{"id":73281,"date":"2023-01-31T09:00:29","date_gmt":"2023-01-31T08:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/sfide-ambientali-per-il-mondo-post-cop27-2\/"},"modified":"2025-11-26T16:15:34","modified_gmt":"2025-11-26T15:15:34","slug":"sfide-ambientali-per-il-mondo-post-cop27-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/sfide-ambientali-per-il-mondo-post-cop27-2\/","title":{"rendered":"Sfide ambientali per il mondo post-COP27"},"content":{"rendered":"<p><em>Alcuni esperti brasiliani propongono delle strategie per aggirare la crisi ambientale e trasformare in realt\u00e0 gli obiettivi della ventisettesima Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ultimo rapporto del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), pubblicato nel 2022, ha riconfermato ancora una volta ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 noto sulla situazione del clima: gli effetti dei cambiamenti climatici si avvertono gi\u00e0 e causano gi\u00e0 danni in diversi punti del pianeta; i paesi sviluppati continuano a inquinare e a contribuire all&#8217;aggravarsi della crisi ambientale in misura proporzionalmente maggiore rispetto ai paesi in via di sviluppo, ma \u00e8 in questi ultimi che gli effetti dei cambiamenti climatici sono maggiormente catastrofici, con siccit\u00e0, inondazioni e disastri ambientali. Il debito con la natura sta diventando molto oneroso, e il conto arriva a casa di chi non ne ha alcuna responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Basata sugli ultimi dati scientifici dell\u2019IPCC, la ventisettesima Conferenza dell\u2019ONU sui Cambiamenti Climatici (COP27) ha riunito leader da tutto il mondo per lanciare un allarme: il cambiamento climatico \u00e8 reale, e se vogliamo davvero raggiungere l\u2019obiettivo di neutralizzare le emissioni di carbonio entro il 2050 ed evitare l\u2019aumento di 1,5 gradi della temperatura della Terra, occorre prendere misure pi\u00f9 efficaci mediante decisioni pi\u00f9 drastiche. Ci\u00f2, naturalmente, implica un cambiamento culturale che deve avvenire in tutti i campi della societ\u00e0: dal modo in cui produciamo alle abitudini di consumo, dallo stile di vita alla coscienza politica nell&#8217;elezione dei candidati e nell\u2019elaborazione delle politiche pubbliche.<\/p>\n<p>Con questo obiettivo in mente, United World Project, attraverso l\u2019Instituto Agir Ambiental, ha invitato alcuni esperti del paese che contiene in s\u00e9 la pi\u00f9 grande biodiversit\u00e0 del mondo, con pi\u00f9 di 116.000 specie animali e pi\u00f9 di 46.000 specie vegetali conosciute. Sempre l\u00ec, in Brasile, solo nel 2022, secondo l\u2019Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali, INPE), sono scomparsi 11.568,00 km\u00b2 di foresta amazzonica a causa della deforestazione illegale.<\/p>\n<p>\u00c8 partendo da questo paese, il Brasile, che gli esperti hanno risposto alla domanda: cosa occorre fare per adottare una cultura sostenibile capace di permeare la societ\u00e0 nel suo complesso e di trasformare in realt\u00e0 gli obiettivi discussi alla COP27?<\/p>\n<figure id=\"attachment_41196\" aria-describedby=\"caption-attachment-41196\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41196\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foto-Divulgacao_Ministerio-da-Defesa.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-41196\" class=\"wp-caption-text\">Foto Divulga\u00e7\u00e3o_Ministerio da Defesa | A 17\u00aa Brigada de Infantaria de Selva, com a participa\u00e7\u00e3o de \u00d3rg\u00e3os Estaduais e Federais, no contexto da Opera\u00e7\u00e3o (Op) de Garantia da Lei e da Ordem (GLO) VERDE BRASIL\/17, realizou a\u00e7\u00e3o repressiva contra garimpos ilegais na regi\u00e3o da Unidade de Conserva\u00e7\u00e3o (UC) Campos Amaz\u00f4nicos, no sul do Estado do Amazonas.