{"id":74212,"date":"2025-02-28T09:22:33","date_gmt":"2025-02-28T08:22:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/un-viaggio-di-due-dipartimenti-centro-la-pira-il-luogo-delle-culture-e-dei-giovani-del-mondo\/"},"modified":"2025-11-26T16:24:50","modified_gmt":"2025-11-26T15:24:50","slug":"un-viaggio-di-due-dipartimenti-centro-la-pira-il-luogo-delle-culture-e-dei-giovani-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/un-viaggio-di-due-dipartimenti-centro-la-pira-il-luogo-delle-culture-e-dei-giovani-del-mondo\/","title":{"rendered":"Dialogo e incontro: il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira"},"content":{"rendered":"<p><em>Da 47 anni, il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira accoglie in Italia giovani di tutti i Paesi, culture, religioni e tradizioni. Un luogo speciale dove l&#8217;obiettivo \u00e8 crescere insieme e trovare valori comuni.<\/em><\/p>\n<p>Il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira (Centro La Pira) si trova a Firenze, Italia, e lavora sul dialogo e l\u2019interculturalit\u00e0 dal 1978. \u00abCostruiamo spazi di condivisione tra giovani e culture per un mondo pi\u00f9 fraterno\u00bb, pu\u00f2 essere la sintesi di questa bella realt\u00e0 di cui abbiamo parlato col suo presidente, Marco Salvatori.<\/p>\n<p><strong>Marco, da dove nasce questa bellissima storia?<\/strong><\/p>\n<p>Da un&#8217;ispirazione del Cardinal Benelli, quando nel 1978 cominciavano ad arrivare a Firenze i primi studenti universitari internazionali. Non c\u2019erano le strutture di oggi e rendendosi conto del disagio che questi giovani vivevano per la lontananza da casa e dagli affetti, egli si chiese: \u201cChi rilever\u00e0 l\u2019anima di Firenze?\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come si rispose?<\/strong><\/p>\n<p>Cominciando a sviluppare il sogno di un Centro in cui questi giovani potessero incontrarsi. Scrisse una lettera molto bella a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, dove le chiedeva la disponibilit\u00e0 ad animare questo luogo: lei rispose con grande entusiasmo. Da l\u00ec arrivarono i primi membri del Movimento dei Focolari ad aprire il Centro e dargli vita, in uno spazio dato in comodato d\u2019uso dalla diocesi di Firenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55688\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/010_IMG_0041.jpg\" alt=\"\" width=\"1715\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p><strong>Come crebbe il progetto?<\/strong><\/p>\n<p>In modo molto naturale, attraverso l\u2019incontro e il dialogo, compreso quello interreligioso. Tanti giovani erano di fede musulmana. Possiamo dire che la prima comunit\u00e0 musulmana fiorentina \u00e8 nata nel Centro La Pira. Mi piace ricordare un aneddoto.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><\/p>\n<p>Avevano bisogno di un luogo di preghiera, ma a Firenze non c&#8217;era ancora una moschea. Allora con il beneplacito del Vescovo cominciarono a farlo nella &#8220;Sala Teatina&#8221; del Centro. Nella volta della sala c\u2019\u00e8 affrescato un crocifisso e la prima preghiera di questi giovani musulmani a Firenze fu proprio sotto questa croce. Molto simbolico per quello che nel tempo diventer\u00e0 il dialogo cristiano-islamico a Firenze.<\/p>\n<p><strong>Quali furono gli ostacoli principali di quel periodo?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente la lingua. In pochi parlavano l\u2019italiano e si comprese da subito la grande importanza di organizzare corsi di lingua.<\/p>\n<p><strong>Chi li teneva?<\/strong><\/p>\n<p>Inizialmente docenti volontari e non solo del Movimento dei Focolari. I corsi sono stati una costante lungo tutta la vita del Centro La Pira. Oggi, oltre questi, abbiamo quelli tenuti da docenti professionisti, strutturati su diversi livelli. Continuiamo a puntare molto sulla qualit\u00e0 della nostra offerta formativa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55693\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/052_primi-anni-centro-1978-80-4.jpg\" alt=\"\" width=\"1694\" height=\"1200\" \/><\/p>\n<p><strong>La lingua come strumento fondamentale del dialogo.