{"id":72455,"date":"2021-09-24T14:25:28","date_gmt":"2021-09-24T12:25:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/che-coshanno-in-comune-le-piante-leconomia-e-la-cop26\/"},"modified":"2025-11-26T15:51:37","modified_gmt":"2025-11-26T14:51:37","slug":"che-coshanno-in-comune-le-piante-leconomia-e-la-cop26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/che-coshanno-in-comune-le-piante-leconomia-e-la-cop26\/","title":{"rendered":"Che cos\u2019hanno in comune le piante, l\u2019economia e la COP26?"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Se non sei il proprietario di un negozio di fiori in una via di Glasgow, nel Regno Unito, collegare le piante con l\u2019economia e la <a href=\"https:\/\/ukcop26.org\/it\/iniziale\/\">COP26<\/a> non sembra particolarmente sensato. Ma attenzione, perch\u00e9 dalle associazioni pi\u00f9 impensabili nascono grandi idee.<\/em> <\/strong><\/p>\n<p>Il 2021 \u00e8 stato caratterizzato da grandi eventi internazionali e convenzioni mondiali. Sport, alimentazione, economia e cambiamento climatico sono solo alcuni degli argomenti sotto i riflettori. Temi importanti, ma che vengono affrontati quasi sempre separatamente, isolati gli uni dagli altri. Forse \u00e8 proprio in questo che consiste la portata rivoluzionaria del messaggio di uno dei grandi eventi di quest\u2019anno, <a href=\"https:\/\/francescoeconomy.org\/event2021\/\">The Economy of Francesco<\/a> (EoF).<\/p>\n<p><em>\u201cTutto \u00e8 collegato\u201d<\/em>, ripete diverse volte Papa Francesco nell\u2019enciclica <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\">Laudato Si\u2019<\/a>, il testo che \u00e8 stato modello e ispirazione per questo movimento di giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo, che per il secondo anno consecutivo prepara un evento globale per portare al centro della discussione i temi economici e sociali del nostro tempo e definire nuovi modelli. Durante l\u2019evento di quest\u2019anno saranno presentate alcune grandi proposte accademiche e concrete, finanziarie e imprenditoriali, fra cui una poco conosciuta e piuttosto innovativa: <strong>l\u2019economia vegetale.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32041\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foto-1-2-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"387\" \/><\/p>\n<p><strong>Cosa ci insegnano le piante<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperto chiamato ad affrontare questo tema il prossimo 2 ottobre \u00e8 <strong>Stefano Mancuso<\/strong>, un rinomato botanico italiano, docente della Facolt\u00e0 di Agricoltura, Alimentazione, Ambiente e Foreste dell\u2019ateneo in cui si \u00e8 laureato, l\u2019Universit\u00e0 di Firenze. Nel suo libro <em>Verde Brillante. Sensibilit\u00e0 e intelligenza vegetale<\/em>, Mancuso spiega come l\u2019evoluzione delle piante abbia preso una direzione molto diversa da quella animale: le piante, infatti, sono state capaci di sviluppare una modalit\u00e0 di sopravvivenza molto pi\u00f9 efficace rispetto agli animali, poich\u00e9 anzich\u00e9 dipendere da un organo che comanda tutti gli altri, esse hanno sviluppato organi sensoriali che lavorano insieme. \u201cEssere dotati di organi forti (come gli animali) \u00e8 anche una debolezza\u201d afferma Mancuso, spiegando che noi umani abbiamo bisogno di due polmoni, di un cuore e di un cervello per funzionare: se uno di essi manca, moriamo. Nelle piante non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nel suo ultimo libro, <em>Plant Revolution. Le piante hanno gi\u00e0 inventato il nostro futuro<\/em>, lo scienziato indica un primo punto di <strong>collegamento fra piante ed economia<\/strong>: la sopravvivenza degli animali dipende dal consumo di risorse e dalla possibilit\u00e0 di nutrirsi di altri esseri viventi. Mentre gli animali sono capaci di capire soltanto i propri simili, le piante sono state in grado di creare sistemi nei quali instaurano relazioni con altri organismi (i funghi, gli animali, l\u2019atmosfera) per sfruttare le risorse e crearne di nuove. <strong>Le piante ci mostrano i principi dell\u2019economia circolare<\/strong>, conclude Mancuso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32046\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foto-2-300x235.