{"id":72727,"date":"2022-02-22T12:57:10","date_gmt":"2022-02-22T11:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/una-diplomazia-dei-piccoli-gesti\/"},"modified":"2025-11-26T15:55:10","modified_gmt":"2025-11-26T14:55:10","slug":"una-diplomazia-dei-piccoli-gesti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/una-diplomazia-dei-piccoli-gesti\/","title":{"rendered":"Una diplomazia dei piccoli gesti"},"content":{"rendered":"<p><em>Come si vive a Kiev (Kyiv), in questi giorni di tensione per una possibile guerra? Abbiamo intervistato Mira Milavec, in Ucraina da quasi tre anni.<\/em><\/p>\n<p>Venti di guerra soffiano nelle ultime settimane sull\u2019Est Europa con il braccio di ferro tra il governo filo-occidentale di Kyiv e quello russo. Da settimane si respira una tensione tra i due Paesi che dura almeno dal 2014 e ha precise cause politiche ed economiche che affondano ancora pi\u00f9 indietro nel tempo. Non vorremmo fare qui un\u2019analisi geopolitica, non ci compete, ma abbiamo voluto ascoltare la voce di chi vive sulla propria pelle, in modo diretto, questa situazione. Abbiamo cos\u00ec raggiunto Mira Milavec, slovena, che da tre anni abita a Kiev (Kyiv).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35174\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2022-02-19-at-09.46.33-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><strong>I media ci stanno raccontando tutti i giorni ci\u00f2 che sta accadendo in Ucraina. Come lo racconteresti tu, che vivi proprio a Kiev (Kyiv)?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn questi ultimi tempi ci hanno chiesto interviste per diverse radio, televisioni e ci chiedono come stiamo vivendo: ti dico la verit\u00e0, noi non viviamo la tensione che all\u2019estero viene raccontata. Sappiamo dei problemi, sappiamo che ci potr\u00e0 essere una guerra e ci stiamo preparando al cosiddetto \u201cpiano B\u201d ma qui stiamo cercando soprattutto di andare avanti con tutto quello che la quotidianit\u00e0 ci chiede e con il nostro lavoro improntato al dialogo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando parli di lavoro improntato al dialogo cosa intendi? Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo mi trovo a Kyiv per sostenere e incoraggiare la comunit\u00e0 del Movimento dei Focolari, e lavoro con Caritas. Dalla mattina alla sera, o per lavoro, ma soprattutto per scelta di vita, cerco il dialogo in ogni occasione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le difficolt\u00e0 pi\u00f9 evidenti che incontrate?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019Ucraina \u00e8 un Paese molto eterogeneo, un popolo ricco ma che ha sofferto tantissimo. La maggioranza \u00e8 della Chiesa ortodossa, ma se ci mettiamo a parlare con la gente di quello che sta succedendo, alcuni sono pronti a scendere per strada per proteggersi, e questo ti fa capire che c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare, la strada per il dialogo \u00e8 molto faticosa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Secondo te perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer quello che dicevo poco fa. \u00c8 gente che ha sofferto tanto, ha una storia complessa, e che ora si trova a vivere sola, abbandonata dai russi e adesso anche dall\u2019Europa, che qui si ha la percezione essere molto lontana, pi\u00f9 preoccupata dei propri interessi. Questo abbandono ha portato anche a livello personale a un individualismo che in una situazione di tensione cos\u00ec pu\u00f2 esplodere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu vivi a Kyiv dal 2019, cosa puoi dirci del popolo ucraino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa una parte c\u2019\u00e8 quello che vi ho detto: gente tradizionale che tendenzialmente ancora fa fatica a vedere e capire che l\u2019altro \u00e8 mio fratello. Per un verso opposto invece, quando ci si mette in ascolto, ed \u00e8 la mia esperienza, la gente ti d\u00e0 tutto, ti apre il cuore e porta avanti tante azioni concrete di vicinanza all\u2019altro. L\u2019individualismo nasce dalla paura, dall\u2019essere lasciati soli, non dalla volont\u00e0 di allontanarsi dagli altri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si