<\/strong><\/p>\n<p>Certamente, e per questo abbiamo sviluppato i corsi in modo sempre pi\u00f9 professionale. Oggi abbiamo un rapporto molto stretto con l&#8217;Universit\u00e0 per stranieri di Siena (Unistrasi).<\/p>\n<p><strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo una convenzione con loro: siamo sede d&#8217;esame per la certificazione CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera) e sede di formazione per la glottodidattica. Siamo anche sede d\u2019esame per la certificazione DITALS. Si tratta di una certificazione che Unistrasi\u00a0rilascia a chi voglia insegnare l\u2019italiano agli stranieri. Il libro stesso che adottiamo, \u201cInsieme al Centro\u201d, \u00e8 stato realizzato dai nostri insegnanti.<\/p>\n<p><strong>Quali sono altri strumenti e punti fondamentali del vostro lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;incontro. Quello con i giovani che, come nel \u201978, arrivano lasciandosi alle spalle realt\u00e0 pesantissime. Ospitiamo giovani dall&#8217;Ucraina, dall\u2019Afghanistan, dallo Yemen, dalla Palestina, dal Congo\u2026<\/p>\n<p><strong>Paesi in guerra.<\/strong><\/p>\n<p>In questo periodo abbiamo una ragazza iraniana nello stesso appartamento con una ucraina. All&#8217;inizio non \u00e8 stato facile, perch\u00e9 l\u2019incontro non sempre lo \u00e8, ma da qui nascono l&#8217;empatia, l&#8217;amore e il senso di famiglia. Si cresce insieme, ci si conosce e si possono trovare valori comuni, come quello, per noi fondamentale, della fraternit\u00e0. Un valore condiviso da Chiara Lubich e Giorgio La Pira, il \u201csindaco santo\u201d al quale, all\u2019indomani della morte, il Cardinal Benelli pens\u00f2 di intitolare il Centro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55698\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PHOTO-2024-10-04-08-33-05.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"900\" \/><\/p>\n<p><strong>Chi sono per voi queste due figure?<\/strong><\/p>\n<p>Sono i due giganti a cui da sempre il Centro si ispira.<\/p>\n<p><strong>Insegnate anche valori, dunque, oltre alla lingua?<\/strong><\/p>\n<p>Insegnare l&#8217;italiano con il massimo della professionalit\u00e0 \u00e8 importantissimo, ma lo \u00e8 altrettanto il cuore con cui lo si fa. Crediamo che faccia la differenza nell&#8217;esperienza che questi giovani vivono al Centro.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante investire sui giovani?<\/strong><\/p>\n<p>I giovani sono il futuro ma anche il presente: solo col dialogo tra loro possiamo immaginare un futuro migliore. Dobbiamo mettere da parte i preconcetti, a partire da quelli sulla provenienza geografica e culturale. Dobbiamo disarmarci e guardare alle persone. La comunicazione inizia da l\u00ec. Nei nostri due appartamenti si fa esperienza di convivenza positiva.<\/p>\n<p><strong>Chi ci vive?<\/strong><\/p>\n<p>14 studenti universitari. Non parliamo certo di grandi numeri, ma se anche si trattasse di un solo giovane, a quel giovane avremmo cambiato la vita.<\/p>\n<p><strong>Loro stessi, con la loro testimonianza, diventano insegnanti di questa possibilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Il gioved\u00ec sera abbiamo istituito uno spazio aperto dove, anche quelli che vengono al Centro per imparare l\u2019italiano o per gli eventi che organizziamo, si incontrano in modo informale. Il risultato lo si pu\u00f2 leggere nei loro occhi, nei loro sorrisi, nel loro desiderio di parlarsi e stare insieme.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-55703\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/PHOTO-2025-02-27-11-23-28.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1066\" \/><\/p>\n<p><strong>Nel vostro lavoro sul dialogo \u00e8 ben compreso quello interreligioso. Quanto \u00e8 importante lavorare su questo tipo di dialogo?<\/strong><\/p>\n<p>Mi vengono in mente di nuovo le parole del Cardinal Benelli che ci esort\u00f2 a servirli questi giovani, conoscerli, fare che si sentissero accolti ponendoci al loro fianco, rispettandoli e aiutandoli\u00a0in tutto, e aggiunse: \u201cSe sono musulmani, li aiuteremo ad esserlo meglio, se ebrei ad essere ebrei \u2026\u201d Questo \u00e8 un dialogo molto profondo.<\/p>\n<p><strong>Che portate avanti da cristiani.