{"id":71846,"date":"2021-01-19T14:36:47","date_gmt":"2021-01-19T13:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/jorge-e-il-lavoro-della-comision-de-la-verdad\/"},"modified":"2025-11-26T15:45:34","modified_gmt":"2025-11-26T14:45:34","slug":"jorge-e-il-lavoro-della-comision-de-la-verdad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/jorge-e-il-lavoro-della-comision-de-la-verdad\/","title":{"rendered":"Jorge e il lavoro della Comisi\u00f3n de la Verdad"},"content":{"rendered":"<p><em>In dialogo con Jorge Jim\u00e9nez Castro<\/em><em>, colombiano e volontario del \u201cNodo Italia\u201d a sostegno della Comisi\u00f3n de la Verdad.<\/em><\/p>\n<p>Ho conosciuto Jorge nel settembre del 2019, a Parigi, mentre partecipava alla scuola di formazione per giovani &#8220;Ambasciatori per un mondo unito&#8221; organizzata dalla ONG New Humanity. Jorge Jim\u00e9nez Castro \u00e8 colombiano, ha 28 anni e dal 2018 vive in Italia, precisamente a Firenze, dove studia presso il corso di laurea magistrale in Scienze Politiche dell\u2019Istituto Universitario Sophia (Loppiano \u2013 FI) e anche Filosofia ed Etica delle relazioni all\u2019Universit\u00e0 per gli Studi di Perugia. Nel suo Paese ha collaborato con <a href=\"http:\/\/www.mppu.org\/it\/\">l&#8217;MPPU (Movimento politico per l&#8217;Unit\u00e0)<\/a> di Bogot\u00e0 promuovendo workshop di pedagogia della pace. Jorge \u00e8 anche un volontario del &#8220;Nodo Italia&#8221; a sostegno della <a href=\"https:\/\/comisiondelaverdad.co\/\"><em>Comisi\u00f3n de la Verdad<\/em><\/a>, l&#8217;organismo a carattere extragiudiziale creato dallo Stato colombiano per redigere il rapporto che dovr\u00e0 spiegare che cosa \u00e8 stato il conflitto armato, promuovere il riconoscimento delle vittime e concorrere a costruire un duraturo clima di rispetto, concordia e riconciliazione nel Paese. Presieduta dal gesuita Francisco De Roux, la Comisi\u00f3n ha cominciato a lavorare nel novembre del 2017 e terminer\u00e0 il proprio incarico in questo 2021. Dal dialogo con Jorge vogliamo scoprire lo stato dei lavori e le prospettive che si aprono con l&#8217;avvicinarsi della scadenza del mandato. Anche questa volta, malgrado la piccola distanza che separa la mia citt\u00e0 dalla sua, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, ci incontriamo grazie ad una videochiamata.<\/p>\n<p><strong>Jorge, spiegaci meglio: che cosa \u00e8 la <em>Comisi\u00f3n de la Verdad<\/em> e quale \u00e8 il suo scopo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Comisi\u00f3n \u00e8 un\u2019istituzione creata dopo la firma degli accordi di pace siglati il 24 novembre 2016 a L\u2019Havana dal governo colombiano e dalle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionaria de Colombia). Il sistema creato dall&#8217;accordo di pace (<em>Sistema integral de verdad, justicia, reparacion, y no repeticion) <\/em>comportava la creazione di un&#8217;entit\u00e0 incaricata della redazione di un rapporto sulla verit\u00e0 del conflitto, che cercasse di indagare le cause e che raccogliesse le testimonianze delle vittime. Allora, questa Comisi\u00f3n ha dovuto iniziare un processo di dialogo collettivo che ha coinvolto tutte le voci, le testimonianze e i vissuti del conflitto. Sono state create ventidue &#8220;case per la verit\u00e0&#8221; nei diversi territori della Colombia. Perch\u00e9 il nostro \u00e8 un Paese con un territorio molto frastagliato geograficamente, ci sono le montagne, le Ande, che isolano tra loro le diverse comunit\u00e0, e anche la guerra ha portato a differenze sociali, economiche e politiche che hanno fatto s\u00ec che le diverse identit\u00e0 (siano afro-colombiani, gli indigeni, le donne, gli agricoltori e i cittadini), si trovino in territori diversi, con storie, responsabilit\u00e0 e sofferenze diverse causate dal conflitto.