{"id":70915,"date":"2020-05-19T15:32:06","date_gmt":"2020-05-19T13:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/felice-di-essere-madre\/"},"modified":"2020-05-19T15:32:06","modified_gmt":"2020-05-19T13:32:06","slug":"felice-di-essere-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/felice-di-essere-madre\/","title":{"rendered":"Felice di essere madre"},"content":{"rendered":"<h5>Di Giovanna Pieroni<\/h5>\n<p><em>Giovanna Pieroni, di AFN (Azione per Famiglie Nuove onlus) ci racconta la storia di Millycent, assistente sociale al progetto di sostegno che l\u2019associazione ha a Mathare (Nairobi). Da poco ha dato alla luce una bambina, sfidando i rischi dell\u2019epidemia da Coronavirus e le condizioni della baraccopoli.<\/em><\/p>\n<p>La maternit\u00e0 \u00e8 un\u2019esperienza unica e universale: ogni madre del mondo ama con lo stesso cuore. Lo stesso coraggio, speranza per crescere e alimentare il suo piccolo; le stesse braccia con cui lo sostiene. Gli occhi con cui gli sorride. Ma ci sono <strong>maternit\u00e0 pi\u00f9 speciali <\/strong>delle altre perch\u00e9 il contesto a cui si aprono richiede speciali risorse.<\/p>\n<p><strong>Millycent Ong\u2019Wenyha <\/strong>vive a Mathare, grande <strong>baraccopoli di Nairobi<\/strong>, con 500.000 persone. E\u2019 assistente sociale al \u00a0progetto Magnificat che, attraverso il programma di <a href=\"https:\/\/www.afnonlus.org\/sostieni-a-distanza\/\">sostengo a distanza di AFN<\/a>, garantisce ai bambini dello slum diverse possibilit\u00e0 di cui lei stessa da piccola ha beneficiato: la madre era alcolizzata e il padre \u00a0non aveva un lavoro stabile, ma attraverso il progetto\u00a0 \u00e8 riuscita a studiare. Raggiunto il diploma, Millycent, ha sentito che non poteva \u00a0lasciare Mathare, ma doveva restare l\u00ec e aiutare i bambini a crescere. Insieme ad altre collaboratrici, li accoglie tutte le mattine dai 3 ai 5 anni nella cappella di Sant\u2019Anna, che durante il giorno si trasforma in un asilo. Con giochi, canzoni, attivit\u00e0 e tanto amore li vede progredire e mettere le basi del loro futuro. E\u2019 certa dell\u2019efficacia di questo lavoro, avendolo sperimentato su se stessa e questa fiducia \u00e8 ci\u00f2 che gli d\u00e0 nuova forza ogni giorno per continuare \u00a0ad affrontare le sfide della baraccopoli, dove vive con la sua famiglia. Un mese fa \u00e8 nata la sua quarta figlia. Lorenza Nizana, venuta alla luce proprio \u00a0nel momento in cui il rischio dell\u2019<strong>epidemia da Coronavirus<\/strong>\u00a0 \u00e8 diventato \u00a0incombente.<\/p>\n<p>\u201cImprovvisamente Covid19 \u00e8 diventata la notizia di punta del Paese \u2013 ci racconta Millycent. \u00a0&#8211; Rigorose\u00a0 misure governative hanno imposto \u00a0l\u2019interruzione dell&#8217;attivita&#8217; didattica: tutti i bambini non hanno pi\u00f9 potuto venire \u00a0a scuola. Mi sono sentita totalmente \u00a0vulnerabile. Come loro. <strong>Bisognosi di tutto. <\/strong>\u00a0Nel giro di due settimane la situazione \u00e8 peggiorata. I genitori hanno\u00a0 perso il lavoro, essendo occupati per la maggior parte come aiutante domestico o come operaio edile occasionale. Ogni giorno mi arrivava una loro chiamata di aiuto finch\u00e9 mi sono ammalata. Pensando a tutti loro non potevo arrendermi,\u00a0 dovevo essere forte. Grazie agli aiuti ricevuti, abbiamo potuto distribuire a ogni famiglia <strong>una mascherina e del cibo<\/strong>. La situazione