<\/strong><\/p>\n<p>Tutti sanno che il Centro La Pira \u00e8 una realt\u00e0 cristiana legata alla Chiesa cattolica, a partire dai suoi spazi. Ma al tempo stesso \u00e8 un\u2019esperienza di chiesa di frontiera.<\/p>\n<p><strong>Frontiera in che senso?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La frontiera dell&#8217;incontro con religioni diverse e con gli stessi non credenti. Anche con loro si possono trovare punti di contatto. Noi cerchiamo di trasformare in vita i nostri valori cristiani e questo arriva a tutti, nel rispetto di tutti. Da questa conoscenza dal basso, tra persone prima che tra istituzioni, si mettono in moto le relazioni.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche il conflitto, a volte?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Certo, e non va rimosso, ma affrontato cercando di comprendersi. A volte \u00e8 semplice, altre meno, ma questa tensione all\u2019ascolto profondo e reciproco semplifica molto le cose.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 vero che la prima scuola di arabo a Firenze \u00e8 nata al Centro La Pira?<\/strong><\/p>\n<p>Si, con una insegnante yemenita, una delle prime studentesse del Centro. All\u2019indomani dell\u2019attentato alle Torri gemelle, si cerc\u00f2 di dare una risposta controcorrente all\u2019odio che saliva, aiutando le seconde generazioni a scoprire la bellezza della lingua dei genitori. Da l\u00ec \u00e8 nato un percorso che poi si \u00e8 allargato alla citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Mi sembra che il vostro lavoro getti un ponte tra accoglienza e formazione. Che ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro sogno \u00e8 formare giovani che possano diventare <em>ponti vivi<\/em> tra paesi diversi. L&#8217;esperienza di questi 47 anni ci ha mostrato che i rapporti costruiti sul valore della fraternit\u00e0 hanno talvolta portato i giovani a tornare nei loro paesi facendo nascere, a volte, addirittura esperienze simili o ispirate al Centro La Pira! Questo ci d\u00e0 fiducia e speranza oltre ogni fatica. I semi gettati camminano nel mondo. Abbiamo molti progetti in questo senso, spesso sviluppati con altri partner, tra cui New Humanity NGO.<\/p>\n<figure id=\"attachment_55708\" aria-describedby=\"caption-attachment-55708\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-55708\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Centro-La-Pira.jpg\" alt=\"Centro La Pira\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-55708\" class=\"wp-caption-text\">Centro La Pira<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Che valore ha il linguaggio dell\u2019arte, per alimentare l\u2019incontro e il dialogo?<\/strong><\/p>\n<p>Da musicista (Marco Salvatori \u00e8 il primo oboe del Maggio Musicale Fiorentino, ndr) potrei essere di parte, ma l&#8217;esperienza al Centro ci dice che il linguaggio dell&#8217;arte, della musica in particolare, \u00e8 assolutamente privilegiato per costruire rapporti. Una cara amica, Marie Th\u00e9r\u00e8se Henderson, ha definito la musica come \u201cl&#8217;arte delle relazioni\u201d. Non trovo una definizione migliore. Per questo, al Centro organizziamo da cinque anni rassegne di concerti in cui giovani musicisti si incontrano facendo musica insieme. Organizziamo inoltre un concorso fotografico, mostre di quadri e presentazioni di libri\u2026<\/p>\n<p><strong>Ci hai raccontato una storia molto bella.<\/strong><\/p>\n<p>Una storia nella quale ha grande importanza l\u2019idea di una governance condivisa, che nel nostro caso significa cercare di mettere in pratica il pensiero di Chiara Lubich che ci guida.<\/p>\n<p><strong>La vera condivisione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esperienza per me pi\u00f9 importante in questi dieci anni alla direzione del Centro La Pira, \u00e8 stata lavorare, pur con tutti i miei limiti, in questo spirito, che poi non \u00e8 altro che lo spirito sinodale espresso in modo meraviglioso da quel proverbio africano che dice che da soli si va pi\u00f9 veloci, ma insieme si va pi\u00f9 lontano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da 47 anni, il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira accoglie in Italia giovani di tutti i Paesi, culture, religioni e tradizioni. 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