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, si sono resi conto che fra tutte queste vittime &#8211; anche se, lo stesso termine di &#8220;vittima&#8221; \u00e8 in discussione, perch\u00e9 molte delle persone colpite dal conflitto non vogliono chiamare se stesse &#8220;vittime&#8221; ma, per esempio, si definiscono &#8220;soggetti politici&#8221; o &#8220;sopravvissuti&#8221; del conflitto &#8211; mancavano coloro che non abitavano pi\u00f9 in Colombia,\u00a0 che sono dovuti fuggire per motivi politici o riguardanti il conflitto armato e la guerra. Allora, si \u00e8 creata questa rete di &#8220;nodi&#8221;, di gruppi non formali all&#8217;estero, composti da volontarie e volontari che hanno cercato di organizzarsi per diffondere il compito della Commissione per la verit\u00e0 e di raccogliere le testimonianze delle vittime o dei sopravvissuti della guerra in Colombia\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24162\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2021-01-19-at-10.28.11-300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"398\" \/><\/p>\n<p><strong>Jorge, tu fai parte di uno di questi &#8220;nodi&#8221;&#8230; quale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo faccio parte del nodo dell&#8217;Italia. Ci sono dei nodi in tutta l&#8217;America, del Sud, del Centro e del Nord America, e anche in Europa. C&#8217;\u00e8 come una macro area della Comisi\u00f3n che gestisce i 25 nodi esteri. Quindi, a volte abbiamo delle riunioni in cui ci sono persone del Costa Rica, di Panama, dell&#8217;Ecuador, dove ci sono tantissimi esiliati, o in Spagna, dove c&#8217;\u00e8 il numero pi\u00f9 alto di esiliati colombiani in Europa&#8230; \u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per il nodo italiano, siete riusciti ad identificare le storie e anche le provenienze degli esiliati colombiani? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 stato un compito abbastanza complesso perch\u00e9 l&#8217;Italia \u00e8 un Paese che non ha ancora tantissime vittime registrate, sono intorno alle 250. Poche, se confrontate con la Spagna, dove se ne trovano pi\u00f9 di 5.000. E ci siamo resi conto nel tempo che tante persone hanno nascosto il fatto di essere vittime del conflitto colombiano. Nascondono quella parte di s\u00e9, della propria storia, sperando di riuscire ad affrontare meglio la migrazione, l&#8217;esilio e ricostruirsi una nuova identit\u00e0 nel nuovo Paese.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per il nostro lavoro ci siamo appoggiati alle associazioni create dai colombiani e dalle colombiane sul territorio. Io ho coordinato l&#8217;area di Firenze e della Toscana. A Firenze, ad esempio, ci sono due associazioni di colombiani e tramite queste abbiamo cercato di arrivare alle persone. Un lavoro molto difficile, perch\u00e9 tanti non volevano parlare, n\u00e9 esporsi in quanto &#8220;vittime&#8221; o riconoscersi tali. Abbiamo scoperto che questo era un fenomeno comune anche a Roma, Modena, Trieste. Allora, questo ha richiesto di cominciare un lavoro pi\u00f9 &#8220;pedagogico&#8221;, siamo entrati nelle comunit\u00e0. Ci siamo accorti che chi aveva gi\u00e0 preso parte a processi politici aveva sviluppato un&#8217;autoconsapevolezza che gli permetteva di dire &#8220;s\u00ec sono vittima, s\u00ec \u00e8 successo questo&#8221;. Questa consapevolezza non c&#8217;era, per esempio, nella donna contadina che era scappata dalla Colombia perch\u00e9 le avevano ammazzato i figli, e che qui in Italia faceva la badante senza che nessuno sospettasse quello che aveva vissuto nel proprio Paese. Non raccontando a nessuno del dolore della morte dei suoi figli, nel cuore non aveva fatto un processo di elaborazione psicologica. Quindi, qui, ci siamo trovati anche ad accompagnare queste persone che si sono fidate di noi, che ci hanno affidato la loro storia. Un accompagnamento di tipo &#8220;psico-sociale&#8221; per cos\u00ec dire. E, in questo processo, abbiamo dovuto avviare delle strategie di conversazione.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto aiuto alle chiese, alle parrocchie, alla Caritas, alle associazioni, a tutti quei possibili &#8220;spazi di fiducia&#8221; che potessero aiutare le persone a dire: <em>&#8220;S\u00ec. Mi \u00e8 successo questo, ho vissuto questo&#8221;<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24172\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2021-01-19-at-10.28.10-1-300x157.