{"id":70230,"date":"2019-04-18T08:00:10","date_gmt":"2019-04-18T06:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/sudafrica-un-ponte-tra-culture\/"},"modified":"2025-11-26T15:26:19","modified_gmt":"2025-11-26T14:26:19","slug":"sudafrica-un-ponte-tra-culture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/sudafrica-un-ponte-tra-culture\/","title":{"rendered":"Sudafrica: &#8220;The Bridge&#8221;, un ponte tra culture"},"content":{"rendered":"<h5>Di Anita Leonetti.<\/h5>\n<p><em>In un paese segnato dalle disuguaglianze razziali, AFN Onlus lavora in ambito educativo per formare le nuove generazioni<\/em><\/p>\n<p>40 anni di soprusi e di discriminazioni dovute all&#8217;<strong>Apartheid<\/strong> non si cancellano facilmente.\u00a0 Ancora oggi, nelle regioni del <strong>Sudafrica<\/strong> il peso della storia continua a farsi sentire.<\/p>\n<p>Il regime di segregazione razziale, istituito nel 1948 e terminato solo negli anni Novanta, ha lasciato enormi strascichi nel Paese, mettendo in forte difficolt\u00e0 la convivenza di gruppi etnici differenti, con la conseguente emarginazione di coloro che, da questo peso storico, sono rimasti schiacciati. Il regime non prevedeva soltanto forme di discriminazione razziste nell\u2019ambito lavorativo, nel campo dell\u2019istruzione e nella vita dei cittadini ma anche <strong>forme di oppressione psicologica<\/strong>, <strong>ghettizzazione<\/strong> e <strong>svalutazione sociale della popolazione nera e meticcia<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9435\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/gioco-libero-2.jpg\" alt=\"\" width=\"776\" height=\"582\" \/><\/p>\n<p>Durante il regime dell\u2019Apartheid, le scuole erano separate per gruppi etnici ed era illegale per chiunque andare in una scuola di un gruppo sociale differente da quello che gli era stato assegnato. C\u2019erano, inoltre, evidenti <strong>differenze tra i sistemi scolastici<\/strong>, concernenti la qualifica degli insegnanti, il rapporto insegnante-alunno, la qualit\u00e0 degli edifici, dei libri e delle attrezzature.<\/p>\n<p>Tutto questo ha segnato profondamente intere generazioni e ancora oggi gli effetti di questo regime sono drammaticamente presenti e ingombranti nella vita di tutti i giorni, ancor di pi\u00f9 se si considerano le zone pi\u00f9 povere del Paese.<\/p>\n<p><strong>Bonita Park \u00e8 un quartiere di Hartswater<\/strong>, cittadina agricola che conta circa 10.000 abitanti. In questa localit\u00e0, come nel resto del Paese, persistono gli effetti negativi ereditati dal regime dell\u2019Apartheid soprattutto in ambito educativo: le competenze scolastiche dei giovani appartenenti ai gruppi neri e meticci di Bonita Park sono assai inferiori a quelle degli altri gruppi etnici, perpetuando cos\u00ec il divario culturale e il conseguente rischio di emarginazione sociale.<\/p>\n<p><strong>Il progetto \u201cThe Bridge\u201d<\/strong> nasce proprio per creare un ponte, una mediazione tra i diversi gruppi etnici che popolano il quartiere, colmando le distanze e le differenze culturali, non solo in senso accademico, con la creazione, insieme ad un programma di dopo scuola, di un piccolo spazio in comune: un luogo d\u2019incontro tra culture diverse, per bambini e ragazzi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9421\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/interno8.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0, iniziate a <strong>febbraio del 2018<\/strong>, prevedono classi di <strong>rafforzamento delle materie carenti<\/strong>, come la matematica e la lingua inglese, attivit\u00e0 di <strong>doposcuola<\/strong>, laboratori di <strong>formazione umana<\/strong> ed <strong>educazione alla pace<\/strong>, formazione all\u2019<strong>igiene personale<\/strong> e alla <strong>nutrizione<\/strong>.<\/p>\n<p>Ad un anno dall\u2019inizio delle attivit\u00e0, i frutti iniziano a vedersi e la comunit\u00e0 dimostra una grande voglia di crescere e di lavorare insieme.<\/p>\n<p>Non \u0117 mancata la collaborazione di tanti per realizzare un ambiente dove bambini e ragazzi potessero trovare la casa che, spesso, non hanno altrove.\u00a0\u00a0C\u2019\u00e8 chi come <strong>Carlo<\/strong>, <strong>ha offerto il suo vecchio camioncino<\/strong> per andare a prendere il legname con cui sono stati fabbricati i banchi colorati dove studiano i ragazzi. C\u2019\u00e8 <strong>il preside<\/strong> della scuola elementare pi\u00f9 vicina che, vedendo il progresso accademico di alcuni allievi, <strong>ha offerto scaffali, quaderni e libri<\/strong>.\u00a0 <strong>Un consigliere comunale <\/strong>del quartiere ha voluto inscrivere al programma i suoi ragazzi e, ogni tanto, afferma: \u201c<strong>\u00c8 la prima volta che da noi succede qualcosa di questo genere\u201d<\/strong>. Una ditta locale ha donato la pittura con la quale i giovani del quartiere hanno imbiancato le pareti delle classi. Anche <strong>la Chiesa Riformata Olandese<\/strong>, di cui fanno parte quasi esclusivamente i bianchi, ha voluto donare al progetto <strong>cinquanta sedie<\/strong>. Ognuno ha fatto la sua parte per veder crescere questo progetto all\u2019interno della comunit\u00e0. Ognuno ha messo un piccolo mattoncino per costruire e rendere ogni giorno pi\u00f9 saldo questo ponte tra culture ed etnie, che ha permesso, dopo soltanto un anno, di iniziare a vedere i frutti di questo immenso lavoro. Un ponte che attraversa le barriere delle disuguaglianze razziali e che fa esclamare agli operatori e ai volontari che lavorano al progetto: \u201c<strong>Vediamo porte aprirsi, rapporti nuovi crearsi e consolidarsi<\/strong> ma, soprattutto, vediamo questi bambini e ragazzi di The Bridge trovare, poco a poco, qualcosa di diverso che li rende meno arrabbiati pi\u00f9 sorridenti, pi\u00f9 sicuri.\u201d<\/p>\n<h5>Fonte: Spazio famiglia, marzo 2019, pp. 10-13<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-70230 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/south-africa-a-bridge-between-cultures\/attachment\/interno5-1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/interno5-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail 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