{"id":72639,"date":"2021-12-24T18:52:11","date_gmt":"2021-12-24T17:52:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/le-parole-contano\/"},"modified":"2025-11-26T15:53:23","modified_gmt":"2025-11-26T14:53:23","slug":"le-parole-contano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/le-parole-contano\/","title":{"rendered":"Le parole contano"},"content":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa, la fuoriuscita della bozza del documento che proponeva le linee guida per una comunicazione inclusiva nella Commissione Europea ha generato, in Italia e in Europa, una serie di polemiche per un presunto tentativo di \u201ccancellazione\u201d del Natale.<\/p>\n<p>Il documento si intitolava \u201c#UnionOfEquality &#8211; European Commission Guidelines for Inclusive Communication\u201d (#UnionOfEquality &#8211; Linee guida della Commissione Europea per una comunicazione inclusiva). Il passaggio incriminato si trovava nella sezione dedicata a \u201cculture, stili di vita o credenze\u201d.<\/p>\n<p>Dopo aver suggerito di evitare di \u00abdare per scontato che tutti siano cristiani\u00bb e di considerare \u00abche le persone hanno tradizioni religiose e calendari diversi\u00bb, tra gli esempi di espressioni da evitare di dire o scrivere c\u2019era: \u00abIl periodo natalizio pu\u00f2 essere stressante\u00bb. Con il suggerimento di sostituirlo con: \u00abIl periodo delle feste pu\u00f2 essere stressante\u00bb. Un generico \u201cfeste\u201d, anzich\u00e9 \u201cNatale\u201d, insomma.<\/p>\n<p>Oltre le possibili polemiche, la questione fa riflettere. Pensiamo che solo cos\u00ec, sostituendo le parole che si riferiscono a momenti fondamentali di una cultura o religione, con dei blandi sinonimi, si possa arrivare ad una reale inclusione tra diversi? Come possono, le parole antiche, dalle radici profonde, aiutare a costruire una societ\u00e0 realmente inclusiva, senza doverle per forza \u201ccancellare\u201d?<\/p>\n<p>Respirando e condividendo le storie che ospitiamo su questo portale, abbiamo imparato che le diversit\u00e0 non sono un ostacolo, ma che possono diventare opportunit\u00e0 di riflessione, di maggior comprensione, di arricchimento reciproco e, se accolte, possono contribuire a costruire una societ\u00e0 realmente inclusiva. Cos\u00ec, le parole, se ascoltate.<\/p>\n<p>Abbiamo condiviso le nostre domande con alcuni protagonisti di queste storie: <strong>Haifa Alsakkaf<\/strong>, italo-yemenita, musulmana, direttrice dell\u2019organizzazione senza scopo di lucro Good World Citizen; <strong>Roberto Catalano<\/strong>, italiano, cristiano cattolico, esperto di dialogo interreligioso professore presso l\u2019Istituto Universitario Sophia; <strong>Silvina Chemen<\/strong>, argentina e rabbina della comunit\u00e0 ebraica \u201cBet-El\u201d di Buenos Aires. Questi i loro contributi che offriamo per arricchire la riflessione di tutti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34372\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2021-12-23-at-13.19.57-216x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"416\" \/><\/p>\n<p><strong>Haifa Alsakkaf, direttrice di Good World Citizen<\/strong><\/p>\n<p>Le parole sicuramente contano, ci definiscono, sono il nostro mezzo principale di comunicazione. Spesso, il problema sta nel fatto che molti termini hanno perso il loro valore reale e sono diventati dei suoni che si ripetono senza conoscerne il senso. Anche le parole che portano un significato religioso e spirituale spesso sono svuotate dal senso profondo che hanno, diventando solo un termine folkloristico che sentiamo e ridiciamo in certe occasioni. \u00c8 sbagliato cercare di cancellare queste parole, anzi, bisogna ridare a loro il pieno valore e significato. Credo che non ci sia nessuno che si possa sentire offeso o discriminato se si sente dire \u201cBuon Natale\u201d o \u201cRamadan Mubarak\u201d se conosce il senso di queste parole e il valore che portano.