{"id":70264,"date":"2019-06-28T11:58:35","date_gmt":"2019-06-28T09:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/cile-deserto-verde-contro-i-veleni\/"},"modified":"2019-06-28T11:58:35","modified_gmt":"2019-06-28T09:58:35","slug":"cile-deserto-verde-contro-i-veleni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/cile-deserto-verde-contro-i-veleni\/","title":{"rendered":"Cile: deserto verde contro i veleni"},"content":{"rendered":"<h5>Di Alberto Barlocci.<\/h5>\n<p><em>In pieno Atacama, la regione pi\u00f9 arida del mondo, un ricercatore ha ottenuto un doppio effetto positivo: la creazione di un\u2019area verde che assorbe le emissioni di un\u2019industria mineraria e l\u2019elaborazione di un metodo per frenare l\u2019espansione del deserto.<\/em><\/p>\n<p><strong>I tempi stringono e\u00a0gli effetti dei cambiamenti climatici stanno accelerando<\/strong>, il che significa che i provvedimenti da prendere saranno sempre pi\u00f9 drastici. La recente riunione del C40, il gruppo che riunisce le principali citt\u00e0 del pianeta, nelle quali vivono pi\u00f9 di 700 milioni di persone, segnala che per evitare effetti climatici catastrofici per il 2030 bisogner\u00e0 ridurre del 50% le emissioni di gas da effetto serra e per il 2050 la riduzione dovr\u00e0 arrivare all\u201980%. <strong>Urgono<\/strong>, dunque, <strong>proposte innovative a breve, medio e lungo termine<\/strong>.<\/p>\n<p>Una proposta interessante giunge dal <strong>Cile<\/strong>, che non fa certo parte dei Paesi maggiormente contaminanti. Anzi, \u00e8 nella produzione di energia pulita, soprattutto nel campo dell\u2019eolico e del solare. L\u2019idea \u00e8 semplice: per ridurre la produzione di gas da effetto serra, si potrebbe stabilire il criterio che le emissioni di carbonio che ogni attivit\u00e0 industriale produce siano compensate con la\u00a0<strong>creazione di aree verdi<\/strong> che ne assorbano una misura equivalente.<\/p>\n<p>In secondo luogo, le regioni desertiche, che nel mondo si stanno espandendo, andrebbero frenate con piantagioni di vario genere, a seconda delle caratteristiche. Un po\u2019 come si sta facendo col \u201c<strong>muro verde<\/strong>\u201d che, qua e l\u00e0, si sta piantando al<strong> sud del Sahara<\/strong>, per evitare che avanzi.<\/p>\n<p><strong>Manuel Paneque, della facolt\u00e0 di Scienze agrarie dell\u2019Universit\u00e0 del Cile<\/strong>, sta portando a termine un modello dai buoni risultati nella regione mineraria di Antofagasta, nell\u2019estremo nord del Paese. \u00c8 questa la regione del\u00a0deserto dell\u2019Atacama \u2013 il pi\u00f9 arido del mondo\u00a0\u2013 che continua ad avanzare verso sud, desertificando zone che prima erano verdi. Frenarlo \u00e8 una necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Paneque \u00e8 riuscito a trasformare quattro ettari in <strong>deserto verde<\/strong>, capaci di assorbire nove tonnellate di Co2 piantando alcune specie autoctone di vegetali, tra cui leguminose, peperoni e, soprattutto, la <strong>atriplex<\/strong> dotata di un grande potere calorico, e pertanto utile anche per ottenere biomassa. La\u00a0atriplex\u00a0fa parte della famiglia delle amarantacee ed \u00e8 conosciuta anche in Messico per la sua capacit\u00e0 di sopportare terreni altamente salini. Alcune specie sono commestibili con un alto valore proteico, intorno al 20-30%. Nel progetto,\u00a0le piante che meglio sopravvivono all\u2019esigente clima del deserto vengono poi portate in laboratorio per ottenerne cloni\u00a0e verificare il grado di tolleranza al sale e ai metalli pesanti che si trovano nel terreno della regione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Alberto Barlocci. In pieno Atacama, la regione pi\u00f9 arida del mondo, un ricercatore ha ottenuto un doppio effetto positivo: la creazione di un\u2019area verde che assorbe le emissioni di un\u2019industria mineraria e l\u2019elaborazione di un metodo per frenare l\u2019espansione del deserto. 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