{"id":70397,"date":"2020-01-28T14:42:50","date_gmt":"2020-01-28T13:42:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/accogliere-proteggere-integrare\/"},"modified":"2025-11-26T15:27:40","modified_gmt":"2025-11-26T14:27:40","slug":"accogliere-proteggere-integrare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/accogliere-proteggere-integrare\/","title":{"rendered":"Accogliere, proteggere, integrare"},"content":{"rendered":"<p><em>Storie, popoli e migrazioni in America Latina. Dal Per\u00f9 raccontano\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Intervista a Silvano Roggero a cura di Paolo Balduzzi<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una vera e propria fuga: quella del popolo venezuelano rappresenta la seconda pi\u00f9 ampia migrazione di massa al mondo. Con l\u2019inizio della crisi economica del 2014, infatti, circa 4 milioni di persone hanno lasciato il Paese sudamericano. Molti di loro si sono trasferiti in altri Paesi come la Colombia, il Per\u00f9, il Cile, l\u2019Ecuador, il Brasile, l\u2019Argentina e la Bolivia, fuggendo da una crisi politica ed economica che impedisce l\u2019accesso ai mezzi fondamentali di sopravvivenza.<\/p>\n<p>\u00abDirei che la situazione \u00e8 drammatica!\u00bb- racconta Silvano Roggero, nato in Venezuela da immigrati italiani- \u00abIn Per\u00f9 sono arrivati e si sono fermati pi\u00f9 di 800mila venezuelani. Il ritmo \u00e8 diminuito rispetto ad alcuni mesi fa, quando il picco \u00e8 stato anche di 5mila passaggi dall\u2019Ecuador al Per\u00f9 in un solo giorno!\u00bb<\/p>\n<p>Silvano da tanti anni ha fatto della fraternit\u00e0 una ragione di vita e insieme a una famiglia di venezuelani arrivati in Per\u00f9 e ad altre persone delle comunit\u00e0 del Movimento dei Focolari a Lima e Arequipa, ha iniziato un progetto di accompagnamento ai venezuelani che cercano di rifarsi una nuova vita in Per\u00f9. Insieme ai suoi collaboratori fanno parte attivamente del CIREMI (Comitato interreligioso per i rifugiati e i migranti) e collaborano con UNHCR e altre ONG, e alcune famiglie religiose come Scalabriniani, Gesuiti e Salesiani che gestiscono in Per\u00f9 case-rifugio per i venezuelani.<\/p>\n<p><strong>Silvano, dal tuo quartier generale a Lima, cosa puoi dirci di questo fenomeno?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOrmai non si parla di migrazioni, ma di persone che fuggono da una situazione molto complessa, e quando scappi da un posto l\u2019unica cosa che fai \u00e8 prendere le poche cose che hai e lanciarti in una nuova avventura. Pertanto, qui in Per\u00f9, arrivano tanti venezuelani con pochi vestiti, pi\u00f9 che altro estivi, con qualcosa da mangiare e i soldi contati per il viaggio via terra, che dura una settimana. Per cui, se succede qualche inconveniente, il viaggio si interrompe!\u00bb<\/p>\n<p><strong>In Per\u00f9, proprio a Lima, la comunit\u00e0 si \u00e8 attivata per un\u2019esperienza positiva nell\u2019accoglienza dei migranti. Puoi dirci qualcosa di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nostro impegno \u00e8 cominciato il 10 dicembre del 2017, quando \u00e8 arrivata la prima famiglia venezuelana di nostra conoscenza, cui abbiamo consegnato alcune decine di euro per le primissime necessit\u00e0. Da quel momento, ci sono state segnalate continuamente persone in arrivo dal Venezuela che ci hanno chiesto soprattutto una cosa: far sentire loro il calore della famiglia. Il nostro principale impegno negli anni \u00e8 stato proprio questo: accogliere, accompagnare, stare vicino, aiutare nei bisogni pi\u00f9 urgenti: alimenti, medicine, indumenti, documenti, trasporti, compresi piccoli aiuti economici, frutto della comunione dei beni di alcune comunit\u00e0 e\/o donazioni di amici, parenti. In due anni, abbiamo sfiorato i 20.000 euro arrivati e distribuiti!!!<\/p>\n<p><strong>Con quante persone siete entrati in contatto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tratta di oltre 200 venezuelani concentrati soprattutto in due citt\u00e0: Lima ed Arequipa. Tra loro, due donne, una psicologa e un medico, si sono messe a disposizione per dare un aiuto anche professionale nell\u2019accoglienza; si sono fatti workshop e conferenze su depressione, lontananza, comunicazione con i familiari, nostalgia, come combattere il freddo, che in certe zone qui \u00e8 molto intenso\u2026 Fondamentale, \u00e8 stata la comunione dei beni delle comunit\u00e0 dei focolari di Lima e Arequipa per quel che riguarda la voce indumenti: \u00e8 stato commovente vedere come durante questi due anni sia arrivata e poi partita subito roba da vestire! Non poteva mancare un gruppo whatsapp, dove ci comunichiamo notizie di famiglia, ma soprattutto quelle riguardanti i documenti per regolarizzare la situazione legale del soggiorno, oppure per segnalare offerte di lavoro di cui veniamo a conoscenza, ma anche le necessit\u00e0 di medicine e alloggio.<\/p>\n<p><strong>Stiamo parlando di una prima accoglienza. Sul fronte dell\u2019integrazione cosa potresti dirci?