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 inclusiva accoglie tutte le persone con il loro bagaglio culturale che include anche tante parole che si riferiscono ad aspetti religiosi, culturali, linguistici, identitari o altro. Una societ\u00e0 realmente accogliente e inclusiva salvaguarda l\u2019unicit\u00e0 di ciascuna persona e rende significativa l\u2019esperienza di ciascuno, oltre a quello dell\u2019appartenenza a una collettivit\u00e0 ampia e composita. Ci vuole un approccio interculturale in cui c\u2019\u00e8 un processo di scambio di vedute aperto e rispettoso fra persone e gruppi diversi, in uno spirito di comprensione e di rispetto reciproci. Si tratta di un incontro tra diversi mondi o punti di vista e con l\u2019obiettivo di conoscersi e cooperare per il cambiamento positivo.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 un dato di fatto che viviamo in societ\u00e0 multiculturali e che siamo tutti sottoposti a esperienze e influenze culturali diverse. Ciascuna persona \u00e8 portatrice di tante ricchezze e valori e pu\u00f2 dare un contributo positivo alla societ\u00e0 e alle persone che ha intorno e che incontra tutti i giorni.\u00a0 L\u2019incontro con l\u2019altro, con il soggetto etnicamente e culturalmente differente, rappresenta una sfida, una possibilit\u00e0 di confronto e di riflessione e, soprattutto, un vantaggio e un\u2019occasione di arricchimento per tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34377\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2021-12-23-at-13.40.43-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><strong>Roberto Catalano, esperto di dialogo interreligioso, professore presso l\u2019Istituto Universitario Sophia<\/strong><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno, con l\u2019avvicinarsi del Natale, ritornano le polemiche, ormai annose, sui simboli tipici del Natale cristiano: eliminarli per rispetto delle nuove presenze religiose in Occidente o mantenerli?<\/p>\n<p>La questione \u00e8 destinata a durare e ad arricchirsi di tensioni e polemiche. Perch\u00e9 alla radice di questi malintesi non stanno tanto le identit\u00e0 degli altri, quanto la nostra. \u00c8 bene sottolineare che, con i dovuti problemi e questioni ad essi legati, i migranti o coloro che da tempo si sono trasferiti nel nostro Continente una loro identit\u00e0 ce l\u2019hanno. Soprattutto se sono musulmani. Siamo noi, invece, a essere piuttosto confusi. \u00c8 interessante notare, infatti, che le varie proposte e polemiche non sono mai sorte da lamentele da parte degli \u2018altri\u2019, ma piuttosto da persone o gruppi locali, di casa nostra. Nascono, normalmente, dal mondo laico \u2013 o meglio laicista \u2013 occidentale che, in nome di un patinato desiderio di assicurare l\u2019integrazione sociale di gruppi appartenenti ad altre culture e religioni, tende ad appiattire l\u2019identit\u00e0 occidentale e la sua radice ebraico-cristiana. Dietro a questi atteggiamenti, non c\u2019\u00e8 per niente un rispetto degli altri, quanto piuttosto il desiderio di appiattire il sentimento religioso. \u00c8 l\u2019onda lunga del retaggio proveniente dal relativismo di marca illuminista. Di fronte a queste polemiche e al clima che suscitano, persone di altre fedi si trovano ancora pi\u00f9 spaesate nel nostro Continente. Manca loro, infatti, la possibilit\u00e0 di avere riferimenti chiari.<\/p>\n<p>Il sapere di trovarsi in una parte di mondo dove si celebra la nascita di Ges\u00f9 non disturba. Teniamo conto che Ges\u00f9 \u00e8 un Profeta per l\u2019Islam. E, d\u2019altra parte, questa chiarezza permette ai nuovi arrivati di celebrare le proprie festivit\u00e0 come il Ramadam per i musulmani o Diwali per gli ind\u00f9, o, ancora, la miriade di altre feste della tradizione ebraica, buddhista, sikh e cos\u00ec via, in piena libert\u00e0 e senza problemi. L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 mai un ostacolo, soprattutto se accogliente e aperta gli altri, al culturalmente e religiosamente \u2018diverso\u2019. Il problema sta nel volere imporre la nostra identit\u00e0 agli altri e con essa la propria cultura e religione. Esattamente quello che l\u2019Occidente ha fatto per secoli e, in un certo senso, continua a fare anche oggi con la cultura laica \u2013 o come accennavo \u2013 laicista, che non ammette differenze a fronte di una apparente immagine neutrale in quanto a religione. Senza