{"id":69990,"date":"2018-03-16T16:13:35","date_gmt":"2018-03-16T15:13:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/greening-africa-together-network-2\/"},"modified":"2025-11-26T15:24:22","modified_gmt":"2025-11-26T14:24:22","slug":"greening-africa-together-network-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/greening-africa-together-network-2\/","title":{"rendered":"Greening Africa Together Network"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><em>Rimboschimento, energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, educazione ambientale. Quattro parole d\u2019ordine per un progetto che mette in rete le migliori forze per il Continente Africano, e non solo, nella prospettiva della fraternit\u00e0 universale.<\/em><\/p>\n<p><em>Mal d\u2019Africa<\/em>, solitamente si chiama cos\u00ec quella sensazione di struggente nostalgia che rapisce chi visita questo Continente ricco di bellezza, capace di stupire, adatto a generare voglia di ritorno e senso di rinascita. Un Continente che allo stesso tempo nasconde un volto buio, doloroso, saccheggiato com\u2019\u00e8 dall\u2019avidit\u00e0 dei potenti che non guardano in faccia a niente e a nessuno, nemmeno alla dignit\u00e0 di un popolo, di fronte a guadagni alti e sicuri. E cos\u00ec, in un tempo che ha coperto soprattutto l\u2019ultima parte del \u201csecolo breve\u201d, <strong>i Paesi africani si sono trovati spogliati e privati di tante ricchezze e opportunit\u00e0, costringendo i loro abitanti a fare le guerre per sopravvivere, a fuggire, o semplicemente a lasciarsi morire.<\/strong> Conseguente al furto di beni e dignit\u00e0 sono la povert\u00e0, anche morale, un degrado ambientale e sociale che \u00e8 visibile a occhio nudo in varie aree del Continente.<\/p>\n<p>In un contesto come questo nasce <strong><a href=\"http:\/\/greeningafricatogether.org\/\">Greening Africa Together<\/a><\/strong>, \u00ab<strong>una rete di organizzazioni non governative, universit\u00e0, istituzioni e comunit\u00e0, che collaborano nel campo dello sviluppo \u201cverde\u201d<\/strong>\u00bb &#8211; raccontano Arthur Ngoy e Lilly Seidler. Lui \u00e8 medico ginecologo nella Repubblica Democratica del Congo, lei \u00e8 un\u2019insegnante tedesca, che ha lavorato per anni in Senegal, dove ha fondato insieme a un gruppo di studenti la International Forest Onlus. I due hanno appena finito di portare la loro esperienza a un convegno organizzato dal <a href=\"http:\/\/www.umanitanuova.org\/it\/\"><strong>Movimento Umanit\u00e0 Nuova<\/strong><\/a> in quel di Pomezia, vicino a Roma.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5689\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/b_900_600_0_00_images_2018_GreeningAfricaTogether_Greening-Africa-1.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p><strong>Raccontano di come si possano potenziare le risorse e incoraggiare il cambiamento, combattendo prima di tutto gli effetti dei mutamenti climatici.<\/strong> Questi ultimi, infatti, sono devastanti dal punto di vista non solo ambientale ma anche economico e sociale; nuove prospettive possono dunque avere il motore nello sviluppo \u201cverde\u201d del Continente.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Noi parliamo spesso di fraternit\u00e0, di unit\u00e0, ma questa deve trovare un modo per calarsi nel concreto della vita della gente, altrimenti si corre il rischio che tutto rimanga soltanto un sogno, bellissimo, ma solo un sogno<\/strong>\u00bb &#8211; racconta Lilly.