{"id":72679,"date":"2022-01-21T13:44:15","date_gmt":"2022-01-21T12:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/lamazzonia-ecuadoriana-e-il-problema-del-gas-flaring\/"},"modified":"2025-11-26T15:54:39","modified_gmt":"2025-11-26T14:54:39","slug":"lamazzonia-ecuadoriana-e-il-problema-del-gas-flaring","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/lamazzonia-ecuadoriana-e-il-problema-del-gas-flaring\/","title":{"rendered":"L\u2019Amazzonia ecuadoriana e il problema del gas flaring"},"content":{"rendered":"<p><em>In questo territorio pieno di ricchezze naturali e biodiversit\u00e0, le aziende petrolifere bruciano gas naturali \u201cdi scarto\u201d (in realt\u00e0 utili), inquinando e causando gravi danni alla salute di chi vive nei dintorni.<\/em><\/p>\n<p>Foreste, fiumi, lagune, cascate, migliaia di specie animali, piante medicinali, montagne sacre: tutto questo, e molto altro, \u00e8 l\u2019Amazzonia ecuadoriana. Ci vivono inoltre tante comunit\u00e0 indigene: popoli Quechua, Huaorani, Kickwa, Taromenani e molti altri, alcuni dei quali abitano proprio nel mezzo della foresta, a stretto contatto con la natura.<\/p>\n<p>Da 50 anni a questa parte, per\u00f2, questo territorio ha iniziato a cambiare volto: grandi parti di territorio sono state vendute a contadini, che hanno deforestato intere zone per farne campi da coltivare, e trarne legna da vendere. Un\u2019altra scoperta, poi, ha determinato un vero e proprio shock ambientale: il ritrovamento di grossi giacimenti petroliferi proprio sotto a questi territori. L\u2019oro nero ha cominciato ad essere estratto, e questa attivit\u00e0 ha comportato la costruzione di centinaia di torce petrolifere. Queste \u201ctorri infuocate\u201d bruciano i gas naturali che si trovano nel sottosuolo e che vengono sprigionati nel momento dell\u2019estrazione del petrolio. Pur essendo gas potenzialmente utili (spesso si tratta di gas metano, usato nelle cucine), non vengono riutilizzati, poich\u00e9 il processo sarebbe troppo costoso per l\u2019azienda petrolifera: vengono dunque considerati come gas di scarto e bruciati, producendo enormi quantit\u00e0 di Co2. Questo \u00e8 il processo che viene comunemente chiamato <em>gas flaring<\/em> (ossia \u201ccombustione di gas\u201d): uno spreco di risorse naturali, oltre che una fonte di inquinamento per l\u2019ambiente e per l\u2019uomo. E c\u2019\u00e8 un dato ancora pi\u00f9 allarmante: nel territorio dell\u2019Amazzonia ecuadoriana sono presenti 447 torce, accese giorno e notte, 7 giorni su 7.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 abbiamo intervistato Txarli, un frate cappuccino che vive proprio nell\u2019Amazzonia ecuadoriana, a Tiputini, e che lotta affinch\u00e9 il suo territorio, e le comunit\u00e0 che lo abitano, non vengano sfruttate e maltrattate, come invece sta avvenendo adesso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34688\" aria-describedby=\"caption-attachment-34688\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34688\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Terryjoyce-CC-BY-SA-3.0-via-Wikimedia-Commons-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"467\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-34688\" class=\"wp-caption-text\">Terryjoyce CC BY-SA 3.0 https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0 via Wikimedia Commons<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cLe torce stanno bruciando gas naturale giorno e notte, da 50 anni. Oltre al danno ambientale, pensate allo spreco! Lo Stato paga moltissimo denaro per acquistare il gas che consumiamo nelle cucine delle nostre case, e allo stesso tempo qui stiamo bruciando 5 volte la quantit\u00e0 di gas di cui avremmo bisogno, e che potrebbe essere usato anche per i motori delle aziende, costituendo un guadagno anche per loro. Eliminando le torce, e sfruttando il gas naturale, lo Stato ci guadagnerebbe.\u201d<\/p>\n<p>E allora perch\u00e9 non vengono spente? Secondo Txarli il motivo principale \u00e8 la corruzione. Si sono instaurati ormai dei rapporti di affari che non vogliono essere cambiati, e quindi non ci sono interessi a mettere in moto un cambiamento. Ma la situazione \u00e8 davvero grave, se si considerano anche le terribili conseguenze salutari dell\u2019inquinamento sulle persone che vivono l\u00ec: malattie respiratorie e tumorali, che hanno gi\u00e0 iniziato a verificarsi in molti soggetti.