{"id":73301,"date":"2023-02-11T20:36:15","date_gmt":"2023-02-11T19:36:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/gli-indigeni-sono-custodi-del-futuro\/"},"modified":"2025-11-26T16:15:50","modified_gmt":"2025-11-26T15:15:50","slug":"gli-indigeni-sono-custodi-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/gli-indigeni-sono-custodi-del-futuro\/","title":{"rendered":"Gli indigeni sono custodi del futuro"},"content":{"rendered":"<p><em>Uscire dalla propria comfort zone e andare incontro alle comunit\u00e0 indigene del proprio paese ha permesso a Jes\u00fas Becerril, giovane economista messicano, di ampliare i propri orizzonti professionali e vocazionali. Ci\u00f2 che ha avuto inizio come un\u2019esperienza di volontariato \u00e8 diventata un\u2019occasione che ha trasformato la sua vita a 360 gradi.<\/em><\/p>\n<p>Jes\u00fas vive a Citt\u00e0 del Messico, dove insegna alla Facolt\u00e0 di Economia dell\u2019Universidad Aut\u00f3noma del Estado de M\u00e9xico, e da qualche anno collabora con alcuni progetti di interculturalit\u00e0 alla Misi\u00f3n Ind\u00edgena de Bayam\u00f3n, nel Chiapas, in Messico. Il suo spirito di servizio nel sociale lo ha mantenuto sempre attivo in varie iniziative promosse dalla Compagnia di Ges\u00f9, ma \u00e8 stata un\u2019esperienza vissuta nel sud del Messico a fargli scoprire un mondo nel quale l\u2019ancestralit\u00e0, la cultura e la cura del pianeta sono legate fra loro e parlano di futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41404\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2023-02-02-at-7.40.06-PM-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p>\u201cSe rimango nella mia stabilit\u00e0, non sar\u00f2 mai un attore del cambiamento\u201d, si ripeteva Jes\u00fas, e in questo spirito \u00e8 partito per il Chiapas, uno stato in cui la popolazione \u00e8 per circa il 26% indigena, appartenente perlopi\u00f9 ai gruppi Tzotzil e Tzeltal. Gi\u00e0 nel 2016 Papa Francesco aveva visitato quelle terre, mettendo l&#8217;accento sull\u2019emarginazione che i popoli indigeni hanno subito e affermando che occorre chiedere consiglio a loro su come prendersi cura dell\u2019ambiente di fronte alla crisi climatica che il mondo sta vivendo. Allora Jes\u00fas non immaginava ancora che quel messaggio avrebbe contribuito a incoraggiarlo a partecipare a The Economy of Francesco, una comunit\u00e0 globale di giovani imprenditori, economisti e changemaker che, rispondendo all\u2019appello di Papa Francesco, cercano di generare processi che diano un\u2019anima all\u2019economia.<\/p>\n<p>Durante i suoi primi sei mesi nel Chiapas, Jes\u00fas ha partecipato al progetto di una tipografia che si occupa di fornire materiale formativo a 640 comunit\u00e0 indigene e che ha incarichi a tutti i livelli: politici, ecclesiali, educativi ed economici. Per Jes\u00fas, quest\u2019esperienza \u00e8 stata una scuola che lo ha introdotto a un mondo per lui completamente sconosciuto, seppur vicino geograficamente.<\/p>\n<p>Convinto che gli indigeni costituiscano una ricchezza per il mondo moderno, Jes\u00fas sostiene che uno dei punti di forza che queste comunit\u00e0 hanno da offrire \u00e8 \u201cil rapporto sacro con la terra e la concezione del lavoro sempre orientato al bene comune, il pensarsi come comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ricorda con ammirazione un\u2019occasione in cui ha visto una donna indigena partecipare a una manifestazione, e la forza del suo discorso lo ha colpito: \u201cSi chiamava Pascuala &#8211; ricorda Jes\u00fas &#8211; una donna che prima di tutto, con voce profetica, reclamava un futuro per i suoi figli. Perch\u00e9 una cosa che mi \u00e8 rimasta particolarmente impressa nel cuore \u00e8 che le comunit\u00e0 indigene coltivano molto la memoria comunitaria, non dimenticano la lotta storica. Danno anche importanza alla partecipazione comunitaria, sono custodi del futuro, dei loro figli, delle loro comunit\u00e0 e dei loro territori\u201d.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;esperienza alla tipografia, ha partecipato per sei mesi a un progetto chiamato Yomol Ayinel, che lavora per la difesa della vita e del territorio, accompagnando le comunit\u00e0 indigene nei loro processi di amministrazione comunitaria.