{"id":71838,"date":"2021-01-15T14:00:27","date_gmt":"2021-01-15T13:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/alba-dei-caminantes\/"},"modified":"2025-11-26T15:45:31","modified_gmt":"2025-11-26T14:45:31","slug":"alba-dei-caminantes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/alba-dei-caminantes\/","title":{"rendered":"Alba dei Caminantes"},"content":{"rendered":"<p>Alba. Porta il nome della prima luce che compare nel cielo, al sorgere del sole. La luce che vince la notte. Sar\u00e0 per questo che, quando ti racconta la sua storia, le sue parole profumano di speranza.<\/p>\n<p>L\u2019ho ascoltata per la prima volta durante un <a href=\"https:\/\/youtu.be\/NxG_aEpHS5o\">webinar organizzato in America Latina per la campagna \u201c#daretocare\u201d<\/a>, a cui anche lei ha aderito. <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/daretocare\/\"><em>Dare to care<\/em><\/a>, letteralmente \u201cosare prendersi cura\u201d. Promossa globalmente dai giovani dei Focolari per il 2020-2021, nell\u2019ambito dello <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\">United World Project<\/a>, propone, per questo tempo di pandemia, di mettere al centro del discorso politico e della nostra vita di cittadini la \u201ccura\u201d, facendoci carico dei pi\u00f9 fragili, del pianeta, dei problemi delle nostre societ\u00e0, \u201cperch\u00e9 un mondo che sa prendersi cura, sar\u00e0 un mondo pi\u00f9 unito\u201d, spiegano.<\/p>\n<p>Colpita dalla sua storia, qualche tempo dopo, l\u2019ho raggiunta via zoom.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24119\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Screenshot_20201111_094854-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"340\" \/><\/p>\n<p>Alba Rada \u00e8 una donna migrante. Ha 45 anni. Circa sei anni fa, ha lasciato la sua casa nella citt\u00e0 di Valencia, sul versante atlantico del Venezuela, per raggiungere, con i suoi due figli, una cittadina lontana oltre 1000 chilometri, nel nord del dipartimento colombiano della Cundinamarca, chiamata Tocancip\u00e1. Perch\u00e9? \u00abL\u2019occasione che mi ha fatto capire che dovevo partire \u00e8 stata il furto della mia auto, fatto da ragazzi di circa 15-16 anni, in pieno giorno, vicino a casa, sotto la minaccia delle armi, mentre mio figlio era proprio l\u00ec accanto\u00bb risponde. In Venezuela, era scoppiata la crisi economica e sociale, c\u2019era l\u2019inflazione e mancava tutto: elettricit\u00e0, latte, riso, carne, generi di prima necessit\u00e0, le medicine, anche la possibilit\u00e0 di curarsi adeguatamente.\u00a0 Nel suo Paese, Alba guidava una societ\u00e0 di progettazione grafica, stava bene economicamente, ma non si sentiva pi\u00f9 sicura per la situazione sociale, le rivolte, le scorrerie. \u00abTemevo che succedesse qualcosa ai miei figli. Ci sono stati molti rapimenti in Venezuela, li chiamavano \u201crapimenti espresso\u201d: rapivano i tuoi familiari e poi avevi 24 ore di tempo per pagare il riscatto. La tensione era forte\u00bb. Quando pensa alla vicina Colombia, le prime due cose che le vengono in mente sono guerriglia e narcotraffico. Eppure, ad un certo punto, sua sorella le parla di quella cittadina di circa 30.000 abitanti, dove \u00e8 presente una vivace comunit\u00e0 dei Focolari, Movimento che lei conosce da quando aveva solo quattro anni. Le racconta che sono pronti ad accoglierla e che ci sarebbe anche una scuola per i suoi figli, che si chiama \u201cSol Naciente\u201d, quasi come lei. Cos\u00ec, appena riesce ad avere i documenti, parte. \u00abQuando sono arrivata a Tocancip\u00e1, i membri del Movimento mi hanno dato un benvenuto caloroso, mi hanno consigliato, mi hanno aiutato a trovare un alloggio per il tempo che cercavo un\u2019abitazione, hanno organizzato una cena durante la quale mi hanno donato gli utensili per la cucina e le cose necessarie per la casa. Insomma, si sono presi cura di me\u00bb ricorda Alba. Viene il tempo di ricevere, per lei che durante tutta la vita si \u00e8 impegnata a dare: \u00abA circa 13 anni, Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, mi aveva dato una frase da vivere per la mia vita: <em>&#8220;C&#8217;\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere&#8221;;<\/em> da quel momento \u00e8 diventato il mio slogan\u00bb.