{"id":74012,"date":"2024-09-13T09:06:17","date_gmt":"2024-09-13T07:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/occorre-un-salto-di-qualita-nell-accompagnamento-di-chi-vive-per-strada\/"},"modified":"2024-09-13T09:06:17","modified_gmt":"2024-09-13T07:06:17","slug":"occorre-un-salto-di-qualita-nell-accompagnamento-di-chi-vive-per-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/occorre-un-salto-di-qualita-nell-accompagnamento-di-chi-vive-per-strada\/","title":{"rendered":"Occorre un salto di qualit\u00e0 nell\u2019accompagnamento di chi vive per strada"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista a Pablo Vidal \u2013 Lavorare quotidianamente con persone con problemi di dipendenza e in situazione di indigenza costringe a fare i conti con realt\u00e0 molto complesse. In che modo si cerca di aiutarle? Come fare per non abituarsi a una situazione ingiusta? Quali misure richiede il contesto attuale? Uno dei referenti di Caritas Argentina offre alcune risposte.<\/em><\/p>\n<p>Nel 2016, Caritas Argentina ha creato il Dipartimento di Lavoro Pastorale e Comunitario per le Dipendenze (APyCA l\u2019acronimo in spagnolo), che lavora con realt\u00e0 afflitte dalla droga, spesso in contesti di indigenza. Il dipartimento \u00e8 diretto da Pablo Vidal che, in dialogo con <em>Ciudad Nueva<\/em>, condivide il suo punto di vista sulla povert\u00e0 crescente nel Paese e su come affrontarla, ponendo particolare enfasi sulla necessit\u00e0 di aiutare a ricostruire legami. Inoltre, in vista dei mesi invernali, ritiene sia essenziale \u201cfornire risposte di maggiore qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali informazioni avete sul contesto attuale delle persone senzatetto in Argentina?<\/strong><\/p>\n<p>Come per molte altre problematiche sociali, anche il numero delle persone che vivono per strada in Argentina \u00e8 in aumento, ma, ad oggi, non ci sono statistiche serie a livello nazionale che ne forniscano il numero esatto. In realt\u00e0, proprio poco tempo fa \u00e8 stata varata una legge per poter censire queste persone, perci\u00f2 credo che quest\u2019anno o l\u2019anno prossimo avremo un\u2019idea pi\u00f9 chiara della situazione. Da una parte, \u00e8 evidente che si tratta di un fenomeno in aumento, ma dall\u2019altra mancano le infrastrutture per farvi fronte. Non ci sono molte strutture in grado di accogliere uomini, donne e famiglie che vivono per strada. L\u2019Argentina \u00e8 molto carente su questo punto.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 previsto un piano d\u2019azione specifico per l\u2019arrivo dei mesi invernali?<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019anno non \u00e8 previsto un piano d\u2019azione specifico, ma noi di Caritas Argentina, specialmente la <em>Familia Grande del Hogar de Cristo<\/em>, accompagniamo le persone per strada da tanto tempo, ed \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che si sta sviluppando sempre di pi\u00f9, per fortuna. L\u2019anno scorso abbiamo messo in atto un piano per l\u2019inverno, per adattare e preparare nuove strutture. Ha funzionato molto bene, e ha permesso di aprire all\u2019accoglienza nuovi spazi della Chiesa, ad esempio a C\u00f3rdoba, a Rosario e in vari luoghi del Paese, sempre con il sostegno iniziale di Caritas. Per la maggior parte, si tratta di luoghi in cui Caritas lavora gi\u00e0 da anni. Inoltre, le parrocchie generalmente distribuiscono pasti a queste persone prima di accompagnarle a dormire nelle varie strutture.<\/p>\n<p><strong>Il Dipartimento che dirigi \u00e8 stato creato nel 2016. Quali necessit\u00e0 erano emerse?<\/strong><\/p>\n<p>Fu una decisione di Oscar Ojea, che allora era presidente di Caritas Argentina, sulla base di una realt\u00e0 che in quel periodo stava emergendo in varie parti del Paese, quella dell\u2019accompagnamento a persone colpite da questo dolore, dal flagello della droga. Il problema delle dipendenze nel mondo \u00e8 recente, \u00e8 apparso negli anni \u201880 e \u201890: i vescovi ne parlavano gi\u00e0 allora. Se ne parlava anche nel Documento di Aparecida, quindici anni fa. Si diceva che la droga era una pandemia che colpiva tutte le classi sociali, una goccia d\u2019olio che contaminava tutto. Oggi vediamo come questa realt\u00e0 si sia estesa ovunque. Non c\u2019\u00e8 una sola comunit\u00e0 in Argentina che non soffra per questo problema. Ed \u00e8 per questo che \u00e8 nato il nuovo dipartimento, per rispondere con maggiore slancio a questa sfida del nostro tempo.<\/p>\n<p><strong>Nel vostro lavoro, ponete molto l\u2019accento sui legami e sulle relazioni umane. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>La caratteristica distintiva del nostro lavoro \u00e8 la capacit\u00e0 di creare legami. La strada e il consumo di droga ti isolano da tutto. A un certo punto ti ritrovi tagliato fuori dalla tua famiglia, dal tuo posto di lavoro, dal tuo gruppo di amici, perfino dal tuo quartiere. E a volte, al di l\u00e0 della mancanza di lavoro, del non aver finito la scuola o dei problemi con la giustizia, c\u2019\u00e8 un dolore molto pi\u00f9 profondo, che sfugge a ogni statistica, che \u00e8 l\u2019essere orfani d\u2019amore. Ci accorgiamo della solitudine immensa di tanti ragazzi e ragazze che non hanno famiglia, che sono rimasti soli. Perci\u00f2 in Caritas, con le nostre comunit\u00e0 cristiane, con i nostri centri di quartiere, abbiamo una capacit\u00e0 enorme di fare famiglia, di creare nuovi legami di affetto che consentono lo sviluppo della persona. E questo \u00e8 ci\u00f2 che fa la differenza, la capacit\u00e0 di fare famiglia e di accompagnare per tutta la vita. Noi non accompagniamo una persona solo finch\u00e9 vive per strada. La accompagniamo anche quando compie gli anni, quando si sposa, quando trova una casa. Per noi, come comunit\u00e0 religiose, questo \u00e8 un obiettivo chiaro da sempre: creare comunit\u00e0, cio\u00e8, in definitiva, fare famiglia. Di fronte a questa solitudine e a questa mancanza di amore, si fa famiglia per accompagnare. Accompagnare una persona quando \u00e8 malata, in ospedale, in carcere, per strada&#8230; Perch\u00e9 sappia che avr\u00e0 sempre una famiglia, una casa sempre aperta.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 argentina ha una grande solidariet\u00e0 innata. Come reagisce di fronte a questo problema, soprattutto nei periodi pi\u00f9 duri come l\u2019inverno?<\/strong><\/p>\n<p>La societ\u00e0 argentina ha la solidariet\u00e0 nelle vene, e si vede. In molte parrocchie non si donano solo vestiti, ma si prepara anche da mangiare e si distribuisce alle persone in strada. Tutto questo si vede, e comporta un gran lavoro in tanti quartieri da parte della Chiesa e di altre organizzazioni della societ\u00e0 civile e fondazioni, che uniscono gli sforzi per aiutare chi vive per strada. Dal mio punto di vista, la sfida consiste nel fare congiuntamente, tutti insieme, un salto di qualit\u00e0 nel modo in cui accompagniamo queste persone. Oltre a distribuire pasti e vestiti, occorre allestire strutture dove ospitare questi giovani per la notte, soprattutto quando fa molto freddo. Credo che in questo caso non solo lo Stato, ma anche la Chiesa abbia una grande responsabilit\u00e0, perch\u00e9 dispone di tanti spazi inutilizzati durante l\u2019inverno, come saloni, o le stesse cappelle, che potrebbero essere aperte. Almeno durante l\u2019inverno, perch\u00e9 nessuno muoia di freddo in strada. L&#8217;Argentina \u00e8 un Paese molto solidale ed \u00e8 gi\u00e0 stato fatto tanto lavoro, ma di fronte a un problema sempre pi\u00f9 vasto e complesso occorre migliorare la qualit\u00e0 delle soluzioni proposte. Per questo aprire degli spazi alle persone che vivono per strada e alle famiglie \u00e8 molto importante.<\/p>\n<p><strong>Vedere persone in situazione di povert\u00e0 \u00e8 qualcosa che accade quotidianamente. Come possiamo evitare di abituarci all&#8217;emarginazione?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa nell&#8217;essere umano che fa s\u00ec che tutti finiamo per abituarci a questa realt\u00e0. E non parlo solo delle persone che non vi hanno mai direttamente avuto a che fare. Anche noi che ci lavoriamo quotidianamente, a volte, finiamo per considerarla normale. Accade un po\u2019 per difesa, perch\u00e9 \u00e8 difficile sopportare tanto dolore, quindi semplicemente ci si abitua a situazioni ingiuste, come vedere una mamma con il suo bambino che vivono per strada. Credo sia un meccanismo psicologico di autodifesa, che per me \u00e8 possibile superare quando si passa dall&#8217;accompagnare queste persone individualmente al farlo come comunit\u00e0. Accompagnarle come comunit\u00e0 permette di affrontare meglio queste situazioni e di superare questa tendenza all\u2019abitudine. A volte basta che qualcun altro venga con te e ti dica: \u201cNo, questo non va, bisogna fare qualcosa\u201d. \u00c8 un aspetto importante. \u00c8 un tema sul quale occorre sensibilizzare di pi\u00f9 la societ\u00e0. E, come dicevo, dare risposte di maggiore qualit\u00e0. Credo sia anche l\u2019unico modo di dare realmente l\u2019opportunit\u00e0 alla gente di capire che chi vive per strada non lo fa per scelta, non si droga per scelta, ma perch\u00e9 ha una storia di grande dolore alle spalle.<\/p>\n<p><strong>Cosa diresti a chi desidera darvi una mano?<\/strong><\/p>\n<p>Di venire a conoscere chi vive per strada. Di fare amicizia. Prima di aiutare bisogna fare amicizia. Tornando a ci\u00f2 che dicevamo a proposito dei legami, ci viene naturale metterci nel ruolo di chi \u201c\u00e8 migliore dell\u2019altro\u201d, e a volte dimentichiamo che l\u2019altro ha qualcosa da insegnarci. Andare incontro all\u2019altro partendo da un atteggiamento di amicizia gratuita. Quando ci si conosce e si fa amicizia, la vita \u00e8 pi\u00f9 bella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Pablo Vidal \u2013 Lavorare quotidianamente con persone con problemi di dipendenza e in situazione di indigenza costringe a fare i conti con realt\u00e0 molto complesse. In che modo si cerca di aiutarle? Come fare per non abituarsi a una situazione ingiusta? Quali misure richiede il contesto attuale? 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