{"id":70780,"date":"2020-04-14T18:50:26","date_gmt":"2020-04-14T16:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/palermo-andare-oltre-le-frontiere\/"},"modified":"2020-04-14T18:50:26","modified_gmt":"2020-04-14T16:50:26","slug":"palermo-andare-oltre-le-frontiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/palermo-andare-oltre-le-frontiere\/","title":{"rendered":"Palermo: &#8220;Andare oltre le frontiere&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Chiuso tutto. Porte e serrande abbassate per la pandemia&#8230; anche a casa delle famiglie Rom.<\/em><\/p>\n<p>Con la pandemia di Coronavirus si fanno i conti in diversi modi: con la morte in solitudine di tante persone, con lo strazio di famiglie costrette a casa, senza poter stare vicine ai loro cari. Queste sono le situazioni forse pi\u00f9 crudeli che il virus sta generando. Ce ne sono poi altre, forse pi\u00f9 subdole, che vengono in evidenza in un secondo momento, con la lotta quotidiana per affrontare le conseguenze economiche e sociali, particolarmente dure per chi vive gi\u00e0 in una condizione di marginalit\u00e0.<\/p>\n<p>Carla Mazzola, insegnante e psicopedagogista, \u00e8 la referente per gli alunni Rom dell\u2019Osservatorio sulla dispersione scolastica dell\u2019Ufficio Scolastico Regionale Sicilia. Abita a Palermo, una delle citt\u00e0 italiane che vede crescere il malcontento sociale ogni giorno, ma dove, allo stesso tempo, si evidenziano quelle buone pratiche inclusive, di attenzione, che permettono al tessuto sociale di non sfilacciarsi, soprattutto nelle periferie, dove quella marginalit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 forte. Carla segue soprattutto alcune famiglie Rom che, al tempo del Coronavirus, vivono una condizione drammatica.<\/p>\n<p><strong>Carla, ci spieghi dove operi tu oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un contesto di grande difficolt\u00e0, lo devo ammettere. Le famiglie di cui mi occupo sono arrivate soprattutto dal Kosovo, scappate dalla guerra poco pi\u00f9 di vent\u2019anni fa; in effetti non sono persone abituate al nomadismo, e una volta arrivate a Palermo non si sono pi\u00f9 mosse, sono stanziali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono persone integrate?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono persone che non possono rientrare nella loro terra, per tanti motivi. Il Comune di Palermo ha assegnato loro una parte del Parco della Favorita dove \u00e8 stato costruito il campo Rom, rimasto aperto dalla fine degli anni \u201890 fino al 2019. Come insegnanti sapevamo, fin da quel tempo, che la vera integrazione sarebbe partita dalla scuola: cos\u00ec ci siamo interessati presso le famiglie per incoraggiarle a mandare a scuola i ragazzi, in un momento in cui non c\u2019era integrazione con le famiglie di Palermo, anzi, c\u2019erano pregiudizi, divisioni, paure rispetto a questa realt\u00e0: grazie ad accordi di \u201crete\u201d fra le scuole, e a un\u2019attenzione continua verso le famiglie e i loro problemi, molti bambini e giovani hanno potuto studiare e raggiungere dei risultati. Chiaramente io non potevo pretendere di iscrivere un ragazzo a scuola ignorando il contesto in cui viveva: quello era un campo con la presenza di amianto e una grandissima precariet\u00e0: famiglie che vivevano in baracche, con allacci abusivi alla corrente elettrica: ricordo il cosiddetto \u201calbero di Natale\u201d: un palo della luce al quale tutti si attaccavano con mezzi di fortuna per prendere corrente. Questo per far capire che non c\u2019\u00e8, nemmeno oggi, un vero diritto allo studio senza diritto alla salute, alla vita, al ripristino di una quotidianit\u00e0 nel rispetto delle situazioni; era necessario \u00a0favorendo, al contempo, un\u2019integrazione scolastica anche con i bambini delle famiglie palermitane, attraverso percorsi di conoscenza molto forti, che hanno coinvolto negli anni i docenti volontari che seguivano il dopo scuola nel campo, svolgendo un lavoro eccezionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con la pandemia cosa \u00e8 cambiato per queste famiglie?