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"471\" \/><\/p>\n<p><strong>Piante e imprenditoria per creare un nuovo sistema<\/strong><\/p>\n<p>Parte proprio da qui la domanda che il prof. Luigino Bruni, Direttore scientifico di The Economy of Francesco, si pone nel suo libro <em>\u201cCapitalismo infelice\u201d<\/em>: <strong>che cos\u2019ha da dire l\u2019intelligenza vegetale al mondo economico e aziendale? <\/strong>In un\u2019analisi della storia economica, Bruni mostra che l\u2019economia ha sempre cercato modelli esterni a cui ispirarsi: la meccanica newtoniana, ad esempio, l\u2019adozione del paradigma biologico-evolutivo, etc. Nessuno, per\u00f2, ha mai adottato il paradigma vegetale. \u201c<strong>Che cosa sarebbe potuta diventare la scienza economica se due secoli fa gli economisti avessero adottato il paradigma vegetale invece di quello animale, meccanico, organicista, biologico?\u201d<\/strong>, si chiede ancora Bruni.<\/p>\n<p>Sebbene il libro non dia una risposta diretta a questa domanda, Bruni pone l\u2019accento sul fatto che l\u2019attuale sistema economico, basato su un modello animale, ha dato vita a imprese e ad una finanza disposte ad attaccare e a divorare i pi\u00f9 piccoli per sopravvivere. Un sistema che, se un organo viene meno, mostra la sua fragilit\u00e0 e provoca il fallimento dell\u2019intero corpo.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Bruni ricorda che l\u2019Europa \u00e8 stata testimone di una forma di impresa riconducibile al modello vegetale: la cooperativa. Bruni conclude enfatizzando che \u201cl\u2019<strong>innovazione <\/strong>sta diventando il nuovo mantra del nostro tempo. Allora, pu\u00f2 essere utile ricordare che <strong><em>innovazione<\/em> <\/strong>\u00e8 una parola della botanica. Si usa per indicare i germogli e i nuovi rami\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32051\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foto-3-300x169.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p><strong>Una proposta concreta<\/strong><\/p>\n<p>I grandi paradigmi sono essenzialmente modelli che hanno un impatto nel concreto. Si traducono in un verbo, un\u2019azione. \u00c8 per questo che The Economy of Francesco ha come obiettivo quello di cambiare i paradigmi economici. Durante l\u2019evento del prossimo 2 ottobre organizzato dai giovani economisti, oltre a presentare la proposta dell\u2019economia vegetale, Stefano Mancuso lancer\u00e0 un\u2019iniziativa in vista della COP26, la conferenza mondiale sul cambiamento climatico che quest\u2019anno si svolge a Glasgow, nel Regno Unito, in collaborazione con l\u2019Italia.<\/p>\n<p>L\u2019idea: <strong>piantare un miliardo di alberi. <\/strong>Spiega Mancuso: \u201c\u00c8 chiaro che non si debba pi\u00f9 continuare a permettere l\u2019uso dei combustibili fossili. Ma questo percorso, sebbene ineludibile, pu\u00f2 essere molto lungo. Perci\u00f2 \u2013 continua il botanico \u2013 torno ad affermare che quella di piantare una quantit\u00e0 sufficiente di alberi (che eliminano l\u2019anidride carbonica dall\u2019atmosfera) \u00e8 una soluzione chiave. Proponiamolo con decisione a Glasgow: <strong>che ogni paese della Terra pianti la propria quota di alberi\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019evento di The Economy of Francesco sar\u00e0 una piattaforma per dar voce e concretezza a questa e a molte altre iniziative. Avr\u00e0 come protagonisti i giovani che per due anni hanno costruito reti di collaborazione e progetti di ricerca e di impresa che oggi vengono alla luce come modelli per aprire la strada a una nuova economia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32056\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foto-4-300x169.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p>Povert\u00e0, finanza, lavoro, ecologia e impresa sono i temi principali del programma, arricchiti dal linguaggio della poesia di varie nazioni e dalla spiritualit\u00e0, perch\u00e9, per citare Papa Francesco, \u201cnon sar\u00e0 possibile impegnarsi in cose grandi partendo solo da una prospettiva teorica o individuale senza uno spirito che ti animi, senza una motivazione interiore che ti dia un senso, senza un sentimento di appartenenza e di radicamento che dia slancio all\u2019azione personale e collettiva\u201d.<\/p>\n<p>Sabato 2 ottobre alle 13:30 ora italiana, in diretta da Assisi. Un evento aperto a tutti che sar\u00e0 possibile seguire online, per un momento di incontro con altre iniziative regionali.<\/p>\n<p>Si potr\u00e0 seguire la trasmissione a questo link:<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCVKz5pM4geof3NvZO7GOylw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCVKz5pM4geof3NvZO7GOylw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non sei il proprietario di un negozio di fiori in una via di Glasgow, nel Regno Unito, collegare le piante con l\u2019economia e la COP26 non sembra particolarmente sensato. Ma attenzione, perch\u00e9 dalle associazioni pi\u00f9 impensabili nascono grandi idee. Il 2021 \u00e8 stato caratterizzato da grandi eventi internazionali e convenzioni mondiali. 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