{"id":70157,"date":"2018-12-14T15:53:00","date_gmt":"2018-12-14T14:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/i-costruttori-di-pce-2\/"},"modified":"2025-11-26T15:25:44","modified_gmt":"2025-11-26T14:25:44","slug":"i-costruttori-di-pce-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-costruttori-di-pce-2\/","title":{"rendered":"I Costruttori di P@ce"},"content":{"rendered":"<p><em>Delle volte, certe esperienze di accoglienza cominciano quasi per caso, si direbbe, \u201caccogliendo\u201d in primo luogo un imprevisto. Cos\u00ec, \u00e8 stato per l\u2019<strong>Associazione Costruttori di P@ce<\/strong> che, volendosi occupare di incontri e convegni culturali, per uno di questi \u201cimprevisti\u201d ha dato vita ad un\u2019esperienza di accoglienza per giovani in difficolt\u00e0, nella citt\u00e0 di Firenze, in Italia.<\/em><\/p>\n<p>\u00abTutto \u00e8 nato dal desiderio di dare il nostro contributo alla societ\u00e0. Cos\u00ec, lasciandoci ispirare dal pensiero di <strong>Don Tonino Bello<\/strong> e <strong>Papa Francesco<\/strong>, ci siamo posti l\u2019obiettivo di organizzare incontri e convegni, dove utilizzare la cultura e l\u2019arte per confrontarci e ideare progetti,\u00bb spiega <strong>Emmanuel Dairo<\/strong>, cittadino italiano con genitori africani e presidente dell\u2019associazione &#8220;<a href=\"https:\/\/costruttoridipace.yolasite.com\/\"><strong>Costruttori di P@ce<\/strong><\/a>\u201d \u00absolo che, mentre stavamo scrivendo il futuro Statuto dell\u2019Associazione, all\u2019inizio del 2016, Mauro, uno dei fondatori, viene informato che, nel mese di maggio, un ragazzo che viveva in una comunit\u00e0 per minori non accompagnati, al compimento del 18\u00b0 anno di et\u00e0 sarebbe dovuto uscire, ritrovandosi\u00a0 a vivere per strada, senza nessuno disposto ad aiutarlo\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8479\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20180608-WA0000-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p>Emmanuel racconta che, nella bozza dello Statuto della futura associazione, in fondo, ma proprio in fondo, stavano scrivendo qualcosa circa l\u2019eventualit\u00e0 di poter aprire un giorno una <strong>casa di accoglienza autogestita<\/strong>. L\u2019\u201deventualit\u00e0\u201d arriva subito, e Mauro decide di accogliere Meglis, un ragazzo di origine albanese, in casa sua.<\/p>\n<p>\u00abSe non che, dopo Meglis arriva un secondo ragazzo, poi un terzo\u2026 Cos\u00ec, Mauro decide di lasciare la sua casa, e la dedica interamente all\u2019associazione che, grazie all\u2019aiuto di soci e amici, riesce a coprire tutte le spese mensili e a dare il via all\u2019avventura chiamata <strong>Casa Oasi della Speranza \u201cPapa Francesco\u201d<\/strong>\u00bb racconta Emmanuel.<\/p>\n<p>Questa casa speciale accoglie, in maniera fraterna, giovani e ragazzi che vivono un momento di difficolt\u00e0 nella loro vita, provenienti da tutto il mondo, di qualsiasi religione e credo.<\/p>\n<p>\u00abNaturalmente, ci sono regole da seguire e un \u201cfratello maggiore\u201d, che \u00e8 il referente della casa, su cui poter fare affidamento, insieme a tutti i volontari\u00bb spiega Emmanuel.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8483\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Casa-Oasi-della-Speranza.png\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"788\" \/><\/p>\n<p>I ragazzi che entrano nella Casa Oasi della Speranza hanno circa <strong>un anno di tempo<\/strong> per poter decidere, nella totale libert\u00e0 e col supporto di tutti, cosa fare per la propria vita.<\/p>\n<p>\u00abNella maggior parte dei casi, sono ragazzi che hanno un\u2019et\u00e0 tra i 18 e i 20 anni, ed anche se a quell\u2019et\u00e0 per qualcuno \u00e8 difficile scegliere cosa fare nella propria vita, cerchiamo in modo umile, attraverso uno scambio reciproco di dare e avere, di aiutarli a sistemarsi. Tentiamo di fargli capire che <strong>ci si pu\u00f2 fidare del prossimo<\/strong>, che si pu\u00f2 avere speranza in un futuro migliore\u00bb. Questi rapporti, ci racconta Emmanuel, spesso proseguono anche dopo l\u2019uscita dalla casa.