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Politiche pubbliche e dialogo partecipativo<\/strong><\/p>\n<p>Per Evandro Branco, dottore di ricerca in Scienze Ambientali e impiegato dell\u2019Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (INPE), organo che, tra le varie missioni, \u00e8 responsabile del monitoraggio ufficiale del disboscamento della vegetazione nativa brasiliana, per cambiare il clima del pianeta occorre \u201ccambiare il clima delle istituzioni\u201d. A suo parere, un governo che si dimostra responsabile e favorevole al dibattito ambientale \u00e8 capace di influenzare la sfera pubblica nel suo complesso.<\/p>\n<p>\u201cLa politica estera \u00e8 importante, ma \u00e8 interessante anche vedere come essa pu\u00f2 capillarizzarsi e permeare tutti i settori della societ\u00e0\u201d, afferma Branco. Secondo lui, l\u2019insediamento dell&#8217;attuale presidente brasiliano, Lu\u00eds In\u00e1cio Lula da Silva, avvenuta poco dopo la sua partecipazione alla COP27, pu\u00f2 di per s\u00e9 mutare il clima istituzionale: \u201cUna volta alterato questo clima, ci aspettiamo che questo cambiamento ricada a cascata sugli altri livelli amministrativi (statale e comunale), che arrivi alle citt\u00e0 e perfino a stati e comuni non allineati con questo programma politico, perch\u00e9 l\u2019ambiente istituzionale a livello federale influenza molto le altre istanze del potere pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Branco, eleggere politici sensibili alle tematiche legate all\u2019ecologia e alla sostenibilit\u00e0 e implementare politiche pubbliche attraverso la partecipazione attiva come cittadini pu\u00f2 essere un buon modo di contribuire allo sviluppo sostenibile del pianeta.<\/p>\n<p><strong>Educazione ambientale a scuola e fuori<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019altra strategia per concretizzare gli obiettivi e gli accordi discussi durante la COP \u00e8 investire nell\u2019educazione ambientale. \u201cL\u2019educazione ambientale dev\u2019essere in grado di raggiungere tutti gli ambiti della societ\u00e0\u201d, sostiene Andrea Pupo, laureata in Conservazione della Biodiversit\u00e0 e Sviluppo Sostenibile, educatrice e membro dell\u2019Instituto de Pesquisas Ecol\u00f3gicas (Istituto di Ricerche Ecologiche, IPE).<\/p>\n<p>Per Pupo, l\u2019educazione ambientale pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace se presentata come un&#8217;esperienza da vivere dentro e fuori dalla classe, ma sempre in modo critico e partecipativo: \u201cLo studente sperimenta, conosce, tocca con mano, vive in prima persona ogni momento, e impara a rispettare l\u2019ambiente facendo le cose, non solo assistendo a una lezione o guardando un video\u201d, afferma l&#8217;educatrice.<\/p>\n<p>Per Andrea, l&#8217;educazione ambientale dev\u2019essere in grado di arrivare a tutti gli ambiti della societ\u00e0. Dev\u2019essere presente negli affari, nel commercio, nei servizi. E ci\u00f2 non significa che debba per questo smettere di essere formale o di essere proposta nelle scuole. \u201cL\u2019educazione ambientale deve uscire dalla bolla scolastica, superare il luogo comune secondo cui le cose possono accadere solo l\u00ec.\u00a0 No. La societ\u00e0 ha bisogno di essere educata al rispetto dell&#8217;ambiente. Dev\u2019esserci educazione ambientale al supermercato, in chiesa, al tempio, in fabbrica, nei centri commerciali, in piazza, dappertutto. Ogni luogo deve educare le persone al rispetto dell&#8217;ambiente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Educare a nuove strategie di adattamento<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;educazione ambientale, poi, non si limita a strategie sporadiche. \u201cNon si tratta solo di abbracciare alberi una volta all&#8217;anno. Occorre pensare un&#8217;educazione ambientale orientata alle capacit\u00e0 di adattamento. Ovvero, come i territori possono prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici, come possono affrontarli e non lasciare che si amplifichino\u201d, spiega Evandro Branco, dell\u2019INPE. \u201cOccorre riflettere su come ciascun territorio pu\u00f2 prevenire le conseguenze catastrofiche e proteggersi da esse\u201d. A questo scopo esistono una serie di iniziative possibili, come le strutture di monitoraggio e la preparazione ai disastri naturali. Occorre prepararsi a inondazioni, allagamenti, frane, siccit\u00e0. Come prepariamo i territori a questo?