{"id":72864,"date":"2022-06-03T07:49:48","date_gmt":"2022-06-03T05:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/donne-coltivatrici-e-impegnate-per-il-bene-comune\/"},"modified":"2025-11-26T16:11:50","modified_gmt":"2025-11-26T15:11:50","slug":"donne-coltivatrici-e-impegnate-per-il-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/donne-coltivatrici-e-impegnate-per-il-bene-comune\/","title":{"rendered":"Donne, coltivatrici e impegnate per il bene comune"},"content":{"rendered":"<h5>Di Gustavo Monteiro &#8211; Cidade Nova<\/h5>\n<p><em>AGROECOLOGIA. In Brasile, un\u2019associazione della Zona da Mata Alagoana rimette al centro le donne, la cura dell&#8217;ambiente e il senso della comunit\u00e0. Quando Maria Lucilene dos Santos \u00e8 arrivata nelle terre che sarebbero diventate l\u2019insediamento Zumbi dos Palmares<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>, a Branquinha, nella Zona da Mata Alagoana (Brasile), nel 1996, il paesaggio era piuttosto desolato. Il terreno era da tempo diventato infertile, a causa di secoli di monocoltura della canna da zucchero.<\/em><\/p>\n<p>Sono stati necessari una buona dose di pazienza e molto lavoro per riuscire a piantare, ottenere un raccolto e costruire un posto dove abitare. A poco a poco, diverse persone, associazioni e organizzazioni si sono dette disponibili ad aiutare. Molti, per\u00f2, si arrendevano davanti alle prime difficolt\u00e0, altri avevano secondi fini, oppure cercavano di intascare il ricavato dell&#8217;attivit\u00e0 agricola, o ancora lo distribuivano solo fra gli uomini. Gli acquirenti, ad esempio, spesso compravano i prodotti ma non li pagavano.<\/p>\n<p>\u201c\u2018Le donne devono stare in casa a prendersi cura dei figli\u2019, questo ci sentivamo dire\u201d, ricorda Lucilene, oggi presidentessa dell\u2019Associazione Produttrici Agroecologiche della Zona da Mata Alagoana (Aproagro). L\u2019associazione conta 17 membri attivi ed \u00e8 presente in almeno altri tre insediamenti della regione. Grazie al lavoro dell\u2019Aproagro, la comunit\u00e0 dell\u2019insediamento ha ottenuto il primo certificato di produzione biologica e agricoltura familiare dello stato di Alagoas.<\/p>\n<p>In seguito a questo riconoscimento, le produttrici hanno ottenuto dal governo federale anche un camion per vendere i propri prodotti, che ha permesso loro di partecipare a diversi mercati biologici della regione e della capitale, Macei\u00f3, a 70 chilometri dall\u2019insediamento.<\/p>\n<p>Queste e tante altre conquiste sono il frutto del sudore di donne e uomini della comunit\u00e0, e dei partenariati stipulati nel corso degli anni con la societ\u00e0 civile. Alla base di tutto, poi, ci sono relazioni umane sincere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37652\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2022-06-02-at-11.25.34-AM.jpeg\" alt=\"\" width=\"685\" height=\"279\" \/><\/p>\n<p><strong>MONDO UNITO E PIEDI NEL FANGO <\/strong><\/p>\n<p>Quando Cristina Lira \u00e8 arrivata all\u2019insediamento Zumbi dos Palmares per il suo progetto di tesi di laurea, nel 2000, non riusciva a capacitarsi di come una zona dal terreno fertile, coperta dalla foresta pluviale atlantica e bagnata regolarmente dalle piogge potesse ospitare uno dei comuni pi\u00f9 poveri del paese.<\/p>\n<p>La sua formazione di architetto-urbanista ha permesso di puntare sullo sviluppo sostenibile e umano per combattere la povert\u00e0 attraverso l\u2019Economia di Comunione. \u201cQuando pioveva non potevamo raggiungere l\u2019insediamento in auto. Io e gli altri borsisti dell\u2019universit\u00e0 dovevamo proseguire a piedi, nel fango. Una volta, mentre camminavo, ho perfino perso una scarpa\u201d, ricorda Cristina.<\/p>\n<p>Nonostante la sua determinazione ad aiutare la comunit\u00e0, la ricercatrice era vista con diffidenza dagli abitanti. \u201cQuando \u00e8 arrivata, non mi fidavo di lei. Pensavo sarebbe stata un&#8217;altra delle tante persone che arrivavano qui e poi ci abbandonavano. Quando l\u2019ho vista venire qui giorno dopo giorno, con il sole o con la pioggia, anche se non sapeva camminare nel fango, allora ho capito che sarebbe stato diverso\u201d, racconta Lucilene. \u201cDa allora, \u00e8 lei che costruisce ponti. Lei li costruisce, noi li attraversiamo\u201d, continua, riferendosi ai tanti sogni diventati realt\u00e0.