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 facile. Ci sono stati e ci sono episodi di xenofobia reali, ampliati dai media di proposito. C\u2019\u00e8 da tener conto che il numero di venezuelani giunti in Per\u00f9 \u00e8 elevato. L\u2019integrazione \u00e8 difficile anche perch\u00e9, in fondo, vivono con l\u2019idea e il sogno di tornare al pi\u00f9 presto in Venezuela, per cui i migranti si considerano di passaggio, e ci\u00f2 non aiuta. Noi cerchiamo di favorire l\u2019integrazione anche nelle attivit\u00e0 di<span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0aggregazione; a volte bastano piccole cose che si rivelano fondamentali: preparare sempre cibi tipici venezuelani, accanto a quelli peruviani, la tavola infatti \u00e8 sempre un\u2019ottima occasione di integrazione; in una delle ultime volte i venezuelani hanno cantato canzoni peruviane e i peruviani canzoni venezuelane; se c\u2019\u00e8 una festa per i bambini, come l\u2019ultima dedicata al Natale, i regali sono per tutti, indistintamente\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12297\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image-300x225.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<p><strong>A livello di rapporti\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019impegno che abbiamo \u00e8 anche quello di rendere coscienti i nostri colleghi, gli amici che stanno intorno alla comunit\u00e0, che \u00e8 bene accettare e accogliere questi fratelli pi\u00f9 bisognosi. In genere le persone capiscono, soprattutto quando possono avere un contatto diretto con qualche venezuelano, per cui iniziano a collaborare, ad aiutarsi, a essere generosi, consigliarsi. \u00c8 sempre la relazione ad abbattere il muro della paura, del pregiudizio e dell\u2019indifferenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono invece le difficolt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna realt\u00e0 difficile da accettare \u00e8 lo sfruttamento nel mondo del lavoro. Per il fatto che si sa che il venezuelano ha estremo bisogno di soldi per sussistere, in genere \u00e8 sottopagato o addirittura non pagato! Le situazioni abitative sono difficili: vivono stipati in una stanza o in piccoli appartamenti, con parenti\/amici, ma anche con persone sconosciute. Siamo venuti a sapere anche di 14 persone conviventi in un solo ambiente! E magari qualcuno sul nudo pavimento senza un materassino sotto. A causa del numero di abitanti (circa 10 milioni!) e per il caotico traffico di Lima a volte per andare al lavoro hanno anche due o pi\u00f9 ore di viaggio in andata e altrettante di ritorno. Insomma, non \u00e8 una vita facile, hanno bisogno di casa e lavoro, cose che noi ancora non riusciamo a dare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 il primo obiettivo che si pongono?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVivono e lavorano per la loro sussistenza e soprattutto per racimolare un po\u2019 di soldi da inviare ai familiari rimasti in Venezuela (in genere i nonni e i bambini, a volte le mogli). \u00c8 commovente vedere che appena mettono insieme 10-20 euro corrono a fare un versamento!\u00a0La cosa interessante che notiamo \u00e8 il mutuo aiuto fra venezuelani che dimostra come l\u2019essere per l\u2019altro sia qualcosa di presente nel DNA di questo popolo, che per sua natura \u00e8 davvero generoso, aperto, inclusivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlavi dell\u2019importanza della relazione: puoi farci qualche esempio concreto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVivere la fraternit\u00e0 significa questo: dare un posto prioritario al costruire rapporti, relazioni,\u00a0 rafforzare comunit\u00e0 grazie alle quali poi si sprigionano creativit\u00e0, idee, soluzioni. Non vogliamo fare assistenzialismo, non si tratta pi\u00f9 di un \u201cnoi\u201d e un \u201cloro\u201d, ma di un \u201cnoi inclusivo\u201d, dove anche chi arriva qui da un altro Paese o da una situazione difficile ha un compito, un talento da giocarsi per gli altri. \u00a0La nostra medico e la psicologa ne sono un esempio. E poi, penso a A.G., un venezuelano che conosciamo da circa un anno e mezzo e che per la sua situazione di salute abbiamo aiutato economicamente in modo importante. A un certo punto, abbiamo capito che sarebbe stato un bene per lui tornare in patria, accanto ai suoi cari; il valore della famiglia lo avrebbe aiutato nel sostegno alle cure in modo decisivo. Ci siamo fidati a finanziare un viaggio costoso, ma l\u2019abbiamo fatto confrontandoci, appunto, con i venezuelani che sono qui, coinvolgendoli in questa decisione, mettendo sul piatto\u00a0 tutti gli elementi. E alla fine, questo ha attirato anche una certa \u201cProvvidenza\u201d, che ci ha permesso di\u00a0sostenere le spese e oltre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-12311\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/image-4-225x300.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"667\" \/><\/p>\n<p>Penso, ancora, ad <a href=\"https:\/\/www.costruendorapporti.org\/it_IT\/una-soluzione-inattesa\/\"><strong>Axel<\/strong><\/a>, un giovane tenente, educato militarmente, che non aveva nemmeno i documenti: se l\u2019avesse fermato la polizia sarebbero stati guai. Per lui era impensabile intraprendere il percorso per richiedere la cittadinanza, perch\u00e9 sarebbe stato come tradire la sua patria. Creare fraternit\u00e0 ha voluto dire entrare in quel suo sentire, in quel suo pensiero, senza forzare i tempi. \u00c8 stata un\u2019esperienza di accoglienza e di ascolto che non lo ha fatto sentire solo di fronte a questo dilemma, prendendo poi la decisione di portare avanti la pratica. Ecco l\u2019importanza delle relazioni positive: nasce qualcosa di nuovo che porta a soluzioni insperate\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie, popoli e migrazioni in America Latina. Dal Per\u00f9 raccontano\u2026 Intervista a Silvano Roggero a cura di Paolo Balduzzi \u00c8 una vera e propria fuga: quella del popolo venezuelano rappresenta la seconda pi\u00f9 ampia migrazione di massa al mondo. 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