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"313\" \/><\/p>\n<p><strong>E in questo processo avete avuto un&#8217;idea originale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo saputo che a Trieste c&#8217;era una comunit\u00e0 di afro-colombiani originaria dell&#8217;ovest della Colombia, dove sono forti alcune tradizioni popolari legate all&#8217;arte, in cui la musica del tamburo e le danze sono molto importanti. Cos\u00ec, abbiamo pensato che sarebbe stata una cosa bellissima fare un lavoro focalizzato su di loro che partisse dall&#8217;arte, per parlare della storia e delle loro ferite. Da questo evento \u00e8 nata una strategia, il MemorArte Fest, il primo festival digitale per la memoria e in omaggio alle vittime del conflitto armato colombiano e di tutti i conflitti armati. Perch\u00e9 abbiamo coinvolto anche persone provenienti da altri paesi in guerra. Abbiamo invitato registi, scrittori, poeti, pittori, anche famosi che, per solidariet\u00e0, hanno voluto partecipare raccontando il loro impegno per la costruzione della pace. La loro arte \u00e8 stata come una boccata d&#8217;aria per queste persone. Abbiamo invitato gli artisti colombiani che abitano in alcune citt\u00e0 italiane a realizzare un&#8217;opera in omaggio alle vittime. E ci siamo resi conto che questo coinvolgimento ha generato un clima di fiducia che ha consentito a molti di loro di condividere con noi le loro storie. Cos\u00ec, abbiamo potuto raccogliere altre testimonianze, prodotto di questo spazio di coinvolgimento intorno all&#8217;arte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il lavoro della <em>Comisi\u00f3n dela Verdad<\/em> scadr\u00e0 nel 2021. Ma questo che cosa vuol dire? Puoi spiegarci dopo cosa succede? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutto questo nasce da un processo avviato dalle organizzazioni delle vittime in Colombia, che hanno cominciato a far riconoscere i loro diritti dentro il territorio colombiano e che ha portato, nel 2011, una legge molto ampia che riguardava tutte le vittime del conflitto. Quella legge ha creato una serie di dispositivi per identificare le vittime in tutti i territori. Questa legge scade nel 2021. Anche lo stesso sistema di giustizia speciale per la pace, che \u00e8 un sistema composto da un tribunale specifico per giudicare i guerriglieri e tutte le persone coinvolte nella guerra, e riguarda anche la Commissione per la verit\u00e0, ha una scadenza specifica. Fino al 2037, circa.<\/p>\n<p>La Commissione nei tre anni di lavoro ha il compito di raccogliere tutte le testimonianze che permettano la creazione di una mappa, diciamo, delle cause del conflitto, raccogliendo la pluralit\u00e0 delle voci, sia delle vittime ma anche dei carnefici, o delle diverse vittime, perch\u00e9 stiamo cominciando a dire che nella guerra tutti sono vittime, in un certo qual modo.<\/p>\n<p>Allora, la Commissione ha fino al 2021 per chiudere questo processo, consegnando un dossier per far conoscere alla societ\u00e0 colombiana cosa hanno vissuto le vittime, cosa \u00e8 successo, perch\u00e9 rimanga una memoria storica di questo processo che promuova un dialogo sociale e la riconciliazione. Per dare sostenibilit\u00e0 all\u2019eredit\u00e0 di questo lavoro, la commissione diffonder\u00e0 ampiamente il materiale artistico, audiovisivo, giornalistico, per far conoscere alla societ\u00e0 i processi di ascolto che hanno portato al chiarimento della verit\u00e0 della storia del conflitto, lavorando affianco alle organizzazioni sociali, le comunit\u00e0, i mass media, la comunit\u00e0 internazionale, le universit\u00e0, il settore delle imprese, per promuovere un processo duraturo di riconciliazione e convivenza pacifica. Questa \u00e8 la prospettiva della giustizia riparativa che \u00e8 stata proprio al centro della costruzione di questo processo di pace\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24167\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2021-01-19-at-10.28.08-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In dialogo con Jorge Jim\u00e9nez Castro, colombiano e volontario del \u201cNodo Italia\u201d a sostegno della Comisi\u00f3n de la Verdad. Ho conosciuto Jorge nel settembre del 2019, a Parigi, mentre partecipava alla scuola di formazione per giovani &#8220;Ambasciatori per un mondo unito&#8221; organizzata dalla ONG New Humanity. 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