peggiorava ma\u00a0continuavo a incoraggiare i bambini ad essere positivi nei loro obiettivi e nelle aspettative. \u00c8 iniziato il coprifuoco. Un inferno. Il trasporto \u00e8 diventato difficile e costoso, il prezzo del cibo \u00e8 aumentato. Le strutture sanitarie sono diventate proibitive per il costo,\u00a0 la paura del contagio e della quarantena. Le madri temevano di perdere i loro figli. Ma la \u00a0situazione nonostante tutto ha avuto un impatto positivo sulla pratica dell&#8217;igiene, sulla crescita spirituale delle famiglie, \u00a0confidando nel dono dell&#8217;Universo\u201d.<\/p>\n<p>Secondo i dati ufficiali dell\u2019Oms, il Kenya \u00e8 Paese prioritario per l\u2019attuazione di misure di prevenzione al Covid19 dal momento che solo <strong>il 62% della popolazione ha accesso all\u2019acqua pulita e il 31% a servizi igienico-sanitari<\/strong>. Il numero dei posti letto \u00e8 molto limitato e il rapporto tra il personale sanitario e la popolazione \u00e8 di 1 ogni 100.000 abitanti. Le persone pi\u00f9 a rischio sono \u00a0proprio le famiglie\u00a0 delle baraccopoli che convivono numerose\u00a0 sotto lo stesso tetto, nell\u2019assenza di servizi igienici o condivisi con altre famiglie.<\/p>\n<p><strong>Il 12 di aprile<\/strong>, Millycent si reca \u00a0all\u2019ospedale \u00a0per un controllo perch\u00e9 ha difficolt\u00e0 respiratorie e viene trattenuta per accertamenti. Le viene fatta un\u2019ecografia per verificare le condizioni del feto. La situazione \u00e8 critica. Millycent viene subito ricoverata. Si avvia \u00a0il processo del parto\u00a0 ma, \u201cnon riuscivo a rispondere a nessuno sforzo \u00a0&#8211; dice Millycent &#8211; \u00a0alla fine mi \u00e8 rimasta una sola possibilit\u00e0: affrontare il parto cesareo. Mi sono sentita devastata perch\u00e9 nessuno della mia famiglia \u00a0lo aveva subito n\u00e9 io per far nascere gli altri miei figli. Ma \u00a0<strong>ho scelto di essere positiva<\/strong> e pensare piuttosto di salvare la vita della creatura. \u00a0E\u2019 stata un\u2019esperienza terribile ma ho ringraziato Dio per tutto. All\u2019una di notte <strong>sono stata \u00a0benedetta con il dono di una bambina<\/strong>. Nonostante i dolori, ho deciso di dimenticare pensieri negativi. Ho scelto di essere felice, gioiosa, emotivamente libera da ci\u00f2 che avevo vissuto. Dopotutto era luned\u00ec di Pasquetta, momento propizio per rallegrarsi col Signore Risorto. Ora mi sento <strong>felice di essere madre<\/strong>, forte in salute e soddisfatta\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un proverbio africano che dice: \u201cIl sole non dovrebbe mai sorgere due volte su una donna durante il travaglio\u201d, infatti \u00a0il parto \u00a0spesso dura a lungo e pu\u00f2 avere un esito fatale per la donna e per il bambino in molti Paesi in via di sviluppo. Eppure \u00a0ovunque nel mondo il coraggio di amare e donare vita \u00a0\u00e8 sempre il pi\u00f9 forte. Come dice Millycent, \u201cconfidando nel dono dell\u2019Universo\u201d&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Giovanna Pieroni Giovanna Pieroni, di AFN (Azione per Famiglie Nuove onlus) ci racconta la storia di Millycent, assistente sociale al progetto di sostegno che l\u2019associazione ha a Mathare (Nairobi). Da poco ha dato alla luce una bambina, sfidando i rischi dell\u2019epidemia da Coronavirus e le condizioni della baraccopoli. 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