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019unico mezzo che abbiamo per combattere questa situazione \u00e8 la protesta. Abbiamo provato a seguire la via della giustizia, ma non \u00e8 servito\u201d. Txarli mi racconta che si sono presentate ad un processo giudiziario 9 ragazze, i cui genitori sono malati di tumore, per denunciare al tribunale della provincia di Sucumb\u00edos la violazione dei diritti umani (salute e benessere della persona) e dei diritti della natura, a causa delle torce. Il giudice ha condannato questa violazione dei diritti e ha chiesto che in 18 mesi tutte le torce petrolifere vicine alla popolazione vengano eliminate. Finora non \u00e8 stato fatto nulla; anzi, sono stati concessi dei permessi speciali alle compagnie petrolifere. La fiducia che queste persone riponevano nello Stato \u00e8 ormai tradita, e a loro non resta un altro strumento se non la protesta: far sentire la propria voce. Per farlo, gli abitanti di questi territori sono supportati da altre associazioni ambientali e mediche, che li appoggiano nella loro battaglia. Ma non \u00e8 facile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-34698\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2022-01-21-at-10.53.10-300x146.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"292\" \/><\/p>\n<p>Chiedo a Txarli quale sia il messaggio che vorrebbe trasmettere. Mi risponde cos\u00ec: \u201cQuesta terra che Dio ha benedetto \u00e8 meravigliosa, sacra, \u00e8 terra di bellezze mozzafiato, di biodiversit\u00e0. Ma alcune persone stanno distruggendo questo patrimonio che appartiene a tutta l\u2019umanit\u00e0. Chi distrugge questa terra non vive qui, eppure sta distruggendo anche un pezzo della (anche) sua <em>casa comune<\/em>. Possiamo essere tutti partecipi della difesa dell&#8217;Amazzonia, anche dall\u2019Europa o dall\u2019America del Nord. Ognuno pu\u00f2 fare qualcosa, iniziando col limitare la propria impronta di Co2 rilasciata nel pianeta. Noi ci siamo dati un obiettivo: piantare nuovi alberi e inquinare il 25% in meno ogni anno. Ma \u00e8 un invito per tutti. Come fare? Cominciamo da piccole cose: usiamo i mezzi pubblici, mangiamo meno carne, ricicliamo.\u201d<\/p>\n<p>Per capire come essere meno inquinanti, bisogna capire quanto lo si \u00e8 adesso. Per farlo, si possono utilizzare <a href=\"http:\/\/www.footprintcalculator.org\/home\/en\">diverse piattaforme che aiutano proprio a misurare la \u201ccarbon footprint\u201d<\/a>, ossia l\u2019impronta di Co2 che ognuno di noi emette nel pianeta. Misurandola, ci si rende conto di quanto si possa fare per iniziare a diminuirla. La consapevolezza \u00e8 il primo passo verso il miglioramento.<\/p>\n<p><em><strong>\u201cSiamo tutti inquinatori\u201d &#8211; conclude Txarli &#8211; \u201cma dobbiamo lottare per il cambiamento: non essere pi\u00f9 parte del problema, ma parte della soluzione.\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p><div class=\"cookieconsent-optout-marketing\">\n                        <a href=\"javascript:Cookiebot.renew()\" style=\"background: url(https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/plugins\/yt-placeholder-cookiebot\/assets\/placeholder.jpg) no-repeat center center \/ cover; aspect-ratio: 1 \/ 0.48; width: 100%; display: block; margin: 20px 0; position: relative; background-size: cover; background-position: center;\">\n                            <span style=\"position: absolute; bottom: 20px; width: 100%; padding: 0 5%; text-align: center; box-sizing: border-box;\">Per visualizzare questo video \u00e8 necessario abilitare tutti i Cookie<\/span>\n                        <\/a>\n                   <\/div><iframe loading=\"lazy\" title=\"Los mecheros nos est\u00e1n matando\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rw8I4ZNCdT4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo territorio pieno di ricchezze naturali e biodiversit\u00e0, le aziende petrolifere bruciano gas naturali \u201cdi scarto\u201d (in realt\u00e0 utili), inquinando e causando gravi danni alla salute di chi vive nei dintorni. 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