{"id":73552,"date":"2023-07-14T07:15:06","date_gmt":"2023-07-14T05:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/empatia-e-paura-presente-e-natura-umana-intervista-al-regista-cristian-mungiu-parte-2\/"},"modified":"2025-11-26T16:18:09","modified_gmt":"2025-11-26T15:18:09","slug":"empatia-e-paura-presente-e-natura-umana-intervista-al-regista-cristian-mungiu-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/empatia-e-paura-presente-e-natura-umana-intervista-al-regista-cristian-mungiu-parte-2\/","title":{"rendered":"Empatia e paura, presente e natura umana: intervista al regista Cristian Mungiu | Parte 2"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cR.M.N.\u201d (\u201cAnimali selvatici\u201d), il suo ultimo film, \u00e8 ambientato in un piccolo paese della Transilvania, dove l\u2019equilibrio della comunit\u00e0 locale (formata da etnie diverse) \u00e8 messo in crisi dall\u2019arrivo di alcuni lavoratori dello Sri-Lanka. Il film riflette sul presente e sulla natura umana, toccando in modo problematico i temi dell\u2019altro, dell\u2019incontro, della violenza e dell\u2019amore, dell\u2019accoglienza. Di tutto questo abbiamo dialogato con il regista Cristian Mungiu, gi\u00e0 vincitore della Palma d\u2019oro a Cannes (2007) con &#8220;4 mesi, 3 settimane, 2 giorni&#8221;, e della miglior regia, sempre a Cannes (2016), con &#8220;Un padre, una figlia&#8221;. <\/em><em>La seconda parte dell\u2019intervista (<a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/watch\/empatia-e-paura-presente-e-natura-umana-intervista-al-regista-christian-mungiu-parte-1\/\">clicca qui per andare a leggere la prima parte<\/a>):<\/em><\/p>\n<p><strong>Un altro personaggio fondamentale del film\u00a0\u00e8 Matthias, il protagonista Maschile di R.M.N. Mi sembra un uomo (almeno inizialmente) bloccato in una terra di mezzo:\u00a0\u00e8 sospeso tra l&#8217;uscita dalla sua terra (lo troviamo emigrato in Germania) e un ritorno a casa malinconico, dopo un episodio di razzismo sub\u00ecto.\u00a0E&#8217; sospeso anche tra due donne: la moglie da cui \u00e8 separato, e Csilla, con cui ha avuto una storia d&#8217;amore ma che ora lo rifiuta. Ha un padre anziano, che sta per andarsene, e un figlio da crescere, al quale insegna a cacciare e a difendersi dagli animali selvatici. Mi sembra, per\u00f2, che lentamente anche Matthias, In modo non troppo differente da Csilla, prenda coscienza che la mentalit\u00e0 chiusa, selvatica, violenta che lo circonda, non porti da nessuna parte. E&#8217; come se dentro la sua immobilit\u00e0 esista una silenziosa mobilit\u00e0 interiore. <\/strong><strong>\u00c8 cos\u00ec o mi sbaglio?<\/strong><\/p>\n<p>Per Matthias, il mondo cambia troppo in fretta, e ci\u00f2 gli procura molta ansia, perch\u00e9 non riesce a capire per quale tipo di mondo deve preparare suo figlio. I valori che ha appreso dal padre sono superati, ma il suo bisogno di affetto \u00e8 reale e concreto come quello di qualunque altro essere umano. Non \u00e8 certo il tipico protagonista (come quelli del cinema convenzionale, in cui tutto appare chiaro e il protagonista si evolve nel corso del film): lui rimane dubbioso dall\u2019inizio alla fine, ma, comunque, come hai osservato, qualcosa dentro di lui cambia. Per un verso, quando viene abbandonato dalle donne che ama, impara una lezione difficile: che anche chi non vuole essere coinvolto nella vita sociale e preferisce adeguarsi e pensare solo ai propri problemi ha una responsabilit\u00e0, e che occorre sempre fare delle scelte, perch\u00e9 si pu\u00f2 essere considerati colpevoli anche scegliendo di non agire.\u00a0\u00a0 La seconda cosa di cui si rende conto \u00e8 che noi umani abbiamo una duplice natura: siamo in parte esseri capaci di empatia, generosit\u00e0 e tolleranza, e in parte animali che per la propria sopravvivenza ricorrono a istinti violenti, al sospetto e all&#8217;egoismo. Alla fine, Matthias si ritrova tra questi due mondi \u2013 l\u2019oscurit\u00e0 della foresta e il calore della comunit\u00e0 \u2013 e capisce che deve fare una scelta; e qui \u00e8 importante che tutti noi capiamo che, nella vita reale, dobbiamo fare la stessa scelta, altrimenti, in una situazione imprevista (come un incidente o una guerra), l\u2019animale che \u00e8 in noi prevarr\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un lungo piano sequenza, in R.M.N, in cui gli abitanti del villaggio si radunano per discutere della questione relativa all&#8217;assunzione dei lavoratori dello Sri Lanka nella fabbrica del pane. E&#8217; presente anche Csilla,\u00a0e vengono fuori frasi poco confortanti sull&#8217;integrazione. Parole e pensieri che purtroppo abbiamo sentito tante volte in giro. Il film non giudica, ma fotografa, radiografa, come dice il titolo R.M.N. Pu\u00f2 essere interpretato come un film pessimista, ma anche come uno specchio attraverso il quale tutti possiamo vedere meglio la nostra la nostra sterile e pericolosa capacit\u00e0 di chiuderci e di chiudere le porte al prossimo fragile. Ecco per\u00f2 che l&#8217;arte torna a fornirci quel piccolo shock che mette in modo o alimenta il cambiamento, la crescita. Ti sembra un buon modo, questo, per leggere il tuo film?