la popolazione \u00e8 stremata. Per dare un vero supporto ci sarebbe bisogno di mettere in atto <strong>un\u2019operazione umanitaria su vasta scala<\/strong>, possibile solo sotto l\u2019egida dell\u2019ONU\u00bb.<\/p>\n<p>Un\u2019operazione umanitaria su vasta scala\u2026 Pensando a quello che i giovani, i ragazzi e le comunit\u00e0 del mondo sono riusciti a realizzare \u201c<strong>glocalmente<\/strong>\u201d durante la Settimana Mondo Unito, non sembra una m\u00e8ta cos\u00ec irraggiungibile. Azioni Umnitarie<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em>A qualche giorno dalla chiusura della <strong>Settimana Mondo Unito<\/strong> abbiamo intervistato l\u2019analista <strong>Stefania Azzolina<\/strong>, esperta di Medio Oriente, che ci ha parlato delle prospettive di pace nella sua area di riferimento.<\/em><\/p>\n<p>Stefania abita a Roma, ha poco pi\u00f9 di trent\u2019anni, ed \u00e8 un\u2019<strong>analista di politica estera<\/strong>, una professionista il cui mestiere consiste nel tentare di capire e far capire in tempi rapidi quello che sta succedendo politicamente in un\u2019area del mondo. Mi spiega:\u00abNoi non siamo degli accademici, che in genere fanno studi di medio e lungo periodo. Noi lavoriamo in tempi strettissimi, aiutiamo le persone a prendere decisioni, possono essere imprenditori, istituzioni, per questo il nostro \u201coutput\u201d deve essere veloce e il nostro studio e monitoraggio dell\u2019area assegnata, quotidiano\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-69948","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Prospettive di pace: un dialogo con un\u2019analista di politica estera - United World Project<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/prospettive-di-pace-un-dialogo-con-un-analista-di-politica-estera\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Prospettive di pace: un dialogo con un\u2019analista di politica estera - United World Project\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A qualche giorno dalla chiusura della Settimana Mondo Unito abbiamo intervistato l\u2019analista Stefania Azzolina, esperta di Medio Oriente, che ci ha parlato delle prospettive di pace nella sua area di riferimento. 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