{"id":72415,"date":"2021-09-07T14:35:24","date_gmt":"2021-09-07T12:35:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/ero-felice-perche-ero-vivo\/"},"modified":"2025-11-26T15:51:11","modified_gmt":"2025-11-26T14:51:11","slug":"ero-felice-perche-ero-vivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/ero-felice-perche-ero-vivo\/","title":{"rendered":"&#8220;Ero felice perch\u00e9 ero vivo&#8221;"},"content":{"rendered":"<h5>Di Michela Micocci- <a href=\"https:\/\/www.faresistemaoltrelaccoglienza.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">FARE SISTEMA OLTRE L\u2019ACCOGLIENZA<\/a><\/h5>\n<p><em>In preparazione alla prossima giornata del migrante e del rifugiato, vi raccontiamo una bella storia di riscatto, riconoscenza e grande fiducia in Calabria, una regione italiana. <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/mybusiness\/news-mybusiness\/2021\/07\/14\/lavoro-umile-trausi-calabria-integrazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La rivista Vanity Fair li ha presentati<\/a> come tre giovani musulmani alle prese con il corpo di Cristo e gi\u00e0 questo mette curiosit\u00e0. Perch\u00e9 la fraternit\u00e0, quando si concretizza nel calore di una comunit\u00e0 ospitante \u00e8 capace di andare oltre ogni steccato\u2026. <\/em><\/p>\n<p>Si chiama S.A.M. la cooperativa dei tre ragazzi migranti che produrr\u00e0 pasta e ostie in Calabria, nella cittadina di Rogliano (provincia di Cosenza).\u00a0<strong>S.A.M<\/strong>. come le iniziali dei loro nomi:\u00a0<strong>Sadia, Adama e Madi.<\/strong>\u00a0Tutti e tre hanno lasciato il loro paese di origine in Africa e ciascuno con la propria storia e con le proprie aspirazioni \u00e8 approdato a questa start up.<\/p>\n<figure id=\"attachment_31723\" aria-describedby=\"caption-attachment-31723\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31723\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Adama-Madi-Sadja-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"281\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-31723\" class=\"wp-caption-text\">Adama &#8211; Madi &#8211; Sadja<\/figcaption><\/figure>\n<p>Salvatore Brullo della cooperativa FO.CO., capofila del progetto sostenuto da <a href=\"https:\/\/www.fondazioneconilsud.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondazione con il Sud<\/a>, spiega la genesi dell\u2019idea: \u201cC\u2019\u00e8 stata un\u2019osservazione attenta della provincia di Cosenza: \u00e8 un territorio votato alla produzione di pasta. La cultura del pastaio gli appartiene\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il percorso \u00e8 stato seguito da <a href=\"https:\/\/www.faresistemaoltrelaccoglienza.it\/giornata-mondiale-del-rifugiato-sadia-adama-e-madi-dallinclusione-al-fare-impresa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fare Sistema Oltre l\u2019Accoglienza<\/a> anche grazie al sostegno di\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.fondazioneconilsud.it\/\"><strong>Fondazione Con Il Sud<\/strong><\/a>. La cooperativa \u00e8 stata iscritta alla Camera di Commercio, si proceder\u00e0 quindi con l\u2019affitto dei locali, l\u2019installazione dei macchinari necessari e la commercializzazione.<\/p>\n<p>I tre giovani imprenditori produrranno pasta essiccata con l\u2019impiego esclusivo di grani pregiati, destinata a essere venduta soprattutto nella grande distribuzione. Chi acquista\u00a0<strong>la pasta della coop. S.A.M.<\/strong>\u00a0non compra solo ed esclusivamente un prodotto alimentare, ma aderisce con il proprio gesto a\u00a0<strong>un progetto di inclusione<\/strong>\u00a0che vede i ragazzi migranti divenire\u00a0<strong>soggetti attivi<\/strong>\u00a0nella comunit\u00e0 che li ha accolti: \u201cNon sono pi\u00f9 assistiti dallo Stato, sono dei contribuenti\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto molto importante che fa parte del progetto di questa start up. Accanto alla pasta, i ragazzi produrranno anche\u00a0<strong>ostie.