fa a conquistare questa fiducia dell\u2019altro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAd esempio con la scelta di restare. Negli ultimi giorni, come stranieri, in previsione del peggio abbiamo avuto tante occasioni e offerte, anche diplomatiche, per tornare nei nostri Paesi. Io, insieme alle mie compagne e alla mia comunit\u00e0, abbiamo fatto un discernimento ed \u00e8 stato subito chiaro che non saremmo potute partire. Questa \u00e8 la nostra gente, la nostra famiglia, qui con loro dobbiamo e vogliamo stare. Questa scelta ha colpito tante persone, che si sono accorte di potersi fidare di noi, hanno capito che siamo qui per qualcosa di pi\u00f9 grande\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-35179\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2022-02-19-at-09.45.35-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p><strong>Il dialogo rimane sempre una sfida\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl 26 Gennaio scorso, nella giornata di preghiera voluta da Papa Francesco per la pace in Ucraina, il Nunzio Apostolico alla messa ha parlato espressamente di preghiera per i nemici. Non \u00e8 facile, ma qui capisco che per rispondere alla sfida ci vuole soprattutto la vita, la testimonianza, nelle cose piccole e in quelle grandi, per mostrare un\u2019alternativa possibile e uno sguardo pi\u00f9 ampio. La sfida \u00e8 riuscire a essere fedeli proprio a questa testimonianza. Ma gi\u00e0 la scelta di restare, come dicevo prima, \u00e8 stata molto forte, ha dato una scossa. E non solo la scelta nostra dei Focolari, ma anche quella della Chiesa e di tante persone che fanno del bene e non sono scappate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vi aiutate reciprocamente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec \u00e8 chiaro, siamo collegati, ognuno cerca di aiutare l\u2019altro, o nella predisposizione del piano B, o indicando i luoghi pi\u00f9 sicuri in caso di pericolo, ma soprattutto facendoci forza a vicenda e portando a termine la nostra parte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 la tua parte adesso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 lavorare per un progetto Caritas contro la violenza domestica e la protezione delle donne. \u00c8 un progetto che partir\u00e0 il 1\u00b0 Marzo, e lo stiamo portando avanti nonostante tutto, perch\u00e9 \u00e8 quello che dobbiamo fare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>State facendo tanti sforzi e nel mentre la politica va da un\u2019altra parte..<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto non saprei dirtelo, ma posso dirti, senza fare nomi, che ci sono alcuni diplomatici, ambasciatori, le mogli degli ambasciatori che credono nel dialogo, pregano per questo, lavorano per questo. \u00c8 un lavoro durissimo, ma essenziale, che prima o poi dar\u00e0 i suoi risultati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pregano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec pregano, preghiamo tutti per la pace, in certi casi anche insieme, e cerchiamo di mettere in atto quella diplomazia della fraternit\u00e0 nelle piccole cose che poi fa la differenza. Questo, cos\u00ec come l\u2019aiuto reciproco che \u00e8 in atto, ti fa capire che l\u2019amore \u00e8 davvero pi\u00f9 forte di tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E noi cosa possiamo fare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPromuovere questo dialogo, fare il dialogo a ogni costo, anche nelle piccole cose della vita: chiedersi e fare discernimento di fronte a ogni situazione difficile: posso creare panico, pi\u00f9 divisione o faccio qualcosa per il dialogo? Per i vasi comunicanti, quello che vivi tu, fa bene anche a me a noi che in questi momenti, senza sapere se vivremo ancora o no, pensiamo due volte a cosa dire e a cosa fare. Soprattutto a ci\u00f2 che rimane. E alla fine rimane che siamo fratelli. Non c\u2019\u00e8 altro adesso\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si vive a Kiev (Kyiv), in questi giorni di tensione per una possibile guerra? Abbiamo intervistato Mira Milavec, in Ucraina da quasi tre anni. 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