{"id":71747,"date":"2020-12-05T15:15:41","date_gmt":"2020-12-05T14:15:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/the-economy-of-francesco-ne-la-fine-ne-linizio-ma-un-processo-che-continua\/"},"modified":"2025-11-26T15:44:19","modified_gmt":"2025-11-26T14:44:19","slug":"the-economy-of-francesco-ne-la-fine-ne-linizio-ma-un-processo-che-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/the-economy-of-francesco-ne-la-fine-ne-linizio-ma-un-processo-che-continua\/","title":{"rendered":"The economy of Francesco: n\u00e9 la fine n\u00e9 l\u2019inizio, ma un processo che continua"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Benvenuti ad Assisi, questa \u00e8 The economy of Francesco!&#8221;. Sono state queste le prime parole con cui la giovane ecuadoriana Catalina Hinojosa ha dato il via all&#8217;evento online, trasmesso da una delle cappelle della Basilica di San Francesco nella citt\u00e0 di Assisi. La sua voce giovane, vibrante ed energica, in mezzo all&#8217;architettura medievale era un contrasto armonioso che anticipava quello che sarebbe successo durante i tre giorni della manifestazione.<\/p>\n<p>Catalina non era sola; era accompagnata da Amine Sahnouni, un giovane musulmano algerino, e da Jena Espelita, filippina. Inoltre, due musicisti italiani del gruppo NYADO hanno dato calore musicale all&#8217;evento, animando alcuni momenti. Tutto il mondo era rappresentato in una piccola cappella e, allo stesso tempo, la piccola cappella raggiungeva il mondo intero. Non avevano ancora finito i saluti iniziali che i numeri dei contatti della trasmissione avevano cominciato a salire rapidamente. I collegamenti provenivano da ogni parte, da tutti e cinque i continenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23218\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PHOTO-2020-11-20-18-27-38-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"387\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec, il tanto atteso momento dell&#8217;evento era finalmente arrivato. Non come avevamo immaginato, perch\u00e9 non potevamo stare davvero tutti insieme ma, pur essendo online, ha superato ogni aspettativa.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 l\u2019evento finale<\/strong><\/p>\n<p>Molti giornali e portali di informazione hanno definito questo momento &#8220;l&#8217;evento conclusivo&#8221; dell&#8217;Economia di Francesco. Non lo era. Non lo \u00e8. Lo stesso Papa Francesco nel suo discorso di chiusura dell&#8217;evento lo ha sottolineato: &#8220;questo incontro virtuale ad Assisi per me non \u00e8 un punto di arrivo ma la spinta iniziale di un processo che siamo invitati a vivere come\u00a0<em>vocazione<\/em>, come\u00a0<em>cultura<\/em>\u00a0e come\u00a0<em>patto<\/em>&#8220;. Ha aggiunto che, perch\u00e9 questo avvenga, noi giovani siamo chiamati ad avere un impatto concreto su &#8220;citt\u00e0 e universit\u00e0, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati con intelligenza, impegno e convinzione, per arrivare al nucleo e al cuore dove si elaborano e si decidono i temi e i paradigmi. Tutto ci\u00f2 mi ha spinto a invitarvi a realizzare questo patto\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23223\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/MG_0011-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Non gli rende giustizia chiamarlo il \u201cvero\u201d inizio anche perch\u00e9 \u00e8 da pi\u00f9 di un anno che le reti locali di giovani imprenditori ed economisti si sono attivate per mettere in discussione i grandi problemi economici del mondo di oggi. In questo periodo, sono stati attivati 12 \u201cvillaggi\u201d tematici in cui sono stati discussi e dibattuti i possibili principi dell&#8217;economia di domani. Sono stati proprio questi gruppi di giovani che, durante l&#8217;evento, hanno seguito e guidato ciascuna delle dinamiche e dei temi affrontati.