<\/strong>\u00a0Non \u00e8 una scelta casuale, ma supportata da diverse motivazioni, economiche e non solo. Spiega Salvatore Brullo: \u201cQuello delle ostie \u00e8 un mercato appetibile. C\u2019\u00e8 una grande concorrenza, ma anche una grande richiesta. L\u2019aspetto dell\u2019integrazione, poi, trattandosi di un simbolo della religione cristiana, \u00e8 molto forte\u201d.<\/p>\n<p>Dietro al nome della cooperativa \u2013 S.A.M \u2013 ci sono tre storie di migrazione: Sadia, Adama e Madi sono arrivati in Italia da minorenni nel 2017.<\/p>\n<p><strong>MADI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Madi<\/strong>\u00a0vive a Rogliano (in provincia di Cosenza) nello SPRAR per minori \u201cCasa di Ismaele\u201d.\u00a0<strong>Ha 20 anni<\/strong>\u00a0e le idee molto chiare. La mamma di Madi \u00e8 una dottoressa in pensione, il pap\u00e0 un agricoltore. Non \u00e8 per motivazioni economiche che \u00e8 venuto via dalla Costa d\u2019Avorio: \u201cStudiavo, avevo finito le scuole superiori e volevo iscrivermi alla facolt\u00e0 di Economia. \u00c8 stata una scelta personale,<strong>\u00a0di libert\u00e0 e di indipendenza<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Per seguire questo sua indole indipendente, Madi lascia la capitale ivoriana quattro anni fa e insieme ad alcuni amici affronta il viaggio fino in Libia. Tre o quattro mesi dopo aver abbandonato la Costa d\u2019Avorio, sbarca in Sicilia, a Catania. \u00c8 minorenne, viene dunque accolto nelle strutture riservate ai minori stranieri non accompagnati. Nell\u2019estate del 2020, terminato da poco il primo e duro lockdown dettato dalla pandemia, gli viene proposto di frequentare<strong>\u00a0un corso per addetti alla produzione di pasta fresca artigianale.<\/strong>\u00a0L\u2019idea gli piace, e si trasferisce in provincia di Cosenza. A maggio 2021 arriva un\u2019altra proposta che, ancora una volta, rinforza in lui la convinzione di aver fatto la scelta giusta venendo in Italia: diventare socio lavoratore della cooperativa:\u00a0<strong>\u201cMi auguro che permetta di integrarci di pi\u00f9. Di diventare autonomi. Di crescere. Magari col tempo potremo anche assumere altre persone a lavorare con noi. Sarebbe bello!\u201d<\/strong>. E del fatto che \u00e8 prevista la realizzazione anche di ostie cosa ne pensi? \u201c\u00c8 qualcosa in pi\u00f9, che ci permette di allargare la produzione\u201d.<\/p>\n<p><strong>SADIA<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il mese di giugno di quattro anni fa quando <strong>Sadia<\/strong>\u00a0sbarca in Italia. Minorenne, 17 anni appena, si era lasciato il Senegal alle spalle e aveva trascorso dodici mesi circa nelle carceri libiche. Ne era uscito e si era messo a lavorare per racimolare i soldi necessari a pagare la traversata del Mediterraneo. A spingerlo \u00e8 la voglia di progettare per s\u00e9 una vita migliore:\u00a0<strong>\u201cMi sono detto vado per cambiare la mia vita e quella di mia sorella\u201d.<\/strong>\u00a0Dopo aver pagato gli scafisti, lui e alcuni suoi amici vanno all\u2019appuntamento per la partenza, di notte, sulla spiaggia. La barca inizia la navigazione. Ma dopo appena un chilometro devono tornare indietro, in Libia. Sullo scafo non funziona nemmeno una luce, impossibile andar per mare in quelle condizioni. Ci riprovano ventiquattro ore dopo:\u00a0<strong>salpati a mezzanotte, alle sette del mattino sono di fronte alle coste calabresi<\/strong>.<\/p>\n<p>Vengono fatti salire su una nave andata loro in soccorso. Sadia, che allora \u00e8 minorenne, viene trasferito nel centro di accoglienza per minori \u201cCasa di Ismaele\u201d a Rogliano, in provincia di Cosenza. Con lui una quindicina di ragazzi. \u00c8 qui che diventa adulto. Neomaggiorenne, nel 2019 viene accolto prima nello SPRAR di Strade di Casa a Rovito e poi da ottobre 2019 \u00e8 inserito nel progetto dell\u2019Ufficio Migrantes dell\u2019arcidiocesi di Cosenza \u201cAllarga lo spazio della tua tenda\u201d, finanziato dalla Campagna Cei \u201cLiberi di partire, liberi di restare\u201d. Un progetto che sostiene i ragazzi a livello abitativo e formativo, e li accompagna nell\u2019inserimento al lavoro. <strong>Il corso di addetto alla produzione di pasta fresca che Sadia frequenta nell\u2019estate del 2020 \u00e8 parte di questo percorso.