{"id":70623,"date":"2020-03-17T14:22:01","date_gmt":"2020-03-17T13:22:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/sport-e-felicita\/"},"modified":"2020-03-17T14:22:01","modified_gmt":"2020-03-17T13:22:01","slug":"sport-e-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/sport-e-felicita\/","title":{"rendered":"Sport e felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h5>Di Paolo Crepaz<\/h5>\n<p><em>Ogni attivit\u00e0 motoria pi\u00f9 o meno agonistica \u00e8 metafora della vita, una scoperta di s\u00e9 stessi, dei propri limiti e talenti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ad osservarne le miserie e le contraddizioni dello sport di alta prestazione (<strong>la vittoria ad ogni costo, la cultura del no limits, il doping, la truffa, l\u2019agonismo esasperato e precoce, il fanatismo, la violenza<\/strong>\u00a0e via dicendo), viene da ricredersi sul suo valore educativo e sociale. Ed \u00e8 divenuto, secondo alcuni, oppio dei popoli, pane e circo, circo senza pane.<\/p>\n<p>Il filosofo\u00a0<strong>Robert Redeker<\/strong>\u00a0afferma: \u00abLo sport \u00e8 del tutto estraneo ai valori che ostenta, ne \u00e8 la negazione pi\u00f9 assoluta. Illusione di civilt\u00e0, lo sport \u00e8 illusione di umanit\u00e0\u00bb. Eppure \u00abci si pu\u00f2 drogare di cose buone\u2026 E una di queste \u00e8 certamente lo sport\u00bb, afferma\u00a0<strong>Alessandro Zanardi<\/strong>. Sfidare se stessi, gli altri, l\u2019ambiente; scoprire e migliorare le proprie qualit\u00e0; misurarsi con i propri limiti per superarli o per far pace con essi; ricercare una prestazione assoluta o un record personale; divertirsi, fino a farsene impossessare, in un vissuto libero, separato, incerto, improduttivo, regolato, fittizio; assaporare le dinamiche del team\u2026 Tutto questo e tanto altro ancora \u00e8 il senso del gioco e dello sport. E tutto questo ha un inatteso e sorprendente effetto collaterale: la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abVolete i ragazzi? \u2013 chiedeva\u00a0<strong>don Bosco<\/strong>\u00a0ai suoi educatori \u2013 Buttate in aria un pallone e prima che tocchi terra vedrete quanti si saranno avvicinati!\u00bb.\u00a0<strong>L\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 naturale e istintiva che esista<\/strong>, fatta di correre, saltare, lanciare, ovvero l\u2019attivit\u00e0 ludica, motoria e sportiva, non soltanto ci rende pi\u00f9 forti e pi\u00f9 sani: ci rende felici, accende in noi qualcosa di misterioso e gratifica la nostra natura pi\u00f9 profonda. E ci fa sentire liberi.\u00a0<strong>Liberi di esprimere quella follia che rende l\u2019uomo bambino per un attimo<\/strong>. E il bambino, per un attimo, simile al campione che campeggia nel poster appeso alla parete. E il percorso di chi vuole conoscere se stesso, il proprio talento e i propri limiti, di chi vuole confrontarsi con la natura e con gli altri ha un sapore particolare, sia per chi arriva fino ad essere pagato per divertirsi a fare sport, sia per chi muove i primi passi nella disciplina che ha iniziato ad amare.<\/p>\n<p><strong>L\u2019avventura inizia con il coltivare il desiderio<\/strong>. E poi \u00e8 fatica, sudore, ore e ore di allenamento, perfezionamento ossessivo del gesto tecnico, fallimenti, infortuni, imprevisti, cura maniacale degli stili di vita a partire dall\u2019alimentazione e dal sonno. \u00abDiceva bene Galeano, grande scrittore uruguaiano: \u00abL\u2019utopia \u00e8 l\u00e0, all\u2019orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per 10 passi e l\u2019orizzonte si sposta di 10 passi pi\u00f9 in l\u00e0. Per quanto io cammini, non la raggiunger\u00f2 mai. A cosa serve l\u2019utopia? Serve proprio a questo: a camminare\u00bb. Nel gioco, come nell\u2019attivit\u00e0 motoria e sportiva, inseguiamo un\u2019utopia\u00a0che ha proprio questo scopo: farci camminare, farci andare avanti, cogliere la bellezza e l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019inutile, il valore inestimabile dei beni immateriali e relazionali di cui abbiamo un\u2019insaziabile bisogno una volta che abbiamo soddisfatto le necessit\u00e0 materiali.