<\/p>\n<p><strong>I giovani al centro<\/strong><\/p>\n<p>Il protagonismo dei giovani \u00e8 stato evidente fin dai primi minuti della trasmissione, ed \u00e8 stato una costante durante tutti e tre i giorni. I momenti di riflessione, di interiorizzazione, di dibattito, di discussione, di dialogo, ecc. sono sempre stati condotti da giovani provenienti da tutto il mondo. Anche se l&#8217;evento era aperto a tutti, The economy of Francesco si \u00e8 manifestato come un appello rivolto ai minori di 35 anni a sottoscrivere un patto per dare un&#8217;anima nuova all&#8217;economia globale.<\/p>\n<p>Il ruolo del protagonista \u00e8 essenziale. Dice il Papa, e non \u00e8 il solo. Lo ricorda anche la rinomata economista Kate Raworth, che ha sottolineato come i giovani del XXI secolo hanno vissuto varie crisi, dal crollo finanziario al collasso climatico. Ma soprattutto, sono i giovani che stanno dando le risposte a queste crisi. Raworth, che \u00e8 stata anche una delle relatrici dell&#8217;evento, ha fatto riferimento ad esso indicando che &#8220;i giovani sono stati in grado di parlare attraverso le barriere linguistiche e le barriere della differenza e delle diverse culture, trovando un pensiero collettivo&#8221;.<\/p>\n<p>Come Kate, anche altri rinomati economisti si sono uniti al ricco e variegato panel di relatori che hanno condiviso le loro conoscenze. Il Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, il professore e attivista Vandana Shiva, l&#8217;economista e consulente Jeffrey Sachs, il professore ed economista Stefano Zamagni, tra gli altri.<\/p>\n<p><strong>Gli Ingredienti di EoF<\/strong><\/p>\n<p>Tornando all\u2019origine dell&#8217;evento, tentiamo un&#8217;analisi degli elementi che hanno reso questo processo cos\u00ec particolare. Ce ne sono diversi. Come quando si fa una pizza e non si pu\u00f2 attribuire la bont\u00e0 del gusto a un solo ingrediente. Suor Alessandra Smerilli, membro del Comitato Scientifico di The Economy of Francesco, ne cita alcuni, che ritiene fondamentali per continuare l&#8217;opera: &#8220;I Poli Regionali, dove possono agire ed essere protagonisti&#8221;. Vale a dire, comunit\u00e0 locali che si attivano all&#8217;interno delle citt\u00e0. Durante l&#8217;evento, molti di questi Hub sono stati luoghi d\u2019incontro reale, che hanno radunato tante persone che hanno potuto seguire insieme la trasmissione. Suor Alessandra continua: &#8220;i villaggi tematici che avete creato sono un&#8217;occasione per continuare a lavorare su temi specifici&#8221;. E, infine, l&#8217;Hub internazionale.<\/p>\n<p>Anche il professor Luigino Bruni, direttore scientifico di The Economy of Francesco, sottolinea elementi come la libert\u00e0, la purezza e l&#8217;internazionalit\u00e0 del processo: &#8220;\u00c8 stato un evento generativo, senza proprietari e senza propriet\u00e0: i giovani sono come le trote, sentono subito se c&#8217;\u00e8 acqua pulita. Il fatto che il Papa e San Francesco fossero i garanti dell&#8217;iniziativa ha fatto percepire ai giovani l&#8217;autenticit\u00e0 e l&#8217;universalit\u00e0 di questa &#8220;convocazione&#8221;. Solo la gratuit\u00e0 pu\u00f2 mettere in moto un tale processo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Disposti a sporcarsi le mani<\/strong><\/p>\n<p>Papa Francesco nel suo messaggio finale ha detto: &#8220;Niente scorciatoie, lievito, sporcarsi le mani. E quasi alla fine, come qualcuno che dimentica ma recupera il fiato per dare ancora pi\u00f9 forza al messaggio, ha menzionato una delle parole che ho apprezzato di pi\u00f9 in tutto questo processo: CREATIVIT\u00c0.<\/p>\n<p>&#8221; La storia ci insegna che non ci sono sistemi n\u00e9 crisi in grado di annullare completamente la capacit\u00e0, l\u2019ingegno e la creativit\u00e0 che Dio non cessa di suscitare nei cuori&#8221;, ha detto il Papa. S\u00ec, creativit\u00e0. Perch\u00e9 oltre ad essere ispirata da Dio, come sottolinea anche l&#8217;Enciclica Laudato Si&#8217;, la considero una delle caratteristiche principali della giovent\u00f9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23233\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/pope-300x160.