<\/p>\n<p>Durante l\u2019ultima riunione prima della laurea, uno dei leader della comunit\u00e0 ha chiesto a Cristina: \u201cMa adesso ci lasci?\u201d Madre di quattro figli, l&#8217;architetta ha sentito che quell\u2019esperienza era stata come una quinta gravidanza: non poteva abbandonare quelle persone, anche se da sola non avrebbe potuto fare molto. Bisognava quindi creare dei partenariati.<\/p>\n<p>Qualche anno pi\u00f9 tardi, Cristina ha co-fondato l\u2019Instituto Mundo Unido, che accompagna la comunit\u00e0 nei rapporti con le istituzioni, le organizzazioni non governative e le aziende. Oltre a ottenere il camion per le vendite e il certificato di produzione familiare e biologica, l\u2019Instituto Mundo Unido e l\u2019Aproagro hanno anche avviato corsi di formazione per i giovani, corsi di artigianato, di imprenditoria, progetti di assistenza odontoiatrica e medicina generale e di educazione alla pace per bambini.<\/p>\n<p><strong>&#8220;LA DONNA CHE VA IN GIRO NON HA BUONA FAMA&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Cristina racconta che ogni volta che visita l\u2019insediamento lo fa con l\u2019intento di servire, mettersi a disposizione e \u201cfare famiglia\u201d. Questo clima di famiglia, forse, \u00e8 proprio il segreto dei progressi fatti. \u201cSe arrivano delle risorse, diamo la priorit\u00e0 alle necessit\u00e0 degli altri. Facciamo il punto su chi ha gi\u00e0 una cisterna per l&#8217;acqua, ad esempio, e sorteggiamo il denaro tra quelli che non ce l\u2019hanno. Non teniamo niente per noi. I soldi che avanzano vengono investiti per la sede dell\u2019associazione\u201d, spiega Lucilene.<\/p>\n<p>\u00c8 Silvaneide Mota, tesoriera dell\u2019Aproagro, che si occupa di documentare meticolosamente tutte le spese per la rendicontazione mensile e annuale, svolta insieme alle autorit\u00e0, impegno che ha gi\u00e0 permesso di assicurare la continuit\u00e0 di alcuni progetti. \u201cA volte \u00e8 faticoso. Non ho un momento libero in tutta la giornata. Se non sono all&#8217;associazione, sono in chiesa o al mercato, oppure a casa a prendermi cura delle piante e degli animali\u201d, racconta. Lucilene afferma: \u201cNon abbiamo mai pensato di arrenderci. Stiamo costruendo un mondo migliore per chi verr\u00e0 dopo, anche se noi non vedremo immediatamente i risultati dei nostri sforzi.\u201d \u201cNon ci fermiamo, e questo alimenta i pregiudizi e il maschilismo. \u2018La donna che va in giro non ha buona fama\u2019, dicono. Ma noi non facciamo nulla per noi stesse. Tutto quello che facciamo, lo facciamo pensando al bene della comunit\u00e0\u201d, conclude.<\/p>\n<p><strong>LA FORZA DI ANDARE AVANTI<\/strong><\/p>\n<p>Ancora oggi le sfide sono tante: una buona parte dei lotti dell\u2019insediamento, per esempio, non ha aderito all&#8217;associazione, e i suoi membri diminuiscono. Ma Silvaneide non si scoraggia. \u201cCi sono giorni in cui torno a casa senza aver pranzato, dopo aver corso dalla banca alla chiesa e dalla chiesa alla piantagione. Mi viene il mal di testa e penso di lamentarmi con Dio. In quei momenti guardo il mio giardino, vedo le galline, le pecore, tutto ci\u00f2 che mi d\u00e0 sostentamento, tutto ci\u00f2 che io e mio marito abbiamo conquistato. Di cosa dovrei lamentarmi? Chiudo gli occhi e ringrazio Dio di tutto. Poi chiedo la forza di poter fare ancora di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Un \u201cinsediamento di riforma agraria\u201d, in Brasile, \u00e8 un insieme di unit\u00e0 agricole create dall&#8217;INCRA (Istituto Nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria) su una propriet\u00e0 rurale.<\/p>\n<p>Ognuna di queste unit\u00e0, chiamate parcelle o lotti, \u00e8 destinata a una famiglia agricola o a un lavoratore rurale che non si trova nelle condizioni economiche per acquistare una propriet\u00e0 rurale.<\/p>\n<p>La famiglia beneficiaria deve stabilirsi sul lotto e coltivarlo, sviluppando varie attivit\u00e0 produttive. (<em>NdT<\/em>, fonte: <a href=\"https:\/\/www.gov.br\/incra\/pt-br\/assuntos\/reforma-agraria\/assentamentos\">https:\/\/www.gov.br\/incra\/pt-br\/assuntos\/reforma-agraria\/assentamentos<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Gustavo Monteiro &#8211; Cidade Nova AGROECOLOGIA. 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