{"id":71906,"date":"2021-02-05T15:11:28","date_gmt":"2021-02-05T14:11:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/talitha-kum-sorelle-contro-la-tratta\/"},"modified":"2025-11-26T15:46:32","modified_gmt":"2025-11-26T14:46:32","slug":"talitha-kum-sorelle-contro-la-tratta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/talitha-kum-sorelle-contro-la-tratta\/","title":{"rendered":"Talitha Kum: sorelle contro la tratta"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u20198 febbraio prossimo si svolger\u00e0 una <a href=\"http:\/\/www.preghieracontrotratta.org\/\">maratona mondiale di preghiera online contro la tratta di persone<\/a>, con riflessioni e testimonianze delle varie realt\u00e0 impegnate nel mondo contro questa piaga. Suor Gabriella Bottani \u00e8 la coordinatrice di Talitha Kum, la rete delle superiori generali contro la tratta di persone, promotrice dell\u2019evento. Nelle sue parole, il senso dell\u2019impegno per debellare questa piaga sociale.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24595\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ITA_FB_PREGHIERA_2021-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"222\" \/><\/p>\n<p>\u201cFanciulla, io ti dico, alzati\u201d (Mc 5,41), si legge nel Vangelo di Marco. \u00c8 Ges\u00f9 che parla, rivolgendosi alla figlia dodicenne di Giairo, un capo della sinagoga di Cafarnao. La bambina era ormai senza vita ma appena dette quelle parole, si era alzata e aveva cominciato a camminare. \u201cTalitha Kum\u201d<em>, <\/em>pronuncia Ges\u00f9, nella sua lingua, l\u2019aramaico. Ed \u00e8 proprio questa espressione, che parla del potere trasformante dell\u2019amore, a dare il nome alla rete mondiale della vita consacrata impegnata, dal 2009, contro la tratta di persone e nell\u2019accompagnamento delle vittime. \u00ab<em>Talitha Kum<\/em> nasce\u00a0dall&#8217;idea di unire le forze a partire da una relazione di fiducia che, come suore, abbiamo costruito in questi anni &#8211; spiega suor Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale della rete \u2013 \u00e8 un lavoro per promuovere la collaborazione nell\u2019affrontare quella che \u00e8 una delle pi\u00f9 gravi violazioni dei diritti umani del nostro tempo\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24605\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Pray-Against-T-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>Suor Gabriella Bottani \u00e8 una missionaria comboniana e ha conosciuto di persona gli effetti della tratta quando si trovava in Brasile, dove svolgeva un servizio di prevenzione e di accompagnamento per bambini e adolescenti che avevano sofferto abuso o sfruttamento sessuale. \u00abMi piace dire che non siamo noi che ci avviciniamo a loro \u2013 precisa \u2013 il nostro \u00e8 un lungo cammino, durante il quale bisogna spogliarsi di tante cose per potersi avvicinare a quella che \u00e8 una delle parti pi\u00f9 sacre del nostro essere, che \u00e8 il dolore che viviamo. C&#8217;\u00e8 bisogno di un lungo cammino interiore per non entrare come un elefante dentro una cristalleria, per non rompere qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 molto fragile. Perci\u00f2, spesso sono loro che ci vengono incontro\u00bb.<\/p>\n<p>Ma cosa c\u2019\u00e8 alla base del legame di vicinanza e accompagnamento delle religiose e consacrate con le persone che hanno subito questa violazione della propria dignit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00abSicuramente, c&#8217;\u00e8 una chiamata, &#8211; chiarisce suor Bottani &#8211; una chiamata di un Dio che vede e vede attraverso i nostri occhi, si appassiona attraverso i nostri cuori, si prende cura attraverso le nostre mani. Credo che quello che ci lega \u00e8 l\u2019incontrarci in Dio nella cura, nell&#8217;accompagnamento di processi belli di riscatto ma anche molto dolorosi. \u00c8 anche un ruolo di denuncia di questa