<\/strong>\u00a0Ma \u00e8 solo un tassello di un mosaico pi\u00f9 ampio, perch\u00e9 il ventunenne senegalese nel frattempo compie altri \u2013 importanti \u2013 passi: consegue il diploma di terza media, svolge due tirocini lavorativi (in una tipografia e in un pastificio), lavora come aiuto cuoco. Ora vive in un appartamento assieme ad alcuni amici.<\/p>\n<p><strong>ADAMA<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer avere un futuro devi avere prima un presente, e il presente pu\u00f2 essere solo il lavoro\u201d. A rispondere cos\u00ec a una domanda sui sogni e sul futuro \u00e8 il giovane Adama, senegalese, 21 anni, uno dei tre ragazzi soci lavoratori della cooperativa S.A.M.<\/p>\n<p><strong>Adama<\/strong>\u00a0\u00e8 nato il 13 marzo del 2000 e fino a quattro anni fa viveva nella citt\u00e0 di Tambacounda, nella parte orientale del Senegal, dove studiava e lavorava in campagna: \u201c<strong>Non avevo in mente di venire in Italia<\/strong>. Non ci pensavo. Mi sono messo in viaggio senza un motivo preciso e mi sono fermato in Algeria per sette-otto mesi perch\u00e9 avevo trovato un lavoro in una fabbrica\u201d. Poi per\u00f2 gli amici con i quali aveva lasciato il Senegal decidono di rimettersi in cammino e lui, per non rimanere da solo, li segue fino a varcare i confini della Libia. Fortunatamente Adama non sperimenta il terribile carcere libico, come invece succede spesso a molti migranti prima di lasciare l\u2019Africa. Per\u00f2, come tutti, anche Adama paga per salire su una barca che gli faccia attraversare il Mediterraneo. L\u2019imbarcazione non \u00e8 grande, e sopra vi sono all\u2019incirca 150 ragazzi, alcuni minori. Alle tre del mattino inizia la navigazione. \u00c8 estate e il mare \u00e8 calmo.\u00a0<strong>Man mano che diventa giorno, ammassati sulla barca, senza pi\u00f9 acqua da bere e con il sole a picco, il caldo e la sete diventano insopportabili:<\/strong>\u00a0\u201cNon sapevo che era cos\u00ec difficile. Pensavo che con un\u2019ora o due di viaggio saremmo arrivati in Italia\u201d.<\/p>\n<p>Per una settimana dopo lo sbarco Adama viene accolto in una struttura provvisoria allestita in un campo di pallavolo, ma\u00a0<strong>\u201cero felice perch\u00e9 ero vivo, non tutti riescono ad arrivare vivi\u201d.<\/strong>\u00a0Poi, assieme agli altri minori, \u00e8 trasferito a Rogliano, nello SPRAR \u201cCasa di Ismaele\u201d. Studia e impara a parlare l\u2019italiano. Diventato maggiorenne, anche Adama, come Sadia, continua il suo percorso verso l\u2019autonomia nello SPRAR per adulti di Rovito \u201cStrade di casa\u201d, e poi dall\u2019ottobre dello stesso anno entra nel progetto dell\u2019Ufficio Migrantes dell\u2019arcidiocesi di Cosenza \u201cAllarga lo spazio della tua tenda\u201d. Grazie al quale \u00e8 accompagnato a compiere alcuni, importanti, passi, come l\u2019affitto di un appartamento a Cosenza; la gestione delle bollette e della spesa, cui non era abituato; i turni in cucina per preparare pranzo e cena: insomma una vita autonoma. Secondo te la cooperativa verr\u00e0 accolta bene, potrebbero esserci problemi di razzismo? \u201cNon lo so.\u00a0<strong>Io vado avanti per la mia strada.<\/strong>\u00a0Il razzismo c\u2019\u00e8 in tutto il mondo, ma io non ho mai avuto problemi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Michela Micocci- FARE SISTEMA OLTRE L\u2019ACCOGLIENZA In preparazione alla prossima giornata del migrante e del rifugiato, vi raccontiamo una bella storia di riscatto, riconoscenza e grande fiducia in Calabria, una regione italiana. 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