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p>La creativit\u00e0 \u00e8 il \u201ccreare\u201d. Un elemento che \u00e8 stato chiaro e costante durante tutto questo processo. Creare una nuova economia. Una chiamata. Non per dipingerla di \u201cverde\u201d, o modernizzarla, o adattarla alle esigenze di oggi, ma per creare cambiamenti strutturali che ci permettano di pensarla con i poveri, con gli emarginati, con la natura.<\/p>\n<p>Questa stessa volont\u00e0 di creare, ha reso un momento chiave dell&#8217;evento la dichiarazione finale con l&#8217;impegno comune dei giovani. Un messaggio chiaro, con richieste precise e impegni forti. Nessuna tiepidezza:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Noi\u00a0<em>giovani economisti, imprenditori, change makers<\/em>\u00a0del mondo,<br \/>\n<\/strong>convocati ad Assisi da Papa Francesco,<br \/>\nnell\u2019anno della pandemia di COVID-19, vogliamo mandare un messaggio<br \/>\nagli economisti, imprenditori, decisori politici, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini del mondo,<\/p>\n<p>per trasmettere la gioia, le esperienze, le speranze, le sfide che in questo periodo abbiamo maturato e raccolto ascoltando la nostra gente e il nostro cuore. Siamo convinti che non si costruisce un mondo migliore senza una economia migliore e che l\u2019economia \u00e8 troppo importante per la vita dei popoli e dei poveri per non occuparcene tutti.<\/p>\n<p>Per questo, a nome dei giovani e dei poveri della Terra,<\/p>\n<p><strong>noi chiediamo che:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>le grandi potenze mondiali e le grandi istituzioni economico \u2013 finanziarie <strong>rallentino la loro corsa<\/strong>\u00a0per lasciare respirare la Terra. Il COVID ci ha fatto rallentare, senza averlo scelto. Quando il COVID sar\u00e0 passato, dobbiamo scegliere di rallentare la corsa sfrenata che sta asfissiando la terra e i pi\u00f9 deboli;<\/li>\n<li>venga attivata una <strong>comunione mondiale delle tecnologie<\/strong> pi\u00f9 avanzate perch\u00e9 anche nei paesi a basso reddito si possano realizzare produzioni sostenibili;\u00a0si superi la povert\u00e0 energetica \u2013 fonte di disparit\u00e0 economica, sociale e culturale \u2013 per realizzare la giustizia climatica<\/li>\n<li>il tema della\u00a0<strong>custodia dei beni comuni<\/strong>\u00a0(specialmente quelli globali quali l\u2019atmosfera, le foreste, gli oceani, la terra, le risorse naturali, gli ecosistemi tutti, la biodiversit\u00e0, le sementi) sia posto al centro delle agende dei governi e degli insegnamenti nelle scuole, universit\u00e0,\u00a0<em>business school<\/em>\u00a0di tutto il mondo;<\/li>\n<li>mai pi\u00f9 si usino\u00a0<strong>le ideologie economiche<\/strong>\u00a0per offendere e scartare i poveri, gli ammalati, le minoranze e svantaggiati di ogni tipo, perch\u00e9 il primo aiuto alla loro indigenza \u00e8 il rispetto e la stima delle loro persone: la povert\u00e0 non \u00e8 maledizione, \u00e8 solo sventura, e responsabilit\u00e0 di chi povero non \u00e8;<\/li>\n<li>che il diritto\u00a0<strong>al lavoro dignitoso per tutti<\/strong>, i diritti della famiglia e tutti i diritti umani vengano rispettati nella vita di ogni azienda, per ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore, garantiti dalle politiche sociali di ogni Paese e riconosciuti a livello mondiale con una carta condivisa che scoraggi scelte aziendali dovute al solo profitto e basate sullo sfruttamento dei minori e dei pi\u00f9 svantaggiati;<\/li>\n<li>vengano immediatamente\u00a0<strong>aboliti i paradisi fiscali<\/strong>\u00a0in tutto il mondo perch\u00e9 il denaro depositato in un paradiso fiscale \u00e8 denaro sottratto al nostro presente e al nostro futuro e perch\u00e9 un nuovo