grave violazione della dignit\u00e0 e di questa profonda limitazione della libert\u00e0 con finalit\u00e0 di sfruttamento, che si trova dentro un contesto economico che distrugge\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un problema vastissimo e nascosto<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 difficile dare le dimensioni di questo fenomeno, in gran parte sommerso. Secondo le stime, la maggioranza delle vittime sono donne e bambini che vengono trafficati soprattutto per lo sfruttamento sessuale. Si tratta di una delle attivit\u00e0 criminali pi\u00f9 redditizie, come il traffico di\u00a0droga e di armi. \u00abLe donne vengono trafficate anche per i lavori domestici in condizioni simili alla schiavit\u00f9, la cura di persone con necessit\u00e0 e per servizi nel terzo settore: le pulizie, il servizio alberghiero, i massaggi&#8230; Troviamo alcune donne in agricoltura, anche se per lo pi\u00f9 sono uomini ma, per la raccolta del t\u00e8, in alcune regioni, sono quasi esclusivamente donne. Abbiamo poi tutta la questione dello sfruttamento nell&#8217;edilizia, nel tessile, nella costruzione dei mattoni, nell&#8217;allevamento dei gamberetti nelle foreste di mangrovie, nel Sud-est asiatico, oppure nelle miniere d&#8217;oro del Ghana o nell&#8217;industria della pesca sui pescherecci\u00bb completa suor Gabriella.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), nel mondo ci sono circa 21 milioni di persone vittime del traffico di esseri umani. Ogni anno vengono trafficate da 700.000 a 2.000.000 di persone, la maggior parte delle quali \u00e8 originaria dell\u2019Asia. \u00abQueste persone sono reclutate tra coloro che hanno difficile accesso al lavoro, che provengono da contesti impoveriti o che hanno sofferto un impatto dalla distruzione ambientale o da altri fenomeni, come il\u00a0<em>land grabbing. <\/em>Perci\u00f2, diciamo che lo sfruttamento della terra e quello umano sono connessi. Normalmente, le aree di sfruttamento sono, invece, quelle dove esiste una maggiore necessit\u00e0 di manodopera a basso costo. E noi sappiamo che alcune realt\u00e0, come la definizione dei prezzi delle grandi multinazionali dell&#8217;agricoltura, portano a cascata a motivare sempre di pi\u00f9 una riduzione dei costi del lavoro\u00bb. Suor Gabriella spiega anche che non dobbiamo pensare ad una tratta necessariamente internazionale, per esempio, dall&#8217;Africa all&#8217;Europa, ma che questa pu\u00f2 essere anche un fenomeno interno, nazionale. \u00abQuello che non dobbiamo mai dimenticare \u2013 ci tiene a precisare &#8211; \u00e8 che dietro ogni numero, dietro ogni statistica soprattutto, abbiamo una vita, abbiamo una persona, abbiamo dei sogni, dei desideri e delle relazioni che vengono distrutte per finalit\u00e0 di lucro. Sono nomi, sono persone\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24630\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Suora-donne-melanzane-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><strong>Un difficile percorso di rinascita<\/strong><\/p>\n<p>Come si fa ad accompagnare una persona che \u00e8 vittima di tratta in un percorso di recupero della propria dignit\u00e0 e umanit\u00e0?\u00a0Suor Gabriella spiega che lo sfruttamento spesso viene talmente \u201cnormalizzato\u201d dalle vittime, che non riescono pi\u00f9 a riconoscere la gravit\u00e0 del proprio essere sfruttati, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico modo per non morire di indigenza. Quando, per\u00f2, si riesce a trovare la forza di denunciare, la cosa pi\u00f9 importante, all\u2019inizio, \u00e8 sentirsi al sicuro: \u00abSapere che si ha qualcosa da mangiare, che si ha un posto dove dormire, uno spazio protetto dove la persona pu\u00f2 riprendere contatto con se stessa. Avere un pigiama pulito, delle lenzuola profumate che ti accolgono in un letto: quello che noi diamo per scontato ma che non \u00e8 di