<\/p>\n<p>Una delle grandi lezioni che devo a quest&#8217;esperienza fatta nelle periferie in cui ho partecipato a una causa condivisa &#8211; racconta Jes\u00fas &#8211; \u00e8 che non possiamo, come soggetti della modernit\u00e0, pensarci solo come esseri razionali, ma dobbiamo pensarci come esseri profondamente spirituali, capaci di connetterci con Dio, con la vita, con la comunit\u00e0, e, a partire da questa relazione profonda, generare processi trasformativi pi\u00f9 giusti e che promuovano la dignit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41409\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2023-02-02-at-7.40.05-PM.jpeg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p><strong>In cammino verso il buon vivere<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2020 Papa Francesco aveva convocato giovani economisti e imprenditori a partecipare a un evento ad Assisi chiamato The Economy of Francesco. Allora non fu possibile realizzare l&#8217;evento a causa della pandemia. Jes\u00fas si era iscritto, ma proprio in quel periodo gli fu diagnosticato un cancro. Il differimento dell&#8217;evento, racconta Jes\u00fas, gli ha permesso di conservare la speranza nei momenti di prova. Quell&#8217;anno, i giovani che avrebbero partecipato all\u2019evento si sono organizzati per creare una comunit\u00e0 globale nella quale hanno dato vita a processi di formazione e a varie iniziative sfruttando la dimensione virtuale. \u201cNel 2020 tutto si \u00e8 svolto online, e questo mi ha dato forza, vita, entusiasmo\u201d, ricorda Jes\u00fas.<\/p>\n<p>Alla fine, l&#8217;evento in presenza si \u00e8 svolto a settembre 2022. Per quella data, Jes\u00fas aveva sconfitto il cancro, e rispondere all&#8217;appello andando ad Assisi \u00e8 stato un \u201crinascere\u201d. Papa Francesco ha accompagnato i giovani, li ha ascoltati, li ha conosciuti profondamente e infine si \u00e8 rivolto a loro:<\/p>\n<p><em>\u201cSi tratta di trasformare un&#8217;economia che uccide in un&#8217;economia della vita, in tutte le sue dimensioni. Arrivare a quel \u201cbuon vivere\u201d, che non \u00e8 la dolce vita o il divertirsi, no. Il buon vivere \u00e8 quella mistica che i popoli aborigeni ci insegnano ad avere nel rapporto con la terra\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Con questa frase, Francesco ha sottolineato la ricchezza che i popoli indigeni latino-americani offrono al mondo moderno, all&#8217;economia. Il buon vivere \u00e8 definito come un principio e uno stile di vita che ha la propria origine nelle culture indigene del Sud America, e promuove una cultura di pace, di convivenza fra le persone e i popoli in armonia con la natura.<\/p>\n<p>Jes\u00fas non solo ha sentito questa ricerca come sua, ma si \u00e8 anche sentito abbracciato e allo stesso tempo sostenuto nel continuare il suo lavoro per costruire un&#8217;economia pi\u00f9 umana, inclusiva e fraterna. \u201cNel suo discorso finale, Papa Francesco ha parlato del capitale spirituale, per cui il senso della vita dev\u2019essere fondamentale nella ricerca di un nuovo orizzonte. Per me, uno dei momenti pi\u00f9 emozionanti \u00e8 stato proprio quello, l&#8217;essere considerati giovani del nostro tempo, che non solo vedono ma anche sentono le violenze dell&#8217;economia. E il veder nascere una comunit\u00e0 di persone che hanno voglia di essere protagoniste, non solo del proprio futuro ma anche del futuro dell\u2019umanit\u00e0\u201d, conclude Jes\u00fas.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41399\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/WhatsApp-Image-2023-02-02-at-7.40.05-PM-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscire dalla propria comfort zone e andare incontro alle comunit\u00e0 indigene del proprio paese ha permesso a Jes\u00fas Becerril, giovane economista messicano, di ampliare i propri orizzonti professionali e vocazionali. Ci\u00f2 che ha avuto inizio come un\u2019esperienza di volontariato \u00e8 diventata un\u2019occasione che ha trasformato la sua vita a 360 gradi. 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