<\/p>\n<p><strong style=\"font-size: 1rem;\">Per i greci la felicit\u00e0 era sempre conseguenza di una pratica virtuosa<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, della saggezza e dell\u2019amore per la verit\u00e0. Coincide con la capacit\u00e0 che gli uomini hanno di condurre a realizzazione e a pienezza la loro esistenza. Non una cosa che \u201ccapita\u201d, occasionale e fugace, ma il frutto di un\u2019arte, di abilit\u00e0 e perizia nel fronteggiare e aggirare le difficolt\u00e0. \u00abPer essere felici \u2013 scrive il filosofo\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\">Salvatore Natoli<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0\u2013 bisogna in qualche modo divenire\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\">virtuosi dell\u2019esistenza<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, ma al modo in cui si definisce virtuoso un grande pianista, un acrobata e in genere tutti coloro che, a seguito di un lungo esercizio, sanno rendere facile il difficile \u2013 o perlomeno riescono a farlo apparire tale \u2013, che sanno trasformare le difficolt\u00e0 in stimolo, che sanno\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\">tramutare la fatica in bellezza<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, in opera d\u2019arte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>Lo sport, lo sappiamo, \u00e8 definito scuola di vita, \u00e8 un gioco che educa alla vita: \u00abLa vita \u00e8 molto pi\u00f9 che un gioco e giocare \u00e8 un bel modo, divertente e appassionante, per imparare a viverla sul serio\u00bb, hanno scritto i rugbisti\u00a0<strong>Mirco e Mauro Bergamasco<\/strong>. Lo sport fatto bene, gestito bene, \u00e8 scuola di vita perch\u00e9 hai la possibilit\u00e0 di essere nel gioco quello che vuoi essere al di fuori del gioco. Non si tratta di dover scegliere tra umilt\u00e0 e coraggio, poich\u00e9 tali virt\u00f9 rappresentano le due facce di una stessa medaglia:\u00a0<strong>saper sfidare con coraggio le nostre debolezze<\/strong>, accettando con umilt\u00e0 le nostre fragilit\u00e0. Perch\u00e9, se \u00e8 vero che mettendoci alla prova possiamo scoprirci migliori di quanto immaginavamo, \u00e8 altrettanto vero che non saremo mai, esattamente, come vorremmo essere. \u00a0E questo far pace con noi stessi \u00e8 forse la sfida pi\u00f9 ardua, ma pi\u00f9 appassionante.<\/p>\n<p>Di fronte ad evidenti esasperazioni, si pu\u00f2 affermare che la dimensione agonistica, che lo sport di oggi sembra esaltare oltre misura, sia davvero positiva in termini educativi e sociali? Del concetto di competizione esistono due prospettive: una basata solo sulla logica della vittoria ad ogni costo, dove chi arriva secondo \u00e8 considerato come il primo dei perdenti; l\u2019altra che considera la competizione a partire dal concetto di condivisione e di confronto reciproco. Cum-petere \u00e8 quanto vorrebbe chi, avvicinandosi a un campo sportivo, chiede: \u00ab<strong>Posso giocare con voi?<\/strong>\u00bb. Il valore della competizione si sviluppa a partire dal processo, dal desiderio di condivisione. La competizione non \u00e8 n\u00e9 buona, n\u00e9 cattiva: conta l\u2019intenzionalit\u00e0 dell\u2019esperienza, ovvero il senso che si d\u00e0 alla competizione. Come gestirla cos\u00ec da farne un\u2019esperienza educativa?<\/p>\n<p><strong>Il presupposto della competizione \u00e8 la disponibilit\u00e0 reciproca a partecipare<\/strong>\u00a0(l\u2019assioma \u201cl\u2019importante \u00e8 partecipare\u201d di De Coubertin ha qui il suo senso pi\u00f9 vero): il valore del cum-petere sta nella disponibilit\u00e0 a condividere, a mettersi in gioco, nella disponibilit\u00e0 a vincere o perdere. Lo ha ricordato papa\u00a0<strong>Francesco<\/strong>\u00a0nel suo incontro con i ragazzi del calcio, rivolgendosi agli adulti e in particolare agli allenatori: \u00abQualcuno ha detto che camminava in punta di piedi sul campo per non calpestare i sogni sacri dei ragazzi. Vi chiedo di non trasformare i sogni dei vostri ragazzi in facili illusioni destinate a scontrarsi presto con i limiti della realt\u00e0; a non opprimere la loro vita con forme di ricatto che bloccano la loro libert\u00e0 e fantasia; a non insegnare scorciatoie che portano solo a perdersi nel labirinto della vita. Possiate invece essere sempre\u00a0<strong>complici del sorriso dei vostri atleti!<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Paolo Crepaz Ogni attivit\u00e0 motoria pi\u00f9 o meno agonistica \u00e8 metafora della vita, una scoperta di s\u00e9 stessi, dei propri limiti e talenti.\u00a0 Ad osservarne le miserie e le contraddizioni dello sport di alta prestazione (la vittoria ad ogni costo, la cultura del no limits, il doping, la truffa, l\u2019agonismo esasperato e precoce, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":66561,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-70623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sport e felicit\u00e0 - 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