tutti. Recuperare quelli che sono i punti basilari del rispetto del nostro corpo e avere uno spazio dove nutrirsi. Poi, per chi riesce, e non ha sofferto dei traumi, tornare a fare delle cose normali. Chi \u00e8 giovane torner\u00e0 a scuola, chi magari pu\u00f2 fare delle attivit\u00e0, verr\u00e0 impegnato in quella che si chiama &#8220;terapia occupazionale&#8221;\u2026 E, tutto un percorso di controllo, di accompagnamento della salute fisica e mentale, di accompagnamento psicosociale per rielaborare il trauma e ricostruire la propria vita. Fino ad arrivare a trovare un lavoro che sia dignitoso, che permetta di sopravvivere, che dia alla persona un pieno reinserimento nella societ\u00e0\u00bb. Rimane per\u00f2, la \u201ccompensazione\u201d: chi compensa il danno economico ricevuto dalle persone vittime della tratta? \u00abNel 2019, su 2154 vittime di tratta stimate, solo per una si \u00e8 arrivati al giudizio di un trafficante, \u2013 precisa suor Gabriella \u2013 cio\u00e8, sembra che nella questione della tratta nessuno sia responsabile. Io, pi\u00f9 che di punizione, amo parlare di responsabilit\u00e0, perch\u00e9 dobbiamo imparare a renderci responsabili degli atti che facciamo, di tutta la catena dello sfruttamento: da chi recluta a chi sfrutta, a chi usa dello sfruttamento. Per cui, esistono, s\u00ec, dei processi che dobbiamo fare su delle responsabilit\u00e0 individuali, ma come la Giornata mondiale di preghiera quest&#8217;anno ci invita a fare &#8211; e anche The economy of Francesco ci ha invitato a fare &#8211; dobbiamo pensare alle dinamiche strutturali che fondano le basi per la sistematizzazione dello sfruttamento, dove alcune persone, tante, perch\u00e9 parliamo di milioni, si trovano schiacciate per essere incastrate dentro un sistema che di fatto \u00e8 anche di tortura\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24610\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Pray-Against-Trafficking-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p><strong>Una giornata di preghiera e sensibilizzazione contro la tratta<\/strong><\/p>\n<p>Da qui, una giornata come quella dell\u20198 febbraio, di sensibilizzazione e preghiera. \u00abCome cristiani &#8211; ma sempre pi\u00f9 persone di altre religioni si stanno unendo. Per esempio, parteciper\u00e0 al gruppo del Giappone anche un monaco buddista &#8211; la preghiera \u00e8 importante, non possiamo separare la preghiera dall\u2019agire, sostiene la speranza. La preghiera deve far scaturire dei pensieri che poi diventano azioni. Quest&#8217;anno proponiamo come tema: \u201cUn&#8217;economia senza tratta\u201d. Per renderci conto, oltre la violenza, del dramma di quelli che sono i <em>frame<\/em>, i contorni e le ragioni pi\u00f9 profonde di questo fenomeno\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento allora \u00e8 per tutti l\u20198 febbraio 2021. Per partecipare basta visitare il sito: <a href=\"https:\/\/preghieracontrotratta.org\/\">https:\/\/preghieracontrotratta.org\/<\/a> dove si trovano le informazioni e i materiali per la preghiera in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese, e anche il link per seguire la maratona mondiale via YouTube, ovvero:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/c\/preghieracontrotratta\">https:\/\/www.youtube.com\/c\/preghieracontrotratta<\/a>.<\/p>\n<blockquote><p>Quando i ragni uniscono le loro reti, possono abbattere un leone.<br \/>\nProverbio Etiope<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u20198 febbraio prossimo si svolger\u00e0 una maratona mondiale di preghiera online contro la tratta di persone, con riflessioni e testimonianze delle varie realt\u00e0 impegnate nel mondo contro questa piaga. Suor Gabriella Bottani \u00e8 la coordinatrice di Talitha Kum, la rete delle superiori generali contro la tratta di persone, promotrice dell\u2019evento. 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