<\/p>\n<p>Ecco un esempio. <strong>Siamo nel Benin, un fazzoletto di terra nell\u2019Africa dell\u2019Ovest<\/strong>: quasi 113.000 Km quadrati per 8 milioni di abitanti, il 90% dei quali soffre di povert\u00e0 energetica. Costruire un mondo pi\u00f9 unito da queste parti significa accorgersi che molti centri sanitari non dispongono di attrezzature tra le pi\u00f9 elementari, come l&#8217;illuminazione, o una refrigerazione sufficiente per i trattamenti primari da fornire alla popolazione. Un gruppo internazionale di studenti di alcuni Paesi africani, grazie a Greening Africa Together, lavorano con l\u2019obiettivo di installare un impianto fotovoltaico nella regione, in modo da sfruttare le abbondanti ore di sole e assicurare energia sufficiente a offrire l\u2019assistenza sanitaria primaria soprattutto nei villaggi rurali pi\u00f9 isolati. Anche piccoli investimenti, in questo caso, possono avere un enorme impatto sulla qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza sanitaria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5691\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_7586-768x512-1.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p><strong>Andiamo nella Repubblica Democratica del Congo<\/strong>, dove \u00e8 crudele vedere nascere e morire un bambino in poco tempo per mancanza di condizioni igienico sanitarie adatte alla sopravvivenza. Spesso qui la nascita si trasforma in una morte\u2026 che sarebbe evitabile: muoiono di parto 15.000 donne all\u2019anno, una ogni 30 minuti, mentre il Paese \u00e8 al terzo posto dopo India e Nigeria per la mortalit\u00e0 dei bambini sotto i 5 anni.<\/p>\n<p><strong>Nel centro medico &#8220;Moyi Mwa Ntong&#8221; a Kinshasa<\/strong> ci sono blackout elettrici che durano ore e talvolta intere giornate. In un centro dove ci sono in media 5 nascite al giorno, la mancanza di corrente pu\u00f2 avere effetti devastanti. Con Greening Africa Together si pu\u00f2 pensare ora a una fonte secondaria di corrente che impedisca i blackout di energia nel Maternity Center, installando un sistema di elettrificazione solare fotovoltaica.<\/p>\n<p>Questi sono solo due esempi di progetti che aiutano lo sviluppo sociale e verde in questi Paesi, insieme ai progetti di rimboschimento e mantenimento delle aree verdi, di educazione alla gestione dei rifiuti ecc.<\/p>\n<p>\u00abAccorgendoci che da soli siamo deboli e poco efficaci\u00bb &#8211; raccontano ancora Lilly e Arthur -\u00ab<strong>abbiamo capito che solo la forza dell\u2019insieme avrebbe potuto cambiare le cose.<\/strong> C\u2019\u00e8 un detto in Africa che dice che se vuoi andare veloce devi andare solo, ma se vuoi raggiungere l\u2019obiettivo devi andare insieme agli altri. \u00c8 quello che stiamo facendo\u00bb.<\/p>\n<p>Portando il progetto all\u2019attenzione di diversi partner, tra cui, altre NGO, universit\u00e0, associazioni, dove gi\u00e0 sono presenti persone sensibili al progetto del mondo unito, \u00e8 stata cos\u00ec costituita una \u201crete\u201d di studenti e professionisti di Paesi, et\u00e0, religioni diverse, che mediante un approccio guidato dall&#8217;idea di fraternit\u00e0 universale, stabiliscono una cooperazione attiva tra studenti e comunit\u00e0 locali di diverse culture e nazioni.<\/p>\n<p><strong>La cooperazione si concretizza con gruppi di lavoro<\/strong>, che individuano le esigenze della popolazione locale nel quadro di progetti nel campo delle energie rinnovabili e dello sviluppo verde. In questo modo gli studenti universitari hanno la possibilit\u00e0 di applicare le loro conoscenze e acquisire competenze e abilit\u00e0 essenziali attraverso un contatto diretto con la comunit\u00e0 di riferimento. Processi lenti ma inesorabili, che hanno nella forza della comunit\u00e0 la carta vincente di un reale contributo al mondo unito.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rimboschimento, energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, educazione ambientale. Quattro parole d\u2019ordine per un progetto che mette in rete le migliori forze per il Continente Africano, e non solo, nella prospettiva della fraternit\u00e0 universale. 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