{"id":72507,"date":"2021-10-22T13:34:07","date_gmt":"2021-10-22T11:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/dai-murales-allaccoglienza-la-rivoluzione-di-lecce\/"},"modified":"2025-11-26T15:52:14","modified_gmt":"2025-11-26T14:52:14","slug":"dai-murales-allaccoglienza-la-rivoluzione-di-lecce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/dai-murales-allaccoglienza-la-rivoluzione-di-lecce\/","title":{"rendered":"Dai murales all\u2019accoglienza: la rivoluzione di Lecce"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cLa bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d. \u00c8 proprio il caso di ripeterla questa massima di Dostoevskij per raccontare le iniziative di rinascita del quartiere \u201cStadio\u201d di Lecce, nel sud Italia.<\/em><\/p>\n<p>Sapete quando si dice che \u201canche l\u2019occhio vuole la sua parte\u201d? Nel caso che stiamo per raccontarvi, a mio avviso, vale tantissimo.<\/p>\n<p>Da quando ho conosciuto Tina D\u2019Oronzo e don Gerardo Ippolito, posso dire, per\u00f2, che lo stupore va ancora oltre la bellezza riconosciuta di una citt\u00e0: dentro Lecce c\u2019\u00e8 una storia fatta di tante storie che formano un barocco intreccio che parla non solo di bellezza, ma anche di vita, di relazione, di rinascita.<\/p>\n<p>\u00abIo sono qui da 10 anni\u00bb- dice don Gerardo, parroco della <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ParrocchiaSanGiovanniBattistaLecce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parrocchia di San Giovanni Battista<\/a>: il quartiere \u00e8 il \u201c167 B\u201d, o quartiere Stadio, nato negli anni \u201970 e favorito dalla scelta di un\u2019edilizia popolare che ben presto ha trasformato per\u00f2 il quartiere in un dormitorio, dove oggi ci sono tante famiglie e persone sole che vivono di espedienti, dove i giovani non hanno lavoro. Insomma, niente a che vedere con la Lecce da copertina che i turisti conoscono.<\/p>\n<p>\u00abIn questi anni lo \u201cStadio\u201d \u00e8 diventato un quartiere difficile per mancanza di servizi sociali, di lavoro, con lo sviluppo di una micro e macro-delinquenza, che hanno portato i giovani a non poter pi\u00f9 uscire la sera. La situazione \u00e8 peggiorata alla fine degli anni \u201970, quando lo Stato, ha voluto celebrare qui il processo alla Sacra Corona Unita, un&#8217;organizzazione criminale italiana di connotazione mafiosa che ha il suo centro proprio in Puglia. Questo processo ha bloccato tutto lo sviluppo del quartiere, e ancora oggi, se cammini per la strada non trovi un bar, ma nemmeno un negozio\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi per\u00f2, camminando per le strade del quartiere si pu\u00f2 notare anche qualcosa d\u2019altro, che sta attirando, proprio qui, visitatori, turisti, curiosi. Sono delle gigantesche opere d\u2019arte, dei murales, dipinti sulle facciate dei palazzi un tempo cupi e grigi, che non solo stanno riqualificando il quartiere, ma stanno provocando una vera e propria rivoluzione sociale, all\u2019insegna della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32696\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Insert-Murales-2-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>\u00abLa prima idea \u00e8 stata quella di rendere pi\u00f9 gioioso e colorato il muro dell\u2019oratorio: da qui l\u2019idea del primo murales, che ha trovato apprezzamento anche tra la gente. La cosa interessante \u00e8 che i giovani non l\u2019hanno imbrattato e sporcato, come spesso accade, e questo ci ha fatto capire che avremmo potuto continuare\u2026.\u00bb.<\/p>\n<p>Piano piano, grazie a un passaparola, e a dei giovani writers presenti nella zona, arrivano artisti da tante parti del mondo a dare bellezza ai palazzi del quartiere Stadio, e con loro fotografi, turisti, amministratori locali.<\/p>\n<p>\u00abLa cosa bella \u00e8 che l\u2019opera artistica \u00e8 frutto di una fraternit\u00e0 che si \u00e8 creata tra gli artisti e gli abitanti del quartiere. Qui gli unici centri di aggregazione sono la parrocchia e la scuola media. \u00c8 stato naturale, cos\u00ec, per le famiglie della parrocchia stessa arrivare a occuparsi di questi artisti: le signore hanno cucinato per loro, alcune abitanti del palazzo dove lavoravano, portavano i caff\u00e8, i pasticciotti (un dolce tipico della zona) hanno organizzato insieme una giornata al mare\u2026 Insomma si sono creati legami molto forti, una fraternit\u00e0 spontanea che ha fatto bene a tutti\u00bb.<\/p>\n<p>La conferma pi\u00f9 immediata di tutto quanto dice don Gerardo, \u00e8 sapere che la maggior parte di questi artisti sono ripartiti con le lacrime agli occhi, perch\u00e9 si sono sentiti parte di un progetto reale di aiuto verso i pi\u00f9 deboli, e parte di una grande famiglia allargata.