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPremetto che l\u2019anno scorso il campo \u00e8 stato dismesso e le famiglie vivono ora in modo \u201cdiffuso\u201d in varie parti della citt\u00e0, senza pi\u00f9 essere ghettizzate. Questo anche per mettere le \u201cpersone\u201d davanti alle etnie. Ma i genitori continuano a vivere di espedienti, sono venditori ambulanti, molti irregolari, anche perch\u00e9 non riescono a ottenere certificati di residenza che permettano un lavoro diverso, con una dignit\u00e0 stabile. Con lo scoppio del Coronavirus, con l\u2019isolamento forzato e la mancanza di sussidi e documenti validi, queste persone sono diventate gli ultimi degli ultimi, invisibili al resto della societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come vivono questa situazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon una grande paura e angoscia: non possono procurarsi nulla da mangiare, perch\u00e9 non escono di casa non avendo documenti, n\u00e9 tanto meno conti correnti: vivono alla giornata, principalmente di espedienti, aprendo un fortissimo rischio che su questa situazione di debolezza metta le mani la criminalit\u00e0, che a volte diventa l\u2019unica soluzione per poter mangiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qui siete entrati in gioco voi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon riuscivo a dormire la notte pensando a tutto questo e a un certo punto \u00e8 venuta l\u2019idea: noi non possiamo uscire di casa, \u00e8 vero, ma ci sono associazioni come la Caritas che si possono occupare di questo: se noi avessimo fatto un bonifico Caritas con una causale mirata per le famiglie Rom, fornendo nomi e indirizzi, spiegando le situazioni pi\u00f9 difficili, loro gli aiuti li avrebbero potuti portare. Abbiamo messo in moto la macchina in accordo con \u201cLa Casa dei Diritti\u201d del Comune di Palermo, con la Caritas, e dal 19 Marzo gli aiuti sono partiti, grazie alla generosit\u00e0 di tanti cittadini che hanno donato per queste famiglie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le necessit\u00e0 sono diverse da famiglia a famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata realizzata una mappa che indica dove sono dislocate le famiglie, con il numero di componenti, le et\u00e0, e noi volontari da casa facciamo da \u201cnavigatori\u201d, con il telefono, ai volontari Caritas per spiegare loro le varie situazioni: hanno portato generi di prima necessit\u00e0 uguali per tutti e poi ognuno ha raccolto le necessit\u00e0 ulteriori di ogni famiglia particolare, per farla sentire accolta, amata in modo speciale. Mentre continuano le distribuzioni ci siamo mossi per far registrare queste famiglie al comune e ottenere i bonus che il governo ha promesso, sperando che tutto questo vada a regime\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A scuola per\u00f2 i ragazzi non ci vanno pi\u00f9\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 uno dei problemi pi\u00f9 grandi, perch\u00e9 l\u2019istruzione, la scuola, portano integrazione e nuove possibilit\u00e0, per tanti di loro \u00e8 l\u2019unica via di salvezza, di un futuro diverso riscattato dal male vissuto. Dobbiamo ricordarci, come ha detto un noto calciatore di origini Rom, che puoi levare un ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal cuore di un ragazzo. La legalit\u00e0, imparata fin da piccoli, sar\u00e0 l\u2019unica possibilit\u00e0 di avere un lavoro e una casa. Per questo ci siamo attivati, con l\u2019aiuto dell\u2019associazione \u201cIn Medias Res\u201d, per provvedere a dei tablet per questi ragazzi e cos\u00ec continuare a seguirli perch\u00e9 possano proseguire da casa il loro percorso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A questi aiuti concreti, quanto conta l\u2019aggiunta di un rapporto personale con le famiglie?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl rapporto \u00e8 tutto. Con i ragazzi e le famiglie ci scambiamo continuamente messaggi, per loro \u00e8 importante sentirsi pensati, sapere che c\u2019\u00e8 qualcuno che \u00e8 dalla loro parte. Certo, da quando il campo \u00e8 stato dismesso sono pi\u00f9 tranquilla pensandoli in una casa vera, ma \u00e8 nella relazione continua che poi arriva un cambiamento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 la fraternit\u00e0 per te?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFraternit\u00e0 per me \u00e8 andare oltre la frontiera, fare un passo pi\u00f9 in l\u00e0 per scoprire in ogni persona la mia stessa umanit\u00e0, tirare fuori i sogni dei sofferenti, dare una possibilit\u00e0 di volare a chi ne ha il desiderio. Per questo ci vuole perseveranza, costanza nel rapporto; la relazione non pu\u00f2 essere uno spot ma \u00e8 reciprocit\u00e0: le famiglie Rom sono in grado di dare tanto, a me lasciano una ricchezza enorme ogni volta, in termini di fede, di capacit\u00e0 di relativizzare i problemi, ma anche in termini di sorrisi e accoglienza. Per me \u00e8 questa la fraternit\u00e0, anche al tempo del Coronavirus\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiuso tutto. 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