<\/strong><\/p>\n<p>Mi fa molto piacere che tu lo veda cos\u00ec. L&#8217;arte \u00e8 uno specchio, ma spesso la gente non ama sentirsi messa a nudo da un film, e se la prende con lo specchio piuttosto che con se stessa. Credo che l\u2019arte abbia valore nella misura in cui parla delle cose di cui la gente preferisce non parlare, ma che sono vere, anche se scomode.<\/p>\n<p>Oggi nel mondo dell&#8217;arte c\u2019\u00e8 molto conformismo, anche nel cinema, e spesso il limite del politicamente corretto (che per altri versi ha buone intenzioni) \u00e8 che raramente cambia i pensieri, ma solo le parole. Se vogliamo cambiare anche i pensieri, dobbiamo partire dall\u2019ascolto dell\u2019altro, da un ascolto vero, perch\u00e9 il dialogo pu\u00f2 iniziare solo quando non si \u00e8 convinti a priori di avere ragione e che l&#8217;altro abbia torto.<\/p>\n<p>La scena dell\u2019assemblea racconta anche i limiti della democrazia e la sua fine per come l\u2019abbiamo conosciuta. Perch\u00e9 se non si investe innanzitutto nell&#8217;istruzione delle persone, le decisioni della maggioranza possono non essere affatto etiche. Per le persone che vivono in piccole comunit\u00e0 tradizionali \u00e8 difficile identificare le \u201cautorit\u00e0\u201d distanti e ignote che decidono per loro come debba cambiare il mondo, e non capiscono perch\u00e9 anche loro debbano adeguarsi e cambiare, nonostante la maggioranza preferisca vivere secondo le proprie tradizioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_44677\" aria-describedby=\"caption-attachment-44677\" style=\"width: 1724px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-44677 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ANIMALI_SELVATICI_8.jpg\" alt=\"\" width=\"1724\" height=\"1200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-44677\" class=\"wp-caption-text\">ANIMALI_SELVATICI_8<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il tuo film, leggibile a pi\u00f9 livelli, ci parla,\u00a0attraverso i personaggi principali e il coro di protesta intorno a loro,\u00a0del male e del bene di cui siamo fatti, della luce e del buio verso cui possiamo andare.\u00a0Di cose belle e brutte che sono dentro di noi prima che fuori di noi.\u00a0<\/strong><strong>Cosa pensi di questa lettura?<\/strong><\/p>\n<p>Nei miei film cerco di preservare la complessit\u00e0 e l\u2019ambiguit\u00e0 del mondo reale, senza semplificarlo o interpretarlo eccessivamente con troppe spiegazioni verbali. S\u00ec, siamo fatti di impulsi e tratti contraddittori, siamo a volte razionali ma pi\u00f9 spesso irrazionali, il nostro giudizio si basa pi\u00f9 sulle emozioni e sulle circostanze che sulla logica, siamo egoisti pi\u00f9 che generosi e non possiamo sfuggire alla nostra solitudine anche se aneliamo all\u2019affetto. Il nostro subconscio ci avvolge come una foresta oscura in cui si annidano istinti animaleschi torbidi e indistinti.\u00a0\u00a0Verso la fine del film, Matthias ha una rivelazione: la fonte del male che sente aleggiare nell&#8217;aria e che lo spinge a proteggere i suoi cari potrebbe non venire dal mondo esterno ma da lui stesso, perch\u00e9 l&#8217;animale pi\u00f9 difficile da domare \u00e8 quello che ognuno ha dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Tutto il film \u00e8 pervaso dalla presenza degli orsi intorno al villaggio. Reali o metaforici che siano: sono animali selvatici rappresentanti, oltrech\u00e8 se stessi, certi aspetti della natura umana.\u00a0Matthias, alla fine del film, spara a un orso che sembra artificiale: una specie di maschera sotto la quale sembra nascondersi un uomo. Subito dopo averlo colpito, dalla penombra sembrano spuntarne molti altri. Pu\u00f2 essere un&#8217;altra metafora del film? Pu\u00f2 essere, quello del protagonista Matthias, il desiderio di lottare contro quella natura umana selvatica estranea all&#8217;empatia e all&#8217;amore?<\/strong><\/p>\n<p>Matthias prima spara a un orso, e per un attimo pensa di aver risolto il problema, qualche istante dopo, per\u00f2, nell\u2019oscurit\u00e0 sembrano apparire altre creature la cui natura \u00e8 pi\u00f9 vaga: sono animali, umani o incarnazioni delle sue stesse paure (come ha commentato qualcuno)? Ogni spettatore dar\u00e0 la propria risposta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_44682\" aria-describedby=\"caption-attachment-44682\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-44682 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ANIMALI_SELVATICI_locandina_alternativa_di_PAX_PALOSCIA.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"1200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-44682\" class=\"wp-caption-text\">ANIMALI_SELVATICI_locandina_alternativa_di_PAX_PALOSCIA<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cR.M.N.\u201d (\u201cAnimali selvatici\u201d), il suo ultimo film, \u00e8 ambientato in un piccolo paese della Transilvania, dove l\u2019equilibrio della comunit\u00e0 locale (formata da etnie diverse) \u00e8 messo in crisi dall\u2019arrivo di alcuni lavoratori dello Sri-Lanka. 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