<\/p>\n<p>Per farmi capire bene la concretezza del suo impegno, racconta: \u00abNel 2006, ho dato vita all&#8217;iniziativa \u201cLa festa di compleanno di Ges\u00f9 Bambino\u201d, una festa di compleanno in piena regola, con la tradizionale pignatta, i cotillon e i regali. Un modo per vivere il Natale con i bambini che, per la loro condizione di povert\u00e0, non potevano festeggiarlo\u00bb. Alba non agisce da sola, coinvolge dapprima la sua famiglia e gli amici, poi i clienti, i fornitori e i colleghi di lavoro che fanno propria quest\u2019iniziativa che arriva a raggiungere, gi\u00e0 dal terzo anno, oltre 200 bambini. \u00abLa loro gioia e gratitudine \u00e8 stata la prova per tutti i collaboratori e gli organizzatori che la frase del Vangelo, &#8220;C&#8217;\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere&#8221;, era vera\u00bb.<\/p>\n<p>Ma ora si trova a Tocancip\u00e1, sradicata, a vivere il suo \u201cricevere\u201d. \u00c8 il tempo di pensare a s\u00e9, di cercare casa e anche un lavoro, che trova proprio alla scuola Sol Naciente, in amministrazione. Intanto, sempre pi\u00f9 frequentemente anche le strade della cittadina, a circa 20 chilometri da Bogot\u00e1, cominciano ad essere frequentate da \u201c<em>caminantes<\/em>\u201d, migranti venezuelani in cerca di speranza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24124\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20200610-WA0120-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<p>\u00abCon il passare degli anni, la migrazione venezuelana si \u00e8 intensificata, e molti miei connazionali hanno deciso di venire a Tocancip\u00e1 o nei comuni circostanti. Essendo una delle prime residenti venezuelane, sempre pi\u00f9 persone mi riferivano casi di migranti che arrivavano e avevano bisogno di una guida, un aiuto per i documenti\u2026 toccava di nuovo a me \u201cosare prendermi cura\u201d!\u00bb. Cos\u00ec, comincia a studiare la burocrazia, diventa punto di riferimento per raccogliere beni di prima necessit\u00e0. Con altri volontari creano un gruppo whatsapp, dove condividono notizie e bisogni con cui vengono in contatto. \u00abNella nostra cittadina passano <em>caminantes<\/em> che desiderano raggiungere Bogot\u00e1, che arrivano dopo giorni di viaggio, senza un&#8217;adeguata protezione dalle intemperie e, spesso, con un alto grado di malnutrizione; poi, ci sono intere famiglie: giovani, bambini, adulti soli che cercano lavoro per mantenersi e inviare qualcosa ai propri parenti in Venezuela. Ci sono casi di famiglie, dove nessuno dei genitori riesce a trovare un lavoro stabile, e bambini con depressioni gravi, fino al tentativo di suicidio\u00bb. \u00c8 cos\u00ec che ad Alba viene un\u2019altra idea: \u00abNel 2018, sono riuscita a creare una fondazione senza scopo di lucro, che ho chiamato \u201cRadaBer\u201d, come l\u2019azienda che avevamo nel mio Paese. Nel suo statuto promuove la fraternit\u00e0 universale e lo sviluppo della persona. Riceviamo tutti i tipi di donazioni perch\u00e9 le esigenze sono grandi: dalla salute all&#8217;alimentazione, dall&#8217;abbigliamento all&#8217;alloggio e all&#8217;istruzione\u00bb. Ora, con la pandemia, l\u2019associazione si concentra soprattutto sull&#8217;aiuto ai migranti venezuelani, per affrontare l&#8217;impatto economico, perch\u00e9 migliaia di persone hanno perso il lavoro in Colombia, a causa del blocco nazionale imposto dal governo per rallentare il virus.<\/p>\n<p>\u00abCi prendiamo cura di circa 600 famiglie nei comuni di Gachancip\u00e1, Tocancip\u00e1, Sop\u00f3 e Zipaquir\u00e1, e facciamo da ponte con le organizzazioni di Arauca perch\u00e9 possano raggiungere 300 famiglie che vivono per strada. Anche dei migranti venezuelani che hanno deciso di rientrare in patria, spesso a piedi, ai quali forniamo sacchi a pelo, snack, crema solare, carta igienica\u00bb. Alba continua a sognare in grande, e spera un giorno di coinvolgere, nella sua rete, professionisti, imprese che aiutino ad assumere i migranti e\u2026 \u00abAbbiamo sempre bisogno di donazioni per continuare a operare, perch\u00e9 la pandemia ha colpito pesantemente anche i nostri sostenitori. Intanto, noi continuiamo a prenderci cura dei migranti e anche di noi stessi. Se vogliamo una societ\u00e0 \u201csana\u201d, dobbiamo impegnarci in prima persona\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24129\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG-20200610-WA0110-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Se vuoi fare una donazione alla Fundaci\u00f3n RadaBer, vai su:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/vaki.co\/es\/vaki\/donaafundacionradaber\">https:\/\/vaki.co\/es\/vaki\/donaafundacionradaber<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alba. 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