{"id":73415,"date":"2023-04-07T08:35:14","date_gmt":"2023-04-07T06:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/siria-nel-cuore-della-tragedia-una-gioventu-attaccata-alla-vita\/"},"modified":"2023-04-07T08:35:14","modified_gmt":"2023-04-07T06:35:14","slug":"siria-nel-cuore-della-tragedia-una-gioventu-attaccata-alla-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/siria-nel-cuore-della-tragedia-una-gioventu-attaccata-alla-vita\/","title":{"rendered":"Siria: Nel cuore della tragedia, una giovent\u00f9 attaccata alla vita"},"content":{"rendered":"<h5><em>Di Youmna Bouzamel<\/em><\/h5>\n<p><em>Il terremoto del 6 febbraio ha inferto un duro colpo alla giovent\u00f9 siriana, in un paese gi\u00e0 indebolito da dodici anni di guerra e di crisi economiche. Nonostante la paura, i danni e le condizioni difficili, alcuni giovani siriani testimoniano il loro attaccamento alla vita.<\/em><\/p>\n<p>Il 6 febbraio, la Turchia e il nord della Siria sono scossi da un violento terremoto. Il bilancio \u00e8 devastante. \u00c8 un disastro di troppo per il popolo siriano, gi\u00e0 sofferente a causa di dodici anni di guerra e di difficolt\u00e0 socio-economiche. \u00abLe sanzioni (americane) rendono le condizioni di vita insopportabili. Tutto \u00e8 incredibilmente caro, la maggior parte della gente muore di fame e non ha niente da mangiare, i servizi, come l\u2019elettricit\u00e0, sono quasi inesistenti, i mezzi pubblici non ci sono, gli affitti sono costosi, i combustibili non sono reperibili, quindi \u00e8 difficile riuscire a riscaldarsi\u00bb, scrive Christine, una giovane di Damasco.<\/p>\n<p>In diverse regioni colpite del nord della Siria, la popolazione \u00e8 abbandonata a s\u00e9 stessa. La mancanza di elettricit\u00e0 e le infrastrutture gi\u00e0 indebolite da anni di conflitti rendono i soccorsi ancora pi\u00f9 difficili. \u00abLe squadre di soccorso siriane hanno estratto le vittime sepolte sotto le macerie al buio o alla luce delle lampadine tascabili, nonostante il freddo e la pioggia\u00bb, aggiunge Christine. \u00abPurtroppo i soccorsi e gli aiuti internazionali hanno tardato ad arrivare perch\u00e9 i paesi avevano paura delle sanzioni americane contro la Siria. Molte persone morte sotto le macerie avrebbero potuto essere salvate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Uno slancio di solidariet\u00e0 in tutta la Siria<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019indomani del disastro, le province siriane solidarizzano con le regioni colpite: gli abitanti aprono le porte delle proprie case, le chiese e gli hotel ospitano vittime per settimane, dei volontari raccolgono e distribuiscono aiuti alimentari e materiali&#8230; \u00abTutti donavano qualcosa, anche chi non aveva molto\u00bb racconta Christine.<\/p>\n<p>A Lattaqui\u00e9, vicino al confine turco, i danni sono notevoli, e gli abitanti le cui case sono ancora in piedi hanno paura di ritornarvi. Fadi, un giovane ingegnere, unisce le sue forze a quelle di un ingegnere esperto, per ispezionare le strutture e rassicurare gli abitanti, o avvertirli della necessit\u00e0 di evacuare.<\/p>\n<p>\u00abCon i Giovani per un mondo unito di Lattaqui\u00e9 e Baniyas, ci siamo fatti avanti come volontari nelle chiese. Abbiamo, soprattutto, fatto in modo che gli aiuti non si accumulassero in un posto solo, ma che fossero distribuiti ad altre regioni in difficolt\u00e0\u00bb testimonia Joseph, un giovane di Baniyas. \u00abLe persone prendevano solo ci\u00f2 di cui avevano davvero bisogno e lasciavano il resto agli altri\u00bb racconta Christine.<\/p>\n<p><strong>Tra smarrimento e speranza<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo passa, ma il ricordo del terremoto e delle scosse di assestamento \u00e8 ancora vivido. Lascia spazio alla paura, ai dubbi, ai sensi di colpa, ma anche alla speranza di una vita vissuta per il bene, al servizio degli altri.<\/p>\n<p>\u00abAlla prima scossa, ci siamo riuniti al riparo e, non sapendo cosa fare, ci siamo messi a pregare\u00bb racconta Carine di Aleppo. \u00abDopo aver atteso due ore sotto una pioggia torrenziale e nel buio della notte, siamo tornati a casa per prendere alcune cose. Io ho preso solo un rosario, era l\u2019unico modo per sentire una certa pace interiore\u00bb ricorda Noushig, anche lei di Aleppo.<\/p>\n<p>\u00abPensavo fosse l\u2019ultimo giorno della mia vita, tanto che ho cominciato a contattare i miei amici per scusarmi di tutto ci\u00f2 che avevo causato loro senza volerlo\u00bb rammenta Olivia di Baniyas.<\/p>\n<p>\u00abIn un momento di panico, quando la porta del nostro palazzo era bloccata, ho gridato: \u201cPerch\u00e9 non possiamo pi\u00f9 tornare a casa? Perch\u00e9 non possiamo pi\u00f9 vivere l\u00ec? Perch\u00e9 questa ingiustizia?\u201d Poi mi sono reso conto che altri erano stati colpiti pi\u00f9 duramente e che molti erano dispersi. Allora mi sono sentito grato per il dono della vita\u00bb testimonia Lilian di Aleppo.<\/p>\n<p>\u00abIn quell\u2019istante ho sentito la grandezza di Dio, ho sentito che niente \u00e8 impossibile a Lui, e che la tristezza o la rabbia che proviamo verso gli altri non hanno importanza, che i problemi che pensiamo siano la fine del mondo non hanno importanza. Passare una giornata normale, in cui non succede niente di speciale, \u00e8 una benedizione, mangiare \u00e8 una benedizione, e la breve vita che abbiamo vissuto finora \u00e8 una benedizione&#8230;\u00bb scrive Lara di Damasco.<\/p>\n<p>\u00abIl terremoto mi ha insegnato una cosa, come l\u2019esperienza di Chiara Lubich durante la Seconda guerra mondiale: tutto pu\u00f2 crollare, tranne Dio, solo Lui resta\u00bb scrive Nathalie da Aleppo. \u00abSiamo giovani e pieni di energie. Alla nostra et\u00e0 dovremmo pensare al futuro, a una vita migliore, invece viviamo in condizioni difficili, ma continuiamo a vivere e a lottare, nonostante le crisi \u2013 continua \u2013.\u00a0 I ricordi dei primi istanti del terremoto rimangono, ma la vita continua, e noi proviamo a spendere le nostre energie in iniziative che allevino la sofferenza degli altri e allo stesso tempo la nostra\u00bb.<\/p>\n<p>Le ONG <a href=\"https:\/\/www.amu-it.eu\/\">Azione per un Mondo Unito (AMU)<\/a> e <a href=\"https:\/\/afnonlus.org\/\">Azione Famiglie Nuove (AFN)<\/a> continuano a portare sollievo alla popolazione in Turchia e in Siria.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.focolare.org\/fr\/2023\/02\/07\/italiano-emergenza-terremoto-in-turchia-e-siria\/\">Puoi fare una donazione qui<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Youmna Bouzamel Il terremoto del 6 febbraio ha inferto un duro colpo alla giovent\u00f9 siriana, in un paese gi\u00e0 indebolito da dodici anni di guerra e di crisi economiche. 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