sapere chi sono o chi siamo, \u00e8 impossibile avere rapporti e dialogare. Stiamo, dunque, attenti a non ingannarci con falsi problemi che nascono da un vuoto identitario profondo di cui soffriamo in Occidente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34367\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/50015983_2249646351746052_5312473090263875584_n-1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p><strong>Silvina Chemen, rabbina della comunit\u00e0 ebraica \u201cBet-El\u201d di Buenos Aires<\/strong><\/p>\n<p>Agli albori della comunicazione sociale c\u2019\u00e8 una questione antica che si domanda se la realt\u00e0 esiste oltre il linguaggio o se il linguaggio genera le realt\u00e0.<\/p>\n<p>Naturalmente, io non faccio mai scelte escludenti. E tendo a pensare che il linguaggio incida sulla realt\u00e0, dia forza alla nascita di nuovi concetti, ma che, con la militanza applicata al solo linguaggio, non si ottenga nulla.<\/p>\n<p>L\u2019inclusione presuppone l\u2019abolizione di ogni barriera e il fare realmente posto a quell\u2019\u201caltro\u201d, a quell\u2019\u201caltra\u201d che prima non era ammessa come parte del nostro ambiente.<\/p>\n<p>Includere significa cambiare modi di fare antichi, accettare la novit\u00e0 del tempo, discutere approfonditamente dell&#8217;argomento e assumersi la responsabilit\u00e0 di una decisione cos\u00ec importante.<\/p>\n<p>Intendo dire che il tentativo di modificare il linguaggio mette in luce le nostre abitudini nel parlare e nello scrivere, le quali danno per scontate realt\u00e0 che vanno riesaminate.<\/p>\n<p>In sintesi, se la vita religiosa fosse pi\u00f9 egualitaria in termini di diritti e vocazioni, non sarebbe necessario modificare un linguaggio millenario e una pratica nata in un ambiente etero normativo e patriarcale dal quale ne derivano storie, personaggi e riti. Ges\u00f9, un uomo, \u00e8 nato con una missione che non era soltanto per gli uomini. Questo \u00e8 ci\u00f2 che bisogna capire innanzitutto.<\/p>\n<p>Per costruire, una societ\u00e0 realmente inclusiva anche attraverso le parole, \u00e8 necessario un sincero cambio di paradigma, cosa che, in molti ambiti, sta avvenendo. L&#8217;ampliamento dei diritti delle donne nel mondo, le loro lotte per un accesso agli studi e per delle opportunit\u00e0 lavorative egualitari sono note e stanno dando frutti, sebbene non tutti quelli sperati, per il momento.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che quando si lotta per l\u2019inclusione, l\u2019impegno dev&#8217;essere preso con tutti gli esclusi. A cosa vale aprire alle donne il sacerdozio se nel Mediterraneo i migranti continuano a morire sui barconi?<\/p>\n<p>Il cambio di paradigma comporta anche un deciso impegno politico verso un\u2019educazione inclusiva, una politica inclusiva dei mezzi di comunicazione, una gestione inclusiva dello Stato, e, ovviamente, una politica economica in cui nessun settore venga abbandonato ai margini.<\/p>\n<p>Purtroppo, sono i settori maggiormente esclusi a farsi carico delle proprie lotte per proteggere o estendere i diritti.<\/p>\n<p>Tuttavia, una societ\u00e0 davvero inclusiva \u00e8 quella che difende l\u2019interesse e il benessere di chiunque sia discriminato, dimenticato o messo a tacere.<\/p>\n<p>La lotta per l\u2019uguaglianza dei generi non dovrebbe essere una lotta delle donne.<\/p>\n<p>La lotta per l\u2019uguaglianza sociale ed economica non dovrebbe essere una lotta dei poveri.<\/p>\n<p>La lotta per stabilirsi in un Paese che li accolga non dovrebbe essere una lotta dei migranti.<\/p>\n<p>La pandemia lo ha dimostrato; il mondo intero si \u00e8 ammalato e non abbiamo capito che, se i Paesi ricchi continuano a tenere per loro i vaccini e i poveri continuano ad ammalarsi, non c\u2019\u00e8 ricco che possa salvarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche settimana fa, la fuoriuscita della bozza del documento che proponeva le linee guida per una comunicazione inclusiva nella Commissione Europea ha generato, in Italia e in Europa, una serie di polemiche per un presunto tentativo di \u201ccancellazione\u201d del Natale. 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