\u201d<\/p>\n<p><strong>Rendersi conto che, in natura, tutto \u00e8 collegato<\/strong><\/p>\n<p>Il responsabile ambientale Rafael Gir\u00e3o, di Agir Ambiental, sostiene che una delle sfide legate all\u2019introduzione di una nuova cultura pi\u00f9 ecologica \u00e8 il pensare la sostenibilit\u00e0 come qualcosa che riguarda tutte le dimensioni del pianeta, compresa la vita umana e le sue dinamiche. \u201cUna sfida che abbiamo davanti \u00e8 quella di tornare a pensare l\u2019ambiente come qualcosa di integrato\u201d.<\/p>\n<p>A suo parere, \u00e8 impossibile decidere di concentrarsi su un solo aspetto dell\u2019ecologia e trascurare tutti gli altri. \u201cPer pensare alla rivitalizzazione idrica di un territorio, ad esempio, devo garantire che l&#8217;acqua possa infiltrarsi nel terreno e che non sia contaminata. Ma occorre anche pensare alle persone che vivono l\u00ec e che hanno fame, che hanno bisogno di generare un reddito. Bisogna pensare alla fauna, all\u2019impollinazione delle piante della zona, all\u2019equilibrio della vegetazione, a evitare l&#8217;erosione del terreno\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Pensare la natura e la societ\u00e0 come parte di un unico sistema<\/strong><\/p>\n<p>Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (OSS) dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e i rispettivi \u201ctraguardi\u201d sono una buona radiografia delle sfide socio-ambientali del pianeta. E sono gi\u00e0 utilizzati da enti pubblici e privati in tutto il mondo come obiettivi e parametri di analisi dei territori. Tra gli OSS, contrariamente a quanto si possa immaginare, troviamo anche questioni che, all\u2019apparenza, non sono direttamente legate al clima e alla biodiversit\u00e0, come ad esempio la parit\u00e0 di genere e le pari opportunit\u00e0 tra uomini e donne. Nonostante sembrino slegate, le tematiche sociali si collocano dentro l\u2019ambiente, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla al mondo che, fatto in modo selettivo, non abbia un impatto su una realt\u00e0 pi\u00f9 grande. \u201cGli OSS ci avvertono che abbiamo un mondo solo e che tutto \u00e8 interconnesso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Valorizzare le iniziative locali<\/strong><\/p>\n<p>Infine, Rafael Gir\u00e3o d\u00e0 un suggerimento. Per le questioni socio-ambientali, la strada \u00e8 valorizzare il locale, privilegiare i produttori locali, garantire che i rifiuti siano raccolti nel modo migliore, pensare al riciclaggio dei rifiuti e al compostaggio per lo smaltimento degli scarti organici. \u201cPrivilegiando il locale, si minimizzano altri tipi di impatto. Occorre valorizzare gli alimenti locali, che non necessitano di un lungo trasporto, riducendo cos\u00ec la dipendenza da altre regioni del paese [e da altri paesi], oltre che la dipendenza dalla variazione del costo finale del prodotto, legata all\u2019aumento del prezzo dei combustibili [e ad altri fattori come guerre e conflitti]. Proprio davanti casa pu\u00f2 esserci qualcuno che produce alimenti, e si pu\u00f2 sempre creare un orto comunitario\u201d.<\/p>\n<p>E tu, come pensi che possiamo rendere la nostra \u201ccasa comune\u201d un posto migliore anche dal punto di vista ambientale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni esperti brasiliani propongono delle strategie per aggirare la crisi ambientale e trasformare in realt\u00e0 gli obiettivi della ventisettesima Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici. 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