{"id":70364,"date":"2019-12-20T08:00:14","date_gmt":"2019-12-20T07:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/le-loro-necessita-erano-sempre-davanti-ai-nostri-occhi\/"},"modified":"2025-11-26T15:27:25","modified_gmt":"2025-11-26T14:27:25","slug":"le-loro-necessita-erano-sempre-davanti-ai-nostri-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/le-loro-necessita-erano-sempre-davanti-ai-nostri-occhi\/","title":{"rendered":"&#8220;Le loro necessit\u00e0 erano sempre davanti ai nostri occhi&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<h5>Di Chiara Catipon.<\/h5>\n<p><em>Un giovane cresciuto con la doppia nazionalit\u00e0 in un paese di confine decide di passare all\u2019azione.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Faccio avanti e indietro tra il Messico e gli Stati Uniti da quando ero piccolo&#8221;, spiega <strong>No\u00e9 Herrera<\/strong>, originario di <strong>Mexicali<\/strong>. Avendo la famiglia e la scuola negli Stati Uniti, insieme ad altri attraversava ogni giorno il confine con la California.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci dice, \u00e8 cresciuto vedendo questi due paesi come vicini. Lui e i suoi amici di Mexicali erano in buoni rapporti con gli studenti degli Stati Uniti. Ciascuno imparava la lingua dell&#8217;altro, e facevano tutto seguendo quel senso di doppia nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, una volta iniziati gli studi universitari, si rese conto di trovarsi in una posizione privilegiata, a cui pochi dei suoi connazionali avevano accesso. Oggi, questo ventiduenne sta coinvolgendo i suoi amici della California del Sud in una serie di attivit\u00e0 di sensibilizzazione sulla difficile situazione degli immigrati che vivono nella sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 era una scena cos\u00ec quotidiana, No\u00e9 avrebbe potuto fare l\u2019abitudine al crescente numero di coloro che elemosinano anche la pi\u00f9 piccola moneta nelle strade vicino al valico di frontiera. Era impossibile ignorarli, perch\u00e9 &#8211; a piedi o in macchina \u2013 passava accanto a loro ogni mattina.<\/p>\n<p>&#8220;C&#8217;erano sempre, sempre degli immigrati dal Messico meridionale o dall&#8217;America centrale&#8221;, afferma con enfasi, &#8220;e le loro necessit\u00e0 erano sempre davanti ai nostri occhi&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11798 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/99724da0-63fd-483d-b4b6-0cccc39a0a3b.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"583\" \/><\/p>\n<h4>Da dove cominciare?<\/h4>\n<p>Vedendo tutta quella sofferenza, si chiedeva cosa potesse fare. La sua prima idea fu quella di &#8220;<strong>farsi sentire<\/strong>&#8220;. Voleva che le persone fossero consapevoli che quella condizione \u00e8 tutt&#8217;altro che normale. L&#8217;indifferenza di fronte a quella situazione era in forte contrasto con l\u2019essenza della salda convinzione di No\u00e9 nel voler rispondere all&#8217;appello di Dio affinch\u00e9 gli uomini si trattassero a vicenda come fratelli e sorelle. Egli riconosce che, essendo cresciuto dentro il carisma dell&#8217;unit\u00e0 (N.d.R. Movimento dei Focolari), si sente chiamato a fare qualcosa per smantellare questo presunto &#8220;scontro tra le culture&#8221; che per lui non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, radun\u00f2 i suoi amici per organizzare una \u201c<strong><a href=\"http:\/\/www.run4unity.net\/2018\/\">Run4Unity<\/a><\/strong>\u201d, una &#8220;gara di corsa per l&#8217;unit\u00e0&#8221; che si tiene ogni anno a maggio in citt\u00e0 strategiche di tutto il mondo, con