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019accompagnamento dei volontari, i ragazzi ospitati imparano a sbrigarsela nelle pratiche quotidiane, come fare la spesa, cucinare, vivere in un ambiente ordinato e pulito; seguono <strong>lezioni di italiano e di educazione civica<\/strong>; sono aiutati nella ricerca di un lavoro o di un corso di studi, nelle pratiche burocratiche. Tra i giovani accolti ci sono italiani e stranieri che imparano a <strong>vivere insieme fraternamente<\/strong>, nonostante nazionalit\u00e0 e religioni differenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8473\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/32205846_1085654841572230_9072819938342731776_o-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>Con una realt\u00e0 di accoglienza gi\u00e0 avviata, l\u2019associazione <strong>Costruttori di P@ce<\/strong> nasce ufficialmente il <strong>13 Luglio 2016<\/strong>, utilizzando le quattordicesime degli associati e grazie ad una donazione provvidenziale, mentre altri \u201cimprevisti\u201d si affacciano presto all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>\u00abDopo un anno, ci viene comunicato che dobbiamo lasciare la casa. Nella pi\u00f9 totale disperazione e con i ragazzi che rischiavano di finire per strada, veniamo contattati da <strong>monsignor Viola, Priore della Basilica di San Lorenzo<\/strong> e Vicario per le opere di carit\u00e0 della citt\u00e0 di Firenze, che ci comunica che la Parrocchia di San Lorenzo, pu\u00f2 affittarci un appartamento di loro propriet\u00e0\u00bb racconta Emmanuel.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il gruppo dei Costruttori di P@ce accetta la proposta, anche se in quel momento le disponibilit\u00e0 economiche sono nulle, consapevole del fatto che, in centro a Firenze, difficilmente avrebbero trovato un privato disposto ad affittare loro un appartamento. \u00abAnche questa volta, una grande donazione da parte di un privato che aveva partecipato ad un nostro evento, ci salva !\u00bb spiega Emmanuel.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-8471\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/20988433_943453829125666_5483836258983003081_o-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>Con la nuova casa, i soci <strong>decidono di trasformare l\u2019associazione da culturale in associazione di volontariato<\/strong>. \u00a0\u00abOggi, la Casa in Piazza San Lorenzo, a Firenze, \u00e8 anche la sede dell\u2019Associazione e dei nostri incontri settimanali, all\u2019interno dei quali leggiamo e ci confrontiamo reciprocamente per una crescita personale e comunitaria\u00bb spiega Emmanuel.<\/p>\n<p>\u00c8 durante uno di questi incontri che, approfondendo l\u2019\u201cEvangelii Gaudium\u201d di Papa Francesco, in particolare, il capitolo 4, dedicato alla dimensione sociale\u00a0 dell\u2019evangelizzazione, che scoprono <strong>l<\/strong><strong>a spiritualit\u00e0 di Chiara Lubich e il progetto dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.edc-online.org\/it\/\">Economia di Comunione<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec, la volta successiva, abbiamo fatto il nostro incontro del gioved\u00ec parlando di lei e dell\u2019E.d.C.\u2026 La cosa impressionante \u00e8 stata che quella notte, Presidente, Vice Presidente e Segretario, abbiamo sognato tutti Chiara Lubich. Io ho sognato che mi abbracciava con un calore ed un senso materno bellissimo; la Vice Presidente dialogava con lei e le rispondeva a tutti i dubbi che aveva in quel momento riguardo alla sua fede; il Segretario ha sognato che gli diceva: \u201cmettete Ges\u00f9 al centro\u201d. Per noi, questa scoperta \u00e8 stata uno stimolo ad andare avanti, malgrado tutte le difficolt\u00e0 affrontate e che ancora ci attendono! \u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8477\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/48373191_1257242964413416_2358536219211595776_n.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"550\" \/><\/p>\n<p>Non solo. Come uno di quei <strong>sogni biblici<\/strong> pieni di promesse anche umane, nei giovani volontari dei Costruttori di P@ce ha lasciato il desiderio di realizzare un\u2019attivit\u00e0 e un\u2019azienda che segua i principi dell\u2019Economia di Comunione. \u00abVogliamo fondarla in centro a Firenze, perch\u00e9 \u00e8 una citt\u00e0 che per la sua storia e la sua natura, \u00e8 sempre stata rivolta all\u2019apertura e al sostegno del prossimo. Abbiamo iniziato a studiare e a raccogliere le idee, aperti sempre alla conoscenza e all\u2019integrazione di qualsiasi persona abbia desiderio, anche a livello imprenditoriale, di realizzare <strong>un nuovo modo di fare e di intendere l\u2019economia<\/strong>, fornendo un servizio dove al centro ci sia la persona,\u00bb precisa con passione Emmanuel \u00abattualmente, abbiamo molti progetti in cantiere, ma abbiamo capito che per poter partire, dobbiamo iniziare dalla realt\u00e0 che ci circonda, \u00a0dando tutti un piccolo contributo, anche con un pizzico di \u201c<strong>incoscienza<\/strong>\u201d, avendo fede nella Provvidenza che in questi due anni ci ha sempre accompagnato e guidato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Delle volte, certe esperienze di accoglienza cominciano quasi per caso, si direbbe, \u201caccogliendo\u201d in primo luogo un imprevisto. 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