patto fiscale sar\u00e0 la prima risposta al mondo post-COVID;<\/li>\n<li>si dia vita a\u00a0<strong>nuove istituzioni finanziarie<\/strong>\u00a0mondiali e si riformino, in senso democratico e inclusivo, quelle esistenti (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale) perch\u00e9 aiutino il mondo a risollevarsi dalle povert\u00e0, dagli squilibri prodotti dalla pandemia; si premi e si incoraggi la finanza sostenibile ed etica, e si scoraggi con apposita tassazione la finanza altamente speculativa e predatoria<\/li>\n<li>le imprese e le banche, soprattutto le grandi e globalizzate, introducano un comitato<strong>\u00a0etico indipendente<\/strong>\u00a0nella loro\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0con veto in materia di ambiente, giustizia e impatto sui pi\u00f9 poveri;<\/li>\n<li>le istituzioni nazionali e internazionali prevedano premi a sostegno degli imprenditori innovatori nell\u2019ambito della\u00a0<strong>sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale, spirituale e, non ultima, manageriale<\/strong>\u00a0perch\u00e9 solo ripensando la gestione delle persone dentro le imprese, sar\u00e0 possibile una sostenibilit\u00e0 globale dell\u2019economia;<\/li>\n<li>gli Stati, le grandi imprese e le istituzioni internazionali si prendano cura di\u00a0<strong>una istruzione di qualit\u00e0<\/strong>\u00a0per ogni bambina e bambino del mondo, perch\u00e9 il capitale umano \u00e8 il primo capitale di ogni umanesimo;<\/li>\n<li>le organizzazioni economiche e le istituzioni civili non si diano pace finch\u00e9\u00a0<strong>le lavoratrici<\/strong>\u00a0non abbiano le stesse opportunit\u00e0 dei lavoratori, perch\u00e9 imprese e luoghi di lavoro senza una adeguata presenza del talento femminile non sono luoghi pienamente e autenticamente umani e felici;<\/li>\n<li>chiediamo infine l\u2019impegno di tutti perch\u00e9 si avvicini il tempo profetizzato da Isaia: \u201c<em>Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzer\u00e0 pi\u00f9 la spada contro un altro popolo,\u00a0<strong>non si eserciteranno pi\u00f9 nell\u2019arte della guerra<\/strong><\/em>\u201d (Is 2, 4). Noi giovani non tolleriamo pi\u00f9 che si sottraggono risorse alla scuola, alla sanit\u00e0, al nostro presente e futuro per costruire armi e per alimentare le guerre necessarie a venderle. Vorremmo raccontare ai nostri figli che il mondo in guerra \u00e8 finito per sempre.Tutto questo \u2013 che noi viviamo gi\u00e0 nel nostro lavoro e nei nostri stili di vita \u2013 lo chiediamo sapendo che \u00e8 molto difficile e magari da molti considerato utopico. Noi invece crediamo che sia profetico\u00a0e quindi che si possa\u00a0chiedere, richiedere e chiedere ancora, perch\u00e9 ci\u00f2 che oggi sembra impossibile,\u00a0grazie al nostro impegno e alla nostra insistenza, domani lo sia meno. Voi adulti che avete in mano le redini dell\u2019economia e delle imprese, avete fatto molto per noi giovani, ma potete fare di pi\u00f9. Il nostro tempo \u00e8 troppo difficile per non chiedere l\u2019impossibile. Abbiamo fiducia in voi e per questo vi chiediamo molto. Ma se chiedessimo di meno, non chiederemmo abbastanza.\n<p>Tutto ci\u00f2 lo chiediamo prima di tutto a noi stessi e ci impegniamo a vivere gli anni migliori delle nostre energie e intelligenze perch\u00e9 l\u2019economia di Francesco sia sempre pi\u00f9 sale e lievito dell\u2019economia di tutti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23211\" style=\"font-size: 1rem;\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/MG_9972-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Benvenuti ad Assisi, questa \u00e8 The economy of Francesco!&#8221;. Sono state queste le prime parole con cui la giovane ecuadoriana Catalina Hinojosa ha dato il via all&#8217;evento online, trasmesso da una delle cappelle della Basilica di San Francesco nella citt\u00e0 di Assisi. 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