l&#8217;obiettivo di promuovere la Regola d&#8217;oro: &#8220;Fai agli altri ci\u00f2 che vorresti che gli altri facessero a te&#8221;. Nell&#8217;ultima che hanno organizzato, si potevano vedere i giovani correre lungo entrambi i lati del muro, dichiarando visivamente il loro desiderio che entrambe le parti acquistassero coscienza della loro comune umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, No\u00e8 sentiva che lui e i suoi amici potevano fare di pi\u00f9. Cominciarono a preparare panini e a recarsi nei parchi vicini, dove vivevano molti immigrati. Alcuni di loro erano l\u00ec da anni. Erano stati deportati dagli Stati Uniti e semplicemente non avevano i soldi per tornare a casa loro. Cos\u00ec, erano abbandonati l\u00ec. Il gruppo dei giovani di No\u00e9 offriva loro cibo, bevande, scarpe, vestiti, tutto quello che riuscivano a raccogliere e dedicavano del tempo a parlare con loro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11795 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/5abf63b7-9505-4d12-9c56-82e46316a1a1.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"583\" \/><\/p>\n<h4>Scoprendo la loro realt\u00e0<\/h4>\n<p>In questo modo, hanno potuto conoscere le varie realt\u00e0 degli immigrati: le situazioni da cui fuggivano, le famiglie che si erano lasciate alle spalle, la ricerca di un modo per spedire soldi a casa in citt\u00e0 dove semplicemente non c&#8217;era lavoro.<\/p>\n<p>&#8220;Alcune citt\u00e0 sono diventate cos\u00ec violente che la gente vuole soltanto andare in un posto sicuro&#8221;, ammette No\u00e9 con tristezza. Poi, quando arrivano alla frontiera, si rendono conto delle vuote promesse a cui avevano creduto. A quel punto, alcuni avevano gi\u00e0 pagato con i risparmi di una vita il trasporto al di l\u00e0 del confine, solo per essere espulsi il giorno seguente.<\/p>\n<p>Una situazione specifica continua, tuttora irrisolta. L&#8217;anno scorso, circa 5.000 persone provenienti dall&#8217;Honduras sono passate davanti alla casa di No\u00e9 quando il governo del loro paese \u00e8 diventato una dittatura. Stanchi della violenza e per protestare contro la situazione politica, hanno lasciato il loro paese. Poich\u00e9 alla frontiera era stata rifiutata la loro richiesta di asilo, sono rimasti a Mexicali. No\u00e9 ha visto che alcuni di quei giovani \u2013 non avendo molta scelta \u2013 si sono uniti ai signori della droga e alcune donne sono entrate nel giro della prostituzione.<\/p>\n<p>Il passo successivo di No\u00e9 \u00e8 stato aderire al movimento &#8220;<strong>Walk for Freedom<\/strong>&#8221; (Cammina per la libert\u00e0), nato per iniziativa di una giovane che lotta per porre fine alla tratta di esseri umani. Le donne che ne sono vittime sono chiamate le &#8220;schiave del XXI secolo&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il quarto fine settimana che No\u00e9 va a visitare alcuni di questi giovani uomini e donne. Distribuiti in gruppi di otto persone, lui e altri amici si avvicinano a queste persone e chiedono se hanno intenzioni particolari da sottoporci. Le donne spesso chiedono preghiere per la madre, la figlia, ecc.<\/p>\n<p>&#8220;Allora diciamo una preghiamo davanti a loro e consegniamo loro un piccolo dono&#8221;, spiega No\u00e9. &#8220;Attraverso questo\u00a0 gesto, speriamo che sentano la nostra vicinanza e trovino un altro stile di vita&#8221;.