<\/p>\n<p>Un\u2019altra conferma arriva da Tina D\u2019Oronzo, testimone di uno degli intrecci che ci sono in questa citt\u00e0. Tina infatti \u00e8 una delle iniziatrici della <a href=\"http:\/\/www.comunitachiaraluce.it\/www\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comunit\u00e0 Chiara Luce<\/a>, che con il lavoro di don Gerardo ha molto a che vedere.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019aspetto pi\u00f9 visibile dell\u2019opera di tutta la parrocchia sono i murales, ma se andiamo a ben guardare\u00bb- dice Tina &#8211; \u00abquesti sono solo una parte di un lavoro molto pi\u00f9 vasto che punta alla riqualificazione della vita delle persone prima di tutto, partendo da una relazione di fraternit\u00e0. In questo contesto nasce la Comunit\u00e0 Chiara Luce, che vuole contribuire alla rigenerazione del tessuto sociale a partire dalle periferie, da tutte le periferie, accogliendo mamme con bambini e minori soli. In realt\u00e0, per essere precisi, prima \u00e8 nata l\u2019<a href=\"https:\/\/www.associazionechiaraluce.it\/lassociazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Associazione Chiara Luce<\/a> e poi la Comunit\u00e0, e sono entrambe frutto dell\u2019esperienza di un gruppo di persone, gi\u00e0 amiche e legate qui a Lecce, da un ideale comune che \u00e8 quello di un mondo pi\u00f9 unito\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32691\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Insert-Murales-1-300x141.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p>In virt\u00f9 di questi valori, gli iniziatori si autofinanziano, rimandando anche spese importanti per la famiglia, rischiando del proprio\u2026 \u00abMa non ci siamo mai pentiti di questa scelta, nemmeno nei momenti pi\u00f9 difficili\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi la comunit\u00e0 lavora molto per l\u2019accoglienza dei minori, \u00e8 vero, ma anche per la cura di tante ferite esistenziali; \u00abil nostro motto \u00e8 \u201cdove c\u2019\u00e8 un dolore l\u00ec c\u2019\u00e8 uno spazio per dare, c\u2019\u00e8 spazio per noi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Il cerchio si allarga perch\u00e9, sia la parrocchia sia l\u2019Associazione, sono spazi aperti alla collaborazione con altre realt\u00e0 che sul territorio fanno la differenza per quanto riguarda l\u2019attenzione a chi soffre. Ed ecco che l\u2019intreccio diventa naturale. L\u2019occasione, ad esempio, \u00e8 la \u201cmensa pi\u00f9 bella del mondo\u201d, come l\u2019hanno chiamata, dove parrocchia e Associazione lavorano gomito a gomito.<\/p>\n<p>Tina continua: \u00ab\u00c8 vero, \u00e8 chiamata la mensa pi\u00f9 bella del mondo perch\u00e9 noi, insieme a don Gerardo, non offriamo dei pasti a chi non se li pu\u00f2 permettere. Noi pranziamo con queste persone, condividiamo una relazione, si mangia insieme e questo significa dare bellezza. A volte \u00e8 capitato che siano venute delle persone che non mangiavano nulla, avevano solo bisogno di stare in compagnia, con un ascolto o una carezza\u00bb.<\/p>\n<p>Certamente l\u2019obiettivo non \u00e8 assistenziale ma, attraverso la condivisione quotidiana, \u00e8 arrivare a un\u2019indipendenza: che sia economica ed esistenziale. Questo ha significato l\u2019apertura di una sartoria che d\u00e0 lavoro a cinque donne che oggi possono portare il pane a casa, ma anche l\u2019apertura di un laboratorio di oreficeria, con la lavorazione dell\u2019argento e delle pietre dure, che diventer\u00e0 un\u2019occasione di formazione professionale per ragazzi che non hanno particolari possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Qualcuno avr\u00e0 pure potuto prenderli per matti, ma a giudicare dai risultati, il percorso avviato \u00e8 quello giusto; Continua Tina: \u00abCertamente non \u00e8 stato facile, ma anche la scelta di investire di tasca propria ci ha dato come una spinta, per condividere con chi ha pi\u00f9 bisogno, le nostre risorse fatte di tempo, di idee, di vita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE poi\u00bb \u2013 continua don Gerardo \u2013 \u00abTutto questo \u00e8 l\u2019occasione anche per lavorare insieme a persone che magari non condividono la fede, non verrebbero mai a messa, ma credono nella fraternit\u00e0 e sono portatori di valori umani straordinari che poi si concretizzano nel servizio al prossimo. Poi magari\u2026 chi non viene a messa ci manda comunque i propri figli, e questo avviene perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 alla base di tutto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d. \u00c8 proprio il caso di ripeterla questa massima di Dostoevskij per raccontare le iniziative di rinascita del quartiere \u201cStadio\u201d di Lecce, nel sud Italia. Sapete quando si dice che \u201canche l\u2019occhio vuole la sua parte\u201d? Nel caso che stiamo per raccontarvi, a mio avviso, vale tantissimo. 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