{"id":70015,"date":"2017-12-27T16:41:55","date_gmt":"2017-12-27T15:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/zona-liberata-dalla-gioia\/"},"modified":"2017-12-27T16:41:55","modified_gmt":"2017-12-27T15:41:55","slug":"zona-liberata-dalla-gioia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/zona-liberata-dalla-gioia\/","title":{"rendered":"Zona liberata dalla gioia"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><em>Il 19 novembre, a Cordoba, si \u00e8 tenuta una festa in uno dei pi\u00f9 grandi parchi della citt\u00e0, per assumersi altri impegni per i vincoli sociali, la pace e il dialogo.<\/em><\/p>\n<p>Una &#8220;zona liberata&#8221;, in generale, si riferisce a spazi pubblici in cui non sono presenti forze di polizia e, di conseguenza, si verificano abitualmente crimini, vendita di droga, ecc. <strong>La proposta dell&#8217;evento, viceversa, mira a mostrare un altro stile di vita, radicato nella cultura e nel contesto in cui si inserisce.<\/strong> L\u2019hip-hop, la cultura urbana, il calcio e il freestyle sono alcune delle molte attivit\u00e0 che puntano ad attirare e dimostrare che questo contesto urbano pu\u00f2 andare perfettamente d\u2019accordo con la felicit\u00e0 e con valori che superano questo stesso contesto.<\/p>\n<p><strong>Il Comitato Interreligioso per la Pace (Comipaz) \u00e8 stato uno degli attori sociali che hanno partecipato a questo evento per rovesciare il messaggio e la cultura dello scarto e del consumo, per dire di no a tutto ci\u00f2 che schiavizza, uccide e provoca angoscia.<\/strong> Inoltre, vi hanno collaborato la Chiesa cattolica, la Pastorale delle Dipendenze dell&#8217;Arcidiocesi di Cordoba, il Segretariato delle Dipendenze di Cordoba e la Segreteria per la Prevenzione del Comune.<\/p>\n<p>Con la presenza del vescovo di C\u00f3rdoba e di altri membri dell&#8217;Arcidiocesi, l<strong>a piazza si \u00e8 presto gremita di persone che volevano dire di s\u00ec alla vita, alla gioia e alla libert\u00e0. Cos\u00ec, hanno svolto insieme diverse attivit\u00e0, come concorsi di freestyle, eventi sportivi, teatro, zumba, arricchite anche dalla presenza di un famoso cantante di musica popolare della citt\u00e0 di Cordoba.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Natalia Faraci<\/strong>, membro della sezione giovanile del Comipaz e della Commissione di Coordinamento della Zona Liberata, ci racconta che l&#8217;evento \u00e8 nato tre anni fa, quando un sacerdote, Don Pablo Viola della Pastorale delle Dipendenze, ha convocato diverse organizzazioni affinch\u00e9 patecipassero alle attivit\u00e0 della Zona Liberata. L&#8217;idea era di &#8220;mettere in piedi questo progetto che prevedeva un evento a novembre di ogni anno, con il nome di &#8216;Zona liberata dalla gioia&#8217; e centrato su tre assi: la gioia, la libert\u00e0 e la vita&#8221;.<\/p>\n<p>Nei tre anni in cui l&#8217;evento \u00e8 stato organizzato, hanno sempre avuto diverse testimonianze di persone che sono andate via colpite per aver trovato la forza per andare avanti, per affrontare nuove sfide e stabilire degli obiettivi nella vita. Natalia racconta che uno dei ragazzi che hanno partecipato alla prima edizione, passeggiando per gli stand, \u00e8 venuto a conoscenza della &#8220;<strong>calistenia<\/strong>&#8221; (le attivit\u00e0 ginniche a corpo libero). Quel ragazzo \u00e8 rimasto molto colpito dalla disciplina e ha deciso di iniziare questa attivit\u00e0, nella quale in seguito ha partecipato a un campionato dove ha ottenuto un posto sul podio.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno, ad esempio, hanno organizzato un concorso di freestyle che includeva calcio, rap e danza.<\/p>\n<p>&#8220;All\u2019attivit\u00e0 del calcio un\u2019insegnante ha portato diversi studenti perch\u00e9 partecipassero e uno dei suoi ragazzi ha vinto il trofeo. Pi\u00f9 tardi abbiamo saputo che quel ragazzo aveva gi\u00e0 fatto cinque tentativi di lasciare la scuola superiore e, grazie al lavoro dell\u2019insegnante che ha cercato di incoraggiarlo a credere nel suo potenziale e a non desistere, ha continuato. Quello, quindi, non \u00e8 stato un semplice trofeo, perch\u00e9 il ragazzo era molto impressionato di aver vinto e che lo invitassero a continuare&#8221;, racconta Natalia.<\/p>\n<p>Pertanto, quella giornata non ha avuto solo \u2018un prima\u2019 e \u2018un dopo\u2019 per quello studente, ma anche per la sua classe e per l&#8217;insegnante, che ha trovato la motivazione e il modo di dimostrare che non si deve desistere nella ricerca del miglioramento, &#8220;per aiutare le persone a uscire dalla loro zona di comfort e continuare ad andare avanti con la loro vita e i loro obiettivi&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>Natalia ci spiega che Comipaz \u00e8 un&#8217;organizzazione senza fine di lucro composta da musulmani, ebrei e cristiani &#8211; cattolici ed evangelici<\/strong> \u2013 nella quale &#8220;formiamo un tavolo di dialogo interreligioso, non cerchiamo di unificare le religioni, n\u00e9 di farne una fusione; piuttosto, di dialogare partendo dall&#8217;identit\u00e0 di ognuno e raggiungendo accordi per lavorare sul posto su obiettivi comuni&#8221;.<\/p>\n<p>Una delle cose pi\u00f9 interessanti del Comipaz consiste nel mostrare alla societ\u00e0 che <strong>&#8220;la convivenza \u00e8 possibile partendo da ci\u00f2 che \u00e8 diverso e che non dobbiamo essere uguali per relazionarci. I nostri strumenti principali sono il dialogo e l\u2019empatia&#8221;.<\/strong> E aggiunge: &#8220;Cerchiamo non solo di partecipare o dare vita ad eventi che si concentrano sui nostri valori, ma anche di generare questo vai e vieni tra di noi, dove succede anche che uno acquisisce come proprio ci\u00f2 che \u00e8 dell&#8217;altro, ma senza perdere la propria identit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 novembre, a Cordoba, si \u00e8 tenuta una festa in uno dei pi\u00f9 grandi parchi della citt\u00e0, per assumersi altri impegni per i vincoli sociali, la pace e il dialogo. 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