<\/p>\n<p>Ogni volta che vanno a fare questo servizio, <strong>la paura e le intimidazioni<\/strong> si fanno sentire. L&#8217;atmosfera \u00e8 carica di tensione e ci sono rigidi protocolli di sicurezza da seguire. I ragazzi devono stare almeno a un metro e mezzo di distanza dalle donne, perch\u00e9 i loro protettori potrebbero fraintendere le loro intenzioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-11792\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/98e7eb71-33a5-4788-be91-2a92d565e377.jpg\" alt=\"\" width=\"1040\" height=\"780\" \/><\/p>\n<h4>No all&#8217;indifferenza<\/h4>\n<p>No\u00e9 riassume tutto questo come &#8220;un&#8217;esperienza molto, molto forte. \u00c8 il volto di Ges\u00f9 sulla croce nella mia citt\u00e0. La mia amica dice che <strong>\u00e8 come entrare ogni volta nella bocca del leone<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Quando gli chiedo come la gestisce, risponde: &#8220;Sinceramente, a volte mi sento impotente. Quando mi &#8216;sento gi\u00f9&#8217;, mi chiedo se sia davvero possibile fare qualcosa. Riusciremo mai a sradicare questo problema dell&#8217;immigrazione?\u201d<\/p>\n<p>&#8220;Poi per\u00f2 penso: s\u00ec, \u00e8 possibile. Recentemente ho frequentato dei corsi e ho incontrato persone meravigliose. Ho imparato ad <strong>affrontare il problema facendo un passo alla volta:<\/strong> primo, individuare e acquisire consapevolezza del problema; secondo, istruire le persone sulle possibili soluzioni; terzo, agire e mettere in esecuzione il piano. Si tratta di un approccio generale e globale per combattere un grande problema come l&#8217;immigrazione&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il 18 ottobre scorso, <strong>60-70 giovani tra i 12 e i 26 anni hanno organizzato un corteo<\/strong>. Erano per lo pi\u00f9 messicani ma una decina veniva da Los Angeles e Tijuana. Una giornalista di una televisione locale ha intervistato No\u00e9, gli ha chiesto la sua opinione sulla risposta del governo a questo problema della schiavit\u00f9, della tratta di esseri umani a Mexicali.<\/p>\n<p>&#8220;Ho detto che vedo indifferenza da parte delle nostre autorit\u00e0 locali. Non \u00e8 ritenuta neanche una priorit\u00e0; \u00e8 considerata una normalit\u00e0, al pari dei molti casi che abbiamo l\u00e0 in Messico&#8221;.<\/p>\n<p>Lo scopo del corteo era di sensibilizzare su questo problema e di mostrare che in tutto il mondo c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di fermare questa situazione attraverso cambiamenti nella legge o creando pi\u00f9 campi profughi, cercando tutte le soluzioni possibili.<\/p>\n<p>Hanno marciato in silenzio per rappresentare il fatto che <strong>queste vittime della tratta di esseri umani non hanno voce<\/strong>. Tutti i giovani indossavano una maglietta nera con la scritta: &#8220;Abolire la schiavit\u00f9 ad ogni passo&#8221;. Portavano cartelli e bandiere con diverse statistiche; per esempio: &#8220;Solo l&#8217;1% delle vittime della schiavit\u00f9 sopravvive&#8221;, o &#8220;La schiavit\u00f9 ogni anno genera un profitto di 150 miliardi di dollari&#8221;. Mentre distribuivano volantini e opuscoli per le strade pi\u00f9 trafficate della citt\u00e0, chi passava di l\u00ec suonava il clacson per mostrare il proprio sostegno e filmava i manifestanti.<\/p>\n<p>Un piccolo gruppo che produce un minuscolo segno nel quadro mondiale? Forse, \u00e8 cos\u00ec. Eppure, se riescono a salvare anche una sola vita dalla tratta, non vale forse la pena adoperarsi al massimo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Chiara Catipon. Un giovane cresciuto con la doppia nazionalit\u00e0 in un paese di confine decide di passare all\u2019azione. &#8220;Faccio avanti e indietro tra il Messico e gli Stati Uniti da quando ero piccolo&#8221;, spiega No\u00e9 Herrera, originario di Mexicali. 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